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  • Porte aperte negli uffici di “Promoter Arte”, società diretta da Salvo Nugnes, per ospitare mostre d’arte

    Promoter Arte” affermata società italiana, leader nel settore mostre, eventi e comunicazione, quest’anno porta una grande novità. Infatti il direttore Salvo Nugnes, già manager di noti personaggi della cultura, ha deciso di aprire al pubblico gli uffici dell’azienda, situati in pieno centro storico a Milano, a Roma e a Bassano del Grappa (VI) realizzando delle interessanti esposizioni, per permettere ad artisti emergenti e non, di far conoscere la propria arte e valorizzarla al meglio. Grazie alla pluriennale esperienza dello staff e alla collaborazione con una fitta rete di contatti di professionisti di settore, come curatori, critici e studiosi d’arte, ogni artista (pittore, scultore, fotografo, ecc.) vedrà realizzare il proprio sogno di una personale di spessore, in città d’arte del calibro di Milano, Roma e Bassano.

    Sempre nel capoluogo lombardo, Promoter Arte gestisce inoltre un’esclusiva location: “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” storica galleria, aperta da più di 40 anni, che ospita numerosissime mostre ed eventi culturali di successo.

  • Finanziamenti personali

    I finanziamenti personali possono essere di diverse tipologie e nel vasto mondo della finanza al consumo gli istituto di credito elaborano finanziamenti personali ad hoc per quasi tute le categorie sociali, espandendo così il bacino di utenza di questo strumento finanziario.

    Una caratteristica importante dei prestiti personali riguarda la possibilità di estinguerli anticipatamente rispetto alla data di scadenza dell’ultima rata di rimborso prevista nel piano di ammortamento. Questa facoltà è attiva in ogni momento, ma è necessario valutare bene la sua attuazione, in quanto, se si procede all’estinzione di un prestito troppo presto rispetto alla sua erogazione, si rischia che l’operazione non risulta affatto conveniente. Inoltre per accedere all’estinzione anticipata di un prestito è necessario che

    Anche l’iter per ottenere un finanziamento personale è piuttosto semplice: basta presentarsi presso la filiale dell’istituto di credito dove si intende presentare domanda, con tutti i documenti necessari per inoltrarla.

    L’uso e la diffusione del web ha poi ulteriormente facilitato questo passaggio, poiché oggi è possibile accedere a prestiti on line, ovvero un prestito personale direttamente dal proprio pc di casa, compilando on line un modulo apposito.
    Il vero e proprio contratto poi verrà spedito in forma cartacea presso il domicilio indicato per l’apposizione delle firme e la conseguente erogazione del finanziamento, tramite bonifico su conto corrente oppure tramite assegno bancario.

    È buona norma comunque munirsi di almeno un paio di preventivo di cessione del quinto o di prestito personale prima di procedere alla sottoscrizione, per poter effettivamente verificare quale sia ilpiù conveniente in base alle proprie esigenze finanziarie.

  • 360.000 pensionati hanno fatto domanda di prestito negli ultimi 12 mesi

    Il credito al consumo non conosce limiti d’età: secondo l’analisi di Prestiti.it (www.prestiti.it) il 6,5% delle richieste di prestito personale arriva da pensionati. La percentuale, convertita in numeri, diventa sbalorditiva: circa 360.000 italiani in pensione, nell’ultimo anno, hanno avuto necessità di ricorrere al credito al consumo. Quasi mille anziani al giorno, quindi, a rappresentare un fenomeno con cui è ormai necessario fare i conti.

    «Se pensiamo che il 46,5% dei pensionati italiani – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.it – riceve una pensione inferiore a 1.000 euro (dati ISTAT) ci rendiamo conto di come il ricorso ai prestiti personali sia una scelta utile per dilazionare le spese e pianificare meglio i pagamenti».
    Secondo Prestiti.it il pensionato che fa domanda di prestito ha in media 62 anni – età abbassata dalla presenza di richieste provenienti dai baby pensionati – cerca un finanziamento di circa 16.000 euro e vorrebbe rimborsarlo in 67 mesi, quindi più di 5 anni e mezzo. Le richieste arrivano prevalentemente da uomini, che rappresentano ben il 75% del totale; le donne, dal canto loro, vorrebbero una cifra più bassa, pari a 14.500 euro. La somma e la durata del prestito si convertono in una rata media mensile che oscilla, quindi, attorno ai 300 euro.

