Tag: petrolio

  • Incontro di lavoro tra Asif Ali Zardari e Paolo Scaroni

    San Donato Milanese (Milano), luglio 2012 – Il Presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, e l’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati a Karachi per fare il punto sullo sviluppo delle attività e sui progetti di Eni nel Paese.

    Durante l’incontro sono stati condivisi i possibili ulteriori sviluppi della partnership strategica tra la compagnia e il Governo del Pakistan nel settore degli idrocarburi, nel quale Eni sta mettendo a disposizione il proprio know how e le proprie tecnologie innovative. Prima dell’incontro, l’AD di Eni si è recato a Islamabad dove ha incontrato il Ministro del Petrolio e delle Risorse Naturali del Pakistan, Asim Hussain.

    Eni è presente nell’upstream del Pakistan dal 2000 e oggi è la più importante compagnia petrolifera internazionale operante nel Paese. La produzione equity attuale è di circa 58 mila barili giorno, prevalentemente a gas, e rappresenta circa il 10% della produzione totale del Pakistan. Nell’ambito della partnership, Eni sta portando avanti nelle aree in cui svolge proprie attività un programma di supporto sociale alle comunità locali, che include progetti scolastici e socio-sanitari, lo sviluppo di reti idriche, la promozione della sicurezza alimentare e corsi di informatica.

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  • Marea Nera: paradossi della società tecnologica.


    Marea Nera: paradossi della società tecnologica.

    Prosegue inarrestabile, ormai da 49 giorni la fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico.
    Il nuovo “tappo” installato circa 24 ore fa sembra funzionare parzialmente e riesca ad intrappolare circa la metà del petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino.

    Intanto la marea nera continua a diffondersi e sta raggiungendo ormai dimensioni spaventose; si parla di chiazze a macchia di leopardo estese per un raggio di circa 320 Km.

    Proprio oggi mentre il WWF si appresta a celebrare la Giornata Mondiale degli Oceani (istituita nel 1992 a Rio de Janeiro ) la CNN diffonde le mappe con le previsioni degli spostamenti della marea che potrebbe essere portata dalla Corrente del Golfo fin sulle coste Nord Europee .

    Una scia oleosa di morte che a detta dello stesso WWF provocherà danni rilevabili per i prossimi 50 anni

    I danni ambientali oltre che sociali ed economici provocati dalla marea nera sono indubbiamente immensi e destinati a durare per anni e in alcuni casi potrebbero essere addirittura irreparabili.

    Si conoscono bene, infatti, gli effetti del petrolio che viene riversato in mare in superficie dalle petroliere ma la situazione qui è molto diversa: il greggio sgorga a 1500 metri di profondità risalendo lentamente verso la superficie !

    Ai milioni di litri di petrolio sparsi in mare si aggiungono altrettanti milioni di litri di disperdenti altamente tossici che contribuiscono a creare una miscela mortale per ogni forma di vita.
    L’azione dei disperdenti frammenta il petrolio e lo distribuisce lungo tutta la colonna d’acqua (per non farlo apparire in superficie) creando enormi distese di “nuvole” tossiche formate da goccioline di petrolio e disperdenti.

    Il plankton e i piccoli animali marini come i gamberetti venendo a contatto con queste “nuvole” si contaminano e muoiono e da qui la contaminazione si estende ai predatori lungo tutta la catena alimentare.
    Tutti gli animali facenti parte della catena alimentare sono interessati dagli effetti nocivi e ne subiscono le conseguenze per tempi anche molto lunghi.

    Secondo diversi esperti dell’area, interpellati dal quotidiano Globalpost, la marea nera è arrivata proprio nel momento peggiore poiché in questo periodo dell’anno molte specie scelgono proprio il Golfo del Messico per fare una sosta nelle migrazioni o per riprodursi.

    Fra le molte specie a rischio nell’area del Golfo del Messico le prime dieci sono:
    TONNO ATLANTICO: questa specie era già a rischio di estinzione, e proprio da metà maggio a metà giugno depone le uova nell’area del Golfo del Messico.

