Tag: processo

  • PROCESSO HDC, NUOVA DIFESA PER AMBROGIO CRESPI E NATASCIA TURATO

    Nota congiunta di Giuseppe Rossodivita e Barbara Belloni, collegio difensivo di Ambrogio Crespi e Natascia Turato.

    “Nonostante la richiesta formale di conferma delle condanne per le posizione di Ambrogio Crespi e Natascia Turato accogliamo favorevolmente le dichiarazioni effettuate dal Pubblico ministero nella sua requisitoria a margine delle richieste formali e con le quali ha preso atto degli avvenuti risarcimenti delle parti civili e della conseguente revoca delle costituzioni delle parti civili nei confronti di Ambrogio e Natascia.

    Il Procuratore Generale ha precisato che le sue conclusioni erano ferme alle informazioni di cui disponeva ieri sera e ha ancora precisato che quanto avvenuto stamattina in udienza non potrà non essere valutato positivamente dalla corte d’appello in termini di riduzione di pena. Per altro il nostro obiettivo quali difensori subentranti in grado d’ appello è quello di evidenziare le assolutamente differenti posizioni di Ambrogio Crespi e Natascia Turato che dell’Hdc sono stati meri consiglieri d’amministrazione con deleghe, mai effettivamente esercitate, solo per un brevissimo periodo. Confidiamo pertanto che la corte coglierà quanto non è stato colto dal Tribunale in primo grado”.

  • BANCAROTTA HDC, IL PG FONTANA DEMANDA ALLA CORTE LA RIDUZIONE DI PENA PER I RISARCIMENTI EFFETTUATI

    Nell’ambito del processo HDC, l’avvocato Marcello Elia, legale difensore di Luigi Crespi, precisa che “la Requisitoria del Pubblico Ministero Fontana, al netto delle sue conclusioni, ha aperto un primo varco interessante su questa vicenda HDC: ‘siamo di fronte alla solita storia di un imprenditore capace, che fa il passo più lungo della gamba’ riportando questo caso alla sua naturale competenza”.

    L’avvocato, in una nota, aggiunge ancora: “ora abbiamo chiesto la rinnovazione del dibattimento e attendiamo fiduciosi il giudizio della Corte e abbiamo comunque chiesto che Luigi Crespi possa essere ascoltato ancora nei termini dovuti, dalla Corte prima della chiusura dell’Appello”.

    “Rispetto alle conclusioni del Pg Fontana, che ovviamente non condividiamo” continua, “dobbiamo precisare sempre che a margine delle richieste formali ha demandato alla corte l’eventuale riduzione di pena per Crespi per gli intervenuti risarcimenti di cui lo stesso Pg ha avuto conoscenza solo questa mattina e che quindi non ha potuto valutare”.

  • ARKEON: LA PAROLA ALLA DIFESA

    Mentre in aula prosegue il processo “Arkeon” con le deposizioni dei testimoni chiamati dalla difesa e del Fondatore della disciolta associazione, Vito Carlo Moccia, nasce il sito www.veritasuarkeon.org, strumento di informazione che vuole contribuire a far emergere un’altra verità: quella di chi finora è rimasto in silenzio in attesa di poter rispondere alle accuse.

    Bari, 13 ottobre 2011 – Psicosetta satanica o abile manipolazione mediatica? Sarà on-line da domani il sito web www.veritasuarkeon.org, strumento di informazione sul fenomeno Arkeon che ha come unico scopo quello di fornire una versione della vicenda scevra da condizionamenti, utile per consentire a chiunque di crearsi un’idea indipendente di quanto accaduto riguardo a quella che è stata impropriamente definita “la più pericolosa psicosetta mai esistita”.

    Il processo penale in corso a Bari entra nel vivo, con le deposizioni – nel corso delle prossime udienze – dei testimoni della difesa, e nelle prossime ore sarà possibile accedere al sito web, presentato come “un luogo sicuro dove chi ha qualcosa da dire o precisare potrà farlo in totale trasparenza, senza temere di essere attaccato sul piano personale com’è successo nel corso degli ultimi anni”.

    I vertici di Arkeon, la poi disciolta associazione ispirata alla filosofia Reiki, antica tecnica giapponese di miglioramento personale, sono stati posti sotto accusa per presunto “plagio” dei partecipanti ai corsi. Inizia però ad emergere una verità diversa, oscurata dai toni inizialmente scandalistici che hanno caratterizzato l’intera vicenda: tra i contenuti presenti all’interno del sito diverse video-interviste a persone che hanno frequentato i seminari ed autorevoli pareri di esperti che aiutano a comprendere il metodo Arkeon nel suo complesso, con interviste a Vito Carlo Moccia – fondatore del gruppo – che racconta a viva voce come nasce e come era strutturata l’Associazione, nonché pareri legali sulla consistenza delle accuse mosse al gruppo, e numerosi altri contributi di libera divulgazione.

    Il sito verrà aggiornato costantemente, inserendo nuovi contenuti per fare chiarezza e dimostrare che chi fino adesso ha etichettato l’Associazione Arkeon come una setta abbia in realtà tratto delle conclusioni completamente affrettate, condizionate anche da un pesante clima di “caccia alle streghe” che ha ottenuto come unico risultato quello di confondere un’iniziativa di miglioramento personale con altre realtà settarie realmente pericolose, quali Arkeon – a detta anche degli esperti – non è mai stata.

