Tag: PIANO CASA

  • Paris: Polemica fuori luogo dal pulpito sbagliato

    “C’è più di una verità da affrontare riguardo al Piano Casa e alla decisione, sbagliata, da Parte di Galan di impugnarlo durante il Consiglio dei Ministri.La prima verità è che ogni legge può essere migliorata e senz’altro anche il Piano Casa potrà esserlo senza il bisogno di questo accanimento da parte di GalanLa verità più importante è che questo Piano rappresenta una vera risorsa per l’economia Laziale; sono certo che esso rilancerà, insieme agli altri provvedimenti messi in campo dalla Polverini, la nostra Regione riportandola ad essere punto di riferimento del Nostro Paese.Ma è l’ultima verità quella che ci dovrebbe far riflettere. E cioè di come un Ministro del Governo che ci rappresenta tutti attacchi sistematicamente Roma e il Lazio senza motivo alcunoBattaglia iniziata con i tagli a fondi per il Festival del Cinema Roma ed ora con questo attacco strumentale ad un provvedimento sacrosanto e di cui il Lazio ha bisogno. C’è ancor più da stupirsi se analizziamo il suo plurimandato da governatore di una Regione importante del nostro paese come il Veneto. Evidentemente al ministro Galan non è mai servito applicare un Piano Casa nella sua Regione, abituato come era a governarla a suo piacimento. Del resto è noto a tutti che il Veneto è ”roba sua”, o meglio, lui “è il Veneto” come profetizzava in un suo prezioso libro. E nel Veneto le perplessità che lo fanno inveire contro il nostro Piano Casa sembrano non averlo mai fermato. Visto, per esempio che il passante di Mestre, tanto da lui voluto, si è intasato il giorno dopo essere stato inaugurato. Ma forse a Galan proprio le case e gli interventi urbani non piacciono.Preferisce i capannoni, altrimenti non si spiegherebbe quest’improvvisa ostilità nei confronti dell’edilizia, lui che ha saputo ricoprire il Veneto di cemento. Lui o, per meglio dire, la sua segretaria. Perché è strano ma vale la pena di ricordare alcuni rumors di stampa che hanno sottolineato come Claudia Minutillo, ex segretaria di Galan in Regione è divenuta, dopo aver lasciato il suo posto in Regione, un manager guarda un pò, proprio nel settore dell’edilizia, con tanto di Finanziaria con sede a S.Marino e appalti pubblici raccolti qua e là in Veneto. Ma forse Galan ha litigato con il mondo di calce e mattoni dopo aver tanto sponsorizzato la costruzione dell’immenso polo operatorio di Verona (tra i più grandi d’Europa. Opera straordinaria di un Italia efficiente. Peccato che si siano dimenticati la centrale di sterilizzazione un pò come costruire una casa senza il lavandino …Allora forse il problema, non sono tanto i vincoli paesaggistici, ma forse i vincoli personali. Sarà per questo che da Verona a Vicenza non c’è rimasto un tratto di campagna libero da capannoni abbandonati,mentre noi non possiamo attrezzare neppure una pista da sci. Penso sia opportuno che un Ministro che gestisce un patrimonio unico nel mondo invece che preoccuparsi del nostro Piano Casa si dedichi in primo luogo a cose a lui più vicine. Come Ministro dei Beni Culturali, infatti, non è stato capace neppure di puntellare le mura di Pompei, fallendo, perciò, nel prevenire un nuovo crollo del monumento nonostante quello precedente avesse mandato a casa il suo predecessore. Non era difficile, in verità, individuare quale fosse il sito sul quale intervenire. Caro Galan, la tua polemica è fuori luogo e parte da un pulpito non appropriato. Sono certo, infatti, e con me tutta la maggioranza,pronta a tener duro su questo sacrosanto provvedimento, che la Corte Costituzionale, perché priva di preconcetti nei confronti di Roma e del Lazio, saprà rendere giustizia alla nostra.”Ufficio Stampa Gruppo Misto Regione LazioCristiano Davoli 333.8985416

  • Piano Casa Lombardia: quali normative per i centri storici?

    Approvata nella Regione Lombardia attraverso la Legge regionale 13 del 2009 questa normativa prende connotati diversi di regione in regione, adattandosi via via alle esigenze e alle peculiarità intrinseche in ogni territorio e in ogni città. E’ stato infatti necessario l’intervento della competenza regionale per rendere efficiente la legge nazionale perché solo la regione ha una conoscenza precisa del territorio e delle sue caratteristiche ed è in grado di limitare o ampliare il raggio d’azione della legge nei vari punti del territorio.

