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  • A GRANDE RICHIESTA TONI ZARPELLON PROLUNGA LA SUA MOSTRA ALLA “MILANO ART GALLERY”

    A fronte del grande successo ottenuto, la mostra “I Colori della Realta’” del maestro Toni Zarpellon, presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, è stata prorogata fino al 1 Maggio 2013. L’esposizione, organizzata dal manager Salvo Nugnes, direttore di Promoter Arte, raccoglie un’ampia quantità di opere del poliedrico artista bassanese che ha fatto della radicata passione per l’arte e del talento innato una fonte d’ispirazione inesauribile, per dedicarsi ad un’intensa ricerca di sperimentazione.

    Le creazioni di Zarpellon sono complete, emblemi di ricerca stilistica e di indagine psicologica. Viene individuato un linguaggio essenziale, in una sorta di nuova ontologia sulla ricerca dell’essere e dell’esistere. Ha la capacità di scrutare la realtà attraverso una ritrovata verità introspettiva per spiegare il cuore umano e cancellare il dolore che, lo trafigge.

    La sofferenza e il tormento interiori vengono trasferiti sul piano della poetica del segno, come un diario virtuale e un linguaggio intimo che catturano e penetrano lo sguardo e l’animo dell’osservatore per trasportarlo oltre l’apparenza visiva e materica.

    Zarpellon afferma “Io credo che un rapporto primario con la realtà possa costituire l’inizio di un nuovo modo di essere nel mondo“.

  • INTERVISTA ALL’IMPRENDITORE RENZO ROSSO IN OCCASIONE DELLA PERSONALE DELL’ARTISTA BASSANESE TONI ZARPELLON CHE SI TERRA’ ALLA MILANO ART GALLERY, MILA

    1. Come nacque la sua amicizia con Toni Zarpellon?

    Quando ho acquistato la Diesel Farm, l’artista risiedeva (e tuttora risiede lì), in una delle casette della fattoria e ho pensato che era una bellissima immagine.

    2. Cosa hanno in comune Renzo Rosso e Toni Zarpellon? Entrambi siete veneti…

    Siamo molto diversi ma entrambi molto creativi.

    3. Si percepiscono, nelle opere dell’artista, le sue origini?

    Le opere di Zarpellon sono molto forti e caratteristiche: c’è sempre il rapporto con la terra e con le cose in cui è cresciuto.

    4. Quali sono i luoghi che più ama del Veneto e la ispirano artisticamente?

    Il fiume Brenta è unico e spettacolare: ci vado almeno una volta alla settimana per fare jogging o con la mountain bike. Il panorama è decisamente unbelievable! Ho avuto la fortuna di vedere i posti più belli del mondo, ma percorrendo le rive del Brenta si riscoprono squarci di rara bellezza.

    5. E’ mai stato nell’atelier del Maestro?

    Ovviamente sì; ogni anno il Maestro mi regala una sua opera di cui vado molto orgoglioso per l’amicizia che ci lega.

    6. Un aggettivo per descrivere Toni e la sua produzione artistica.

    E’ una persona vera così, come la sua produzione.

    7. Come giudicherebbe la sua arte?

    I miei bambini la giudicano angosciante; per me è molto realista.

    8. C’è un’opera dell’artista che più Le piace?

    Le Cave di Rubbio rappresentano un’icona di Toni.

    9. Le opere di Zarpellon le ricordano qualche corrente artistica?

    Penso che Toni non abbia riferimenti, nè imitazioni, è unico.

    10.Moda è arte. Quanto la storia dell’arte incide nelle sue creazioni?

    L’arte fa parte della moda ed è con l’arte che le persone sognano. La moda interpreta tali sogni.

    11. Secondo lei l’arte, nel presente contesto di crisi economica e politica, può rappresentare una risorsa? E in che termini?

    E’ molto difficile sia criticare l’arte che aver successo con essa. Il momento sicuramente non aiuta anche se i social network possono aiutare nello sviluppo e nella divulgazione.

    12. Dal 12 al 27 Aprile 2013, si terrà la mostra personale di Zarpellon, dal titolo “I colori della realtà”, presso la “Milano Art Gallery – Spazio Culturale”, ubicata in via G. Alessi, 11 a Milano, organizzata dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte. Un artista bassanese a Milano. Cosa ne pensa?

    Sono molto contento che Toni esponga a Milano e spero di esserci per celebrare la sua mostra.

