Il barocco è una corrente di pensiero nato nel XVII secolo a Roma che si concretizzò nella musica, nella letteratura, nella pittura e nell’architettura di quell’epoca. Nel ‘600, la dottrina cattolica era fortemente in crisi, messa in ginocchio, da una parte, dai movimenti riformisti inaugurati da Lutero nel 1517 e, dall’altra, dai continui progressi delle scoperte scientifiche, sotto la spinta di personaggi come Galileo Galilei, Isaac Newton, Francis Bacon, Cartesio e tantissimi altri.
In pratica, la Chiesa di Roma si trovò nella necessità di arginare due nuovi pilastri ideologici come la scienza e le nuove religioni protestanti, entrambi posti in netta contrapposizione con lo strapotere del papa. Per cercare di risanare l’immagine della propria chiesa, venne promosso uno stile artistico in grado di comunicare e trasmettere l’imperiosità e lo splendore della chiesa cattolica, attraverso forme arzigogolate, espedienti tecnici e stilistici, soluzioni sperimentali e creazioni ricche di bizzarria ed estro. Tali concezioni si declinarono in maniera diversa nelle diverse forme d’arte: la letteratura divenne un vero e proprio gioco di fascinazioni e fantasticherie oniriche e piene di fascinazioni retoriche; sulle stesse suggestioni viaggiava la musica barocca, in cui principale obiettivo era quello di sorprendere, attraverso una vera e propria rivoluzione ritmica che si concretizzò in opere asimmetriche, sfarzose e dirompenti.
È soprattutto nelle arti figurative, ed in particolare nell’architettura, che il barocco si manifestò a più ampio spettro, potendo contare sulla forza propulsiva dell’immagine e sull’estro dei più grandi artisti dell’epoca. Le forme più elaborate e inafferrabili, unite al fascino di materiali intensi e docili come la pietra leccese, produssero opere imponenti e grandiose, come testimonia l’intera produzione del Bernini, il più grande esponente della corrente architettonica barocca. Sia gli interni che gli esterni barocchi si caratterizzano per un’abbondanza a tratti esasperata di abbellimenti e arabeschi, senza che alcuna spazio disponibile venga mai sprecato e nel pieno rispetto dell’horror vacui, il canone che condannava ogni vuoto. Marmo, legno, pietra leccese, hanno così prodotto opere che, sebbene non rappresentino un canone universalmente apprezzato, sono innegabilmente coinvolgenti sotto il profilo emotivo, e rappresentano fotografie eccezionali e immortali dello spirito del loro tempo.