Tag: poetica coazione

  • Dittologie Congelate, la nuova raccolta poetica di Federico Li Calzi

    “[…]Ma dove sei più non so,/ mia carezza, mia amarezza/ che il vento marezza,/ costruendo immagini/ che il tempo scolora.// Ripeto senza fase/ il senso della tua frase,/ rimane ancora presa/

    la resa fra noi.// Ma tu proponi fasci di luce/ e abbandoni, distribuisci/ lenta calura dei tuoi modi.// […]

    La stabilità appassionata del gioco di parole, la figura retorica della ripetizione che diviene protagonista indiscussa di una canzoniere che, sin dal titolo, esprime il suo sistema strutturato di pulsioni del doppio nel discorso e nell’espressione poetica. “Dittologie Congelate” è una raccolta di intenso gusto estetico che dialoga attraverso un sofisticato flusso di pensieri traghettato da un’ Io poetico palpitante e frenetico.

    Dittologie Congelate”, edito in formato cartaceo ed ebook nel gennaio del 2012 dalla casa editrice Tra@art Edizioni Cerrito, è la seconda opera del poeta siculo Federico Li Calzi (1981, Agrigento). È del 2009, infatti, la raccolta “Poetica Coazione” che ha suscitato un largo interesse nel web, anche, per la scelta dell’autore di renderla gratuita e direttamente scaricabile dal suo sito internet. Questa nuova raccolta consta di centoventi pagine con introduzione del docente universitario, scrittore, poeta e giornalista Nuccio Mula e, postfazione dello scrittore, poeta e docente di Storia della Lingua Italiana presso l’Università di Genova Enrico Testa.

    Le sessantaquattro liriche della raccolta presentano, citando Nuccio Mula, una trasmigrazione di “ricordi come linfa e veleno; solitudini non come dannazioni divine ma scaturigini esistenziali; camere di compensazioni a distillare e calibrare inesauste, infinite, imprevedibili categorie di mendacio”. Il ricordo è propriamente congelato nel pensiero dell’Io, è ricorrente e suggestiona consapevolmente il presente come se non potesse essere archiviato, come se imitasse ogni giornata in modo statico, non per giungere ad una conclusione ma per volontà di sopravvivenza.

    […] Abituerai la mente al mondo,/

    cambierai le tue abitudini,/ vedrai il tuo volto trasfigurato/ allo specchio ogni giorno./ Ricorderai qualcuno/ che ha parlato, negherai/ a te stesso ciò che è stato.// Eviterai il ricordo,/ sarà un tracollo il mondo,/ il vissuto, lo spaccato/ delle ambizioni: mute/ come le parole di chi muore.// Lascia il ricordo impresso/ nel mondo, muta la strada,/ trasfigura la forma,/ lascia l’orma/ sul piano del mondo,/ affinché qualcuno sappia/ del tuo orgoglio.// […]

    Incontriamo, dunque, in “Dittologie Congelate” un’incomunicabilità tra due soggetti esasperata dalla nostalgia e dalla malinconia del ricordo stesso; ricordo espresso con il calembour efficiente e dinamico di un autore che emerge per la predisposizione naturale verso la ricerca stilistica e, la continua differenziazione nella staticità dei flashback rievocati. La forma del soliloquio interpella la fermezza del discorrere con se stesso come se fosse davanti ad uno specchio che riflette il presente ed il passato nella medesima immagine.

    […] Datemi del tempo che sia concorde alle richieste/ dei tuoi mali, che affondano radici nel domani/ di noi, che avvelenano i pensieri. Ad orecchio/ ricordo il ritmo della tua voce, gli sguardi gli incroci/ dei tuoi momenti.// Datemi del tempo, affinché il tempo sia stremato/ dall’evento, che lento si contorca sotto i nostri/ occhi, per stringerlo fra le mani, per dire/ che è il domani ciò che conta e non il presente,/ avvelenato dalle tue promesse, vuote e lente,/ come radici che avvelenano la mente.[…]

    Intervista su “Dittologie Congelate”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/11/14/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-alla-sua-nuova-raccolta-poetica-dittologie-congelate/

    Vi lascio il link della pagina fan di Facebook e del sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione”, avere news e partecipare alla novità del Café Letterario:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Federico Li Calzi

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.wordpress.com/2012/02/15/dittologie-congelate-la-nuova-raccolta-poetica-di-federico-li-calzi/

  • Poetica Coazione di Federico Li Calzi, recensione di Diego Romeo

    Di seguito la recensione di Diego Romeo ne “La mosca” di Milano. Diego Romeo è un docente universitario, giornalista e critico multimediale.