  • MINA GREGORI A “CULTURA MILANO.IT” PRESSO LA “MILANO ART GALLERY” PARLA DEL CARAVAGGIO

    L’esimia professoressa Mina Gregori sarà ospite a “Cultura Milano.it” presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in via Alessi 11, a Milano, in data Giovedì 2 Maggio 2013, alle ore 18.00, per tenere una conferenza sul tema “Caravaggio e dintorni“. “Cultura Milano.it” è il Festival Artistico Letterario organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, al motto di “Rendere la cultura accessibile a tutti” con eventi ad ingresso libero che coinvolgono importanti personaggi tra cui Umberto Veronesi, Vittorio Sgarbi, Claudio Brachino, Corrado Augias, Silvana Giacobini, Katia Ricciarelli.

    La Gregori, rinomata storica e studiosa del bello e del vero in tutte le sue forme, è Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, a Firenze, del quale è stata allieva prediletta ed erede spirituale e che le ha trasmesso la profonda passione per il Maestro Caravaggio. È paragonabile alla “Rita Levi Montalcini dell’Arte” per lo stile di vita completamente dedicato e proiettato allo studio, alla cultura e alla ricerca, all’insegna dell’impegno costante. Una carriera davvero trionfale la sua, con monografie e saggi sulla pittura tradotti in tutto il mondo e la cura di mostre prestigiose.

    La “Signora del Caravaggio” afferma “Oggi, probabilmente, Caravaggio è il pittore più famoso al mondo, ha superato Michelangelo, e anche più moderno. Michelangelo ha chiuso un’epoca, il Rinascimento, ma è il Caravaggio che apre il mondo moderno. È per questo che, ci attira particolarmente“. Sullo stile pittorico spiega “Non è facile sintetizzare il discorso. Di certo, dipingeva direttamente e senza disegno, non disegnava il soggetto sulla tela, ma dipingeva su un fondo scuro su cui abbozzava degli schizzi con la biacca. Al contempo, faceva delle incisioni e segnava la posizione delle figure con la punta del manico del pennello“.

  • FABRIZIO SMISCI REALIZZA LO SPOT PUBBLICITARIO PER CANALE EUROPA

    Il noto fotografo milanese Fabrizio Smisci, ha recentemente realizzato lo spot pubblicitario della nuova trasmissione “L’abito non fa il monaco” che andrà in onda su Canale Europa, Canale 13 del digitale terrestre.

    Smisci si occupa di fotografia da circa quindici anni con grande passione. Lui stesso sostiene “ La fotografia per me è come l’aria, è più importante di qualsiasi altra cosa” e ancora “Ad ogni scatto il fotografo, deve sentire un’emozione forte. Deve riuscire a dare anima a una fotografia, altrimenti non può considerarsi tale.”

    Fabrizio Smisci vanta, tra i suoi soggetti, grandi nomi del mondo dello spettacolo come Paolo Limiti, Valeria Marini, Andrea Pinketts, Bruno Vespa, Silvana Giacobini, Gillo Dorfles e molti altri, grazie alla sua collaborazione con il Dottor Salvo Nugnes Direttore di Agenzia Promoter.

    Canale Europa, che ha un notevole seguito di pubblico, è una delle prime piattaforme televisive approdate nel mondo del web, che ingloba una serie di canali tematici, dedicati ad argomenti di grande interesse che sono identificati in singoli canali, che i telespettatori possono raggiungere e vedere direttamente dal proprio computer ed anche dal telefonino.

  • INTERVISTA AL FOTOGRAFO FABRIZIO SMISCI COLLABORATORE DI AGENZIA PROMOTER

    Quali sono stati i suoi esordi nel mondo della fotografia? Quando ha scoperto questa passione? Cos’è per lei la fotografia?

    È sempre stato un mio sogno fin da bambino, che continua dalla bellezza di 15 anni. La fotografia, è la cosa più importante della mia vita, è come l’aria.

    Mi può fare un parallelo tra arte e fotografia?

    L’arte e la fotografia sono una cosa sola, viaggiano sulla stessa onda. Tutto ciò che noi facciamo è un’arte, poiché lo facciamo con amore e passione, accrescendo la cultura di ognuno di noi.

    Come è riuscito ad avere foto di grandi nomi come Valeria Marini, Silvana Giacobini, Francesco Alberoni, Bruno Vespa?