    Un numero così alto di richiedenti rivela come il ricorso ai finanziamenti sia ormai un’abitudine anche fra i più anziani, ma dall’altro racconta come la congiuntura economica abbia messo in difficoltà una fetta considerevole della popolazione italiana. A ulteriore riprova di questo è il fatto che più di un quarto del campione chiede un prestito per liquidità (26%), per avere, cioè, una maggiore disponibilità di contante con cui affrontare le spese quotidiane; seguono, nell’ordine, le richieste di chi ha bisogno di denaro per ristrutturare casa (22,8%), e per comprare un’auto (12%). L’11,1%, poi, ha bisogno di un prestito per consolidare i propri debiti, vale a dire per riunire i finanziamenti già in corso creando un unico prestito.

    A livello regionale, le aree in cui la percentuale di richieste da parte di pensionati supera notevolmente la media nazionale sono la Campania e la Puglia: qui arrivano a rappresentare il 7,6% del totale. È dai pensionati campani, in particolare, che arriva ben il 14% del totale nazionale. Per quanto riguarda gli importi, guidano la classifica la Basilicata (con 21.000 euro), la Sardegna (20.000 euro) e la Lombardia (18.500 euro). Decisamente inferiori le somme richieste in Emilia Romagna (14.500 euro) e Friuli Venezia Giulia (15.500 euro).

    Ecco di seguito la classifica delle finalità per cui i pensionati italiani hanno richiesto un prestito negli ultimi dodici mesi:
    Liquidità 26,0%
    Ristrutturazione casa 22,8%
    Auto e moto nuove/km0 12,0%
    Consolidamento debiti 11,1%
    Auto e moto usate 7,1%
    Acquisto immobile 4,7%
    Arredamento 4,5%
    Matrimonio e cerimonie 3,2%
    PC ed elettronica 1,0%
    Viaggi e vacanze 0,9%
    Altro 6,7%
    Questa, invece, la classifica regionale in base all’ammontare richiesto:
    Basilicata 21.000
    Sardegna 20.000
    Lombardia 18.500
    Campania 17.000
    Lazio 17.000
    Marche 16.500
    Piemonte 16.500
    Umbria 16.500
    Sicilia 16.500
    Puglia 16.500
    Calabria 16.000
    Liguria 16.000
    Veneto 16.000
    Toscana 16.000
    Abruzzo 15.500
    Friuli Venezia Giulia 15.500
    Emilia Romagna 14.500
    Molise n.d.
    Trentino Alto Adige n.d.
    Valle d’Aosta n.d.

  • Cessione del Quinto per dipendenti Regione Veneto

    La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale garantito per tutti i dipendenti pubblici o statali con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, per cui, anche i dipendenti della Regione Veneto con un lavoro stabile e fisso, possono accedere al finanziamento in maniera agevolata e semplice.

    La cessione del quinto è un prestito molto particolare che esiste solo in Italia. Alcune delle caratteristiche più vantaggiose del finanziamento sono, ad esempio, la modalità di rimborso attraverso la trattenuta diretta sulla busta paga del richiedente che, in questo caso, effettua direttamente la Regione Veneto. Questa caratteristica elimina praticamente il rischio di insolvenza del richiedente e permette all’istituto di credito di erogare anche importi alti ma con un tasso d’interesse vantaggioso. D’altro canto, la cessione del quinto per dipendenti della Regione Veneto è un finanziamento non finalizzato che permette la completa gestione del denaro ottenuto senza dover giustificare con documenti la finalità del prestito all’ente erogante.

    La cessione del quinto, nel caso dei dipendenti della regione Veneto, può essere richiesta dai dipendenti pubblici o statali con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma anche i lavoratori con segnalazioni o protesti possono ottenere la cessione del quinto. Il motivo è che la trattenuta diretta sulla propria busta paga rappresenta una garanzia per l’istituto erogante. Dalla parte del richiedente invece la cessione del quinto risulta vantaggiosa, oltre che per i tassi di interesse agevolati, anche per la certezza che la rata di rimborso non aumenterà per tutta la durata del prestito, gravando quindi solo in parte sul bilancio economico familiare.

    Altri vantaggi della cessione del quinto per dipendenti della Regione Veneto sono:

    – Tasso d’interesse fisso per tutta la durata del contratto di prestito

    – Rata invariabile e inferiore ad un quinto dello stipendio del richiedente

    – Assicurazione “rischio vita” e “rischio perdita impiego” comprese nella rata

    – Possibilità di dilazionare il finanziamento fino a 120 mesi

    – Anche nel caso di dipendenti segnalati come “cattivi pagatori”

    – Anche nel caso di altri prestiti in corso

    Noi, di CessioneQuintoNetwork.it, lavoriamo in tutta Italia per offrire a tutti i lavoratori dipendenti, anche agli appartenenti alla Regione Veneto, i prestiti cessione del quinto in modo sicuro, semplice e comodo.

