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  • L’Italia dei Diritti denuncia traffico di permessi di soggiorno falsi per prostitute nigeriane


    Il presidente Antonello De Pierro : “In un paese civile è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini”

    Roma – Un’indagine accurata dell’Italia dei Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si prostituiscono in pieno giorno, ma che per la legge italiana figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La rete criminale alla base del traffico umano fa arrivare le donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro fittizio e le costringe poi sulla strada, perché, come vere e proprie “schiave”, per ottenere la libertà devono restituire agli aguzzini circa 80.000 euro.

    “L’inchiesta che abbiamo portato avanti per diverso tempo – denuncia Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare – ha fatto emergere risultati sconvolgenti e mi viene da sorridere a pensare al sindaco Gianni Alemanno o al ministro Mara Carfagna che avevano pensato di sconfiggere un fenomeno così complesso, come quello della prostituzione, con dei semplici provvedimenti sanzionatori nei confronti del cliente e dell’operatrice del sesso. Penso piuttosto fosse pura propaganda, oppure, qualora davvero si fosse trattato di ingenuità, ritengo che non sia possibile affrontare problemi così importanti senza prima sconfiggere fenomeni di degenerazione istituzionale, che forniscono linfa vitale alla loro diffusione. A noi – incalza De Pierro – sembra piuttosto inverosimile, in un apparato che funziona, il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che incredibilmente siano in regola con il permesso di soggiorno, con un contratto di lavoro. Mi auguro che venga accertata dagli organi competenti la responsabilità di chi tutto questo permette, in quanto l’alacre ed encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine, che effettuano controlli su queste persone, si infrange sullo scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che viene loro sventolato beffardamente”.

    L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo, alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che però, non stanno affatto svolgendo. La legge Bossi-Fini prevede norme rigorose per l’accesso degli immigrati: può infatti arrivare in Italia soltanto chi è già in possesso di un’ occupazione reale oppure di un visto per studio e tramite i Consolati è necessario fornire documentazione certa. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro continuerà ad approfondire cosa si nasconde dietro questo reato, anche perché oltre all’irregolarità, siamo in presenza di persone che, complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego alla base dei ricatti verso le lucciole.

    “Bisogna capire dov’è che la macchina si inceppa. A nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti – si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare seriamente chi dichiara di svolgere un lavoro, appurando il rispetto di quelli che sono intenti dichiarati. È necessario intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente falsi, anche se chi li emette, in buona fede purtroppo è costretto a farlo, di fronte ad un apparentemente regolare contratto di lavoro, che invece è stato lautamente comprato per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un paese civile – conclude De Pierro – è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio, ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al meglio, paradossalmente col beneplacito dello Stato”.

