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  • Antonello De Pierro candidato ad Ardea


    Il presidente dell’Italia dei Diritti è in corsa simbolicamente nella lista civica “Incontro Democratico” per testimoniare il sostegno del movimento alla necessaria spinta di rinnovamento propugnata in termini di legalità e trasparenza per la cittadina pontina

    Roma – Come già noto, le prossime elezioni amministrative, che si terranno i prossimi 6 e 7 maggio, vedranno la partecipazione del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista Antonello De Pierro.

    In quasi tutti i comuni chiamati al voto infatti, pur non presentando liste autonome come più volte ribadito, salvo eccezioni, saranno presenti in liste ospitanti numerosi rappresentanti dell’organizzazione per i diritti dei cittadini, come per esempio nei capoluoghi di provincia La Spezia e Isernia, dove correranno per la carica di consigliere rispettivamente Maurizio Ferraioli, responsabile ligure, e Vincenzo Di Carlo.

    Per il Comune di Ardea, cittadina della provincia sud di Roma, l’Italia dei Diritti sarà rappresentata proprio dal suo presidente De Pierro, candidato nella lista civica “Incontro Democratico” a sostegno della candidata a sindaco Cristina Capraro. E’ una candidatura simbolica quella del leader del movimento, per testimoniare la vicinanza al progetto di rinnovamento propugnato dalla lista nella quale ha scelto di essere inserito.

    De Pierro, che in questi giorni è in giro per l’Italia a sostenere i vari candidati dell’Idd, ha spiegato così la sua presenza nel centro pontino: “Ardea sta vivendo ormai una situazione ai limiti della tollerabilità, con un’emergenza sicurezza e legalità che non può più aspettare e reclama l’urgenza di un’inversione di rotta in termini di rinnovamento del tessuto amministrativo, che attualmente, alla luce dei fatti, è apoditticamente incapace per far fronte a tale indifferibile esigenza. Chi non sa amministrare deve andare a casa e passare il testimone, se vuole realmente il bene della collettività, anche se ciò purtroppo resta aggrappato ad una mera illusione chimerica. L’immobilismo politico degli ultimi anni ha portato ad una condizione di estremo e devastante degrado del contesto socio – culturale del territorio, che appare ormai sfibrato nei suoi fermenti creativi e innovativi, affogando in un inesorabile appiattimento. L’illegalità e i conflitti di interessi dilagano senza freni e remore, l’impasse in termini occupazionali, infrastrutturali, sociali è disarmante, e solo un intervento immediato e deciso potrebbe portare ad arginare una deriva apocalittica. Il futuro di Ardea è ora nelle mani degli elettori, che dovranno scegliere se restare avvinghiati e stritolati nelle spire delle politiche clientelari e degli interessi di pochi eletti, oppure affidare il controllo del territorio a persone capaci e con l’unico interesse di salvaguardare le esigenze della collettività. L’Italia dei Diritti ha sempre dimostrato di schierarsi dalla parte dei cittadini contro le logiche partitiche della Casta e contro le lobby. Siamo pronti a farlo anche qui. Se i cittadini ci daranno fiducia ci saranno tempi duri ad attendere chi è allergico al rispetto delle regole, che dovrà fare i conti con noi”.

  • L’Italia dei Diritti scende in campo alle elezioni amministrative 2012


    Il movimento guidato da Antonello De Pierro correrà in quasi tutti i comuni al voto, ma senza liste autonome. Alla Spezia è candidato il responsabile ligure Maurizio Ferraioli mentre ad Ardea, in provincia di Roma, è lo stesso leader a rappresentare l’organizzazione con una candidatura simbolica

    Roma – Alle elezioni amministrative del 2012, che si svolgeranno i prossimi 6 e 7 maggio, una nuova realtà politica si affaccia nelle liste dei vari comuni italiani chiamati alle urne.

