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  • Betty Bee a NAF 2015

    Per la sua prima edizione Napoli Arte Fiera dedica con il Patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli (in collaborazione con Eidos Immagini Contemporanee e con la curatela di Ciro Delfino e Raffaella A. Caruso) uno special content ad una delle artiste più poliedriche del panorama contemporaneo. A partire dagli inizi degli anni 90 Betty Bee persegue infatti con una freschezza sempre disarmante una ricerca personalissima, dalla cifra inconfondibile, in bilico costante tra arte, teatro e vita in un percorso borderline intimo eppure in cui lo spettatore si trova inevitabilmente coinvolto. L’elemento teatrale, inteso come rappresentazione di se stessa, è divenuto un riferimento costante di tutto il suo percorso artistico-esistenziale, con una predilezione innata per la provocazione, il gioco, l’esibizione del corpo e delle sue ossessioni, infatuazioni, fantasie. Il corpo esposto, raccontato e trasformato, viene dissacrato e quindi restituito ad una verità fisica ed emozionale, oggetto del desiderio e rappresentazione costante della sua incredibile molteplicità.

    Considerata per anni la bad girl dell’arte italiana, spesso conosciuta per lo spirito ribelle più che per i valori formali del suo lavoro, con uno spirito che definire materno è riduttivo, infonde invece vita al quotidiano, donando magia a carte veline, mozziconi di sigarette, macchie di caffè, a qualunque oggetto stuzzichi la sua fantasia, parli alla sua emotività, rendendo micro e macrocosmo mondi dall’impatto visivo di pari dignità, con una cifra stilistica dall’eleganza inconfondibile, che se nell’incanto affabulatorio è tutta partenopea ha invece il rigore formale delle tendenze mitteleuropee.

    Da sempre apprezzata per la forte azione performativa, per una militanza artistica che in lei è vita, oggi Betty Bee appare al pubblico con una disponibilità nuova: accogliere nel proprio vissuto il mondo altrui, pronta ad abbandonare sterili antagonismi per fare da madre padre fratello sorella alla gioia ed al dolore nostro e suo, opponendo alla vis destruens –ovunque essa si nasconda- la forza costruttiva della materia e del colore. Lo fa analizzando visivamente e in senso metaforico un concetto interessantissimo in semeiotica: il limite, confine invarcabile, soglia dell’ignoto ed al contempo campo all’interno del quale trovare protezione. È questo tutto l’amore del mondo: la disponibilità dell’artista, il lasciare parlare le cose, accogliere l’altro, anche quando è diverso, anche quando ha le fattezze di quei “mostri” che forse null’altro sono che la parte oscura che alberga nascosta in ognuno di noi. Vivere significa sapere affrontare la confusione e mischiare i propri pensieri con quelli del mondo è dono dell’artista.

    Betty Bee ha dimostrato nel corso degli anni di essere con-fusa e di confondere, suscitando negli interlocutori le emozioni più varie.

    Processo lungo ed elaborato che Betty porta a compimento anche su se stessa, rielaborando e restituendo, per la prima volta, anche al colore, immagini di una parte di quelle indomite anime con cui si è nel tempo sapientemente rappresentata e raccontata, in quel percorso che le ha permesso di trasformare poi se stessa e la propria fisicità in una delle sue opere principali.

    In esposizione dunque lavori inediti pensati site specific, presentati in un suggestivo allestimento, e il video Incantesimo lunare, da cui l’artista ha tratto frame fotografici arricchiti da un intervento pittorico.



    Dove: NAPOLI – 23/25 Maggio 2015
    Mostra d’Oltremare
    NAF 2015 Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea – Viale Kennedy 54- 23/05/201525/05/2015DD/MM/YYYY Pad. 6

    40
    Date:
    Sabato 23 maggio
    dalle 11 alle 21
    Domenica 24 maggio
    dalle 11 alle 21
    Lunedì 25 maggio dalle 11 alle 14

    Biglietti
    Intero: € 10,00
    Ridotto: € 8,00 (over 65)
    Gratuito: fino ai 14 anni compiuti

    NAF – Napoli Arte Fiera
    Mostra Mercato di Arte Moderna e Contemporanea
    Mostra d’Oltremare
    Ente Fiera Promoberg
    [email protected]
    true
    www.napoliartefiera.it

    www.galleriaeidos.com

    DD/MM/YYYY

  • IL NOTO ARTISTA GABRIELE CONTINI PARLA DELLE SUE CREATIVE PERFORMANCE

    Diventato performer negli anni ’90, a seguito di uno studio sui metodi espressivi del gesto e del corpo, il poliedrico artista contemporaneo Gabriele Contini, non smette di stupire con le sue esibizioni creative e particolarmente impegnate. Di seguito l’intervista realizzata all’artista milanese.

    IN CHE COSA CONSISTONO LE SUE PERFORMANCES?

    Le mie performances si basano sulla presenza, quasi costante del crocifisso inteso come simbolo di una realtà esistenziale profonda ed incontrovertibile. E’ il simbolo esistenziale dell’impatto formidabile. Ne faccio uso per decretare la mia volontà di assumere un destino – quello del dolore, della remissione – sopra le mie spalle.

    PERCHÉ USA IL CROCEFISSO?

    Mi piace scavare nella profondità del rito religioso restituendolo ad una dimensione estetica inedita.

    IN CHE ANNO REALIZZA LE PRIME PERFORMANCES?

