Tag: psicofarmaci

  • Un italiano su 4 assume farmaci senza consultare il medico

    Il fai da te si applica anche alla salute e l’automedicazione è una pratica che gli italiani conoscono bene, forse anche troppo: secondo i risultati dell’ultima indagine di Dottori.it il 23,4% degli italiani assume farmaci con obbligo di prescrizione senza consultare il medico.

    Il portale, che riunisce i medici specialisti italiani (www.dottori.it), ha chiesto all’Istituto di ricerca Demoskopea di intervistare un campione rappresentativo dell’universo di riferimento in Italia, pari a circa 37milioni di individui tra 18 e 65 anni. Le loro risposte parlano chiaro: quasi un intervistato su quattro, negli ultimi dodici mesi, ha assunto autonomamente farmaci che invece richiedevano la prescrizione medica.

    Ma quali sono i farmaci più usati in autonomia dagli italiani? La risposta più ricorrente degli italiani è relativa agli antidolorifici, indicati dal 55,1% degli intervistati. Non mancano, però, gli antibiotici, farmaci utilissimi ma che, come ribadisce l’Aifa – l’Agenzia italiana del farmaco – vanno tassativamente utilizzati dietro il consulto medico, perché un uso improprio (non solo in termini di dosaggio, ma anche di orari di utilizzo e durata della terapia) può rivelarsi inutile, se non persino dannoso. Eppure, il 37% del campione ammette di averli usati di spontanea volontà: addirittura, questo dato sale al 42,9% nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni.

    Molto utilizzati in autonomia dal proprio dottore sono gli antistaminici (indicati dal 28,8% del campione) e gli antipiretici (20,3%), nonostante per entrambe le tipologie esista la possibilità di incappare in fenomeni allergici o di sensibilizzazione al principio attivo. Addirittura, il 5,9% del campione dichiara di aver assunto, negli ultimi dodici mesi, degli psicofarmaci senza chiedere un confronto con il medico – percentuale che sale oltre il 10% se si isolano le risposte degli intervistati di età compresa tra i 25 e i 34 anni.

    Siamo un popolo di sconsiderati? I numeri dicono questo, ma un terzo di chi ha assunto farmaci con obbligo di ricetta senza il confronto con il proprio medico si ritiene poco imprudente (34,7% del campione), contro il 29,7% che invece ammette di essere abbastanza imprudente – percentuale, questa, che sale fino al 34% tra i laureati e al 37,5% tra i giovani fino a 24 anni. Del tutto sicuro delle proprie azioni il 14,4% degli intervistati.

    «Se i piccoli fastidi che interferiscono con lo svolgimento delle nostre attività quotidiane possono essere affrontati e curati efficacemente anche senza il consulto con un medico – dichiara Vito Ciardo, General Manager di Dottori.it quando si deve ricorrere a farmaci che vengono venduti tramite prescrizione è fondamentale ricorrere all’intervento di uno specialista, in grado di offrire un supporto tecnico, oltre che un sollievo psicologico di grande importanza. Contattare uno specialista è oggi più semplice, perché sono sempre di più i medici che ricorrono al web per velocizzare i processi di comunicazione con il paziente.»

    «Nell’ambito dell’indagine realizzata per Dottori.it ha dichiarato Stefano Carlin, Amministratore Delegato di Demoskopea abbiamo potuto sottolineare come tra i più giovani emerga un uso più disinvolto dei farmaci e dell’automedicazione: tra gli under 24 la percentuale di chi usa medicinali senza confrontarsi con uno specialista supera il 27%. Più attenti gli adulti e gli anziani, forse per una più radicata abitudine al consulto medico: l’automedicazione con farmaci con obbligo di ricetta tra gli over 55 si abbassa al 18%.»

  • LA LOTTA CONTRO L’ABUSO DI PSICOFARMACI E’ QUOTIDIANA

    È ormai accertato senza alcun dubbio che l’aumento del consumo di psicofarmaci è nettamente superiore, in percentuale, all’aumento della popolazione mondiale; sta facendo “ammalare” più gente di quanta non ne “cura” a costi esorbitanti per le casse dei governi e dei cittadini.

    Per questo motivo il CCDU (Comitato Dei Cittadini Per I Diritti Umani) porta avanti da anni diverse attività di informazione e di denuncia. Una delle tante attività è informare le persone sull’esatta verità riguardo psicofarmaci e psichiatri: lo scopo è rendere i cittadini pienamente consapevoli dei gravi e forti rischi che corrono assumendoli e dei danni certi a cui vanno incontro se ne abusano.