    Federico Li Calzi, ventottenne “poeta compulsivo”, possiede, insieme al padre, un’avviata fabbrica di infissi; eppure il “bene-stare” anche stavolta è rimasto contagiato dal ritornante “male di vivere”, dalle sempre ineludibili “fragen” heiniane che lo portano a rimestare e anche fuggire lontano dalle bolle economiche, dai consunti capitalismi, da impossibili comunismi e cristianesimi; e lo dimostrano questi versi inconsueti che potrebbero appartenere ad uno “scapigliato” o a poeti dalla vita scomposta o emarginata di un Sandro Penna o di un Valentino Zeichen che oggi abita una capanna sulla sponda del Tevere. Se lo vedi, Federico è un “picciotto” compito ed elegante, parco di parole e felice di mettersi in discussione, di offrirsi sotto forma di poesia…

    Un “beau geste” offerente ma che reclama un’afferenza che non puoi eludere o rimandare. Perché la “coazione poetica” è lì, ti investe come un’onda e non ammette vie di fuga. Alternativamente, ho rapportato queste poesie all’immagine sempre presente dell’ “Impero delle luci” di Magritte e del “Concetto Spaziale” di Fontana con quel blu illusorio e ossessivo martirizzato da quei tagli di lame implacabili. A cos’altro pensare, infatti, quando leggi versi come ”Tu sei la parola non detta di una triste opinione, un ciglio al crepuscolo” oppure “ Essere vivo o morire non conta, è questa la fortuna che mi hai dato”? E significativi appaiono anche questi altri, che citiamo in sequenze frammentate:

    “Narcotici i tuoi occhi spensero la Ragione che qui rimase a giocarmi gli eventi”; ” Ho ricordato che tutto fu possibile una sera, una sera di luna e di notte profonda”; “E’ inutile badare a ciò che avvenne una volta, se poi non torna”; ”… a noi che siamo soli, risultante di materia, nonostante ci chiamiamo, affinché rimanga una presenza”; “Solleviamo palazzi con le mani, spostiamo le vie con le parole, camminiamo senza fine, persi per sempre, ipnotizzati in noi”; “Ma ora mi chiedo se tu esisti, se pensi all’esistenza, se esiste il già esistito, o se è tutto nell’essere”; “Quanti uomini han toccato quel corpo, quanti hanno sussurrato parole da stupidi”; “Non riesce facile a te che sei luce, restare chiusa in una cassa”.

    Le poesie del libro, scritte tra il 2005 e il 2009, s’acquietano, all’ultima pagina, nella saggezza di un’Arcadia pensata e implorata nel “bisogno di due occhi giovani e due braccia forti… per saper organizzare il lavoro (che è quello che conta) e sfruttare quel ponte, per far fiorire un giorno, forse, la terra nel lavoro di oggi”. C’è forse, in questo corposo volume,un ritorno ad un’Arcadia-Utero? Ad un’Arcadia politico-imprenditoriale originaria? Ad un rigenerante riformismo? Ed ancora: quel “lei” e quel “tu” sono vissuti come opposizioni alla degradazione della storia? Sono segnali lessicali su un paesaggio fisico e metafisico? O cos’altro sono?

    Li Calzi non fa e non vuol fare la fine delle Silvie Plath e dei Michelstaedter. La sinestesia poetica stavolta interpella, richiede, esige risposte dalla presunta “divina indifferenza”. In un mondo, si spera, popolato non più da “indifferenti”.

    Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:

    http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

  • Booktrailer Poetica Coazione di Federico Li Calzi

    La poesia è l’arte che maggiormente materializza con una sola parola un’intera vita trascorsa ad immaginare. Per sua definizione la poesia trasmette immagini al lettore. Come poteva quindi la poesia non apprezzare l’incontro con il video e, con la possibilità di mostrare una visuale per poi contorcersi nuovamente a se stessa con la sua complessità di animo?