    Nonostante frequentassi sempre gallerie, non avevo mai avuto l’occasione di conoscere il Dottor Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, che mi è stato presentato, un bel giorno, da un mio amico, conoscendo il mio amore per la fotografia. È stato davvero un grande onore. Il Dott. Nugnes mi invitò poi a visitare la galleria “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” situata in via G. Alessi n. 11, a Milano, durante un grande evento con ospite vip. Da quella volta, nulla mi separa da questa prestigiosa galleria e da tutti gli interessanti appuntamenti organizzati.

    Quali suggerimenti si sente di dare ai giovani fotografi?

    Il mio suggerimento è di non essere mai invidiosi l’uno dell’altro. Devono essere artisti, ma in primis devono essere sé stessi. Ad ogni scatto da loro realizzato, devono sentire un’emozione forte. Non bisogna fotografare tanto per fare, ma bisogna farlo con amore, perché ribadisco che la fotografia è un’arte, come la pittura e la scultura ad esempio. Devi dare anima a una fotografia, se non gli dai anima non sei un fotografo.

    C’è qualche aneddoto particolare della sua carriera che vuole raccontarci?

    Quando ho iniziato, ero molto giovane ed i miei amici ridevano sempre di me, dicendomi che ero un pazzo che andava in giro a fare delle foto. Io non le facevo agli adulti, ma andavo dai bambini, perché nessuno mi conosceva e potevo scattare le mie foto in tranquillità. Un giorno, un amico mi fece i complimenti per alcuni scatti che avevo realizzato e decise di presentarmi a suo zio, che al tempo aveva un negozio. Il giorno seguente, mi sono recato da lui e oggi come oggi tutti gli amici che mi deridevano, mi chiedono di fare book fotografici alla moglie, al figlio, all’amico ecc. I ragazzi di oggi devono essere felici di essere nel campo della fotografia, che purtroppo si sta perdendo. In molti lo fanno come mestiere, ma sono dell’idea che non bisogna farlo come lavoro se non lo si senti dentro. Tutti gli artisti sono differenti e unici e creano la loro arte con l’anima, non lo fanno principalmente per guadagnare. Se fai arte per altri scopi, non sei un artista.

  • ALESSANDRO MELUZZI E SALVO NUGNES OSPITI IN CONFERENZA A SAN VITTORE

    Il professor Alessandro Meluzzi e il manager Salvo Nugnes sono stati ospiti nel carcere di San Vittore, a Milano, per tenere una conferenza davanti ai detenuti, Mercoledi’ 17 aprile 2013.

    l’evento è inserito nel calendario di iniziative culturali organizzate da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, nel contesto penitenziario.

    Sul concetto famiglia Meluzzi dichiara “nella vecchia famiglia il senso della vita era qualcosa che si costruiva nella donazione e nella proiezione fuori di sé, nell’accoglienza. La famiglia consegna un uomo e una donna, disarmati da qualche riferimento trascendente e oggettivante, alla tempesta della loro soggettività momentanea. C’è qualcosa che va al di là di noi persino al di là della nostra legittima ricerca della felicità, perché c’è un orizzonte di senso che va oltre i confini del nostro sé. Questa è la grande scommessa della famiglia. È una scommessa in cui è coinvolto il vero amore“.

    Meluzzi ritiene che in passato la famiglia era ancorata a un’oggettività garantita da due fattori, la tradizione cioè l’appartenenza a una dimensione identitaria basata sulla memoria e dai bisogni oggettivi di sopravvivenza. In tutte le culture pretecnologiche la famiglia era un’unità di sopravvivenza. Lo psichiatra spiega “non possiamo parlare razionalmente di famiglia se non accettiamo il fatto che, essa è un’unità di sopravvivenza personale e interpersonale, destinata per sua stessa natura a riverberarsi sul mondo sociale che lo circonda.”

    E aggiunge “anticamente, spesso la famiglia rimaneva insieme, perché era molto difficile scioglierla. C’era una rete di protezione sociale fatta di convenzioni e di scomuniche ambientali. Perciò due persone che si erano scelte erano obbligate a finire il cammino insieme. Non tutto era assolutamente il risultato di un’imposizione, certamente il matrimonio si basava anche sul sacrificio“.

    Meluzzi afferma “il fatto che un amore possa avere in sé un seme o una scintilla di eternità non è una scommessa ideologica, non è un tema che riguarda solo il mistero della fede e della divina umanità, ma riguarda un bisogno che nel cuore dell’uomo si esprime sempre liberamente“. E citando Prevert dice “La vita è una ciliegia, la morte il suo nocciolo, l’amore il ciliegio“.