    La necessità di questa campagna informativa nasce dalla facilità e superficialità con la quale molti medici psichiatrici prescrivono ai propri pazienti pillole prodotte da case farmaceutiche interessate più ai loro profitti che al benessere delle persone.

    Quindi, come quasi tutti i sabati ormai da tempo, sabato 10 marzo, i volontari del CCDU hanno distribuito, al mercato che si volge il sabato mattina intorno allo stadio di Verona, circa 1000 volantini che informano sui reali pericoli dell’abuso di psicofarmaci.

    La lotta contro l’abuso di psicofarmaci non è una questione che riguarda solamente il CCDU: riguarda tutti, perché è il futuro dell’intera popolazione ad essere messo in pericolo.

    Per dirlo con le parole dello scrittore e filosofo L.RON HUBBARD: “Dobbiamo salvaguardarci contro pratiche ingiuste e affrettarci a rimediare a tutte le ingiustizie. Dobbiamo assumerci formalmente l’impegno, altrimenti non ce la faremo mai.”

    Ovviamente il volantino non fornisce tutte le informazioni necessarie, ma invita chi lo legge ad ottenerle e gli indica come.

    Si possono trovare altre informazioni sul sito del CCDD www.ccdu.org

  • “La Terra dei Fuochi brucia di impegno sociale”

    Brucia di un fuoco che illumina, rischiara, scalda. Così come la gente che la abita, la ama e la protegge.

    Quando le Riforme Sociali sono una realtà e gli Amministratori si dimostrano sensibili e lungimiranti, il Bene Sociale, la Giustizia ed il Sapere si incontrano, dando vita ad un richiamo a cui non si può resistere

    I Sindaci e le Giunte dei Comuni di Piedimonte Matese, San Potito Sannitico, Baia Latina, Pratella, Valle Agricola, Alife, Santa Maria Capua Vetere, Alvignano, Carinola, Gioia Sannitica, Faicchio ed il Parco Regionale del Matese, con l’adesione al Programma “Mai più un bambino…”, affermano quel “Coraggio di Vincere” necessario di cui di cui la Prof.ssa Palmieri parlava già nel 2007 – nell’omonima pubblicazione – e che rappresenta lo spirito di fondo da cui nasce lo stesso Programma.

    vincere è possibile – si legge. – Certo, è più semplice aspettare che qualcosa accada. Ma aspettare rende tristi e può portare al fallimento. Mentre aspettiamo c’è sempre qualcun altro che sta decidendo e agendo per noi. Per cambiare, per migliorare per vincere – qualunque sia la nostra battaglia – è necessario fare, comunicare, chiedere tentare, mettersi in gioco, decidere, agire e raccogliere – step by step – le nostre piccole vittorie. Perché per vincere ci vuole coraggio. Ed il coraggio è la nostra libertà”.

    Questi Comuni, dunque, affermano proprio questa stessa libertà condividendo i punti fondamentali del Programma sulla tutela dei Minori in merito ad interventi di screening diffuso in ambito scolastico, sul divieto di sottoporre i Minori al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) o di somministrare psicofarmaci ai bambini ricoverati in Case Famiglia come prassi di contenimento, circa il controllo sull’accanimento diagnostico e terapeutico con psicofarmaci verso bambini in condizione di disagio familiare, sociale, scolastico e/o ambientale, promuovendo l’istituzione di una Commissione di vigilanza e monitoraggio in ambiti inerenti i Minori in condizioni di disagio e la creazione di un database sui Diritti Umani Negati e sugli abusi e maltrattamenti ai Minori d’Italia

    Per questa ragione, gli stessi Comuni patrocinano l’evento importante organizzato in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare che si terrà il 22 febbraio 2014 – ore 15.30 – a Piedimonte Matese, presso il Museo Civico R. Marrocco: il Convegno “Nuovi saperi: metodologia di studio e tecniche per imparare come prevenzione e terapia delle Difficoltà di apprendimento. Adolescenti e abuso di psicofarmaci”, con l’intervento della Prof.ssa Vincenza Palmieri, dell’Avv. Francesco Miraglia, della Principessa Amelia Izzo d’Aragona, della Prof.ssa Paola Gravela e del Vice Presidente Inpef Dott. Pier Bonici, oltre alla graditissima presenza dell’Avv. Enzo Cappello, Sindaco di Piedimonte e della Dott.ssa Raffaella Martino, Direttore Scientifico del Museo Civico.