    Dal 2004 iniziano le prime performances itineranti, in strada. Ho realizzato tre spettacoli in via Vigevano, a Milano. Del 2004 è “Io sono il Cristo crocefisso”, del 2005 Corpo: I.n.r.i e Two religions.

    CI DESCRIVA “IO SONO IL CRISTO CROCEFISSO”.

    Il tema ricorrente di queste performance era il crocefisso e il rapporto che ha il mio corpo con esso. Durante le performance, realizzate in via Vigevano, nell’aprile del 2004, camminavo con movenze pesanti, con il simbolo del cristianesimo attaccato alle gambe, col passo strascicato, e un altro crocefisso posto appena sotto al mento.

    IL 12 MAGGIO 2005 HA REALIZZATO, SEMPRE IN VIA VIGEVANO, CORPO: I.N.R.I. . IN CHE COSA CONSISTEVA?

    Durante la performance mi muovevo con due crocifissi in mano, in una sorta di danza, con esito sconcertante. Liberi movimenti in marciapiede che vanno da via Vigevano, a Porta Genova.

    QUALE IL SIGNIFICATO DI CORPO I.N.R.I.?

    Corpo I.n.r.i. è una performance che riguarda il gesto, il corpo e il simbolo sacro del cristianesimo. Il corpo viene usato come veicolo del destino e della sofferenza umana, nel contempo c’è uno scavalcamento, un rifugiarsi in un atto ludico, gioioso che da conto della relatività di qualunque immagine.

    LA PERFORMANCE È STATA RIPROPOSTA ANCHE AL PADIGLIONE D’ARTE CONTEMPORANEA A MILANO?

    Si, nell’aprile 2007.

    LE SUE PERFORMANCE SONO DOCUMENTATE?

    Il video è visibile su Youtube oppure sul mio sito internet: www.gabrielecontini.it.

    HA IN PROGETTO UN’ALTRA PERFORMANCE AL PAC? Mi piacerebbe proporre “La teoria dell’infelicità”, una performance del tutto particolare. Potremmo ricostruire al PAC un ambiente di lavoro impiegatizio, un ufficio; lì dentro io mi muoverei e svolgerei l’attività inerente alla funzione di amministrativo, scrivendo al computer, scrivendo su fogli, telefonando, prendendo un caffè. E’ una situazione di visibilità del triste e routinario compito degli impiegati ed è uno spaccato del lavoro come si svolge in epoca attuale.

  • Settima tappa per il tour italiano della singolare performance-mostra sui disturbi dell’alimentazione

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Ingresso libero

    Foto di Massimo Prizzon


    “La violenza non si dimentica. Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”.
    Parte da questa citazione di Louise Bourgeois, l’artista Giovanna Lacedra per spiegare il punto di partenza della sua singolare performance-mostra itinerante IO SOTTRAGGO. La triangolazione cibo-corpo-peso, curata da Grace Zanotto, che dal 7 al 21 luglio 2012 sarà ospitata negli spazi espositivi del Museo Civico di Striano.

    Il progetto è partito un anno fa dalla galleria Famiglia Margini di Milano, per toccare poi Pescara, Nocciano, nuovamente Milano al Museo della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Cesena, Napoli. E, a un anno dalla presentazione, quell’atto performativo, derivante dall’urgenza personale dell’artista di trasformare la patologia che la affligge da quindici anni in Arte, è giunto a prendere la forma di una vera e propria esperienza di condivisione/informazione sui disturbi dell’alimentazione.

    Nel suo viaggiare di luogo in luogo, da spettatore a spettatore, IO SOTTRAGGO documenta un percorso individuale di riappropriazione della vita, dei sogni, del corpo, degli appetiti e persegue un ben preciso obiettivo: sensibilizzare le coscienze e combattere la dilagante disinformazione legata alle patologie della nutrizione.

    IO SOTTRAGGO, afferma Giovanna Lacedra, è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico, rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche. Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra, va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    E continua: dopo 15 anni, finalmente ho capito che quel vuoto poteva diventare uno spazio creativo, potevo legittimarlo ad esistere e portarlo fuori da me attraverso una forma d’arte. Attraverso una performance. Oggi quel vuoto esiste non più dentro, ma fuori di me, in un perimetro triangolare fatto di vasetti vuoti. Il mio vuoto arredato di tutte le ossessioni che per 15 anni lo hanno abitato: uno specchio, una bilancia, cibo negato e cibo abusato, tabelle caloriche per mangiare numeri e numeri sputare.

    “La violenza non si dimentica.
    Bisogna ricrearla per sbarazzarsene”


    [Louise Bourgeois]

    Donne che si sfondano di cibo

    e vomitano infilandosi due dita in gola,

    al fine di espiare una colpa che si radica molto più in là di una folle orgia alimentare.

    Donne che si sfondano di cibo

    e non vomitano, creando – con un corpo in dilatazione – barriere con le quali

    difendersi dal mondo e da una dimensione dell’affettività, che genera in loro

    inadeguatezza e panico.

    Donne che non mangiano

    per dimostrare a se stesse e al mondo che le terrorizza,

    quale alto dominio sono capaci di esercitare su se stesse e sui propri appetiti.

    Autocontrollo, perdita patologica di controllo.

    Dispercezione, devastazione, perfezionismo e inibizione.

    Desolazione del corpo, desolazione del cuore.

    Donne che si riempiono di cibo.

    Donne che si svuotano di sé.