    Il booktrailer è così un invito a fare conoscere il libro, la carta stampata e non, come un vantaggio visivo e con un punto di vista da prendere in considerazione. Un punto di vista da approvare, da contraddire, da condividere, da confutare.

    Il booktrailer della raccolta di poesie “Poetica Coazione”, edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@art e scritta da Federico Li Calzi, è un ottimo esempio di “punto di vista”. Saranno poi i fruitori ad approfondire appena poco più di un minuto di immagini e parole, frasi che riportano alla riflessione non solo sul libro presentato ma sulla poesia in toto.

    “Cosa accade quando la poesia incarna il ritmo dei ricordi…

    …e quando i ricordi sono legati a dei luoghi?

    Un messaggio lasciato in questi luoghi…

    …che diventano luci e colori.

    Dal creatore di suoni nelle parole, Federico Li Calzi…

    …una storia senza tempo e di sentimenti universali.”

    Ricordi e luoghi senza tempo che si accavallano senza la possibilità di allineamento statico. Le parole compaiono nello schermo mentre una giovane donna cammina sfiorando con i suoi piedi nudi la sabbia, dietro una vastità d’acqua. Non è importante chi sia questa figura, il suo movimento ondeggiante ricorda il trascorrer del tempo ed il passaggio delle correnti stilistiche.

    “Poetica Coazione” è una sorpresa invitante per il lettore. La musicalità delle parole delle liriche presenti nella raccolta sbalordisce per la sua naturalità e per l’estrema forza espressiva e visiva. Sentimenti che ricordano un foulard bordeaux che slegatosi dal collo di una bella donna vola via per la strada, in uno scandaglio di movenze corredate di fascino e stile. Ogni verso, in questo modo, è come uno spostamento che costruisce la lirica con il suo andamento fluido e circolare.

    È possibile veder il booktrailer di “Poetica Coazione” sul sito youtube:

    http://www.youtube.com/watch?v=FJdIOd5YKys

    Il booktrailer è stato realizzato dalla Faster Keaton Produzioni ([email protected]) che ha realizzato per lo stesso autore anche una poetrytrailer (video poesia) “Narcotici i tuoi occhi” (http://www.youtube.com/watch?v=a450Oua9hmo&feature=related).

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

  • Poetica Coazione di Federico Li Calzi recensito da Teodora Mastrototaro

    Teodora Mastrototaro (Trani, 1979), sin dall’infanzia ha dimostrato un notevole interesse per la poesia e l’arte tout court. Nel 2009 pubblica la sua prima raccolta “Afona del tuo nome”, tradotta nel 2010 in lingua inglese dallo scrittore Jack Hirschman (New York, 1933) con il titolo “Can’t voice your name”. Segue un estratto della recensione di Teodora a “Poetica Coazione”, raccolta di poesie di Federico Li Calzi (Agrigento, 1981).

    “COAZIONE:

    1) Limitazione della libertà altrui ottenuta con la forza. Costrizione.

    2) Forma di nevrosi che si manifesta con tendenze ossessive.

    3) C. elastica: in meccanica, stato di un solido in cui esistono tensioni interne non sollecitate dall’esterno.

    (da: Il Dizionario Della Lingua Italiana)

    POETICA COAZIONE: Libertà che si manifesta quando le tensioni interne… si trasformano… in poesia. (di Teodora Mastrototaro)

    Il giovane poeta Federico Li Calzi, con un salto temporale, non appena si inizia a leggere la sua raccolta di poesie “Poetica Coazione”, teletrasporta il lettore, come se fosse questi una particella di luce, alla stagione più calda ed apparentemente più gioiosa dell’anno: l’estate.

    Il lettore, da qualsiasi luogo stia leggendo, riappare sulla superficie di un pianeta lontano ed assolato. Il lettore “salta” la stagione che sta vivendo e non intendo solo stagione come periodo che divide l’anno ma anche come metafora della vita. La calda estate che ci presenta il poeta diventa metafora delle stagioni della vita.

    Immagini che sanno di sole, che sanno di caldo. L’atmosfera e l’aria che si respirano durante la lettura delle prime poesie della silloge sono presentate attraverso una scrittura malinconica. Esiste una differenza tra ciò che è descritto ed il come.

