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  • Il cliente nel 2013

    Il giorno 13 dicembre 2012 si è tenuta la sesta edizione dell’Osservatorio Multicanalità, convegno organizzato dal Politecnico di Milano allo scopo di presentare i dati e i trend dei comportamenti adottati dai consumatori all’interno del Web. Le statistiche, presentate da Nielsen, evidenziano le principali trasformazioni nell’approccio dei consumatori nei confronti dei nuovi canali mediatici e la velocità con cui questi mutamenti stanno avvenendo.

    Un esempio? Nel 2008 gli utenti connessi ad Internet erano 1,5 miliardi, oggi arrivano a 2,3 miliardi. Quattro anni fa gli utenti Facebook rappresentavano il 10% della popolazione Internet (130 milioni), nel 2012 il 40% (1 miliardo). Uno dei fenomeni maggiormente in crescita in questi ultimi quattro anni è stato forse Twitter: da 0,3 milioni di tweet inviati al giorno nel 2008, oggi arriviamo a 400 milioni e il dato è in crescita e rappresenta un’opportunità essenziale per qualsiasi azienda o istituzione al fine di comunicare con i propri clienti o followers. Ne è un esempio l’iscrizione di Papa Benedetto XVI oppure la strategia di coinvolgimento del telespettatore adottata da X – Factor attraverso Twitter (il 33% dei tweet inviati in Italia è infatti un commento di un programma televisivo).

    La presenza delle aziende all’interno di un social network non è funzionale solamente ad aumentare la brand awareness ma è utile anche ad implementare politiche di CRM ad hoc. Il CRM è una filosofia e una strategia aziendale supportato dalle giuste tecnologie che, approcciato correttamente, può garantire un vantaggio competitivo a tutte le imprese in grado di ascoltare i propri cliente, costruendo delle relazioni profittevoli con loro.

    Ma le opportunità del digitale non si traducono solamente in Social Media Marketing ma anche in strategie di vendita. L’analisi[1] delinea un trend che si orienta sempre di più al multiscreen: dal messaggio pubblicitario televisivo si passa alla ricerca di informazioni e all’acquisto del bene o del servizio direttamente su pc, smartphone e tablet. Il 45% degli utenti americani fa shopping utilizzando il proprio tablet seduto sul divano di casa mentre guarda la TV. Si assiste quindi ad una compressione del processo d’acquisto che è ora più veloce ed immediato e tutte le aziende devono cercare un mix di comunicazione efficace ed idoneo al nuovo trend in atto.

    Anche l’avvento del Mobile ha cambiato l’esperienza del consumatore: in Italia il 56% della popolazione utilizza uno smartphone mentre il 5% è in possesso di un tablet che, nonostante occupi una piccola percentuale, è preferito allo smartphone per effettuare un acquisto online. Il sempre più frequente utilizzo di questi dispositivi cambia il paradigma d’acquisto: il negozio è ora nelle mani del consumatore ed è rappresentato da un dispositivo Mobile. Durante il Black Friday negli Stati Uniti (il venerdì che dà inizio allo shopping natalizio), si è assistito ad un aumento delle vendite di circa il 13% per i canali offline e del 21% per quanto riguarda i canali online. La maggior parte degli acquisti è stata effettuata tramite iPad. Da un certo punto di vista questa trasformazione può rappresentare una minaccia per i retailer tradizionali anche se possono essere sfruttate le sinergie di entrambi i canali per fornire al consumatore un’esperienza d’acquisto unica. Il punto vendita tradizionale resta importante nelle sue caratteristiche di base quali la visione e il tatto con la merce da acquistare e l’interazione con gli addetti alla vendita; per contro esperienze come la personalizzazione del prodotto e il confronto con altri utenti sono possibili solamente sul Web.

    Secondo i dati Nielsen, la multicanalità è diventata ormai un fenomeno di massa: dal 31% di utenti nel 2007, si è oggi passati al 53% di persone che preferiscono questo approccio e le aziende devono saper adottare delle strategie di comunicazione, di pubblicità e di distribuzione che consentano di stabilire un rapporto proficuo e duraturo con il cliente nonostante le molteplici sfaccettature da cui è composto il processo d’acquisto nel 2012.

    E-Business Consulting è un’agenzia di pubblicità sul Web competente e dinamica, in grado di fornire gli strumenti più idonei al conseguimento degli obiettivi di comunicazione di qualsiasi settore di mercato.

    [1] I dati si riferiscono agli USA, che da sempre anticipano i trend mondiali.