    Quando il fuoco brucia e l’impegno è tanto, ecco che si muovono tutte le forze in gioco. Così, gli studenti del Liceo Psicopedagogico incontreranno in mattinata l’INPEF presso l’Aula Consiliare del Comune di Alvignano, per sottoporre domande circa il loro presente e futuro, circa i valori che devono animare la loro terra e la loro vita; così come, nel pomeriggio, invece, nel momento più Istituzionale, verrà a portare il proprio sostegno anche la Consigliera del Comune di Trento Gabriella Maffioletti, grazie al cui interessamento il Programma “Mai più un bambino…” è stato oggetto di delibera comunale.
    Sarà, inoltre, graditissima l’annunciata presenza dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem, nelle persone di Maurizio Palmisano, Luogotenente del Gran Priore d’Italia, e dell’Ambasciatrice per l’America Latina Nidia Yaneth Garcia.

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    Un fuoco che brucia in tutta Italia e che guarda lontano, dunque, quello delle Riforme Sociali; perché “per far cambiare il vento, bisogna soffiare forte, non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli” (Vincenza Palmieri)

  • Riforme Sociali a Piedimonte Matese con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare

    Le Riforme Sociali previste dal

    Programma Nazionale “Mai più un bambino…”approvate in altri 11 Comuni Italiani.

    Saremo, per questo, il 22 Febbraio 2014 a Piedimonte Matese (CE) – ore 15.30 – per sancire l’impegno istituzionale assunto.

    Dopo i Comuni di Limena, Strambino, Baia Latina, Piedimonte Matese, San Potito Sannitico e Trento non potevano mancare, fieri:

    Pratella, Valle Agricola, Alife, Santa Maria Capua Vetere, Alvignano, Carinola, Gioia Sannitica, Faicchio ed il Parco Regionale del Matese.

    I cambiamenti devono essere istituzionali. E c’è bisogno di atti pubblici condivisi, forti, politici e politicizzati. Soprattutto, politicizzanti. Devono, infatti, provenire dalle Istituzioni e raggiungere il territorio. Per arrivare dove è naturale che arrivino: intorno ai nostri bambini”.

    Queste le parole pronunciate tutte d’un fiato dalla Prof.ssa Vincenza Palmieri, ideatrice del Programma “Mai più un bambino…” che sta coinvolgendo e travolgendo tantissimi Comuni italiani, dette in un soffio e spinte lontano, fino al cuore delle Giunte e dei Consigli Comunali Comunali.

    Decine di Sindaci hanno condiviso i punti fondamentali del Programma:

    – Tutela dei Minori in merito ad interventi di screening diffuso in ambito scolastico

    – Divieto di sottoporre i Minori al TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)

    – Divieto di somministrare psicofarmaci ai bambini ricoverati in Case Famiglia come prassi di contenimento

    – Controllo dell’accanimento diagnostico e terapeutico con psicofarmaci verso bambini in condizione di disagio familiare, sociale, scolastico e/o ambientale

    – Creazione di una Commissione di vigilanza e monitoraggio in ambiti inerenti i Minori in condizioni di disagio

    – Creazione di un database sui Diritti Umani Negati e sugli abusi e maltrattamenti ai Minori d’Italia

    Quando tutto questo è finalmente formalizzato all’interno di ufficiali documenti di Enti e Governi, significa che è davvero in atto quel cambiamento chiamato riforme sociali.

    Per questa ragione, la Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, prima firmataria della Petizione, sarà il 22 febbraio 2014 – ore 15.30 – a Piedimonte Matese, presso il Museo Civico R. Marrocco, al Convegno “Nuovi saperi: metodologia di studio e tecniche per imparare come prevenzione e terapia delle Difficoltà di apprendimento. Adolescenti e abuso di psicofarmaci”; per incontrare Capi di Istituto, studenti, Autorità e sancire con forza, ancora una volta, l’impegno contro la medicalizzazione dell’insegnamento.

    Insieme a coloro con cui, da sempre condivide battaglie ed impegno civile: il noto avvocato Francesco Miraglia, la Principessa Amelia Izzo d’Aragona, l’esperta prof.ssa Paola Gravela ed il Vice Presidente Inpef dott. Pier Bonici.

    Presenzieranno, inoltre, l’Avv. Enzo Cappello, Sindaco di Piedimonte e la Dott.ssa Raffaella Martino, Direttore Scientifico del Museo Civico.