    TARTARUGHE MARINE: cinque delle sette specie di tartarughe marine conosciute hanno fra le rotte migratorie proprio il delta del Mississipi. Le Caretta Caretta ad esempio si nutre nelle acque calde del Golfo tra maggio e ottobre.

    SQUALI: le Chandeleur Islands, vicinissime alla zona dell’incidente, sono una delle ‘nursery’ preferite da diverse specie, che peraltro si nutrono di plancton, anch’esso colpito dalla marea nera.

    CETACEI: balene e delfini sono a rischio immediato, perché l’ingestione o l’inalazione di petrolio provoca infiammazioni e danni a diversi organi.

    PELLICANO MARRONE: l’uccello simbolo della Louisiana è uscito dalle specie in via di estinzione solo lo scorso anno, ma rischia di rientrarci subito, visto che in questo periodo depone le uova vicino alle spiagge.

    OSTRICHE: gli sedimenti intorno alle spiagge della Louisiana sono sede dei principali allevamenti di ostriche del paese, ma per queste specie gli idrocarburi sono altamente tossici.

    GRANCHI E GAMBERETTI: in questo periodo questi animali sono nello stadio larvale e giovanile, quello più delicato.

    PICCOLI PESCI: diverse specie di piccoli pesci, tra cui gli osteitti

    UCCELLI MIGRATORI: moltissime specie di uccelli migratori stanno facendo sosta sulle spiagge della Louisiana, fra cui 96 solo di passeri.

    Senza contare i danni alle persone e alle cose questo è il costo ambientale del disatro ecologico che si sta consumando nel Golfo del Messico.

    Ancora una volta, come di consueto, senza lanciare critiche o formulare sentenze vorrei fare una riflessione su quello che è successo e sta succedendo.

    Partiamo dalla piattaforma Deepwater Horizon che la BP noleggia dalla Transocean per una cifra di 500.000 dollari americani al giorno; è possibile che una piattaforma così tecnologicamente avanzata e all’avanguardia non abbia un sistema di bloccaggio del pozzo a distanza o qualche procedura di recovery in grado di evitare o limitare questo tipo di incidenti ?
    Ancora una volta l’interesse economico e la speculazione sono al di sopra della vita umana e dei rischi a cui viene sottoposto l‘intero pianeta ?
    Non esiste una legislazione che imponga la presenza di dispositivi di sicurezza su temi che possono generare disastri di queste proporzioni ?

    E’ veramente frustrante e preoccupante constatare come in questi casi la tecnologia appaia completamente sfuggita dalle mani dell’uomo: da 49 giorni la situazione procede inesorabilmente verso la catastrofe senza che ci sia la possibilità di arrestarla.

    A detta di alcuni esperti l’emorragia di greggio non si arresterà ancora per mesi finché non verrà scavato un nuovo pozzo per alleggerire la pressione al pozzo in perdita.

    Come è possibile che tutta la nostra tecnologia e le nostre meravigliose macchine siano completamente impotenti davanti ad un incidente creato dalla nostra stessa tecnologia ?

    E’ forse questo il paradosso della società tecnologica; il “bel veliero che ci siamo costruiti corre inesorabilmente verso la catastrofe” ?

    Inspiegabilmente, d’altro canto, i mass media (almeno in Italia) si disinteressano completamente della vicenda. La notizia non compare più né sui quotidiani né in televisione come se la cosa non ci riguardasse.
    La BP inoltre, invece di pensare a risolvere nel più breve tempo possibile il problema, acquista sui principali motori di ricerca (Google e Yahoo) le parole “marea nera” e “oil spill” per poter fornire la “propria versione dei fatti” e per spiegare quanto stanno facendo.

    Ed infine da più parti si fanno avanti a contare i danni, a calcolare i milioni di dollari di perdita o di ricavo e magari a sfruttare il disastro per i propri interessi economici mentre la politica sta a guardare vincolata e legata dagli stessi interessi e speculazioni.

    Tanto fra poco inizieranno i Mondiali di Calcio e, come sempre, calerà finalmente il silenzio anche su questa vicenda.