  • “CALIBRO 12” LA NUOVA LINEA DI GIOIELLI FIRST PEOPLE FIRST IN COLLABORAZIONE CON ELISABETTA CANALIS (Agenzia Promoter)

    C’è solo un modo per portare un’arma: smontarla, scomporla, rivisitarla trasformando ogni suo singolo componente in un elemento prezioso -non solo nei materiali- ma soprattutto per il suo diverso utilizzo. Un gioiello da indossare per trasmettere un messaggio importante, che la trasformi per renderla inoffensiva: un’arma capace di colpire, unicamente l’attenzione.

    First People First, marchio di gioielleria artigianale ethically-correct nato dall’incontro dell’intuizione di Arianna Alessi con l’esperienza creativa di Beppe Callegari, presenta la prima linea di gioielli in collaborazione con una celebrity: Calibro12 è infatti stata creata in partnership con Elisabetta Canalis.

    Calibro 12 è una linea completa di gioielli composta da girocolli, anelli, bracciali e orecchini, in argento e oro, i cui materiali sono utilizzati in purezza oppure invecchiati e impreziositi da brillanti e rubini. L’intera
    collezione è ispirata all’iconografia delle pistole, reinventate nella loro interezza o scomposte nei loro elementi principali: tamburo, proiettile e caricatore.

    “Ho sempre sognato di realizzare una linea di gioielli e di esserne la testimonial” – spiega Elisabetta Canalis – “Abbiamo scelto l’iconografia legata alla pistola perché, scomposta nelle sue diverse parti, la pistola diventa un oggetto affascinante, fonte d’ispirazione della collezione, perdendo così la
    sua funzione di arma. Una pistola, per me, può solo essere usata come gioiello da indossare: per
    questo motivo abbiamo voluto un claim chiaro e inequivocabile, THE ONLY WAY TO USE IT”.


    First People First devolverà parte dei proventi della Collezione Calibro 12 alla Fondazione Only The Brave, la cui mission è combattere la disuguaglianza sociale e contribuire allo sviluppo sostenibile delle zone e delle persone svantaggiate di tutto il mondo.

    Dal 19 marzo sarà possibile acquistare la collezione Calibro12 presso il corner store First People First all’interno de la Rinascente di Piazza Duomo a Milano. I gioielli saranno inoltre acquistabili sul sito www.firstpeoplefirst.com .

  • PAOLO LIMITI ACCOLTO CALOROSAMENTE DAL PUBBLICO DI “CULTURA MILANO.IT” PRESSO “MILANO ART GALLERY”

    A “Cultura Milano.it” una calorosa accoglienza è stata riservata al grande Paolo Limiti, in conferenza sul tema “Parole in musica” Venerdì 12 Aprile 2013, nell’esclusivo contesto della “Milano Art Gallery” in Via Alessi 11, a Milano. “Cultura Milano.it” è ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, al motto trainante di rendere la cultura accessibile a tutti, con eventi ad ingresso libero che coinvolgono importanti personaggi, tra cui Antonino Zichichi, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Silvana Giacobini, Alessandro Meluzzi, Claudio Brachino.

    Ospiti a sorpresa della serata sono stati Andrea Pinketts e Gianna Tani, intervenuti affianco a Paolo Limiti, loro amico di vecchia data. Andrea Pinketts ha raccontato un simpatico aneddoto sul suo primo provino televisivo, proprio per un programma di Limiti, dove infine è stato selezionato Giorgio Mastrotta: una vera e propria fortuna per la sua carriera di scrittore.

    Durante l’incontro Limiti, affiancato da Salvo Nugnes, in qualità di relatore, ha ripercorso gli anni di gloriosa carriera di paroliere, conduttore e produttore televisivo e ha raccontato interessanti esperienze e aneddoti di vita personale e professionale, rispondendo anche alle domande del pubblico presente, con cui si è instaurato un coinvolgente dibattito.

    Limiti da esperto musicologo e talent scout, in riferimento alle nuove generazioni canore spiega “Il mio consiglio alle nuove generazioni canore e ai nuovi talenti musicali, è di studiare e applicarsi seriamente con autodisciplina per prepararsi al meglio e affrontare un percorso positivo. Talvolta, vedo le esibizioni di talenti ancora troppo allo stato embrionale che però si precludono il successo, perché si bruciano subito. Il talento va costruito e indirizzato con ponderatezza“. E aggiunge “Tra i nuovi talenti che, attualmente preferisco potrei citare Marco Mengoni, i Modà, Claudia Casciaro uscita da “Amici”. Sono giovani talenti che hanno una bella personalità canora e usano la vocalità in modo sapiente, non sfruttando solo la bella voce e poi sanno anche muoversi bene durante le esibizioni“.