    Perché il dolore che le fa agire rigidamente e pulsionalmente,

    è in verità un dolore profondissimo.

    Perché è di una rabbia ancestrale e di un’assenza remota, che si tratta.

    Non di semplice fame.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, Obesità. Mali dell’anima, prima che del corpo.

    Mali di un amore mai o mal vissuto. Mali di un amore forse mai ricevuto.

    Mali di un amore che non ha nutrito. E che ci ha rese presentificazioni della sua assenza.

    Un amore rotto, crepato, sbriciolato.

    Come uno specchio, o come un pezzo di pane.

    Un amore perduto prima di essere trovato.

    Un amore scarno. Un amore violato.

    Un amore abusato, come quel corpo che non sappiamo “indossare”.

    Come quel corpo al quale non sappiamo dare tregua.

    Abbuffarsi per sentirsi ancora sazie di quel vuoto.

    Edificare, in luogo di quell’assenza, un’ideale. Una bugia.

    Una parvenza che sappia dissimulare la pochezza.

    Uno scudo, per le nostre ferite ancora aperte.

    Una fortezza, perché nessuno possa attaccarci ancora.

    Indossare l’ideale di un corpo impeccabile diventa l’unica salvezza.

    Una salvezza da pagare a caro prezzo…

    Un corpo inappuntabile, ineccepibile, insostanziale, invisibile e indicibile.

    Un corpo perfetto.

    Un corpo in frantumi.

    Frantumi di un amore sbriciolato, assemblati da un’illusoria caparbietà.

    A costo della vita, svuotarsi da ogni dolore. Essenzializzarsi. Fino quasi a non “pesare”.

    E i tacchi a spillo si fanno piedistallo di un’assenza.

    Alta, eterea, inarrivabile.

    Ormai non potete più toccarmi.

    Presto non sarò quasi più.

    Ma questo mi fa sentire salva.

    Dispercepisco me stessa e distorco la realtà

    Su questi tacchi me ne sto, per sentirmi vincente.

    Per rendere più convincente questa messa in scena.

    Per essere distante.

    Per evitare ogni contatto.

    Perché nessuno tocchi ancora le mie piaghe.

    La perfezione è una maschera. Il perfezionismo, una prigione.

    L’anoressia è una fame infinita, tenuta in catene.

    La bulimia è invece, una legione di appetiti che sconfina.

    Attacca la roccaforte dell’ipercontrollo, l’abbatte, e disintegra ogni impalcatura scenica. L’architettura futuristica del sintomo è una città svettante,

    che sale verso un ideale di emancipazione dall’amore e dalla sua mancanza.

    Una scultura di Giacometti cammina nella città di Sant’Elia.

    E tutto questo per restare a galla.

    È la paura che ci allontana dal cibo. È la paura che ci spinge verso il cibo.

    È la paura di quel vuoto d’amore, che ci spinge a riempirlo di altro…

    È la paura di quel vuoto d’amore che ci impone di dilatarlo, per abituarci a esso.

    Anoressia, Bulimia, Binge Eating, e Obesità sono espedienti autodistruttivi,

    ricercati per sopravvivere a tutto il resto.

    Per tentare di governare quel vuoto.

    Per provare a non sprofondare.

    Presto, però diventano vere e proprie dipendenze. Fino a trasformarsi in mortali patologie.

    Cibo negato. Cibo abusato. Cibo-veleno. Cibo-eroina.

    Cibo non più cibo.

    Presto o tardi, però, l’impalcatura crolla.

    Scendi dai tuoi tacchi a spillo con le ossa che sporgono e le dita violacee,

    e se hai ancora un briciolo di forza, provi a rompere il silenzio.

    Rimetti le parole al posto del cibo.

    E questo è il primo passo salvifico.

    Tutto il resto è un lungo, faticoso cammino individuale, necessario per tornare a riappropriarti della tua vita, dei tuoi sogni, del tuo corpo, dei tuoi appetiti.

    IO SOTTRAGGO è un grido contro il silenzio di chi non sa e non vuole vedere,

    di chi ignora e superficializza. Di chi sceglie di non capire.

    IO SOTTRAGGO vi costringe a guardare nel perimetro triangolare di questa verità.

    IO SOTTRAGGO combatte l’omertà.

    IO SOTTRAGGO è un’azione che crea e ricrea l’ingranaggio patologico,

    rimettendo in scena le dinamiche ossessive anoressico-bulimiche.

    Perché forse anche questa forma di violenza, come ogni altra,

    va rivissuta, per potercene sbarazzare.

    Giovanna Lacedra

    SCHEDA INFORMATIVA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    Progetto performativo-espositivo di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Official Web Site: www.iosottraggo.it

    MUSEO CIVICO DI STRIANO – Piazza D’Anna – STRIANO (NA)

    Con il Patrocinio del Comune di Striano

    In collaborazione con Centro Culturale Arianna

    Partner: Famiglia Margini

    Live Performance: sabato 7 luglio 2012, ore 18.30

    Mostra diari, foto e video: dal 7 al 21 luglio 2012

    Orari: lun – sab 18:00 – 21:00

    Ingresso libero

    Info:

    Tel.: 081 8276261 / 081 943453

    Mobile Phone: 339_8835735 / 339_7547717

    Mail: [email protected] / [email protected] / [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.


    Foto di Massimo Prizzon

    Foto di Massimo Prizzon


    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone ogni crudezza.