    La stagione più bella è la mano malinconica del poeta. Che l’estate sia in verità un addio? D’altronde: “L’estate è una cosa che m’hai dato”, “è riflesso di cose morte”, “come estate finita, d’una infanzia perduta”, “l’estate persa sulle tue parole”. Il poeta entra a punta di piedi nella nostra stagione più malinconicamente bella mettendoci a conoscenza della sua. Il poeta si rivolge a noi e lo fa attraverso la sua amata.

    La poesia italiana ha da sempre avuto come ispiratrice la figura femminile. Questa è stata trattata diversamente a seconda della mano dell’autore ma per lo più per i poeti è sempre stata il simbolo della loro soggettiva visione della vita e della loro personale poetica. Ricordiamo Beatrice, Laura, Angelica, Silvia. E le donne dei poeti Saba, Montale, Campana. L’importanza della donna per questi ed altri autori fa comprendere quanto la figura femminile in poesia fosse fondamentale perché su di lei i poeti facevano congiungere i sentimenti ed i loro pensieri, come se tra le braccia della donna l’uomo con il suo tutto si senta protetto e beato. Anche per il giovane Federico Li Calzi la figura femminile diviene il carnale mezzo che muove la sua poesia.

    Una figura, la donna che ritroviamo in “Poetica Coazione”, che a poco a poco ci appare. Prima è evanescente poi sempre più chiara. Una figura femminile che cambia la sua forma. È donna ma è anche cielo “le nuvole si fanno cielo e il cielo diventa te.” , è custode di vita “la vita è un ricordo chiuso nel tuo foulard”. La donna diventa la dolce causa per cui la notte soffre perché rimasta senza le stelle “Misera la notte ha perso anche te”, la notte non è più. La notte non è più nulla. “la notte ha perso il suo fascino” perché non basta più a quella stessa donna che era “la chiusa campagna, l’aperta speranza, il greto imbrunito sotto l’albero di noci.”

    Il poeta affianca la figura della sua donna che impariamo a conoscere durante la lettura, alla notte. Come se lei fosse un dolce vampiro che succhia il sentimento dalla penna del nostro giovane autore.

    Il ripetuto riferimento alla notte rende ossessiva l’immagine della sera e sarà questa stessa a rifiutare la Lei che con tanta passione il poeta le cuce addosso. La notte, così, cancella il volto dell’amata, diventa vuoto e il poeta in quel vuoto cerca di dimenticare l’amore.

    Fin dalle prime poesie diventa riconoscibile lo stile dell’autore. La sua mano leggera, il suo continuare ad entrare in punta di piedi non solo nel singolo lettore e nella sua estate ma anche ritornare a punta di piedi e delicatamente all’interno di una storia ambientata in una notte.

    Che questa sia non soltanto uno spazio di tempo tra il sole che muore e il sole che sorge ma anche uno spazio di tempo della nostra vita?

    L’estate e la notte poi si congiungono “La notte ci ha mancato, sorpresi a redimere il tuo peccato.//L’estate muta sulla tua fortuna, lascia volto nell’aperta campagna” per lasciare spazio all’arrivo dell’inverno e all’ancora presente notte.

    /…/ Durante la lettura seguiamo una storia attraverso i versi. Come quando unendo i nei sul corpo della propria amata l’uomo traccia una mappa su quel corpo che lo condurrà all’amore o all’abbandono, così Federico Li Calzi traccia sul corpo della sua ispirazione la mappa che lo porta alla consapevolezze che : “Ma tu sei un capriccio che più non importa” “Anche le tue forme sono svanite nell’ansito della mente” “Le immagini scolorano il presente più del passato, e i ricordi, … dissolvono il passato più del presente.”

    Notte, estate, campi, terre, pini, fiume, albero, acqua, frutti, vento, mari, sapore di legna, cielo, nuvole, la foce dei Platani, pioggia, notte, inverno, campagna, spiaggia, selciati, questi e altri termini, ripetuti ed alternati tra di loro nelle diverse composizioni, ambientano la poesia in un giardino incantato, una sorta di atmosfera fatata. E’ questa l’impressione che avverto leggendo e rileggendo “Poetica Coazione”. Atmosfera che però contrasta con la realtà della vita che qui è decritta in versi e ancora più forte si fa la differenza tra ciò che è descritto ed il come. Questo rende riconoscibile l’autore, anche, cioè, per le atmosfere che evoca nelle sue composizioni.