    Intanto gli animali continueranno a morire, le coste saranno devastate, qualche pescatore e qualche operatore turistico perderanno il lavoro e torneremo tutti fiduciosi a guardare alla “green economy” come unico mezzo per uscire dalla crisi economica.

    Paradossi della società odierna.

    Comincio ad essere stanco di tutte le ipocrisie e le menzogne di questa società miope che in nome di interessi meschini non sa far altro che correre verso il baratro.

    Voglio poter continuare a navigare ed immergermi nel blu del mare in compagnia di delfini e creature splendide e non in una chiazza maleodorante nuotando fra i cadaveri.

    Non mi interessano i “calci nel sedere” promessi e minacciati dal Presidente Obama, i milioni di dollari di risarcimento che pagherà la BP o lo scarica barile di responsabilità fra compagnie e amministrazioni; quando l’ultimo animale di una specie si sarà estinto, quando l’ecosistema marino sarà distrutto non basteranno i dollari, gli euro o gli atti giudiziari, sarà necessaria una nuova creazione.

    …guardo il mare ascoltando la nota cantata dalla prora. E vedo un piccolo gabbiano posato sul mio ginocchio… avvicino lentamente la mano. Mi guarda lisciandosi le penne. Avvicino ancora la mano. Smette di lisciarsi le penne e mi guarda senza timore. Sembra che i suoi occhi parlino. Avvicino la mano ancora un poco… Allora mi parla… e mi racconta del Bel Veliero dove molti uomini sono rimasti ancora marinai. Questi non portano guanti, per sentire meglio la vita delle manovre e delle vele, camminano scalzi e serbano il contatto col loro bastimento, così grande e bello e alto, i cui alberi arrivano lassù fino al cielo. Parlano poco, osservano il tempo, leggono nelle stelle e nel volo dei gabbiani, riconoscono i cenni che i delfini gli fanno. E sanno che il Bel Veliero corre verso la catastrofe… Bernard Moitessier

  • IL GOVERNO DEL GHANA CHIEDE UFFICIALMENTE AIUTO A: “S:.A:. IL SACRO PRINCIPE DEL G:.O:.M:.P:.A:. – MONSIGNORE N:.H:. SANDRO PULIN


    26/08/2009 – Dopo il contatto diretto che “S:.A:. il Sacro Principe del G:.O:.M:.P:.A:. – Monsignore N:.H:. Sandro PULIN”, ha avuto con il Direttore Generale del Ministero della Sanità dello Stato della Repubblica della Costa d’Avorio, il Dott. ALEBE GUY DESIDERE’, sui problemi della fame, della salute, nel Continente africano, il N:.H:. PULIN, cogliendo l’occasione di una ristretta riunione operativa, svoltasi recentemente a Venezia, ha voluto richiamare l’attenzione dei Suoi: “GRAN LEGATI” di Padova e di Rovigo (il Dott. Marco PANIZZON ed il Sig. Tonino CASARI BARIANI), su quelle che dovranno essere le strategie future del: “G:.O:.M:.P..A:. – VENETO”, ad aiuto ed a favore dello sviluppo del CONTINENTE AFRICANO che non deve più essere guardato, solo come un fornitore (a basso costo….) di materie prime, ma come un protagonista importante e “STRATEGICO”, per poter affrontare,assieme, le attuali sfide di una economia sempre più globalizzata.“S:.A:. il N:.H:. PULIN”, anche nella Sua veste di: “H.E. AMBASSADOR FOR PEACE – U.P.F.” (O.N.U. New York – USA), evidenziando il fatto che gli “antichi” problemi che, da sempre, tormentano il Continente africano, oggi, appaiono aggravarsi ulteriormente, a causa dell’attuale contesto di crisi dell’economica internazionale, ha anche pubblicamente denunciato il rischio che alla fine, a pagare il conto più salato di questa: “crisi economica globale”, siano proprio i Paesi in via di sviluppo dell’AFRICA…..