    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile. Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

    Dai diari in mostra:

    14 Maggio 2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

    Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

    SCHEDA TECNICA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

  • PANASONIC POTENZIA IL TOUGHBOOK CF-31 IL NOTEBOOK RUGGED PER ECCELLENZA

    Milano, 25 maggio 2011 – Panasonic aggiorna la prestigiosa gamma di notebook rugged lanciando oggi il nuovo Toughbook CF-31mk2 che aggiunge prestazioni potenziate al precedente CF-31. Pensato appositamente per consentire l’accesso a dati ed applicazioni negli ambienti di mobile computing più estremi, il CF-31 è oggi il dispositivo rugged di prima scelta per i servizi d’emergenza, l’esercito e le telecomunicazioni. In presenza di condizioni meteorologiche avverse, in ambienti umidi o bagnati, sotto terra, o dovunque spazi ristretti imporrebbero una naturale diminuzione della produttività, il CF-31 permette ai mobile worker di dare il massimo in ogni momento. Il Toughbook CF-31mk2, disponibile in due diverse versioni, Standard e Performance, offre una maggiore potenza di calcolo e una gamma più ampia di funzioni e connettività.

    Performance potenziate
    Progettato specificatamente per i professionisti sul campo che necessitano di avanzate performance grafiche o dell’accesso a programmi di mappatura, il nuovo Toughbook CF-31 Performance offre un supporto grafico all’avanguardia abbinato ad un’eccezionale robustezza. Dotato di Intel® Core™ i5-2540M di seconda generazione e della tecnologia switchable graphics AMD Radeon™ HD 6750M, la versione Performance può passare dalla grafica potenziata a quella integrata con Intel® HD 3000 per risparmiare energia mentre ci si sposta. La versione Standard, invece, usa l’Intel® Core™ i5-2520M vPro con supporto grafico Intel® HD 3000.

    Funzionalità di sistema ottimizzate
    Il CF-31 comprende anche la nuova Toughbook Dashboard*1 pensato per personalizzare nel modo più semplice ed opportuno ogni Toughbook in base alle impostazioni preferite dall’utente, grazie ad un’interfaccia immediata e user friendly. La Toughbook Dashboard permette di gestire facilmente il laptop grazie all’utilizzo di strumenti come i popolari Panasonic Power Management Utilities e Panasonic PC Viewer.

    A scopi militari, il CF-31 è dotato anche di una particolare modalità di funzionamento, specifica per l’uso durante le missioni in contesti critici. Usando questa funzione, il Toughbook può passare in “silence mode” disabilitando ventole, retroillumninazione, lo stato dei LED, speaker e connessioni wireless. (3G, W-LAN, Bluetooth).

    Pensato per assicurare la connettività in movimento
    Per assicurare ai mobile worker di restare costantemente in contatto quando si spostano, il Toughbook CF-31mk2 adotta il modulo opzionale Ericsson F5521gw HSPA+ (DL: 21 Mbps) con il wireless ready connection manager e il Wake On Wireless opzionale. Comprende anche un apposito switch per la modalità wireless che permette agli utenti di attivare e disattivare la connessione per velocizzare le operazioni.

    Si può anche scegliere di passare all’opzione Anti-Theft-Protection Mode utilizzando la più recente tecnologia Intel® ATP.

    La potenza senza limiti
    Per poter garantire ai tecnici sul campo e agli ingegneri un dispositivo con un’autonomia elevata, persino quando l’approvvigionamento di corrente elettrica non è disponibile, il CF-31 versione Standard, è operativo fino a 13,5 ore su sistema Windows 7. In aggiunta, il CF-31mk2 è dotato di una batteria secondaria opzionale che può essere inserita nel multimedia bay. Si può così aggiungere un secondo dispositivo alla batteria principale, in modo da mantenere il computer operativo per 24 ore intercambiandoli o semplicemente estendendo la vita della batteria fino a 6,5 ore.

    Tutte le unità utilizzano inoltre la tecnologia Panasonic Power Management Utilities per massimizzare l’efficienza, gestendo l’elettricità richiesta dalla CPU per le risorse più importanti a seconda del task svolto o delle impostazioni predefinite dai profili user individuali. In aggiunta, il CF-31 funziona con le batterie ad alta capacità Panasonic pensate per fornire sicurezza e performance elevate.

    Visibilità dello schermo anche sotto diretta esposizione solare
    La capacità di vedere chiaramente dati ed applicazioni sullo schermo anche in piena luce è essenziale per chi lavora all’aperto. Il CF-31 utilizza la tecnologia Panasonic Circular Polarizing per offrire una visibilità unica sul mercato grazie ad una luminosità di display pari a 1,200cd/m² ed un indice di riverbero molto basso sul display touchscreen 13.1” XGA. Il toughbook CF-31 è anche dotato di una particolare ingegnerizzazione del LCD per proteggere lo schermo dagli urti.

    Affidabili e resistenti come mai in passato
    Dotato di un rivestimento interno ed esterno in lega di magnesio e di uno strato anti-graffi, il CF-31mk2 si conferma il Toughbook ad oggi più resistente. E’ testato per le cadute conformemente agli standard militari ed è a prova d’infiltrazioni d’acqua e polvere e vibrazioni e temperature estreme, il che conferisce a questo computer l’impressionante grado di protezione IP65 e la certificazione militare MIL STD 810G.