  • Politecnico di Milano: Infracom, Cloud Economy: ultima chiamata

    Il 28 giugno 2012 si è svolto all’Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano il Convegno “Cloud Economy: ultima chiamata”, con la presentazione dei dati della ricerca dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, giunto al secondo anno di attività e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Obiettivo: analizzare e spiegare il fenomeno Cloud, nuova tecnologia di frontiera. Ai lavori della tavola rotonda hanno partecipato le migliori aziende del settore ICT, tra cui IBM, Telecom Italia, Microsoft e Infracom Italia.

    Con l’obiettivo di analizzare e spiegare il fenomeno Cloud, stimandone entità e trend, la Ricerca ha coinvolto oltre 130 CIO di grandi imprese italiane tra cui IBM, Telecom Italia, Microsoft, Infracom Italia, HP, Accenture, CSC, Fujitsu, Huawei, NetApp, Rittal, VMware e Altea, Dedagroup, Intel, Nolan, Norton Italia, Retelit, Wind, e 660 Responsabili IT di PMI.

    I temi discussi durante tutta la giornata sono stati la quantificazione del mercato cloud in Italia, le applicazioni e l’impatto di questa tecnologia sulla filiera ICT, nonché l’identificazione dei benefici derivanti dall’utilizzo di questa sofisticata ed innovativa infrastruttura tecnologica. Dopo il dibattito della tavola rotonda tra i dirigenti dedicati delle migliori aziende del settore ICT, nel pomeriggio sono stati premiati i vincitori dei “Cloud Innovation Awards”, le aziende cioè distintesi per capacità di innovazione dei propri processi e infrastrutture attraverso strumenti cloud.

    Da questa giornata è emerso che lo scenario italiano risulta abbastanza preoccupante, ma con delle prospettive incoraggianti. Il nostro appare come un Paese follower, sempre più in ritardo nella gara globale all’innovazione digitale, con il suo 46° posto nel mondo per spesa ICT su PIL e il 58° per percentuale di utenti connessi. Sono indicativi alcuni numeri a riguardo: per il 2011 la spesa IT si è attestata a 17,67 Mld di Euro, valore che, oltre a essere molto basso rispetto al PIL, risulta in contrazione del 4,1% rispetto al 2010 (dati Assinform). Più in generale, il mercato Cloud nel 2012 è stimabile in 443 Mln di Euro, pari al 2,5% di tutta la spesa IT sostenuta in Italia.

    Premesso ciò, alcuni cardini per il futuro sono stati posti dalla ricerca e dall’incontro tra i quadri delle aziende della filiera: il Cloud è per le imprese e Pubbliche Amministrazioni italiane un’opportunità unica per accedere alla digitalizzazione saltando quei gap di risorse investite e competenze da troppo tempo accumulati nell’ambito dell’ICT tradizionale. Tuttavia, questa innovativa tecnologia non è ancora diffusa quanto dovrebbe.

    “Entrando in maggior dettaglio della diffusione del fenomeno, la Ricerca ha evidenziato come il 67% delle GRANDI AZIENDE adotti già tecnologie Cloud. – commenta Alessandro Piva, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service – In particolare il 56% utilizza almeno un servizio Cloud, mentre l’11% ha in corso limitate sperimentazioni. Il 25% si è dichiarato interessato all’introduzione e solo l’8% dichiara di non utilizzare il Cloud e di non avere alcun interesse a introdurlo. Diverso, invece, è lo scenario di adozione per le IMPRESE SOTTO I 250 ADDETTI, tra le quali solo il 22% dichiara di avere avviato progetti Cloud, il 2% intende introdurli e il 76% non ne fa utilizzo. Tra le aziende che non hanno avviato progetti Cloud, solo il 6% dichiara un interesse, il 60% non ne dimostra alcuno e il 10% dichiara di non conoscere tali tecnologie”.

    Secondo Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano: “Sebbene si tratti di un valore ancora limitato, i tassi di crescita sono stimabili attorno al 25% anno su anno. Il 54% della spesa è riconducibile al cosiddetto Private Cloud, con un valore di circa 240 milioni di Euro e pari all’1,36% del budget IT, mentre la componente di spesa legata al Public Cloud è stimabile in 203 milioni di Euro”.
    “Analizzando in modo approfondito le iniziative Cloud condotte dalle aziende italiane – commenta Stefano Mainetti, altro Responsabile Scientifico dell’Osservatorio – ci si accorge che il primo passo eseguito è generalmente nella realizzazione di un Cloud Privato. Ciò comporta una decisa accelerazione del percorso di virtualizzazione eseguito negli ultimi anni, per giungere ad una razionalizzazione e automazione dei Data Center. Questo percorso è solitamente motivato dall’obiettivo di ottenimento di significativi risparmi, ma può essere considerato pressoché confinato ad un’evoluzione tecnologica, senza comportare quindi significativi cambiamenti nella modalità di realizzare e governare i Sistemi Informativi”.