    Federico Li Calzi scrive “Dobbiamo lasciarci le sere in cui il mondo svanisce” e mi chiedo se lui ha lasciato se stesso ora che il suo mondo d’amore è svanito dentro i suoi versi.”

    Vi lascio il link diretto per leggere la recensione completa:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/25/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-recensione-di-teodora-mastrototaro/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di “Poetica Coazione”

  • Narcotici i tuoi occhi, di Federico Li Calzi, tratta da Poetica Coazione – recensione

    “È un volersi dimenticare
    l’amore tra noi.
    È sciogliersi di gocce
    lungo il fiato,
    lo schermo delle tue labbra.
    Discutere sulle sequenze,
    sulle girandole efficaci

    delle parole.
    Ma non entra la storia
    a far parte di noi.
    Non scuote respiri
    la parola fra noi.
    Narcotici i tuoi occhi
    spensero la Ragione,

    che qui rimase
    a giocarmi gli eventi.
    Dimentica la verità,
    fai che tutto sia
    come allora.
    È una stretta libera
    lo scandaglio delle parole.”

    Poetica Coazione”, edito nel 2009 dalla casa editrice Tra@art, è la prima raccolta di poesie di Federico Li Calzi (1981, Agrigento). Federico ha deciso di rendere, la sua silloge poetica, libera dalle ragioni di mercato optando per il download gratuito direttamente dal suo sito web.

    La raccolta è introdotta dalla prefazione di Nuccio Mula, il quale analizza la poetica di Li Calzi sottolineando lo stile maturo e definito dell’autore, seguono novanta liriche.

    Le poesie di Federico Li Calzi non presentano un titolo per scelta stilistica. “Narcotici i tuoi occhi” non è altro che un verso della stessa lirica, che si trova nella pagina 14 della raccolta.

    È un volersi dimenticare/ l’amore tra noi.

    “Narcotici i tuoi occhi” sin dal primo verso presuppone con la copula iniziale “È” un evento immobile che non si lascia attraversare da motivi diacronici, un evento sensoriale che trascina in una dinamica di souvenir mentali ed emozionali. Non si ha dunque una certezza di ubicazione temporale . Il “noi” presuppone due soggetti, un lei ed un lui, il loro rapporto è di carattere sentimentale ma, non essendo inserito in un preciso strato temporale, è come se “l’amore tra noi” vivesse ciclicamente in uno stadio aeriforme, in autonomia rispetto ai due personaggi della lirica.

    È sciogliersi di gocce/ lungo il fiato,/ lo schermo delle tue labbra./ Discutere sulle sequenze,/ sulle girandole efficaci/ delle parole.”

    Due elementi, aria ed acqua si intersecano nella visione di un volto. Abbiamo così gocce, fiato, labbra in una costruzione di dislocazione a sinistra, cioè la posposizione del soggetto sulla sinistra del verso. La posposizione è una figura linguistica fortemente amata e ricercata da Li Calzi che denota la sua empatia verso un concetto primario di struttura poetica.

    Ma non entra la storia/ a far parte di noi./ Non scuote respiri/ la parola fra noi.”

    I versi centrali di “Narcotici i tuoi occhi” non professano alcuna speranza per il “noi” in un crescendo malinconico di negazioni come se la relazione non fosse mai accaduta, come se non fosse mai entrata nella storia personale dei due e, dunque, nessun ricordo riuscisse a sformare il respiro.

    Narcotici i tuoi occhi/ spensero la Ragione,/ che qui rimase/ a giocarmi gli eventi./ Dimentica la verità,/ fai che tutto sia/ come allora.

    La figura retorica della donna dai narcotici occhi che riesce a fermare la Ragione – personificata – ed a sostare nella mente dell’io, sino a prender vita negli eventi giornalieri, è un’immagine di tagliente bellezza, una figurazione che nasconde la sua origine senza dar parametri di conoscenza. La stessa Ragione, come conseguenza, incita l’io a trattenersi in un tempo remoto definito “allora”.

    È una stretta libera/ lo scandaglio delle parole.”