    Grazie ai sistemi di rivestimento rinforzato e ammortizzante dell’HDD per ottimizzare la protezione anti-caduta, al riscaldatore per HDD e alle guarnizioni in gomma per la massima flessibilità, il CF-31 è operativo anche nelle condizioni ambientali più estreme.

    Il CF-31 è anche equipaggiato con l’Hybrid Cooling System, in grado di combinare il processo di raffreddamento attivo con quello passivo. In quest’ultimo caso, il calore viene incanalato dalle aree in cui le temperature sono più critiche al centro di raffreddamento.

    Configurazione flessibile
    La capacità di adattarsi rapidamente alle differenti condizioni è un altro requisito indispensabile per un dispositivo da campo. Il CF-31 ha uno slot di configurazione incorporato che può essere modificabile su progetto, per avere una seconda porta LAN, firewire o modem. Completano il pacchetto le interfacce, composte da 4 porte USB e una porta HDMI, un Lettore di Smart Card opzionale, un Lettore d’Impronte digitali, webcam e GPS*2.

    La Compatibilità che conta*3
    Per far sì che gli attuali clienti possano continuare ad usare le periferiche di cui sono in possesso, il CF-31 è compatibile con i supporti per auto dei modelli CF-30 e CF-29 ed altre periferiche come protezioni per lo schermo, docking station e batterie di prima generazione in modo da offrire continuità a lungo termine al ciclo di vita del prodotto.

    Supporto di un eccezionale servizio tecnico
    Ogni Toughbook è dotato di una garanzia di 3 anni che copre anche danni all’hardware se il sistema è stato usato correttamente; inoltre, Panasonic assicura tempi di riparazione entro le 96 ore lavorative e una garanzia di 5 anni per i ricambi delle componenti.

    Disponibilità e prezzi
    La gamma CF-31 sarà disponibile a partire da giugno 2011, con la versione Standard al prezzo di 3.699€ (IVA esclusa).

    *1 Scaricabile dal sito web Panasonic Toughbook
    *2 integrabili in base alle scelte di configurazione
    *3 Si prega di consultare il personale vendite di Panasonic

    ************************************
    Panasonic Toughbook
    I Panasonic Toughbook sono costruiti per funzionare laddove altri computer portatili falliscono e per fornire ai lavoratori mobili accesso sicuro a dati ed applicazioni in luoghi in cui finora era impossibile. I Toughbook stanno trasformando il modo in cui le organizzazioni operano. Nel 2010 Panasonic Toughbook ha ottenuto uno share di mercato pari al 65.3% in ricavi all’interno del mercato europeo nella categoria dei notebook rugged (VDC Research).

    Panasonic
    Panasonic Corporation è leader mondiale nello sviluppo e nella realizzazione di prodotti per l’elettronica di consumo, per le aziende e per l’industria. Situata ad Osaka, in Giappone, l’azienda ha registrato nell’esercizio 2010/2011 (conclusosi il 31 marzo 2011) vendite nette consolidate pari a 8.69 trilioni di yen (corrispondenti a 72.65 miliardi di euro). Le azioni del gruppo sono quotate alle borse di Tokyo, Osaka, Nagoya e New York (NYSE: PC). Per maggiori informazioni sul gruppo e sul marchio Panasonic, si prega di visitare il sito http://panasonic.net.

    Per ulteriori informazioni visita www.toughbook.eu

  • FEBBRAIO 2011 MILANO, MISAEL PROJECT LANCIA UN GUANTO DI SFIDA AL PRÊT-À-PORTER

    MISAEL

    COLLECTIVE STYLE COLLECTION

    FEBBRAIO 2011- MILANO


    Febbraio 2011: Misael Project presenterà durante la Settimana della Moda a Milano, la “Collective Style Collection”, un guanto di sfida lanciato al Fashion System attraverso progetto che rivoluziona e sostiene il lavoro dei creativi che vi partecipano.

    Con la “Collective Style Collection”, prima collezione di moda con capi singolarmente firmati dai giovani talenti del panorama internazionale, Misael si fa promotore di un nuovo modo di entrare nel mercato attraverso il riconoscimento all’autore della paternità dell’idea.

    Misael, fucina creativa nata nel 2006 a Shangai e Cape Town grazie a giovani menti dinamiche provenienti da tutto il mondo, è oggi una Comunità dello Stile che disegna, produce e distribuisce collezioni di capi e accessori con la firma dei suoi ideatori.

    È l’Evoluzione del prêt-à-porter, la possibilità per i nuovi talenti di esprimersi con libertà e nuova energia e proporsi come valida alternativa alla Logomania imperante che schiaccia la libertà espressiva del singolo individuo.

    La presentazione della collezione per il pubblico di addetti ai lavori e di appassionati si svolgerà a Milano in apertura della Settimana della Moda con una Performance Artistica: il Matrimonio tra Arte e Moda. Presentare la “Collective Style Collection” con una performance artistica è stata sentita da tutti i creativi coinvolti come un’esigenza, un “rito simbolico” di buon auspicio per accompagnare la nascita di un progetto che racchiude in sé l’intero campo dell’espressione creativa.