  • Pineta di Ostia, De Pierro replica a Innocenzi


    Roma – “Quanto detto dall’assessore sembrerebbe il classico scaricabarile di fronte a un evidente fallimento dell’operato del mandato istituzionale”.
    Questa la reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in risposta alle accuse mosse nei suoi confronti dall’assessore all’ambiente del XIII municipio Giancarlo Innocenzi. “Pur riconoscendo la sua esperienza ventennale – dice De Pierro – non condivido nella maniera più assoluta il suo modo di fare politica. Non nego la competenza operativa del dipartimento per la tutela della pineta di Castelfusano, ma è cosa certa che per qualsiasi azione concreta, volta alla salvaguardia di un territorio da sempre noto per la sue ricchezze naturalistiche, del dipartimento in questione è necessario il nullaosta dell’assessore all’ambiente, il quale, potendo eventualmente impugnare qualsiasi provvedimento del dipartimento, non è una figura né anonima né sterile. In quanto responsabile politico delle questioni ambientali del XIII municipio, non ha semplicemente la facoltà, ma l’obbligo morale e politico di interessare il dipartimento su ogni questione che lede in maniera inopportuna la tutela ambientale del territorio”.
    Poi, riprendendo i numerosi interventi messi in atto dall’Italia dei Diritti, movimento con rappresentanza territoriale in tutta Italia, dichiara: “L’assessore ha più volte ribadito che la pineta gli sta a cuore. Tuttavia, se non ha ritenuto opportuno informare l’organo di competenza, ovvero il dipartimento, credo che non abbia riscontrato elementi che potessero mettere a repentaglio la situazione ambientale in loco. Elementi, peraltro, che noi siamo riusciti a vedere a occhio nudo e non di certo con la lente d’ingrandimento!”.
    “Il degrado della pineta c’è, lo abbiamo più volte ribadito – dice De Pierro – consiste nel fenomeno della prostituzione, nella carenza della sicurezza stradale, nella criminalità che orbita intorno all’area protetta, nelle discariche abusive con rivelata presenza di amianto, nei rifiuti che dipingono un paesaggio unico dal punto di vista naturale e che molto spesso divengono giocattoli per bambini che sono costretti a passeggiare e a divertirsi in un luogo dove profilatici, fazzolettini e rifiuti organici la fanno da padrone. E ancora baracche abusive con pericolo di incendio, come le cronache recenti ci hanno dimostrato. Sono forse questi problemi di cui l’assessore non deve farsi carico, sollecitando il dipartimento? Sono perfettamente a conoscenza dei compiti, delle responsabilità politiche e morali che l’assessore ha nei confronti del territorio. E’ per questo che, sostenuti anche dall’associazionismo locale, chiediamo che l’assessore si prenda le proprie responsabilità, altrimenti insistiamo con la richiesta delle sue dimissioni”.
    Ricordando un incontro avvenuto sul tema qualche mese fa, al quale parteciparono non solo il presidente del XIII municipio Giacomo Vizzani ma anche l’assessore Innocenzi, De Pierro aggiunge: “L’assessore aveva assicurato al presidente e a tutti i presenti che avrebbe risolto la situazione entro lo scorso ottobre. Allo stato attuale, non vedo ombra di soluzione ma solo aggravamento di uno stato di degrado annunciato. Questo non significa che non siamo disposti al dialogo e alla collaborazione per aprire al più presto un tavolo di concertazione. Anzi auspichiamo che, assieme all’assessore Innocenzi e al presidente Vizzani, si riesca a mettere la parole fine ai problemi annosi che affliggono la pineta e a valutare gli interventi eventualmente da attuare. In questo senso siamo aperti e disponibili al cento per cento”.

  • Prostituzione a Roma, De Pierro spiega il fallimento dell’ordinanza Alemanno


    Roma – Continua la battaglia dell’Italia dei Diritti alla prostituzione nelle strade di Roma. Il movimento, da sempre attento al preoccupante fenomeno, si è recentemente schierato in prima linea, attraverso il blog http://targheclienti.wordpress.com, creato per rendere pubbliche le targhe dei clienti.
    L’iniziativa, volta a dare origine a un deterrente efficace, si sta sviluppando, sotto la spinta del presidente Antonello De Pierro, che a questo proposito dichiara: “Cominciamo a raccogliere i primi risultati. La collaborazione di numerosi volontari ci permette di essere attivi in molte zone di Roma colpite dalla prostituzione, tra le quali Porta Ardeatina, Piramide, Largo Loria, Piazza dei Navigatori e la Pineta di Ostia. Presso la nostra sede – specifica – sono già arrivate molte telefonate da parte di clienti disperati per essere stati sorpresi, e ci aspettiamo che tale effetto si intensificherà nei prossimi mesi, proporzionalmente al nostro impegno sul territorio”.

    Antonello De Pierro prende atto, a seguito del monitoraggio effettuato sulle strade, del fallimento della giunta Alemanno, promotrice nei mesi scorsi di un’ordinanza basata sul sistema delle multe, da far pagare a clienti e prostitute sorprese a esercitare in strada. Specificando che l’Italia dei Diritti si non si muove contro la prostituzione in sé, ma contro sfruttamento e fenomeni criminosi ad essa legati, spiega: “Le conseguenze della legge comunale sono già sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno continua a dilagare, anche se oramai sembra circoscritto ai trans. Le ragazze, in realtà, hanno solo cambiato abbigliamento. Si sono allontanate dalla città o sono tornate in centro, distribuendo bigliettini da visita ai propri potenziali clienti”.
    A proposito delle conseguenze indirette dell’ordinanza voluta da Alemanno, De Pierro spiega che il sistema dei biglietti da visita non fa che mettere chi si prostituisce nella condizione di compiere un reato, favorendo l’adescamento. “Il sistema delle multe si è dimostrato fallace. Chi esercita questo mestiere ha già trovato un escamotage”, spiega il presidente dell’Italia dei Diritti. “A chi sostiene, tra l’altro giustamente, che la sinistra non si sia interessata abbastanza del problema – aggiunge – rispondo dicendo che la destra ha solo fatto finta di prendere provvedimenti”.
    De Pierro prosegue proponendo un maggiore coinvolgimento delle forze dell’ordine, in particolare di personale abitualmente delegato a ruoli d’ufficio, per non sottrarre preziosi collaboratori a questioni di maggior rilievo e impegno, come la lotta alla criminalità. Prostitute, trans e clienti dovrebbero essere condotti in commissariato se colti sul fatto, trattenuti in accertamento e rilasciati solo nei termini previsti dalla legge: “Solo così – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – si farebbe realmente uno sforzo per risolvere il problema”.