    Gli ultimi due versi della poesia riprendono ritmicamente, e dunque strutturalmente, i primi due in un’armonia unificatrice di significati indicata dalla copula iniziale e dalla rima imperfetta in consonanza “amore – parole”. Federico Li Calzi lascia dunque una sorta di mappa semantica d’intensa articolazione tra lo scritto ed il non scritto, come se ci fosse una sub-struttura di morsa slegata, di una “stretta libera”.

    La Poetrytrailer “Pagina 14” con sottotitolo “Narcotici i tuoi occhi” sottolinea la concezione del tempo visto come ricordo in un presente imposto. La Poetrytrailer è stata prodotta dalla Faster Keaton Produzioni ([email protected]) – Voce narrante Mario Pischedda – ed è visualizzabile su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=a450Oua9hmo

    La Fotopoesia di “Narcotici i tuoi occhi” è di Roberto Montis ([email protected]).

    Lascio il link del sito nel quale potrete scaricare gratuitamente la sua raccolta intitolata “Poetica Coazione” ed il link della pagina del social network Facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Link di una recensione di “Poetica Coazione”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/02/18/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-traart-2009/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

  • Resoconto della serata Incontro con l’autore promossa da Federico Li Calzi

    Il 4 marzo 2011 a Canicattì (AG), presso la Sala Convegni di Palazzo Stella, si è svolto l’evento “Incontro con l’autore” dedicato al docente universitario, poeta, scrittore e saggista Enrico Testa. La serata è stata promossa dal poeta Federico Li Calzi e curata dall’Associazione Scrittori e Artisti Agrigentini.

    Il Prof. Enrico Testa (Genova, 1956) insegna Storia della Lingua Italiana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova. Dottore di ricerca in Scienze letterarie all’Università di Pavia e ricercatore di Linguistica italiana presso l’Università per Stranieri di Siena dal 1991 al 1998, è diventato professore associato di Storia della Lingua italiana nel 2000 e poi, nel 2005, ha vinto il concorso di professore ordinario sempre nella stessa disciplina. Ha pubblicato per Einaudi, Lo stile semplice. Discorso e romanzo (1997), Montale (2000), Eroi e figuranti. Il personaggio nel romanzo (2009), nonché le raccolte poetiche In controtempo (1994), La sostituzione (2001), Pasqua di neve (2008) e L’esistenza. Tutte le poesie 1980 – 1992 (2010); e sempre per Einaudi ha curato anche il Quaderno di traduzioni di Giorgio Caproni (1998) e l’antologia Dopo la lirica. Poeti italiani 1960-2000 (2005). I campi di ricerca sono principalmente lo studio del parlato in prospettiva diacronica e nei suoi rifacimenti letterari, l’analisi della lingua poetica e narrativa del Novecento e l’indagine sui risvolti stilistici e compositivi della categoria del personaggio romanzesco.

    L’evento “Incontro con l’autore” è stato coordinato dalla giornalista Deborah Annolino e presentato dal poeta canicattinese Federico Li Calzi, con l’intervento del docente universitario Prof. Nuccio Mula (scrittore e critico internazionale d’arte e letteratura, Presidente dell’Associazione Scrittori e Artisti Agrigentini).

    Sono stati quasi un centinaio i presenti all’evento, fra i quali numerose personalità del contesto culturale e sociale della Provincia. Nel corso dell’evento il Prof. Testa ha trattato diverse argomentazioni trascinato dalle distinte domande di Deborah Annolino e di Federico Li Calzi. Si è parlato concretamente di cultura odierna, delle diverse accezioni di poetica, del poetare dell’illustre ospite genovese, sulla problematica delle case editrici d’oggi. Degna di nota la pertinente analisi del Prof. Nuccio Mula sul percorso letterario del Prof. Testa.

    La serata si è conclusa con la lettura di alcune fra le più belle poesie del Prof. Enrico Testa.

    Federico Li Calzi ci racconta qualcosa della serata:

    “Il taglio che ho dato alla serata è stato quello di una discussione culturale, avente come protagonista una delle personalità di maggiore rilievo della poesia contemporanea, per meriti e titoli. Come già il titolo, “Incontro con l’autore”, faceva presentire è stato un incontro informale. La coordinatrice, Deborah Annolino, ha sapientemente dosato, poche e mirate domande, al Prof Testa, che, con la modestia che contraddistingue in genere gente di alto livello, ha espresso considerazioni sulla propria poetica; sulla poesia nel mondo di oggi come sfida editoriale persa. Ho inoltre apprezzato, per profondità e capacità d’intuire, l’intervento critico del Prof. Nuccio Mula, che con una attenta analisi dei testi poetici dello scrittore genovese ne ha spiegato la filosofia poetica. L’evento si è concluso con un “recital” di poesie del Prof Testa.”