    La Direzione Generale Territorio e Urbanistica della regione meneghina ha infatti emanato nello stesso 2009 la nota 104111 che va ad integrare proprio la legge regionale 13/2009 fornendo delle linee guida e un orientamento da seguire a tutte le amministrazioni locali della regione. Questa nota in particolare va a determinare l’attività, le concessioni e molto altro all’interno dei centri storici che rappresentano il punto più delicato per l’applicazione delle norme e la loro validità nel tempo senza entrare in contrasto con quelle che sono le leggi, normative e regolamenti vigenti all’epoca dell’approvazione del Piano Casa legge.

    Tra le peculiarità del piano casa lombardo infatti vige tuttora la norma che esclude le possibilità dell’ampliamento volumetrico di edifici che si trovano all’interno di centri storici. Limitando questa particolare tipologia di intervento però il piano casa lombardo al contempo consente la sostituzione di immobili a destinazione residenziale che vanno in contrasto a livello architettonico con il contesto all’interno del quale vengono inseriti e collocati. Un intervento di questo genere deve essere autorizzato dalle apposite commissioni regionali che devono esprimere il loro parere e quindi pronunciarsi entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza. Tecnicamente le procedure da seguire per questa tipologia di interventi sono la domanda al Comune in cui è sito l’immobile che è tenuto alla verifica dei requisiti primari di validità e ammissibilità dell’edificio e delle sue peculiari caratteristiche. Il Comune infatti può rifiutare l’istanza se si scontra con i regolamenti comunali che riguardano gli spazi verdi e i parcheggi pertinenziali, aree obbligatorie i cui spazi sono ben definiti di Comune in Comune. A tal proposito la Commissione Paesaggio, già esistente anche prima del Regione Piano Casa, si pronuncia in base a valutazioni che prendono in considerazione l’impatto migliorativo che l’intervento ha in relazione al nucleo urbano di riferimento. Dopo la prima fase delegata ai Comuni, quest’ultimo trasmette la richiesta alla Struttura Paesaggio allegando tutto il materiale presentato dal proponente e il parere dell’Ufficio tecnico comunale o della commissione preposta.

    La commissione regionale competente a sua volta deve pronunciarsi entro 60 giorni dall’istruzione della domanda. Da qui se la domanda viene rifiutata il Comune la restituisca al proponente negando la concessione, in caso di parere positivo invece rilascia il permesso a costruire, sempre però con il vincolo del regolamento comunale, ossia l’Ente può chiedere la modifica del progetto in alcune parti per renderlo compatibile con le ordinanze locali.

    A cura di Martina Celegato

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  • Piano casa: una possibilità di autonomia

    Proprio per arginare questo fenomeno è stata infatti elaborata e approvata nella primavera de 2009 il decreto legge piano casa. A causa del precariato e comunque della difficoltà nel trovare lavoro i giovani infatti si trovano in difficoltà nel trovare l’autonomia che ad una certa età è necessaria per mantenere il buon equilibrio familiare e favorire l’autonomia dei giovani. Ma non solo, il piano casa può divenire un’ottima alternativa nel caso dell’arrivo di un figlio oppure nella necessità di accoglienza all’interno della casa di un anziano o di un parente bisognoso di cure. Grazie al piano casa però si possono trovare delle alternative che, se non sono al pari di una casa autonoma, ci vanno molto vicino. Questa legge infatti permette di ampliare l’abitazione familiare dal 10 al 20% permettendo quindi di ricavare delle abitazioni autonome da una parte della casa familiare. Questa legge in particolare si rivolge a quattro distinte tipologie di intervento che prendono in considerazione ognuna una tipologia di abitazione particolare distinguendone le caratteristiche e suddividendole in particolari categorie ognuna della quali normata peculiarmente. La prima tipologia è quella che fa riferimento al recupero edilizio e il riutilizzo di volumetrie abbandonate e sottoutilizzate. E’ questo il caso di garage comunicanti con le abitazioni che se opportunamente restaurati e rivalorizzati possono divenire spazi utili magari per un figlio in arrivo o per collocare oggetti e armadi che altrimenti in altri punti della casa occuperebbero troppo spazio e sarebbero di ingombro alla normale routine familiare. Il secondo tipo di intervento previsto è quello che fa riferimento al vero e proprio ampliamento fino al 20% del volume complessivo di edifici residenziali mono e bifamiliari ma anche di edifici trifamiliari che però abbiano una volumetria esistente non superiore ai 1000 metri cubi. Il terzo tipo di intervento è quello che riguarda la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi con un bonus volumetrico sino al 30% aumentabile fino al 35% in presenza di spazio sufficientemente verde attorno all’abitazione oppure una dotazione in alberi e vegetazione a fusto che copra almeno il 25% del lotto in cui sorge la casa. La quarta tipologia di intervento è quella che riguarda in particolare i quartieri di edilizia residenziale pubblica, quindi gli alloggi che vengono attribuiti a famiglie bisognose da parte degli enti pubblici previa valutazione del reddito e delle condizioni familiari. Ovviamente molte sono le particolarità che devono essere prese in considerazione quando si prende in esame l’idea di poter ampliare il proprio edificio residenziale. L’importante però è sempre appoggiarsi ad adeguati enti preposti a tale scopo che possono valutare le condizioni migliori e gli ambiti idonei di applicazione di tale normativa che, ad un anno dall’entrata in vigore non ha riscosso molto successo dal punto di vista delle richieste e delle proposte di progetto. A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Quali saranno gli effetti del Piano Casa sul mercato della distribuzione idrotermosanitaria?