  • Ancora degrado in pineta, De Pierro chiederà un nuovo incontro a Vizzani


    Roma – “Ancora non ci siamo”. In queste poche ma esaurienti parole si riassume la posizione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in merito alla situazione di raccapricciante degrado in cui versa tuttora, e da molto tempo, la pineta di Ostia.
    Come più volte denunciato dal movimento, in modo duro e incessante, la splendida immagine dell’area verde di Castelfusano è ormai uno sbiadito ricordo. Quel che resta è una discarica abusiva a cielo aperto, spesso sede di campi nomadi illegali, focolaio di roghi come quelli divampati nei mesi estivi, zona di smaltimento clandestino e pericolosamente inquinante di rifiuti tossici, teatro indegno di prostituzione per transessuali e ragazzi di vita. Nei mesi scorsi l’Italia dei Diritti si è aspramente battuta con appelli e denuncie per ottenere dalle istituzioni maggiori controlli e sicurezza. In luglio, dopo diverse richieste, c’è stato anche un incontro ufficiale tra De Pierro e Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio, in cui quest’ultimo si impegnava personalmente a garantire la tutela e il risanamento del parco entro la fine di ottobre. Assicurazioni soddisfacenti. Eppure, arrivato dicembre, il problema non è stato ancora definitivamente risolto e tali assicurazioni sono state ineluttabilmente disattese.
    “Ad oggi la situazione è migliorata leggermente – dichiara piuttosto deluso Antonello De Pierro – poiché in base alle nostre verifiche sul territorio c’è stata una sensibile riduzione degli accampamenti irregolari, così come apparentemente migliorato e limitato sembra essere il problema delle discariche, sulle quali comunque continueremo imperterriti a vigilare. Tuttavia – prosegue stizzito – permane purtroppo la piaga della prostituzione, contro la quale nulla ha potuto nemmeno la recente ordinanza di Alemanno. A tal proposito è già partita una nostra iniziativa, estesa a tutto il territorio di Roma, che prevede la pubblicazione delle targhe dei clienti sull’apposito blog http://targheclienti.wordpress.com”.
    Da tempo l’Italia dei Diritti propone un ampio dispiegamento di forze dell’ordine esigendo l’uso a tempo pieno dei vigili urbani anche per debellare questo fenomeno della prostituzione maschile. “Invece – incalza De Pierro – ancora oggi si vedono trans in abiti succinti oppure seminudi, che sfidano il freddo presumibilmente imbottiti di alcool e stupefacenti, e che esercitano liberamente la loro promiscua professione senza alcuna forma di controllo delle autorità competenti. A questo punto – conclude – la nostra battaglia va avanti senza soste. Pertanto chiederemo al presidente Vizzani un altro incontro per avere valide spiegazioni su queste promesse disattese. L’oasi naturale della pineta va salvaguardata a tutti i costi al fine di evitare una catastrofe ambientale ampiamente annunciata”.

  • Prostituzione di strada, il grande bluff della giunta Alemanno


    Roma – “Quella sicurezza che è stata sbandierata dal sindaco Alemanno non sempre poi ha riscontro nei fatti concreti” dice Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, riferendosi all’aggressione subita da due transessuali ieri notte in via dei Campi Sportivi, all’altezza di Ponte Flaminio. “Le cronache sono costellate – aggiunge – di violenze che sono in forte incremento. Si scopre, ancora una volta, la tendenza propagandistica e demagogica dell’attuale amministrazione capitolina. Infatti la tanto ostentata azione nei confronti della prostituzione di strada che noi combattiamo da anni non sembra tramutarsi in fatti concreti”.
    Poi rivolgendosi all’inefficacia e alla sterilità del provvedimento varato dalla giunta Alemanno sul tanto discusso quanto pubblicizzato tema della prostituzione, il presidente dell’Italia dei Diritti dichiara: “Il fatto che due transessuali siano stati aggrediti e colpiti con armi da fuoco, indica , in ogni caso, che continuano regolarmente a vendere il proprio corpo, in barba ad un’ordinanza che si sta rivelando un bluff di rara inefficacia”.

