V Congresso Nazionale dell’Industria del Calcestruzzo Preconfezionato
Un impegno forte e senza cedimento alcuno per la promozione della legalità e della leale concorrenza. Questo il messaggio lanciato da Silvio Sarno, Presidente di ATECAP, l’Associazione che riunisce le imprese produttrici di calcestruzzo, in occasione del V Congresso Nazionale dell’Industria del Calcestruzzo Preconfezionato, dedicato al tema della legalità e al sostegno di un’attività imprenditoriale trasparente e nel pieno rispetto delle leggi.

“La concorrenza sleale, il mancato rispetto delle norme, i comportamenti illegali minano le fondamenta di qualsiasi sistema industriale delle costruzioni, mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese più strutturate, corrette e che operano e investono nel pieno rispetto delle regole. E ciò è tanto più vero e rilevante nell’attuale fase di crisi economica e finanziaria che ha visto la filiera del calcestruzzo armato perdere dal 2008 ad oggi oltre un terzo dei propri fatturati. Anche l’industria del calcestruzzo preconfezionato alla fine del 2010 registrerà il quinto anno di cali nella produzione, assestandosi al di sotto dei 54 milioni e mezzo di mc e ritornando ai livelli dell’inizio del decennio”.
Denunciando altresì una strategia di governo complessivamente restrittiva e non espansiva per il settore delle costruzioni, Sarno ha rivendicato al settore del calcestruzzo e del calcestruzzo armato un ruolo centrale nel mondo delle costruzioni, “rappresentando il materiale con il quale è realizzata la quasi totalità delle opere”.
E ricordando come anche l’ATECAP attraverso Federbeton e Federcostruzioni aderisca alla manifestazione di protesta promossa dagli Stati Generali delle Costruzioni a Roma il 1° dicembre prossimo, il Presidente Sarno ha denunciato lo stato di crisi in cui versano decine di aziende, molte delle quali sono a rischio chiusura. “Ad essere esposte sono anche imprese che vedono ridurre il mercato proprio dalla concorrenza di aziende che non rispettando sicurezza e qualità previste dalle norme riescono a porsi sul mercato con offerte non compatibili con una gestione industriale ed eticamente responsabile”.
Il Presidente dell’ATECAP ha ricordato le iniziative avviate dall’Associazione e ha lanciato un appello alle istituzioni affinché si costruisca un sistema integrato tra pubblico e privato che attivi una rete di controlli in grado di eliminare i soggetti che operano al di fuori delle regole. Controlli che spesso non vengono effettuati e che comunque sono correlati a un sistema sanzionatorio inadeguato.
“Deve finire la cattiva pratica da parte di alcuni clienti di richiedere al produttore di calcestruzzo di fornire cubetti o di procedere alla loro conservazione fino alla relativa rottura da parte dei laboratori autorizzati. Così come i direttori dei lavori debbono obbligatoriamente vigilare per evitare le aggiunte d’acqua in fase di fornitura e di posa in opera, che finiscono per alterare le caratteristiche del calcestruzzo preconfezionato modificando le caratteristiche strutturali delle opere in corso di costruzione. In questo modo si mette a rischio l’incolumità delle persone. Comportamenti simili non soltanto, infatti, creano un danno ingente per la categoria dei produttori di calcestruzzo, ma pregiudicano la garanzia di sicurezza delle opere e la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e degli utenti finali”.
L’ATECAP, attraverso il suo Presidente, ha anche voluto evidenziare gli elevati costi economici che il Paese è costretto a sopportare di fronte a di una cattiva qualità strutturale, alimentata da questi comportamenti. “Secondo il CRESME al quale abbiamo affidato un apposito studio, un controllo sul rispetto delle norme che riguardano la realizzazione delle opere in calcestruzzo armato, consentirebbe di ridurre i costi di manutenzione straordinaria degli edifici di 125 miliardi nei prossimi 25 anni. Si tratta ovviamente di una simulazione, ma che sta ad indicare quanto sia importante dotarsi di un adeguato sistema di controlli”.