    Misael Project

    Da un’idea di Michael Haerens con la collaborazione di Isabelle Qian

    Art Director: Angelo Cruciani

    Sito web: www.misael.eu

    Mail: [email protected]

    Ufficio : Flavia Lanza – [email protected] 340_9245760 – Via Achille Maiocchi, 12 20129 Milano

    @font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Tahoma”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; }

    Credits:

    Testiomonial: Myriam Granci

    Photo by Florindo Rilli

  • Simply.com : il nuovo servizio di web advertising powered by Dada

    E’ tempo di bilanci per Simply (www.simply.com), il servizio di web advertising lanciato nel 2009 per offrire un’alternativa sia per gli investitori (Advertiser) che per gli editori (Publisher). Nato per coprire un’esigenza del mercato che richiedeva semplicità, qualità ed efficacia, garantite da un gruppo attivo nel web da oltre 15 anni quale Dada (http://dada.dada.net)
    Simply è semplice nell’attivazione e nella gestione, incentrato sulla qualità sia degli annunci / banner che delle pagine web su cui essi appaiono e, allo stesso tempo, è caratterizzato da un sofisticato targeting basato su algoritmi proprietari per la veicolazione della pubblicità. In più il sistema di pagamenti è legato alle performance per garantire il massimo ritorno sugli investimenti agli Advertiser e, in totale trasparenza, revenue share maggiori del 60% (con picchi fino al 90%) per i Publisher.

    Simply viene lanciato ad inizio 2009 in contemporanea in inglese, italiano e spagnolo con l’obiettivo di fornire un servizio aggiuntivo ai clienti, aziende e/o privati, che già avevano registrato un dominio con una società del gruppo Dada (oltre 1.400.000 in Europa). Il bacino di utilizzatori presenta una rapida crescita e sia i Publisher che gli Advertiser iscritti a Simply.com aumentano esponenzialmente di mese in mese non solo come numero ma, soprattutto, come volumi di impression erogate.
    Adesso Simply.com è attivo in quattro lingue (si è aggiunto il francese a inizio 2010) e raccoglie circa 5.000 Advertiser registrati per pianificare campagne direttamente online sul Network dei publisher Simply. Le campagne, gestite in autonomia e pagate con carta di credito, sono ottimizzate per fornire il massimo ritorno dalla piattaforma di Simply che offre dettagliati strumenti di report e analisi.

    I Publisher Simply, oltre 6.000, possono applicare i banner non solo ai siti/blog ma anche alle applicazioni sviluppate per i Social Media quali Facebook, offrendo un traffico accuratamente profilato. Negli ultimi 12 mesi il Simply eCpm Index che misura l’andamento del valore di 1.000 impression vendute dal panel dei 30 top siti del network, è cresciuto del 21%, a dimostrazione di un forte impegno di Simply nel valorizzare gli editori che hanno scelto la piattaforma. Anche i ricavi sono in costante aumento con bonifici che nel 2010 hanno raggiunto un valore medio superiore ai 1.700€.

    E molte novità sia dal punto di vista degli accordi commerciali che delle innovazioni tecnologiche saranno rilasciate nel corso del 2010. Se vuoi provare il servizio e mandarci un feedback, usa la casella [email protected]. Saranno osservazioni preziose per sviluppare un prodotto sempre più in linea con le esigenze del mercato del web advertising.

  • Fake: da un concept alla festa dei creativi


    A Milano, con i primi colori del Carnevale, si è tenuta la prima festa dedicata al Fake.
    Da un brainstorming dei partecipanti all’ultima edizione del Master CommunicActive, attorno al concetto di ‘Fake’ sono emerse libere interpretazioni da parte della comunità dei creativi milanesi. Una festa che è nata con un contest di foto e video su Facebook, interpretata con il coinvolgimento di altre forme espressive, come performance interattive e piece teatrali.
    Nei locali del VictoryMilano, in un clima dissacrante e ironico, i 99 partecipanti al Fake Party hanno portato oggetti falsi, reinterpretato il senso del reale, assistito ad una Maratona Lenta (eseguita da Loris Dario di Florilegio) e ad un’anteprima della pièce teatrale Blackberry Love di Anna Scardovelli, dopo aver testato la pulizia delle mani con Erremme…
    Grazie ad una campagna online, all’organizzazione di CreActive Four, al supporto tecnico di Master Program e alla sponsorship di Speakage, il Fake Party è l’emblema di una proiezione dalla comunità dei presenti e futuri comunicatori, con una domanda: qual è, oggi, il sottile confine tra presunto vero e falso reale?

    Info: Fake on Facebook
    http://www.facebook.com/group.php?gid=37962207983

    Blackberry Love di Anna Scardovelli. 21 – 24 marzo. Teatro Libero di Milano. Via Savona, 10. MM2, Porta Genova.

    Florilegio organizza una Maratona Lenta il 6 marzo, dalle 17.00 alle 19.00 a piazza Duomo a Milano.

  • Con il Cuore in Mano


    Con il cuore in mano – 2009
    25 febbraio – 2 marzo
    Terni

    un’idea di
    Associazione Demetra
    &
    bct

    in collaborazione con
    Comune di Terni Assessorato alla Cultura
    Centro per le Pari Opportunità

    Con il Cuore in mano è un viaggio dentro la poesia contemporanea italiana che si snoda all’interno delle manifestazioni valentiniane proponendo sei giorni di eventi poetici a cura dell’ Associazione Demetra e bct-biblioteca comunale di Terni, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e il Centro Pari Opportunità.

    Il successo di pubblico e di critica della scorsa edizione di Con il Cuore in mano , l’interesse crescente all’ascolto e al “dire” poetico, l’accoglienza intima e profonda per i poeti ospitati, hanno spinto gli organizzatori del festival ad ampliare la proposta culturale e a proporre alla città uno sguardo ancora più raffinato al panorama italiano contemporaneo.