  • RENZO ROSSO ORGOGLIOSO DELL’ARTE DEL CONCITTADINO TONI ZARPELLON

    Il noto imprenditore, patron della Diesel, Renzo Rosso, supporta il concittadino bassanese Toni Zarpellon, noto artista contemporaneo, che Venerdì 12 Aprile, alle ore 18.00, inaugurerà la personale “I Colori della realtà” presso la prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturalesituata nel cuore di Milano, in via G. Alessi n. 11. Primo sostenitore dell’artista, il manager di numerosi vip, Salvo Nugnes, organizzatore dell’esposizione e e Direttore di Agenzia Promoter.

    Zarpellon è un uomo di elevato spessore intellettuale che vive in un mondo ancora incontaminato, fuori da ogni tempo, immerso nel suo personale universo, destinato a conquistare chiunque abbia la fortuna di conoscerlo e che ha colpito anche lo stesso Rosso, che definisce come una “bellissima immagine” che rende le sue opere molto creative e realiste.

    A questo proposito Toni Zarpellon afferma “Ho sempre pensato, che l’arte abbia il compito di rendere visibile l’invisibile: essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e le realtà del mondo, di cui facciamo parte“.

  • INTERVISTA A DANIELE GALLIGANI, TITOLARE DI BOVOLATO TIMBRI A BELLUNO, MEDIA PARTNER DI AGENZIA PROMOTER

    1) QUANDO HA INIZIATO QUESTA ATTIVITA’?

    Premetto che l’Azienda Bovolato Timbri è di storica fondazione poiché è nata nel 1922 dalla volontà del Signor Bovolato, dal quale ho rilevato l’attività nel 2007 con l’intento di conservare ma anche di innovare, personalizzandone e modernizzandone la gestione.

    2) QUALI SONO ATTUALMENTE I PRODOTTI DI PUNTA, PIU’ INNOVATIVI E FUNZIONALI?

    Sono molto orgoglioso di aver ottenuto l’esclusiva per la zona di Belluno e provincia del famoso marchio Trodat Super Point, specializzato a livello mondiale nella produzione e distribuzione di timbri autoinchiostranti, poiché sono stato selezionato tra i migliori nel settore per conseguire questa royalty commerciale. Anche i timbri multicolori sono prodotti di grande innovazione e

    vengono creati con tecnologie ultramoderne. Poi desidero menzionare le mie targhe speciali con incisioni a rilievo su pietra che sono quasi delle sculture e le targhe con particolari resine materiche che assumono sembianze diverse, diventando simili alla ceramica, all’ottone, al legno. Sono oggetti davvero unici nel loro genere e funzionali come veri e propri complementi d’arredo oltre che come oggetti simbolici di riconoscimento celebrativo.

    3)COME E’ RIUSCITO A CREARE TARGHE PER NOMI DI SPICCO COME MARGHERITA HACK, FRANCESCO ALBERONI E ALTRI ILLUSTRI ESPONENTI?

    Ho avuto questa ottima opportunità attraverso il contatto e la collaborazione con il manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter che mi ha coinvolto nel positivo progetto delle targhe personalizzate destinate a personaggi importanti del panorama contemporaneo. Sono davvero soddisfatto e compiaciuto di questa sinergia commerciale per il notevole ritorno d’immagine che ne ottiene la mia Azienda e poi queste targhe sono simbolicamente un segno tangibile di stima e ammirazione che posso dimostrare ai nomi prestigiosi premiati con esse, sapendo che le conserveranno nel tempo.

    4) QUAL’E’ IL SEGRETO PER FIDELIZZARE I CLIENTI ED ESPANDERSI ANCHE FUORI DAL TERRITORIO LOCALE?

    Il mio rapporto con i clienti si basa innanzitutto sul servizio dedicato e personalizzato per ciascuno.

    I miei clienti non sono classificati come dei semplici numeri e tanto meno ricevono un servizio standardizzato, poichè cerco sempre di soddisfare al meglio le esigenze e le preferenze di ognuno, per creare un servizio ad hoc. Poi mi piace essere in costante contatto con i clienti, relazionarmi e confrontarmi con loro e riuscire a gestirli con massima professionalità, ma anche cordiale affabilità. Questo è il miglior passa parola per espandere il proprio giro d’azione. Mi considero metaforicamente un sarto che cuce abiti su misura e desidera che siano di impeccabile indossabilità e vestibilità.