    Lascio il link del sito del promotore de “Incontro con l’autore” nel quale potrete scaricare gratuitamente la sua raccolta intitolata “Poetica Coazione” ed il link della pagina del social network Facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Link del Comunicato Stampa del 4 marzo:

    http://oubliettemagazine.com/2011/03/01/incontro-con-lautore-4-marzo-canicatti-ag/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

  • Poetica Coazione, di Federico Li Calzi, recensione di Pietro Seddio

    Di seguito la recensione di Pietro Seddio ne “Il Convivio” di Catania. Pietro Seddio è un regista teatrale, saggista, romanziere, poeta ed è stato inoltre tra i fondatori del Gruppo T. M. 17, del Piccolo Teatro Pirandelliano di Agrigento e della Cooperativa Piccolo Teatro “Italo Agradi” di Pavia.

    “La connotazione poetica si avvale di una caratura umana ed intellettuale con aggrovigliati sentimenti di passione, di vita, di morte, espressioni di un mondo interiore che l’autore utilizza e canalizza in forme espressive liriche di notevole pregio. Il mondo altalenante che lo circonda viene a presentarsi come “oggetto” di riflessione e nell’analisi conseguente egli è capace di immergere le sue mani per toccare e conoscere la materia, quella stessa che sotto certi aspetti sembra informe e fissata nel tempo.

    Ma la sensibilità di Federico Li Calzi, riesce a smuovere questo “oggetto incriminato” per renderlo vivo e palpitante infondendo la sua anima e la sua così spiccata sensibilità che alla fine sono a valorizzare il suo essere “poeta”. Non uno d’occasione, sprovveduto, pronto per l’uso, ma profondo in quanto quella materia si affastella, nel prosieguo delle composizioni, anche di colori, di vita, di sensibilità; di tutti i sentimenti che sono dotazione imprescindibile di ogni essere umano.

    È del tutto scontato che le poesie sono formate di parole e proprio queste assumono un significato del tutto particolare perché vengono inserite nel contesto della composizione poetica come tante tessere in un mosaico. Si potrebbero citare una infinità di esempi, ma si consiglia una attenta lettura così come consiglia la prefazione profonda e determinata del prof. Nuccio mula che dà una connotazione letteraria di assoluto spessore facendo sì che l’opera del Nostro acquisisca più determinata identificazione pregiandosi di un così conosciuto prefatore.

    Molto giustamente, coerente con la sua formazione artistica, in “quarta di copertina” fa riferimento al concetto di Poesia (quella vera) che deve ritrovare (stante la continua inflazione per la nascita indiscriminata di “poeti” da non leggere) la forza di tornare ad essere l’epicentro della vita culturale della società che non può fare a meno di questa meravigliosa forma d’espressione che da sempre accompagna il cammino dell’uomo.

    Nella sintesi che vuole evidenziare il nucleo della completezza lirica e della conseguente capacità di tradurre la Parola in Poesia si può affermare che il libro di Li Calzi “Poetica Coazione” può essere annoverato a ragione ben veduta come una esperienza (la sua prima dal punto di vista editoriale) assai positiva e come ha sollecitato il prof. Mula, si consiglia una approfondita lettura per il piacere di immergersi in questo ricco mondo sensitivo e palpitante per poterne avvertire i profumi, sentire la melodie, respirare quell’aria salubre che aiuta a guardare con fiducia all’avvenire in un momento di caos dove i valori si sono persi e dove le coscienze si sono ottenebrate.

    Un momento di vera letteratura, di espressione lirica che merita i complimento e la sollecitazione a continuare per avere l’opportunità di leggere altri pregevoli testi che saranno ad arricchire il nostro patrimonio culturale.”