    Al mattino, l’INPEF incontrerà centinaia di Studenti del Liceo Psicopedagogico presso l’Aula Consiliare del Comune di Alvignano.

    L’evento ha ricevuto l’adesione dei Comuni dell’Alto Casertano, degli Istituti Psicopedagogici e dell’Associazione delle Camere Minorili “Il Faro” di Santa Maria Capua Vetere, nonché il patrocinio morale dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem Priorato Generale d’Italia, Gran Balivato della Magna Grecia.

    È proprio così:

    “Per far cambiare il vento, bisogna soffiare forte,

    non bisogna fermarsi mai e non si può essere soli”.

  • TEST ADHD NELLE SCUOLE


    Stanno drogando i nostri figli
    Attenzione ai test nelle scuole!
    Tramite il test vengono segnalati i bambini per portarli sotto “trattamento”. Le “cure” spesso consistono in potenti psicofarmaci. Drogando cosi i nostri figli.
    Anche in Italia è stato commercializzato uno psicostimolante, il metilfenidato, un derivato dell’anfetamina, per la “cura” del controverso Disturbo del Deficit dell’Attenzione ed Iperattività (sigla in inglese ADHD, in italiano DDAI).
    Di questo “disturbo” si è sentito parlare per la prima volta nel 1987, quando i membri della potente Associazione Psichiatrica Americana (APA) ne inventarono il nome e decisero di includerlo nel testo di base dei disturbi psichiatrici. Secondo certa parte della psichiatria tale disturbo l’avrebbero i bambini che si muovono troppo, che si arrampicano, che non ascoltano, che non stanno attenti a scuola, che non svolgono facilmente i compiti, ecc.. Cose che caratterizzano tanti bambini, ma ora ci dicono che sono malati!
    In Italia, fino a marzo del 2003 il metilfenidato figurava nella Tabella I degli stupefacenti. Poi, miracolosamente, è finito in quella degli psicofarmaci. Inutile dire che ciò deve aver facilitato le procedure per la sua commercializzazione. Il metilfenidato era già in commercio in Italia ma nel 1989 venne ritirato a causa dell’abuso che se ne faceva. Veniva dato a coloro che soffrono di narcolessia cioè il bisogno irresistibile di dormire
    Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sta distribuendo gratuitamente opuscoli che hanno lo scopo di informare i genitori.
    Per maggiori informazioni www.ccdu.org
    Stiamo anche raccogliendo lettere da spedire alle autorità competenti al fine di chiedere loro di tutelare il diritto di ogni bambino a non essere oggetto di diagnosi psichiatriche errate e a non dover assumere psicofarmaci di qualsiasi tipo.

  • GENNAIO 2014: RIPRENDE LA LOTTA CONTRO L’ABUSO DEGLI PSICOFARMACI

    Questa è una delle tante attività informative sull’esatta verità riguardo psicofarmaci e psichiatri che il CCDU porta avanti da decenni: lo scopo è rendere i cittadini pienamente consapevoli dei gravi e forti rischi che corrono assumendoli e dei danni certi a cui vanno incontro se ne abusano.

    La necessità di questa campagna nasce dalla facilità e superficialità con la quale molti medici psichiatrici prescrivono ai propri pazienti pillole prodotte da case farmaceutiche interessate più ai loro profitti che al benessere delle persone.

    Questo sta causando un aumento del consumo di psicofarmaci nettamente superiore, in percentuale, all’aumento della popolazione mondiale; sta facendo “ammalare” più gente di quanta non ne “cura” a costi esorbitanti per le casse dei governi e dei cittadini.

    La lotta contro l’abuso di psicofarmaci non è una questione che riguarda solamente il CCDU: riguarda tutti, perché è il futuro dell’intera popolazione ad essere messo in pericolo.

    Per dirlo con le parole dello scrittore e filosofo L.RON HUBBARD: “Dobbiamo salvaguardarci contro pratiche ingiuste e affrettarci a rimediare a tutte le ingiustizie. Dobbiamo assumerci formalmente l’impegno, altrimenti non ce la faremo mai.”

    Ovviamente il volantino non fornisce tutte le informazioni necessarie, ma invita chi lo legge ad ottenerle e gli indica come.

    Si possono trovare altre informazioni sul sito del CCDD www.ccdu.org e www.ccdu.it

  • Raccolta firme: “Psicofarmaci ai Bambini: No grazie!”