    Infatti il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista Antonello De Pierro, ha deciso di dare il via libera, da tempo ormai annunciato, alla partecipazione di propri rappresentanti alla competizione elettorale che decreterà i nuovi sindaci e i consigli comunali di diverse amministrazioni della Penisola. Nelle istituzioni sono già presenti, con cariche elettive, alcuni esponenti legati all’organizzazione extraparlamentare, come per esempio Francesco Barbato alla Camera e Maruska Piredda al consiglio regionale della Liguria, il primo entrato a far parte del movimento dopo la sua elezione in Parlamento, la seconda eletta alla carica di consigliere quando già ne faceva parte. Questa volta però è diverso. Il tutto trova la sua genesi nella ferma volontà della dirigenza di entrare nelle istituzioni, al fine di garantire una maggiore rappresentanza ai cittadini, che, sempre più numerosi, si avvicinano alla formazione guidata da De Pierro, pur restando sempre fedeli ai propositi originali, più volte espressi, afferenti alla decisione di non presentare liste autonome, salvo rare eccezioni, ma di candidare i propri membri ospitati da altre liste, purché corrispondenti a compagini politiche vicine idealmente ai presupposti concettuali propugnati dal movimento stesso. E’ un esercito di aspiranti consiglieri quello che l’Italia dei Diritti ha messo in campo praticamente in quasi tutti i municipi che vanno al voto, tutti armati di grande passione e di smania di rinnovamento, lontani dalle logiche partitiche che hanno finora avvelenato e sfibrato il panorama politico e amministrativo e pregni di quella sensibilità civica propria del cittadino che vive sulla propria pelle i disagi del quotidiano. E’ la società civile, di cui la formazione associativa che fa capo a De Pierro è totale espressione, a scendere in campo consapevole e a preparare il terreno per le prossime consultazioni politiche dove, con la stessa formula della richiesta di ospitalità come indipendenti in altre compagini affini, fatti salvi eventuali imprevisti di discordanza, viene auspicata l’elezione di onesti e combattivi parlamentari anticasta da affiancare all’encomiabile Francesco Barbato, troppo isolato e contrastato da una classe politica sempre più avvinghiata al cadreghino e morbosamente innamorata dei privilegi. Quel tessuto civico rappresentato mirabilmente alla Spezia da Maurizio Ferraioli, uno degli storici esponenti del movimento e colonna portante della struttura organizzativa dell’Italia dei Diritti in Liguria, per il cui territorio è responsabile regionale, candidato nella lista civica “Per Spezia” a sostegno del sindaco uscente Massimo Federici. Oppure a Isernia dove l’Italia dei Valori ospita come indipendente dell’Idd, a supporto del candidato sindaco Ugo De Vivo, il valido Vincenzo Di Carlo.

    Invece ad Ardea, cittadina in provincia di Roma che detiene il non invidiabile primato di infiltrazioni mafiose sul territorio, il movimento ha scelto di presentare la candidatura simbolica del suo presidente Antonello De Pierro, il cui nome campeggia nella lista civica “Incontro Democratico”, in appoggio alla candidata alla poltrona di sindaco Cristina Capraro, per testimoniare la tangibile sensibilità verso certi temi scottanti e la vicinanza alla forte e quanto mai necessaria spinta di rinnovamento che si respira nella zona.


  • A Roma Italia dei Diritti parte civile in eventuale processo a Zaccai


    Roma – “Nel caso il Gip dovesse rinviare Pier Paolo Zaccai a giudizio, la sezione provinciale romana dell’Italia dei Diritti si costituirà parte civile in quanto rappresentanza di un elettorato politicamente leso”.

    Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale, annuncia una clamorosa azione nell’ambito dello scandalo sul consigliere provinciale del Pdl ricoverato poche notti fa presso l’ospedale Grassi di Ostia a seguito di un festino a base di sesso con transessuali e cocaina. “Al di là dei gusti personali di Zaccai, su cui non voglio entrare in merito, dacché sulle frequentazioni private del singolo cittadino, sia esso un politico o meno, nessuno può arrogarsi il diritto di esprimere giudizi – ha spiegato De Pierro –, ciò che mi sconvolge è l’allargamento a macchia d’olio dell’uso di cocaina nel mondo politico e istituzionale. Non è ammissibile che i rappresentanti delle istituzioni diano un esempio così sbagliato, non solo per l’uso in quanto tale di cocaina, ma soprattutto per il fatto che l’eventuale acquisto di polvere bianca, sia esso diretto o indiretto, alimenta l’attività criminale e il mercato a essa associato. Per quanto detto – conclude De Pierro – intendiamo portare avanti la proposta di prevedere test obbligatori antidroga per i politici e per tutte le categorie professionali che svolgono un importante ruolo sociale”.

  • Coca e trans per il consigliere del Pdl Zaccai, il commento di De Pierro

    Roma – L’opinione pubblica è attonita di fronte al recente episodio che ha coinvolto il consigliere del Pdl della Provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, ricoverato in stato confusionale presso l’ospedale Grassi di Ostia, dopo aver partecipato a un festa a base di cocaina e sesso, in presenza di alcune transessuali.

    A testimoniare sull’accaduto è proprio una delle partecipanti alla serata, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine.

    In merito alla vicenda si è espresso il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro: “È un fatto assolutamente increscioso, che ripropone un tema già noto di cui si parla tanto, ma che nessuno si prende la briga di affrontare seriamente. Mi riferisco ovviamente al problema legato all’uso di cocaina da parte dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni in genere, che sta dilagando a macchia d’olio.” E le idee del numero uno del movimento a tutela dei diritti dei cittadini sono molto chiare in proposito, in quanto da sempre si muove affinché il test antidroga diventi obbligatorio. De Pierro prosegue nel suo ragionamento: “Non voglio entrare più di tanto nel merito di quel che è accaduto a Zaccai, anche perché è un caso che è emerso fortuitamente, ma se consideriamo che il 50 % dei cittadini romani di sesso maschile sono clienti di transessuali e prostitute, non è difficile immaginare lo scenario che si delineerebbe nell’individuare tutti i frequentatori nel panorama politico e istituzionale. I nostri informatori ci segnalano nomi altisonanti e di spicco tra i politici e i vip, clienti assidui del sesso mercenario, sia maschile che femminile. Ma non è su questo che noi vogliamo puntare l’indice. Certo, ci colpisce non poco il falso perbenismo di alcuni, gli stessi che riempiono i siti con foto assieme al papa o con la famiglia dando così una parvenza di comportamento impeccabile. Ciononostante – continua De Pierro –, le frequentazioni private del singolo cittadino sia esso un politico o meno, appartengono alla sua sfera intima e nessuno può arrogarsi il diritto di andare a esprimere giudizi in merito, a maggior ragione se a tali comportamenti privati, corrisponde un esemplare impegno nell’espletamento dei compiti istituzionali. Non vorrei però che alcuni personaggi con vocazione moralista e inquisitrice puntassero il dito verso il comportamento sessuale facendo passare in secondo piano quello che è invece il lato grave della vicenda, ossia l’uso di cocaina che, come sembrerebbe dalle cronache, lo stesso Zaccai abbia ammesso. Questo invece è un fatto molto grave – ribadisce a gran voce De Pierro – perché non è ammissibile che chi rappresenta le istituzioni soprattutto per mandato elettorale, dia un esempio così sbagliato, sia per quanto riguarda l’uso personale sia per quel che concerne l’eventuale acquisto della polvere bianca e quindi direttamente o indirettamente, il fatto di foraggiare l’attività criminale. Per quanto detto confermiamo la nostra proposta supportata da una ferma volontà di prevedere test obbligatori antidroga per i politici e altre categorie professionali che hanno un importante ruolo sociale”.