    Per saperne di più: prestiti INPDAP e cessione del quinto per dipendenti della regione Lazio

    Lo Staff.

  • Prestiti per motivi di Salute

    Nella vita quotidiana possono avvenire situazioni impreviste che non sempre siamo in grado di affrontare serenamente per quel che riguarda l’aspetto economico. Alcune di queste situazioni ricadono su salute e cure mediche: sempre più spesso infatti, dobbiamo ricorrere a cure e visite mediche per via privata, solitamente molto costose e non è facile avere la capacità finanziaria necessaria per far fronte a queste spese. Per questo motivo e, perché sono esigenze che hanno la maggior parte dei cittadini, le banche e le società finanziarie hanno predisposto prodotti specifici per questi casi: prestiti per salute.

    Si tratta di finanziamenti non finalizzati e pertanto, non sono richiesti documenti per giustificare la finalità del denaro finanziato che potrà essere utilizzato liberamente. Infatti, è il richiedente a ricevere e gestire la liquidità ottenuta tramite questi prestiti. Di solito, queste formule finanziarie sono richieste per cure mediche, assistenza sanitaria a domicilio, sedute terapeutiche, acquisto di attrezzi per riabilitazione o soggiorni in centri benessere.

    I prestiti per salute sono prestiti personali molto flessibili che prevedono durate molto diverse in base alle esigenze di ogni richiedente; anche l’importo è variabile. Questi due parametri vengono stabiliti tra la società erogante e il richiedente a seconda delle necessità e della propria capacità economica per rimborsare il finanziamento.

    I prestiti salute sono accessibili a tutte quelle persone ( dipendenti, pensionati, libero professionisti, ecc..) che siano in grado di dimostrare un reddito stabile per fare in modo di garantire alla banca che il finanziamento sarà restituito. Nel caso dei dipendenti e dei pensionati esiste però, una formula di prestito personale molto valida per questo tipo di scopi ed è la cessione del quinto dello stipendio/pensione. Un finanziamento da rimborsare direttamente dalla busta paga/pensione dei richiedenti che permette di ottenere somme molto elevate di denaro da usare in autonomia. Nella cessione del quinto, le rate di rimborso sono fisse e non possono superare un quinto del compenso mensile dei richiedenti, siano essi dipendenti o pensionati.

    Fai click per conoscere altre formule finanziarie per pensionati (prestito vitalizio e cessione del quinto a pensionati) e il prestito delega.

    Lo Staff CessioneQuintoNetwork.it

  • Criteri di Valutazione per accedere ad un prestito

    Nel variopinto mondo dei prestiti personali ci sono molte formule finanziarie, anche sconosciuti, a cui si può accedere. Ma, in ogni caso, l’iter per ottenere un prestito è maggiormente complesso che quello per accedere ad una carta di credito. Il motivo è che il prestito, generalmente, implica quantità più elevate di denaro e, proprio per questo, le banche e gli istituti eroganti devono fare serie valutazioni.

    Nel momento in cui si fa richiesta di un prestito personale infatti, la banca studierà lo storico finanziario del richiedente ma, inoltre, chiederà informazioni relative a:

    Situazione lavorale: il richiedente dovrà certificare la propria situazione lavorativa e, se dipendente, fornire alla banca sul proprio datore di lavoro e la tipologia dello stipendio. Questi dati permettono alle banche conoscere la capacità del richiedente di rimborsare il finanziamento.

    Situazione finanziaria: Il richiedente dovrà presentare documenti sui conti correnti attivi, carte di credito e prestiti in corso.

    In alcuni casi, le banche erogante chiedono garanti o contatti del richiedente, ai quali chiedere sul rischio di concedere il prestito in questione.

    In ogni caso, la cosa migliore è sempre chiedere consiglio ad un consulente certificato, farsi spiegare bene le particolarità di ogni tipologia di finanziamento o carta di credito e fare in modo di scegliere sempre la formula finanziaria giusta.

    (Per conoscere il prestito vitalizio, la cessione del quinto dello stipendio/pensione o il prestito delega, fai click!)

    Lo Staff CessioneQuintoNetwork.it

  • NEGAZIONI DI PRESTITI

    La richiesta di un prestito personale potrebbe venire negata dalla banca o dall’istituto erogante a cui ci si è rivolti per diversi motivi: quello ovvio e principale è il fatto di essere stato segnalato nelle banche dati delle centrali di rischio per insolvenze o ritardi nel pagamento di rate di prestiti precedenti. Infatti, davanti la richiesta di un prestito personale, gli istituti di credito hanno accesso a questi database per controllare la situazione finanziaria del richiedente ed è difficile ottenere il finanziamento nel caso di segnalazioni, protesti o pignoramenti.

