Tag: presidente della repubblica

  • Pipp Obaudo for President 2013

    Ennio Flaiano, alla fine degli anni ’60, illuminatamente scrisse che “fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione“. Quello che non poteva immaginare era che l’Italia sarebbe diventata un vero e proprio programma televisivo: il Reitaly Show .

    Quando nel corso degli anni ’80, Silvio Berlusconi stava creando il suo impero televisivo (grazie al fondamentale supporto del suo amico Craxi), Beppe Grillo conduceva il Festival di Sanremo e Fantastico e si avviava ad una splendida carriera televisiva culminata con la vittoria del Leone d’oro di Cannes per una pubblicità di yogurt.

    Poi il 15 novembre 1986, durante il varietà televisivo Fantastico 7, Grillo proferì l’ormai storica battuta sul Partito Socialista e Craxi (all’epoca Presidente del Consiglio) che gli costò l’allontanamento dalla RAI.

    Proprio in quegli anni, quindi, la Televisione partorì il Protagonista e l’Antagonista, l’Eroe e l’Antieroe, del nostro seguitissimo Reitaly Show. L’attuale sviluppo della trama, evidentemente, era scritto nel suo incipit, infatti oggi siamo giunti ad una sorta di redde rationem tra due teleimprenditori che hanno usato il media per creare il proprio telemito fino a farsi capitelepopolo proprio in virtù del loro padroneggiare a menadito la grammatica e le tecniche dell’intrattenimento televisivo.

    In questo particolare e travagliatissimo frangente storico-televisivo, chi meglio quindi di Pipp Obaudo può rappresentare quella personalità autorevole, condivisa, onesta, di alta professionalità e super partes che l’intero Reitaly Show, da diverse puntate, sta chiedendo a gran voce.

    Infatti Pipp Obaudo, in attività fin dal 1959, è insieme a Raimondo Vianello, Mike Bongiorno, Corrado ed Enzo Tortora, uno dei Padri Fondatori della Televisione italiana: l’unico attualmente in vita.

    Detiene il record di conduzioni del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, avendolo presentato ben 13 volte. Il 2 giugno 1988 è stato nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana .

    Tra i suoi meriti illustri si può ascrivere senza dubbio la scoperta di Beppe Grillo mentre si esibiva nel cabaret milanese La Bullona e il successivo lancio del comico in televisione nel gioco a quiz “Secondo Voi“, andato in onda tra il 1977 e il 1978.

    Le sue esperienze negative nelle TV berlusconiane (nel 1987 e nel 1997) unite alle sue critiche popperiane alla TV commerciale, il rifiuto alla candidatura per il PD come candidato governatore della Sicilia (per ben due volte: nel 2006 e nel 2012 ) e le recenti osservazioni sul Movimento 5 Stelle sono la dimostrazione di una assoluta indipendenza, lucidità ed equilibrio di pensiero che ci fa ritenere questo Padre Fondatore l’unico degno nonchè opportuno sostituto del Presidente Napolitano.

  • Onestà intellettuale di Antonello De Pierro sulla morte di Cossiga


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo”

    Roma – “Sto assistendo in queste ultime ore alle più svariate dichiarazioni da parte di chi calca abitualmente il palcoscenico politico italiano, dopo la dipartita del presidente emerito Cossiga.

    Devo ammettere che questa girandola di frasi fatte, nella maggior parte dei casi infarcita di untuosa retorica, mi desta più di qualche perplessità e notevole turbamento di fronte alla capacità di trasformismo e adeguamento dialettico circostanziale di certa classe politica e più spesso politicante, nelle cui mani purtroppo è affidato il destino del nostro amato paese”.

    Così è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, in riferimento alla morte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, avvenuta ieri a Roma presso il Policlinico “Agostino Gemelli”, dove era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori:

    “Sono qui a porgere le mie condoglianze alla famiglia – ha continuato De Pierro – e a riconoscere l’indubbio spessore e intuito politico e culturale, nonché il grande senso delle istituzioni di un uomo, spesso anche coraggioso e anticonformista, che però ha visto la sua intensa carriera ai vertici dello Stato, costellata di tante luci, ma anche di molte ombre. Il suo rispetto per le istituzioni è emerso in tutta la sua estensione nell’era delle sue celeberrime picconate, mai all’apparato statale ma sempre al sistema corrotto, malato e inefficiente che lo reggeva. Quel sistema partitocratico di tangenti e finanziamenti illeciti, da cui ha tratto indirettamente magari anche dei vantaggi politici, ma da cui mai si è lasciato scalfire. Ricordare tutto ciò è doveroso, ma è intellettualmente disonesto cancellare con la spugna dell’ipocrisia di circostanza, quanto le pagine della storia ci tramandano come ambiguo e confuso in merito a eventi legati in qualche modo alla sua figura, ambiguità spesso alimentate da lui stesso con l’atteggiamento oratorio enigmatico di chi parla ma lascia intendere di sapere più di quello che dice. Non è un caso che da più parti sia stato indicato come il depositario di tanti misteri irrisolti della nostra storia politico – istituzionale”.

    Il leader del movimento per la legalità ha poi concluso: “Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo. Capisco che qualcuno ha anche rinnegato passato politico e idee per magnificarlo, ma è forse per doverosa riconoscenza personale per aver raggiunto col suo aiuto traguardi istituzionali mai nemmeno lontanamente sperati. Io non posso certamente farlo perché credo nella verità storica dei fatti, aborrisco le verità di comodo, e sono convinto che senza verità non c’è democrazia. Fu lo stesso Cossiga che nel 1990 disse ‘Mettiamo da parte i fantasmi del passato…. Mettiamo una pietra sul passato’. La mia coerenza non mi permette di ignorare quei fantasmi e di depositare pietre tombali sul dolore dei tanti che chiedono ancora verità e giustizia per eventi avvolti da misteri irrisolti. Quando parlo di coerenza mi esprimo anche a nome di tutti i magnifici e impeccabili rappresentanti del movimento che presiedo, che mi danno linfa vitale quotidianamente per andare avanti nelle nostre battaglie, a cui va la mia riconoscenza per credere e lottare per un futuro migliore e che non potrei mai deludere tralasciando elementi essenziali per chi partecipa alla lotta politica con vero spirito collettivo e tralasciando ogni interesse di parte per il trionfo democratico”.