    La ricerca ha analizzato gli approcci seguiti nell’adozione del Cloud da parte delle imprese. Nel 76% delle aziende analizzate, si riscontra un atteggiamento tattico e reattivo che comporta un cambiamento nelle Direzioni ICT limitato al più alla creazione di nuove competenze interne. Un atteggiamento che, provocatoriamente, si può definire da Hobbista. All’opposto vi è l’atteggiamento dell’Orchestratore, che si caratterizza per la capacità di avere un ruolo attivo nelle iniziative che si abbina anche a un radicale cambiamento della propria Direzione, con la creazione di nuovi ruoli e procedure (6% del campione). Vi è poi il profilo del Modaiolo (2%) che racchiude coloro che hanno un ruolo reattivo ma, inseguendo l’hype, iniziano a creare ruoli di presidio interni; infine vi sono i Broker, ovvero i CIO che si sono limitati a portare all’interno dell’azienda soluzioni Cloud, senza però riorganizzare internamente la loro direzione (16%).

    Limitandosi alla sola stima di risparmio di costi e accontentandoci di stime prudenziali, i progetti di Public Cloud analizzati hanno portato a riduzioni del Total Cost of Ownership stimabili tra il 10 e il 20%, in funzione dell’ambito, della situazione di partenza e dell’efficacia dell’approccio di adozione. Analoghe stime di beneficio, sebbene subordinate a investimenti iniziali rilevanti e progetti di più lunga durata, possono essere fatte per il Private Cloud.

    Proiettando questi dati rispetto alla crescita del mercato ad oggi stimato dalle imprese del campione, il Cloud potrebbe comportare un risparmio cumulato entro il 2015 di circa 450 milioni di Euro, risparmio che potrebbe essere portato fino ad 1 Miliardo di Euro se si adottassero le migliori pratiche e ci si portasse a livelli di adozioni analoghi a quelli dei Paesi leader.

    Un caso di scuola, pratico e già operativo, dell’applicazione della tecnologia Cloud è la realtà Infracom Italia, operatore italiano di telecomunicazioni, data center e ICT outsourcing. L’azienda di Verona, presente in Italia con 500 professionisti, in 14 città italiane e centri di competenza a Milano, Firenze, Roma ed Imola, offre un’ampia gamma di servizi, coniugando competenze e asset che vanno dagli aspetti infrastrutturali ai servizi gestiti in cloud computing, grazie soprattutto alla gestione autonoma di 9.000km di rete in fibra ottica e 4 data center, per oltre 5.000 m2 di superficie totale.

    FONTE: INFRACOM ITALIA SPA

  • Elettronica Santerno S.p.A. tra i major sponsor del 14° Convegno Internazionale ICHQP 2010 organizzato dal Politecnico di Milano

    Dal 26 al 29 settembre 2010 sbarca al Centro Congressi di Bergamo la 14° edizione dell’IEEE International Conference on Harmonics and Quality.

    Imola (BO) – Elettronica Santerno S.p.A, società del gruppo Carraro, leader negli inverter solari fotovoltaici per megawatt installati, è tra i principali partner dell’ICHQP 2010, la storica manifestazione dedicata alle problematiche della qualità della fornitura di energia elettrica.

    Focalizzato su Power Quality e Smart Grid, l’evento è promosso da IEEE Power & Energy Society, la principale comunità scientifica no profit che ha come scopo la divulgazione e la condivisione delle informazioni dell’industria energetica globale.

    Insieme a partner di prestigio e con la presenza di professionisti di fama internazionale, l’edizione 2010 dell’ICHQP è ospitata dal Politecnico di Milano, che ha scelto come location il Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo.

    L’apertura dei lavori è prevista per le ore 10 di domenica 26 settembre e nelle seguenti tre giornate si alterneranno come key speaker oltre 100 tecnici e ricercatori. L’evento si concluderà mercoledì 29 settembre con un incontro informale e l’arrivederci alla prossima edizione.

    “Essere partner di un importante evento divulgativo come l’ICHQP, rappresenta per Elettronica Santerno un’occasione qualificata per condividere l’eccellenza tecnologica e l’expertise maturato, da protagonista, nello sviluppo delle Smart Grid”, ha dichiarato Franco Valentini, Direttore Marketing di Elettronica Santerno S.p.A.