Tag: poliziotti

  • Convenzione Nazionale per Prestiti Personali ad appartenenti alla Polizia di Stato

    Per finanziamenti e prestiti personali ad appartenenti alla Polizia di Stato di ruolo non è necessario motivare la richiesta di finanziamento: il finanziamento avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega e non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma, proprietà a garanzia, etc.).

    Oltretutto, non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente e quindi possono essere finanziati anche coloro che possono aver avuto problemi con precedenti finanziamenti ed essere ritenuti “cattivi pagatori.

    Non viene richiesta un’anzianità minima di servizio: è quindi possibile concedere il prestito a Poliziotti assunti da pochi giorni, purchè inquadrati come agenti di ruolo.

    Il finanziamento viene concesso anche se prossimi all’età pensionabile. Dopo il pensionamento, la rata continuerà ed essere trattenuta sulla pensione percepita, senza incidere sulla liquidazione.

    prestiti-polizia

    I documenti necessari per accedere al Prestito Polizia sono:

    • stato di servizio e dichiarazione stipendiale (entrambi da richiedere alla propria Questura)
    • documento di identità
    • codice fiscale

    Con questi documenti, la delibera avviene entro 2 giorni lavorativi, con l’invio dei contratti al cliente per la supervisione e per le firme.

    Una volta firmati, i contratti vengono subito notificati alla Questura di appartenenza.

    Il prestito avviene tramite cessione del quinto o con il prestito delega, con una rata mensile di rimborso che può raggiungere i 2/5 dello stipendio netto.

    Non è necessario presentare garanzie aggiuntive (ipoteche, seconda firma, proprietà a garanzia, etc.) e non viene valutata la situazione finanziaria del richiedente.

    Con la cessione del quinto e il prestito delega, possiamo finanziare anche Poliziotti che hanno subìto protesti o pignoramenti.

    Caratteristiche del finanziamento

    • Da 3.000 a 50.000 Euro
    • La dilazione massima raggiunge i 10 anni!
    • Tassi di interesse davvero convenienti.
    • Il prestito è assicurato.
    • Convenzionati in tutta l’Italia
    • Estinguibile in qualsiasi momento

    Non esitare a richiedere immediatamente un preventivo: un consulente certificato sarà a tua disposizione senza impegno per aiutarti a risolvere ogni tua esigenza finanziaria.

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  • Poliziotti malfattori a Genova, per De Pierro bisogna usare il pugno duro


    Il presidente dell’Italia dei Diritti auspica sanzioni adeguate e attiva il responsabile ligure del movimento Maurizio Ferraioli

  • De Pierro, Dl Brunetta su assenze malattia ancora più assurdo applicato ai poliziotti


    “Esprimo le mie condoglianze alla famiglia dell’agente della Polizia di Stato morto a Genova nell’adempimento del proprio dovere. Si tratta di un episodio drammatico che fa riflettere su come sia delicato e difficile il lavoro delle forze dell’ordine. Diventa, così, ancora più chiaro come a chi pattuglia le strade non possano applicarsi le stesse norme riferite ai dipendenti pubblici che lavorano in ufficio. Una fra tutte quella sulle assenze per malattia”. Così Antonello De Pierro manifesta il suo cordoglio per la morte dell’agente di polizia Daniele Macciantelli, ucciso ieri sera con una coltellata da un individuo con disturbi psichici, un episodio di cronaca che diventa spunto per una riflessione sul Dl Brunetta e sulle sue possibili conseguenze sulla sicurezza degli agenti e dei cittadini. “Per poter essere in servizio sulle strade – spiega De Pierro – occorre essere in perfette condizioni fisiche. Se un poliziotto o un carabiniere si svegliasse una mattina manifestando un malessere fisico, dovrebbe restare a casa per non mettere a rischio la propria vita o quella degli altri. Invece con il Dl Brunetta un padre di famiglia, per evitare di vedersi decurtata una parte dello stipendio, non avrebbe altra scelta che scendere in strada, anche se malato”. Per De Pierro si tratta di una “situazione altamente rischiosa e quindi inaccettabile, che spinge a chiedersi quanto potranno incidere le disposizioni contenute nel Decreto sulla sicurezza delle città e quanto sarebbero favoriti incidenti come quello accaduto al poliziotto morto a Genova”.