    Vi lascio il link della biografia di Federico Li Calzi:

    http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:

    http://www.federicolicalzi.it/

    http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

  • Poetica Coazione, di Federico Li Calzi, Tra@art, 2009

    …Unire i nostri fatti è un/ bersaglio che dobbiamo,/ un responso che manchiamo.// A noi che siamo un giorno/ in più, o uno in meno, mutilati,/ multistrati desiri orgiastici.// Ripensare a ciò che avvenne ora,/ è fatto che non dà prova,/ effetto che riprova/ l’esito finale.”

    Esiti finali, la lirica sottopone il lettore a dura prova nel suo contorcersi all’interno di se e dei suoi versi. L’andamento poetico rivela due soggetti distanti fra loro, due soggetti che si affaticano per ritrovarsi e per, nello stesso tempo, allontanarsi. L’accezione temporale è scissa e rivela la realtà e l’impossibilità di questa nel pensiero a posteriori di ciò che avviene nel presente.

    Poetica Coazione”, edito nel 2009 dalla casa editrice Tra@art, è il debutto in letteratura dell’autore Federico Li Calzi. Federico ha dimostrato con questa prima pubblicazione di voler cambiare le regole del gioco e di poter essere al passo con i tempi. Infatti, “Poetica Coazione” ha tutti i diritti riservati all’autore, e questo ha fatto in modo di operare in modo diverso rispetto alle altre pubblicazioni in Italia. Federico ha donato ben 500 copie alla Biblioteca di Palermo e ha disposto il download gratuito della silloge direttamente dal suo sito internet.

    Qualcuno si potrebbe chiedere il perché questa scelta che pare di primo acchito molto ardita? Il perché è semplice: conoscere il mondo internettiano permette la promozione diretta, cioè dare la possibilità agli utenti di conoscere il versificare dell’autore senza dover obbligatoriamente comprare il libro.

    “Poetica Coazione” consta di una curatissima prefazione a cura di Nuccio Mula, il quale molto formalmente riesce a pennellare i graffi poetici dell’autore con similitudini dotte ed interessanti di altri poeti che nel corso della storia della letteratura hanno inciso avanguardie e stili, e la silloge che vede una novantina di liriche che intraprendono un percorso temporale ben preciso, dal 2005 al 2009.

    La silloge è velatamente divisa in tre parti fluide. La prima parte vede un forte rapporto sentimentale ormai caduto da tempo immemore, la seconda racconta di un amore giovanile, e nella terza si riprende con il primo rapporto che pare aver istinto di se ma non in presenza.

    Non c’è più alito/ sul quel corpo.// Non c’è più gioco/ che sveli/ come dei capelli/ si svolga la magia.//

    Non è fantasia del giorno/ è un piacere al tramonto,/ parlare sui prati.// L’uomo che ignora/ quel corpo/ (che pure ha una carne/ e un respiro)/ non sa di avere davanti/ una donna/ dai fianchi più forti,/ che potrebbe/ tirare a sé ogni uomo,/ più che la forza/ delle sue braccia/ possenti.//…”

    La percezione delle giornate segue ostinatamente le movenze della luce, sia questa del Sole o della Luna. L’ io poetico raggiunge un’elevazione di solitudine in absentia dell’oggetto desiderato secondo un ciclo diacronico che facilita al lettore la comprensione delle capacità di Federico.

    L’aspetto è tranquillo laggiù,/ del complesso industriale.// Bambini vi giocano ogni sera/ allo schiarire del giorno.// Il vento ne evapora/ gli odori di tutta un’epoca.// La strada è cinta da siepi,/ come un filo spirale.// La pioggia ne infanga la via/ pregnante di argille.// Mancavi tu con la tua casa:/ e inizia la pioggia/ con il suo colloquio.// L’ aspetto è tranquillo laggiù/ la tua famiglia modesta.// È arrivato il Sole, esci sul terrazzo,/ con la mano tieni il tuo bambino.// Mancavi tu in giorni come questi:/ non bastava la pioggia,/ col suo odore/ e i suoi fanghi di argille.// Mancavi tu, con la tua fronte/ e i tuoi anni,/ la tua storia incredibile vicenda/ rimasta inerte.// Per viverci mancavi tu,/ e i tuoi fanghi di argille/ in questo giorno di pioggia.

    Vi lascio il link di un’intervista rilasciata da Federico Li Calzi:

    http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-al-suo-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D/

    Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione”:

    http://www.federicolicalzi.it/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”