    E’ un fatto, ormai noto a molti che, il N:.H:. PULIN, anche nella Sua altra veste di: “Operatore Internazionale per la Promozione del Dialogo Interculturale e la Pace nel Mondo”, da tempo, è personalmente impegnato ed ha anche impegnato lo stesso “G:.O:.M:.P:.A:.”, nella missione di favorire il possibile miglioramento delle condizioni di vita, delle popolazioni del Continente africano.

    A riprova di come: “H.E. AMBASSADOR FOR PEACE” abbia messo al centro della Sua azione internazionale e di quella del: “G:.O:.M:.P:.A:.” il Continente africano, con tutte le potenzialità che esso è in grado di esprimere, il N:.H:. Sandro PULIN, cogliendo l’occasione della riunione veneziana, ha personalmente informato i Suoi “GRAN LEGATI” che il Presidente del “Consiglio Economico e Sociale dello Stato della Repubblica del Centrafica”, il Dott. MARTIN BABA, ha voluto contattarLo ufficialmente, a mezzo di una Sua personale lettera, nella quale il Presidente BABA, ha ufficialmente evidenziato, a “S.E. il N:.H:. PULIN”, l’urgente necessità, per il Governo del Centrafica, di ricevere, al più presto, un consistente aiuto economico, mettendo a disposizione, come possibile elemento di scambio, oltre al loro oro ed ai diamanti, anche il loro URANIO……

    Il N:.H:. PULIN, al ritorno dalle Sue vacanze estive di ferragosto, ha auspicato anche che il: “G:.O:.M:.P:.A:. – VENETO”, facendo tesoro del ricco patrimonio di piccole e medie imprese che caratterizza la nostra regione, sviluppando la Sua innata CREATIVITA’, possa diventare un vero “PROTAGONISTA” che, in sinergia anche con altri attori privati, sia in grado di saper innescare lo: “SVILUPPO”, in molte realtà locali africane, sia nell’ambito delle infrastrutture, sia dell’assistenza umanitaria, nella lotta alle malattie endemiche, anche perché, ha spiegato “S:.A:. il N:.H:. PULIN”, se noi riusciamo ad avviare un reale sviluppo sostenibile in AFRICA, questo Continente potrebbe diventare, un importante mercato estero, per il nostro EXPORT (oggi in difficoltà….) e si potrebbe tentare di avviare così, a soluzione, anche la sfida lanciata dall’attuale IMMIGRAZIONE che oggi, si caratterizzata con sempre più frequenti insostenibili ondate di clandestini verso l’Italia e l’Europa, con conseguenti gravi problemi, sia sul piano umano, sia sul piano della SICUREZZA……

    Ribadendo il Sua convinzione che non si può far pagare l’attuale crisi economica dei Paesi industrializzati, all’AFRICA, “S:.A:. il Sacro Principe del G:.O:.M:.P:.A:.”, ha autorizzato l’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne del: “G:.O:.M:.P:.A:.”, a rendere pubblica ed ufficiale, anche la notizia che anche lo stesso attuale Ministro delle Finanze e dell’Economia della Repubblica del Ghana”: S.E. l’Hon. FIFI KWETEY, ha voluto prendere contatto diretto con: “S:.E:. il N:.H:. Sandro PULIN”, inviandoGli una Sua personale lettera (datata 30-07-2009, con: “Our Ref. NIOFEP/ DNI/EP/O-O”), per richiederGli, ufficialmete, un Suo fattivo contributo personale, arrivando ad offrire, come eventuale possibile merce di scambio, oltre all’oro, anche il PETROLIO…..

    Davanti a queste importanti ufficiali richieste di aiuto, provenienti da così “ALTI ESPONENTI” governativi, di tre importanti Stati del Continente africano, “S:.A:. il N:.H:. Sandro PULIN” che é cosciente del fatto che in AFRICA, esiste un reale grave problema che si chiama CINA, al fine di poter essere messo nelle condizioni di poter operare liberamente (anche come “G:.O:.M:.P:.A:.”), in ambito internazionale, ha fatto pervenire, al Ministro dell’Economia e della Finanza del Ghana: S.E. l’Hon FIFI KWETEY, quelle che sono le Sue condizioni minime e per Lui, indispensabili, al fine di poter eventualmente prendere in seria considerazione, le argomentazioni presenti nella lettera dello stesso Ministro KWETEY………