  • Ragazzi di vita in pineta, per De Pierro nulla di nuovo


    Nella pineta di Castelfusano le comuni prostitute sono ormai merce rara, mentre “la presenza dei ragazzi di vita, non è una novità”. A dirlo è il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro.
    “La notizia denunciata da un noto quotidiano nazionale, sull’emergenza prostituzione maschile nella pineta di Ostia, a mio dire è una mera invenzione. Infatti non c’e stato nessun cambiamento, perché i ragazzi di vita ci sono sempre stati, e non vedo quale sia l’emergenza in questione. Come movimento dell’Italia dei Diritti – afferma De Pierro – abbiamo notato un generale miglioramento, rispetto alle condizioni di degrado passato. Cosa che aveva già anticipato in un nostro incontro ufficiale, il presidente del XIII municipio, Giacomo Vizzani”.
    Continua poi il leader dell’Italia dei Diritti: “La presenza dei ragazzi di vita, nella riserva naturale di Castelfusano non è certo un fatto nuovo, perciò dichiarare che sia sorta solo ora, dimostra una scarsa conoscenza del fenomeno.
    Tra l’altro anche la prostituzione dei transessuali che negli ultimi anni è stata molto fiorente, è a tutti gli effetti un tipo di prostituzione maschile non certo femminile.
    Quanto detto – continua De Pierro – è supportato da alcuni elementi concreti. Come ad esempio il fatto che i transessuali che hanno cambiato sesso sono molto pochi, e soprattutto che la maggior parte dei clienti, tra cui figurano, come da noi accertato più volte, diversi personaggi in vista della zona, chiede rapporti passivi e purtroppo senza precauzioni”.
    Il presidente De Pierro conclude auspicando: “Lasciamo lavorare con tranquillità il presidente Vizzani, senza spacciare per un fenomeno nuovo qualcosa che c’è sempre stato”.

  • Degrado pineta e rotazione vigili, De Pierro incontra Vizzani


    “Siamo soddisfatti. Per la prima volta c’è un esecutivo che si sta impegnando concretamente per la tutela ambientale della pineta di Ostia”.

    Queste le parole con cui il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro si è espresso al termine dell’incontro con il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani. “Il presidente – ha proseguito De Pierro, accompagnato nell’occasione da Franco Pranzo, Responsabile Ambiente di Italia dei Diritti per il XIII Municipio – ha ribadito il suo impegno verso tutte le battaglie che il Movimento porta avanti da sempre: lotta alla prostituzione, tutela delle aree dedicate ai ciclisti e ai pedoni e soprattutto guerra aperta all’uso del parco naturale di Ostia come discarica abusiva per rifiuti tossici”. Vizzani, alla presenza dell’assessore all’ambiente Giancarlo Innocenzi, ha garantito risultati concreti già per la fine di ottobre, grazie ad un piano di pulizia radicale e bonifica a tappeto già programmato, che sarà attuato in breve tempo. In seguito è stato garantito che sarà fatto tutto il possibile per il mantenimento del nuovo status, anche in virtù dell’utilizzo del V Battaglione di Carabinieri a cavallo. “Ora la parola ai fatti – ha concluso De Pierro – l’Italia dei Diritti sarà vigile affinché si dia attuazione a tali iniziative”.
    Importante anche il consenso che De Pierro ha incassato dal presidente del XIII Municipio per la questione della rotazione intermunicipale dei vigili e degli Uffici tecnici, un’altra battaglia storica dell’Italia dei Diritti. Il Presidente è apparso decisamente soddisfatto: “Siamo fiduciosi che si possa arrivare alla cancellazione di quei comportamenti moralmente ed eticamente deviati che ledono i diritti dei cittadini, anche nell’interesse dello stesso Corpo della Polizia Municipale e degli Uffici tecnici territoriali, salvaguardando l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento delle funzioni istituzionali”.