    Esiste la possibilità che nonostante non ci siano segnalazioni alla Crif o a qualche altra banca dati di “cattivi pagatori”, venga rifiutato un prestito personale e le ragioni sono diverse in base ad ogni istituto erogante. Occorre precisare che le banche e le società finanziarie hanno dei regolamenti diversi riguardo ai requisiti richiesti ai clienti per erogare un prestito. Inoltre, non è detto che una banca non conceda un prestito alle stesse caratteristiche di un’altra banca che l’ha negato poiché, come abbiamo appena detto, ognuna di queste società è libera di delineare delle proprie regole per quanto riguarda le garanzie minime richieste ai potenziali clienti.

    Per questo motivo, non è conveniente richiedere un prestito subito dopo che è stato negato un finanziamento perché, qualsiasi sia la ragione per cui una pratica di prestito sia stata rifiutata, comporta una segnalazione alla Crif, no d’insolvenza, ma di rifiuto prevista dal Codice Deontologico dei Sistemi d Informazione Creditizie (infatti, dal momento in cui viene negato il prestito, il nominativo del richiedente deve essere inserito presso suddette liste e vi rimane per un periodo da uno a sei mesi).

    Per questo motivo, se si ottiene una risposta negativa davanti alla richiesta di un prestito conviene aspettare alcuni mesi prima di fare una nuova richiesta o la segnalazione nella Crif potrebbe comportare altre difficoltà per accedere al prestito.

    Detto ciò, conviene ricordare che l’unico prestito personale in cui non viene controllata la solvibilità del richiedente è la cessione del quinto. Un finanziamento accessibile a tutti i dipendenti con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e ai pensionati. Nella cessione del quinto dello stipendio le rate vengono addebitate direttamente sulla busta paga o la pensione, quindi l’unica condizione che viene verificata in fase di richiesta del prestito è la condizione di dipendente a tempo indeterminato o l’esistenza di una pensione e, per i dipendenti di aziende più piccole, la solidità dell’azienda stessa.

    (Per conoscere la cessione del quinto a pensionati)

    Lo Staff PrestitoaStatali.it

  • Qualche consiglio ai cattivi pagatori per ottenere un prestito

    Spesso chi richiede un prestito ha un bisogno immediato di liquidità, e può succedere che chi ne abbia bisogno si trovi nella condizione di non riuscire a restituirlo, che restino delle rate insolute, che ci siano ritardi nei pagamenti. Questo fa di un individuo un cattivo pagatore. Tuttavia le società finanziarie non hanno chiuso le porte in faccia a questi debitori, ma hanno formulato dei finanziamenti adatti a loro, con caratteristiche ben precise. In internet, digitando “prestiti cattivi pagatori”, appariranno diversi siti dedicati in cui trovare le informazioni necessarie. Tuttavia, va detto che per poter ottenere un prestito ci sono due vie: la prima è quella di pagare i vecchi debiti e chiedere al CRIF la cancellazione dall’elenco dei cattivi pagatori ( il modulo per la cancellazione dal Crif è reperibile e scaricabile on line ); la seconda via è quella di fornire garanzie maggiori, che vanno al di là della semplice busta paga. Essere un lavoratore dipendente è un grosso vantaggio per chi risulta un cattivo pagatore, in quanto lo stipendio è visto come una delle maggiori garanzie. Infatti, in questi casi, il prestito è erogato con rimborso attraverso la cessione del quinto; l’azienda di cui si è dipendenti, la quale non può opporsi a questo tipo di finanziamento, si impegna a trattenere dalla busta paga la rata, che verserà alla finanziaria. Si può anche chiedere un prestito delega, in cui la rata trattenuta in busta paga è superiore al quinto dello stipendio, o i prestiti cambializzati, dove servirà per garanzia il TFR maturato. Informazioni nel web circa queste ultime due forme di rimborso. I lavoratori autonomi, invece, devono fornire come garanzia la propria dichiarazione dei redditi, una ipoteca immobiliare o la firma di un garante. Comunque, anche quando si è cattivi pagatori o protestati conviene non fermarsi mai alla prima offerta solo perché si è ottenuta l’approvazione, in quanto il Taeg, i costi per l’istruttoria, per la gestione del finanziamento, ed anche per le eventuali perizie, possono essere onerosi. Per cui conviene valutare le offerte di diverse finanziarie , servendosi dell’aiuto dato da internet e richiedendo, quindi, dei preventivi on line gratuiti e immediati.