Per Sarno “il mercato deve avere dei presidi in termini disciplina, controllo e informazione, che nella pratica è spesso imperfetta e asimmetrica e nelle cui pieghe si possono inserire comportamenti privi di correttezza. In questa direzione va, in particolare, la collaborazione di carattere tecnico-operativo con il Comando Generale della Guardia di Finanza e con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, finalizzata allo svolgimento di specifici controlli sul processo di produzione e di impiego del calcestruzzo preconfezionato nell’ambito delle normali azioni di controllo delle attività produttive effettuate dalla Guardia di Finanza.
A questo fine ci siamo resi disponibili altresì con i Carabinieri e con altre forze analoghe, a fornire supporto sulla base delle conoscenze e delle esperienze tecnico-operative e di mercato. Al Ministero dell’Interno puntiamo a fornire invece un contributo concreto alla lotta alle infiltrazioni criminali. Ci aspettiamo risposte rapide e azioni concrete. In questa direzione va anche la promozione di un Osservatorio sul calcestruzzo armato gestito da un soggetto istituzionale e al quale contribuiscano tutte le parti, pubbliche e private, coinvolte nelle fasi di produzione, utilizzo e controllo del calcestruzzo e del calcestruzzo armato, volto ad evidenziare i comportamenti scorretti diffusi sul mercato, le carenze di controlli, l’assenza di sanzioni specifiche per la mancata osservanza delle Norme Tecniche per le Costruzioni”.
A tal proposito “occorre complessivamente una sensibilizzazione – ha sottolineato Francesco Karrer Presidente del Consiglio Superiore LL.PP. – perché questo strumento sia più conosciuto e più applicato. Da parte nostra, a breve apriremo i lavori di una cabina di regia per l’aggiornamento e l’integrazione delle norme tecniche e lo faremo in forma molto più partecipata che in passato”.
“Quello che deve essere chiaro – ha proseguito Sarno – è che l’obiettivo finale a cui dobbiamo guardare non è solo salvare le imprese direttamente coinvolte nel nostro ciclo produttivo, bensì garantire a tutti i cittadini opere sicure”.
Parlare di sicurezza significa parlare di ispezioni, controlli e sanzioni. “Questo compete a vari soggetti – ha concluso Karrer. A noi del Consiglio Superiore dei LL.PP. compete l’attività di ispezione e controllo che, anche implicitamente, diventa un controllo di mercato. Si tratta di un’attività che già facciamo, ma che vogliamo fare sempre meglio. Abbiamo capacità di indirizzo e di formazione e la disponibilità a collaborare è massima, cercando di formare anche quadri periferici che possano esercitare l’attività di controllo sul territorio. In questo senso è importante quanto stiamo facendo con Atecap: una meritoria attività di sensibilizzazione e di approfondimento del problema di cui il Congresso ne è dimostrazione”.
La nostra Associazione in accordo con LEGAMBIENTE, ADICONSUM e FIVRA considera inaccettabile il comportamento del Governo e il possibile scenario che si prospetta nel nostro Paese con riferimento alla politica energetica ed ambientale a medio e lungo termine.
“Tale obiettivo – ha spiegato Verga – ci consentirebbe di portare il totale installato a 42 GWth, in modo da coprire il 25% del totale di 14 Mtep termici, pari al 25% della quota fissata per la produzione di energia termica da fonte rinnovabile nell’ambito del Pacchetto 20/20/20“.
“Esistono già esempi virtuosi di impiego dei biocarburanti, quali la Svezia o, ancor di più fuori dall’Europa, il Brasile, che testimoniano l’assenza di barriere tecnologiche “reali” al loro utilizzo – ha spiegato Davide Chiaroni del Politecnico di Milano -. Nonostante questo, il peso “reale” dei combustibili green in Europa è oggi piuttosto limitato, attorno al 4%, rispetto al mercato dei tradizionali carburanti per trasporto. Lo scenario non cambia in Italia, terzo Paese europeo per volumi di biocarburanti immessi, ma con un distacco importante rispetto ai leader Germania e Francia.







Molte saranno anche le “curiosità” presenti nelle aree epositive tra le quali la Fattoria Solare grazie alla quale non sarà più necessario scegliere tra la produzione agricola e quella energetica in modo da superare il problema dell’integrazione del fotovoltaico sui terreni agricoli. In questa originale applicazione, infatti, i moduli fotovoltaici a inseguimento solare sono posti a 5 metri d’altezza dal suolo.



Dal 1986 un’autentica passione per i consolidamenti ci stimola a migliorarci, soprattutto nelle tecniche, per proporre soluzioni sempre più mirate e performanti.
GEOUP®, pali modulari in acciaio strutturale ad alta resistenza costituiti da una batteria di singoli elementi pressoinfissi in successione nel terreno. Gli elementi hanno diametro 76 millimetri, spessore di circa 3 mm nella versione standard e spessore di circa 6 mm nella versione rinforzata. I singoli pezzi sono collegati tra loro con innesto maschio-femmina.



GEOROUND®, pali modulari in acciaio strutturale ad alta resistenza costituiti da una batteria di singoli elementi infissi a rotazione nel terreno. L’elemento di punta è provvisto di una o più eliche (per applicazioni speciali anche le estensioni possono esserne dotate). Il diametro del palo è normalmente 76 millimetri, mentre il diametro delle eliche varia tra i 254 ed i 305 millimetri. La giunzione tra i singoli elementi avviene mediante bullonatura.


Così Giorgio Sabelli, presidente di ICMQ, l’Istituto di certificazione leder nel settore delle costruzioni, ha introdotto i lavori del convegno sull’ ECO-building e la Green Economy, tenuto lo scorso 29 ottobre in occasione del SAIE 2010.
Siamo dunque in un momento in cui gli aspetti della qualità, della sostenibilità e dell’innovazione trainano le scelte di mercato, ma va sottolineato, ha concordato Lorenzo Orsenigo, direttore di ICMQ Spa, come oggi “l’innovazione non si gioca più sul livello di prestazione di un prodotto per le costruzioni, quanto sulla tipologia di prestazione, i cui risultati possono esser comunicati e dimostrati con attendibilità solo attraverso la certificazione, che li distingue rispetto ai casi frequenti in cui l’immagine verde è solo di facciata”.