    Protagonista dell’edizione 2009 è la scrittura: con i suoi personaggi, i suoi interpreti, i suoi cantautori, i suoi amanti.
    Poesia, musica, performance saranno il “cuore” dello scambio e dell’incontro, della conversazione e del confronto.

    Ad aprire il cartellone del festival, mercoledì 25 febbraio alle 18,00, un incontro a cura di Azzurra D’Agostino, giovane poetessa protagonista della precedente edizione e ormai preziosa collaboratrice, con Antonella Anedda, vincitrice del Premio Montale 2000 e Mario Benedetti, vincitore del Premio San Vito al Tagliamento. Questo appuntamento si svolgerà presso il Caffè Letterario della bct, come pure l’evento di chiusura, il 2 marzo alle 21,30, che ospiterà un emozionante reading tratto da “Sempre perdendosi” di Silvia Bre, con l’intervento di Alfonso Benadduce, regista e attore dell’omonimo spettacolo.

    Il programma del festival vede fra i suoi personaggi anche due cantautori italiani appartenenti a generazioni diverse, ma ugualmente intensi e impegnati nell’osservazione del nostro essere e del nostro vivere; due voci penetranti; due scritture intime e toccanti; due umanità a cui ogni definizione calza troppo stretta.
    Venerdì 27 febbraio alle 22,30 il palco di Palmetta ospiterà Vasco Brondi, alias Le Luci della Centrale Elettrica, nella formazione composta da violoncello e chitarra di Giorgio Canali; mentre domenica 1 marzo alle 21,30 Palazzo Primavera accoglierà il recital con canzoni da “Il mio cuore umano” di e con Nada Malanima.

    Appuntamento atteso e confermato negli anni è Pane & Poesia, sabato 28 febbraio a partire dalle 21,30 presso il Centro di Palmetta. Un no-stop di lettura, di ascolto e di condivisione di versi propri o di altri autori a cui fa da sfondo una tavola di pani artigianali e ricercati, nel tentativo di rendere tangibile il delizioso connubio fra la genuinità dello scrivere e l’elemento più semplice del nutrirsi. Il Centro di Palmetta dedicherà la serata a Fabrizio De Andrè, curando angoli per l’ascolto del repertorio musicale dell’artista e organizzando una visita alla mostra di Genova presso il Palazzo Ducale. Per maggiori informazioni e prenotazioni il numero di riferimento è 0744 428093.
    Anteprima dell’intera rassegna sarà la presentazione del volume “Poeti Umbri del ‘900”, a cura di Antonio Carlo Ponti e Luigi M Reale, giovedì 12 febbraio alle 17,00 presso il Caffè Letterario della bct. Saranno presenti gli stessi curatori, Daniele Di Lorenzi, Pasquale Tuscano e Giancarlo Rati.

    Il programma:

    Anteprima

    Giovedì 12 febbraio – ore 17.00 bct

    Presentazione del volume
    “Poeti Umbri del ’900”
    a cura di Antonio Carlo Ponti e Luigi M Reale – ed. Effe (Fabrizio Fabbri Editore)

    saranno presenti i curatori
    introduce e coordina Daniele Di Lorenzi
    intervengono
    Pasquale Tuscano – critico letterario
    Giancarlo Rati – docente
    letture di Elisabetta Vannuzzi

    Festival
    Mercoledi 25 febbraio
    ore 18.00, bct

    Corpi, colori, cori:
    Antonella Anedda e Mario Benedetti
    a cura di Azzurra D’Agostino

    Venerdì 27 febbraio
    ore 22.30, Centro di Palmetta

    concerto di
    Vasco Brondi, aka Le Luci della Centrale Elettrica
    alle chitarre e voce Giorgio Canali
    al violoncello Daniela Savoldi

    Sabato 28 febbraio
    dalle 21.30, Centro di Palmetta

    Pane & Poesia

    Domenica 1 marzo
    ore 21.30, Palazzo di Primavera

    Reading con canzoni da
    “Il mio cuore umano” di e con Nada Malanima

    Lunedì 2 marzo
    ore 21.30, bct

    Lettura scenica da
    “Sempre Perdendosi” di Silvia Bre

    con Alfonso Benadduce
    interviene Silvia Bre

  • SENTIERI: personale di VITO BOGGERI


    Sabato 10 Novembre alle ore 18.00, si terrà presso il Museo Campano di Capua, la presentazione della mostra pittorica “Sentieri” di Vito Boggeri.
    L’evento è organizzato dalla Fondazione Campania in collaborazione con l’archivio Vito Boggeri e col Patrocinio della Provincia di Caserta.

    Parteciperanno al vernissage il Presidente della Provincia Sandro De Franciscis, l’Assessore provinciale cultura-grandi eventi Tiziana Panella, il presidente della Fondazione Campania Stanislao Femiano e l’artista Vito Boggeri. Moderatore della conferenza d’apertura sarà il giornalista Salvatore Minieri.