  • COLPO DI SCENA NELL’AMBITO DEL PROCESSO ARKEON

    Bari, 21 settembre 2011 – Nel corso dell’udienza svoltasi ieri presso il Tribunale di Bari relativa al “processo Arkeon”, le deposizioni di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla Carenza e Massimo Bertucci, hanno fatto registrare un inatteso colpo di scena.

    Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affinché scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CESAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon. Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poiché così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.

    Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Bertucci ha inoltre dichiarato di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Vito Carlo Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.

    Entrambi i testimoni infine hanno riferito in merito all’ “esercizio delle elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcune pressione in merito.

    Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli di Moccia per la guarigione, E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai Giudici una verità diversa: Il teste Gambuto ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso con procedure del metodo Arkeon.

    Tutto quanto riportato in questa nota risulta dai verbali relativi all’udienza del 20/09/2011 presso il Tribunale di Bari, e fa intravedere un’altra verità sul “affaire Arkeon” rispetto a quanto propagandato fino ad oggi.

    Nel frattempo, oggi, l’esperta di Nuovi Movimenti Religiosi Prof. Raffaella Di Marzio è in audizione sul tema “sette” presso il Senato della Repubblica: “In Italia dobbiamo guardarci da chi grida ‘allarme sette’ senza un più che giustificato motivo – aveva dichiarato recentemente la Di Marzio a margine di un convegno a Roma – accusare qualunque gruppo di essere setta equivale a dire che niente è setta. E soprattutto bisognerebbe anche indagare sulla cosiddetta ‘setta degli antisette’: gente poco preparata che interviene a sproposito, disposti a qualunque cosa al solo scopo di ottenere spazio sui giornali, con metodi assolutamente identici a quelli delle sette che dicono di voler combattere”

  • Stress e rischi psicosociali – Metodi e strumenti di indagine


    Il periodo storico che stiamo attraversando richiede grandi cambiamenti e impone un adeguamento, non scelto ma tuttavia necessario, a nuove condizioni lavorative ed economiche. Anche a livello legislativo emerge una sempre più significativa attenzione per le tematiche inerenti lo stress che trovano espressione nel recente D.lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza e Prevenzione). La normativa prescrive che ciascuna azienda effettui una valutazione dei rischi stress lavoro correlato implementando azioni di prevenzione, riduzione ed eliminazione delle fonti di rischio stress.
    Il libro Stress e rischi psicosociali di G. Ferrari, F. Sinibaldi e V. Penati costituisce oggi il punto di riferimento per gli operatori del settore, fornendo strumenti efficienti e una metodologia consolidata attraverso cui operare valutazioni corrette e funzionali. L’opera propone un’attenta disamina del fenomeno stress, delle sue implicazioni a livello individuale e collettivo e delle dinamiche psicologiche e relazionali che ne stanno alla base. Particolare attenzione viene dedicata alla distinzione tra lo stress e i rischi per lo stress, a cui si accompagna una disamina delle modalità e degli strumenti necessari per effettuare una valutazione di entrambe gli ambiti tematici. Il Modello SSR- SocialStressRisk del Centro FerrariSinibaldi illustrato nell’opera ed elaborato su base socio-statistica offre una modalità oggettiva per una corretta valutazione dei rischi stress lavoro-correlato. In allegato al volume vengono anche presentati i test per un corretto monitoraggio della valutazione dei rischi.

  • Adeguarsi al d.l. 81/08 per prevenire e ridurre i rischi psico-sociali in azienda


    Il Centro di Psicologia e Psicoterapia FerrariSinibaldi si occupa da anni delle tematiche concernenti lo stress in ambito lavorativo e propone una soluzione pratica ed efficace alle richieste normative. Attraverso una ricerca durata 5 anni e la forte esperienza con centinaia di aziende, ha realizzato il documento SSR (Social Stress Risk) di valutazione dei rischi psicosociali che permette di individuare facilmente le fonti di rischi all’interno della propria realtà aziendale.
    Il manuale è stato presentato il 23 ottobre, le reazioni estremamente positive di aziende e responsabili sicurezza hanno generato una grande richiesta di altre giornate di formazione sul manuale, spingendo il Centro a realizzare rapidamente altre edizioni del corso.
    Per chi non potesse seguire di persona il corso è possibile da alcuni giorni anche acquistare on-line il solo manuale.
    Un’altra iniziativa che sta riscuotendo grande successo riguarda i corsi di Prevenzione Stress, moduli informativi di due ore rivolti a tutti i dipendenti aziendali. Il Testo Unico sulla Sicurezza, infatti, pone l’obbligo di informare tutti i dipendenti sul fenomeno stress. Tali corsi, oltre ad adempiere gli obblighi di legge, permettono un primo significativo intervento di prevenzione, essendo realizzati da psicologi e psicoterapeuti esperti, in grado di dare una visione chiara del fenomeno e dare semplici e immediati strumenti di gestione di ansia e stress ai propri interlocutori.

    Contatti
    Centro Specialistico Integrato – FerrariSinibaldi
    Via Bellotti 15 – 20129 Milano
    Tel. 02 29524018
    http://www.ferrarisinibaldi.it/testounicostress