    “H.E. AMBASSADOR FOR PEACE – N:.H:. Sandro PULIN”, ha quindi ufficialmente fatto sapere al Ministro africano che, prima di muoversi, al fine di stabilire un nuovo codice di condotta, sul piano internazionale, Egli attende di ricevere da parte del Governo del Ghana, una speciale e specifica Nomina/Incarico governativo ufficiale a: “S.E. il Delegato Permanente Plenipotenziario Straordinario per la cura degli interessi culturali-economici della Repubblica del Ghana, in Italia ed in Europa”.

    Solo a queste condizioni e solo quando avrà in mano la suddetta ufficiale: “Nomina – Incarico operativo” del Governo del Ghana, “S:.A:. il N:.H:. Sandro PULIN”, utilizzerà ufficialmente anche il: “G:.O:.M:.P:.A:.”, in ambito internazionale, per il raggiungimento dell’obbiettivo, espresso, anche dal nuovo Presidente Usa OBAMA (proprio nel suo ultimo viaggio in Ghana), con la Sua frase: “……. il vostro destino è nelle vostre mani” e questo, a parere del N:.H:. PULIN, potrà avverarsi solo quando tutti i Paesi africani saranno messi in grado di saper e poter sfruttare da sé, quelle che sono le loro, ancora immense, RISORSE NATURALI.

    Concludendo l’incontro veneziano, il N:.H:. PULIN ha dato anche precise disposizioni operative, ai Suoi “GRAN LEGATI”, affinché, nel prossimo futuro, il “G:.O:.M:.P..A:.” possa svolgere un Suo specifico ruolo, di primo piano, oltre che con la Libia, l’Etiopia, l’Eritrea e la Somalia, anche con i Paesi africani dell’area occidentale del Continente (Nigeria, Angola, Sierra Leone e Senegal), non dimenticando il ricco ed amico Stato del Sudafrica.

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    NOTA INFORMATIVA
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    Si informano i visitatori del Blog che tutti gli altri comunicati stampa, relativi alle iniziative internazionali del “G:.O:.M:.P:.A:.”, potranno esse liberamente consultati e letti, visitando i seguenti tre indirizzi web:

    – www.wikio.it/user/alexrul

    – http://alex-gompa.blogpost.com

    – www.wikio.it/user/sapulin

  • Tumori in Val d’Agri, De Pierro denuncia la presenza di discariche abusive


    Roma – In aumento i casi di tumore in Val d’Agri.
    La zona, fino a qualche anno fa incontaminata, è oggi sottoposta a numerose estrazioni petrolifere. I due fatti, a detta di molti, sarebbero collegati. L’Italia dei Diritti, sulla base di molteplici segnalazioni ricevute, denuncia tuttavia l’esistenza di ulteriori elementi, sottovalutati, determinanti nell’incremento di patologie neoplastiche. L’Italia dei Diritti notifica innanzitutto un aumento indiscriminato di ripetitori di telefonia mobile. Nel dar voce ai cittadini, registra inoltre la presenza di discariche abusive, utilizzate da ditte lucane e non, per risparmiare sui costi di smaltimento dei rifiuti. Alcune aziende andrebbero a sversare scorie tossiche, tra cui rilevanti quantità di amianto, inquinando le falde acquifere e approfittando della carenza di controlli dovuta all’isolamento della zona. Le discariche in questione sarebbero utilizzate per contenere anche materiale radioattivo, proveniente da diverse regioni d’Italia. Antonello De Pierro, presidente del movimento, riporta con preoccupazione l’aspetto più grave contenuto nelle testimonianze raccolte: “Secondo quanto riferito la Basilicata sarebbe oggi preda di organizzazioni criminali legate allo smaltimento illegale di rifiuti tossici. Ci impegneremo – conclude De Pierro – per comprendere come stanno realmente le cose, a tutela dell’integrità fisica degli abitanti dell’area. La salute dei cittadini, infatti, è una questione che ci sta particolarmente a cuore e che occupa una parte imprescindibile delle nostre battaglie civili”.