    Milano, 23 Settembre 2010 – MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la fiera che ogni due anni riunisce il mondo della produzione e della distribuzione idrotermosanitaria, dell’impiantistica civile e industriale, della climatizzazione e degli impianti e dei sistemi più avanzati in materia di risparmio ed efficienza energetica è partner di ANGAISA (Associazione nazionale commercianti articoli idrosanitari, climatizzazione, pavimenti, rivestimenti ed arredobagno) nel nuovo Osservatorio sul Mercato della Distribuzione ITS.

    L’iniziativa rientra nel ricco programma di attività che MCE sta mettendo a punto per la prossima edizione della manifestazione – in calendario dal 27 al 30 marzo 2012 in Fiera Milano – consolidando così il suo ruolo di motore per lo sviluppo di una cultura del settore. Nello scenario economico attuale, dove la crisi economica ha colpito pesantemente tutti i comparti, riuscire ad avere una previsione quantitativa e dettagliata dell’andamento del mercato e sull’impatto che il Piano Casa può generare costituisce uno strumento con un forte valore aggiunto per tutti gli operatori del settore.

    “Sono certo – dichiara Massimiliano Pierini, Exhibition Director di MCE – che già dal primo volume il nuovo Rapporto MCE – ANGAISA rappresenterà una risorsa indispensabile e uno strumento prezioso di approfondimento e analisi, per tutte le aziende espositrici. Mi auguro, soprattutto, che possa contribuire a rendere più chiare le dinamiche evolutive del settore e supportare le scelte strategiche di business”.

    “Un progetto a lungo termine che ANGAISA e MCE hanno fortemente voluto – aggiunge Mario Odorisio Presidente di ANGAISA – nato proprio con l’intento di facilitare, in modo concreto, le aziende del settore a sfruttare le opportunità disponibili e trovare le chiavi di sviluppo in grado di generare nuove opportunità commerciali.”

    In particolare, il Rapporto presenta un confronto del possibile sviluppo, regione per regione, del comparto idro-termosanitario alla luce degli effetti positivi del Piano Casa sul settore delle costruzioni da sempre legato al mondo impiantistico civile e industriale. Le previsioni – che coprono l’arco di 4 anni – sono state elaborate sulla base dei dati dell’Osservatorio Bilanci ANGAISA, del Modello matematico di previsione ANGAISA e delle ipotesi di crescita del fatturato del settore costruzioni stimate da CRESME in 31,3 Miliardi di € per i prossimi tre/quattro anni.

    La finalità del Rapporto è di far conoscere e monitorare l’impatto che il Piano Casa potrà avere su tutto il settore. Il quadro che emerge dai primi dati indica che senza l’influsso del Piano Casa 2 tra il 2008 e il 2010, il mercato idrotermosanitario registrerebbe una riduzione del -12,05%. Si prevede invece una crescita del +1,46% nel 2010 se il Piano Casa riuscirà ad esplicare gli effetti desiderati.

    Le previsioni per il 2011 indicano una lieve ripresa del settore (+1,72%) che passerebbe a + 2,63% nel 2012; previsioni ulteriormente in positivo con gli effetti del Piano Casa: +5,71% nel 2011 ed un robusto +8,28% nel 2012.

    Una nuova iniziativa che conferma il ruolo di catalizzatore fra mondo della produzione e della distribuzione che MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT da oltre 50 anni porta avanti, facendosi sempre promotrice di strumenti concreti per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Il Rapporto MCE – ANGAISA rappresenta uno step importante per costruire un’edizione 2012 dedicata a far emergere quanto c’è di meglio e di più nuovo sul mercato, con un particolare riguardo all’innovazione in tema di risparmio ed efficienza energetica punto di incontro di tutti i settori di MCE: caldo, freddo, acqua e energia.