    Passo dopo passo, i sentieri ci ascoltano


    Sentieri come percorsi accidentati, tormentati, impervi. L’impegno nell’arte è così, non ha autostrade, ma solo vie sinuose, dal fondo sconnesso, capaci di portarti per mano ai confini di ogni orizzonte, di portarti ai propri confini.
    L’inizio del viaggio qual è? Quando si può dire che si è cominciato a viaggiare? La partenza avviene prima del distacco, è qualcosa che già risiede in sé prima ancora di mettersi in moto.
    C’è una categoria di viaggiatori notturni che attraversano mondi di solitudine e territori della conoscenza, per poi tornare sempre a misurarsi con lo spirito della casa, per riconoscersi nelle proprie abitudini, nei propri gesti quotidiani, per essere sempre se stessi, night & day.
    Vito Boggeri ha viaggiato su quei sentieri, ma è tuttora un esploratore di immagini e un ricercatore di linguaggi. La sua formazione avviene alla fine degli anni Cinquanta, ma la piena maturità ha inizio negli anni Settanta, i formidabili anni dell’introspezione, del post-assemblearismo ma comunque del sociale, della negazione dell’immagine pittorica. A conclusione di quel decennio la transavanguardia avrebbe ridato di nuovo luce, colore e soprattutto pittura nelle mostre come nelle pagine delle riviste d’arte.
    Era una rivoluzione che nasceva dalla reazione all’inaridimento delle forme, era la necessità di dipingere che prendeva il sopravvento sul messaggio, era il trionfo del privato dopo la deflagrazione del collettivo. Gli anni Settanta no, non avevano colore, neanche quello semplice e accattivante della pop, dominavano il bianco e il nero, nei reperti fotografici, nelle sperimentazioni dei media, nelle incursioni degli operatori d’arte, metà artisti metà maestri di un pensiero forte.
    Le opere degli anni Settanta, per Boggeri così come per le menti migliori della sua generazione, nascono già come tracce, come reperti della memoria. Si portano dentro il viaggio, perché sono stazioni, tappe della navigazione, fermate d’autobus. C’è sempre un prima e un dopo, ciò che si fotografa è un’istantanea del passaggio, è un comportamento. Qualcosa è già successo e qualcos’altro succederà. Fosse anche un insabbiamento, la storia arriverà a una sua conclusione.
    Alcuni dei compagni di strada di Boggeri, che avevano condiviso con lui un percorso linguistico, assurgono nel 1979 all’empireo della Transvanguardia. Saranno famosi! Trovano così un legittimo approdo eccellente, una destinazione internazionale. I sentieri hanno fatto strada, percorreranno le rotte intercontinentali.
    Boggeri fa parte di quell’ampia e qualificata schiera di artisti che non ha voluto saltare sul treno quando l’amore è arrivato in città. Lui ha scelto la periferia come identità, periferia geografica e mentale, approccio che non permette di optare per l’itinerario più scorrevole e comodo. Come altri, al momento dello spartiacque alla fine degli anni Settanta, ha scelto di proseguire con coerenza la propria ricerca, ha scelto di procedere sul suo sentiero.
    Gli anni Ottanta di Boggeri sono comunque legati alla pittura, ma il suo è un modus operandi scarno, essenziale. La sua pittura si porta dentro di sé la memoria del gesto, è più legata all’atto fisico che produce l’opera piuttosto che al contenuto immaginifico, non si lega al corpo, ma è essa stessa corpo. E in questo è perfettamente riconducibile agli scatti fotografici degli anni Settanta, performance corporee ed extracorporee, umane e post-umane.
    Ebbene, sono maturi i tempi affinché una generazione di artisti abbia un pieno e completo riconoscimento da parte della critica storica e del mercato, rivalutando il percorso artistico di chi si è interrogato sull’evoluzione del linguaggio ma non si è consegnato alla tendenza di turno.
    In Italia c’è un nutrito gruppo di artisti capace di testimoniare con il proprio lavoro che un’altra pittura è possibile, che si può dipingere senza essere necessariamente condizionati dalla moda e dallo show business.
    In questi ultimi anni le opere di Boggeri hanno assunto sempre più la valenza testimoniale in un’epoca come la nostra, sopraffatta dal trionfo dei media. La sua pittura è un attestato di coerenza con quell’immediatezza espressiva che già gli veniva riconosciuta agli inizi della carriera. Le sue immagini sono fantastiche ma non sono mai ridondanti, sono esse stesse sentieri, cioè ferite della terra, solchi determinati dal passo dell’uomo nel bel mezzo della natura. I segni stessi della sua pittura sono sentieri che tracciano il paesaggio vitale.
    Le sue recenti carte magiche, popolate di personaggi fantastici, sono espressione di un’umanità in transizione. In realtà c’è la consapevolezza di essere in viaggio, ma non è determinabile la destinazione. È questo il destino del ricercatore: il desiderio di andare sempre e comunque oltre il traguardo, la meta.
    Naufraghi… Il naufragio è una condizione del viaggio. Oggi che si naviga sempre più a vista, tra le onde e i flutti di una rete incommensurabile, la perdita del proprio centro è una tensione a regola d’arte. Le zattere seguono i sentieri del mare. Ci sarà poi sempre un porto per l’accoglienza e un nuovo sentiero per rimettersi in strada.
    Boggeri è così, nella natura delle cose. Un linguaggio semplice e immediato, un linguaggio convincente. La pittura, la sua pittura, non nasconde le ombre del nostro tempo. Le celebra. Ma non tradisce i desideri, le ragioni del viaggio.
    Passo dopo passo, i sentieri ci ascoltano.

    Enzo Battarra

    info:
    Salvatore Minieri e Brunella Farina
    3348688119 – 3471136911
    www.vitoboggeri.it
    [email protected]

    Ingresso libero
    Dal martedì alla domenica: 9.00-13.00
    Martedì e giovedì: 15.00-18.00