    Brescia, Domenica 19 Gennaio 2014, i volontari del Comitato del Cittadini per i Diritti Umani sono stati in centro

    storico, sotto i Portici X Giornate, raccogliendo diverse firme per dire “Basta psicofarmaci ai Bambini”, distribuendo

    anche centinaia di volantini e libretti informativi sul pericolo della somministrazione di droghe psicotrope.

    Negli ultimi anni, va via via crescendo il numero di bambini che vengono etichettati come “dislessici” “ADHD” (deficid

    dell’iperattività), il tutto col risultato di avere migliaia di bambini sotto “cure” psicotrope, cioe’ di potenti

    psicofarmaci.

    La raccolta firme viene fatta individualmente, tramite lettera che verrà inviata al Ministero della Salute e

    all’Istruzione; affinchè venga presa in considerazione ogni possibilità per prevenire che i bambini vengano

    “etichettati” ingiustamente come affetti da “disturbi mentali” specie attraverso programmi di “istruzione speciale” o

    attraverso l’uso nelle scuole di test o questionari psicopatologici e che sia protetto il loro diritto inalienabile ad

    essere educati senza l’uso di farmaci.

    Per maggiori informazioni:

    www.ccdu.org

  • Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani in campo per “l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

    Domenica 17 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?

    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.

    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:

    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).

    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.

    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.

    Maggiori informazioni su:

    www.ccdu.org

  • Comitato in campo per “l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

    Domenica 10 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?

    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.

    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:

    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).

    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.

    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.

    Maggiori informazioni su:

    www.ccdu.org

  • Raccolta firme: “contro l’abuso di psicofarmaci ai bambini”

    Domenica 3 Novembre è stata fatta la raccolta firme da parte i volontari del Comitato dei Cittadini per i Diritti dell’Uomo sulla petizione: “Appello per i diritti dei bambini contro le etichette psichiatriche ed abuso di psicofarmaci”

    I volontari erano davanti agli Spedali Civili distribuendo materiale informativo sul soggetto facendo aderire decine di cittadini all’appello.

    Il foglio informativo riportava:

    PENSI CHE LA PSICHIATRIA NON ABBIA A CHE FARE CON TE?

    RIPENSACI!

    La recente campagna di marcheting, portata avanti da lobby psichiatriche, ha raggiunto l’obiettivo del consenso del ministero della salute per cui un bambino “troppo vivace” ora può ricevere una diagnosi di “iperattività” e il marchio di malato mentale. Di conseguenza molti di loro saranno sottoposti a trattamento con pericolosi pscicofarmaci anfetaminici. La psichiatria continua a sostenere che i bambini troppo vivaci sono in realtà colpiti da una “malattia” a cui è stato dato il nome di ADHD. Nessuno vuole negare che un bambino possa avere problemi a scuola, in famiglia o nelle relazioni interpersonali e che questi problemi possano manifestarsi con un comportamento irascibile, nervoso e preoccupato. Ma sostenere che questo atteggiamento è indice di una malattia è soltanto una trovata pubblicitaria e una campagna di marcheting che null’altro fa se non aumentare i numero potenziale di pazienti da curare. Questa è una opinione non dimostrata non un fatto: è il business della follia infantile, della cosidetta “sindrome del bambino iperattivo e con deficit di attenzione” (ADHD). Secondo una ricerca nazionale, fatta lo scorso anno in alcune scuole italiane, su un campione di sette città il 9% degli scolari esaminati avrebbe un disturbo mentale e il 2% di loro sarebbe affetto da ADHD. La psichiatria si è sostituita all’istruzione e in alcune scuole i NOSTRI bambini sono sottoposti a test psichiatrici/psicologici al fine di individuare il “disturbo mentale” fin dall’infanzia.

    Un recente sondaggio dell’istituto Mario Negri stima che in Italia:

    34.000 BAMBINI ITALIANI FANNO USO DI PSICOFARMACI (!).

    I bambini non sono “cavie”, sono esseri umani che hanno tutto il diritto di aspettarsi protezione ed amore, questo verrà loro negato solo dalle camicie di forza verbali e chimiche: dalle false etichette psichiatriche e dagli psicofarmaci.

    I bambini sono il nostro futuro.

    A RISCHIO NON C’E’ NIENTE DI MENO CHE IL NOSTRO STESSO FUTURO.

    Maggiori informazioni su:

    www.ccdu.org