Tag: Palazzo Reale

  • Il manager Salvo Nugnes – Favolosa mostra a Palazzo Reale dedicata a Vassily Kandinsky

    Il manager Salvo Nugnes, noto gallerista ed esperto d’arte, durante un’intervista ha parlato della strepitosa mostra monografica dedicata a Vassily Kandinsky, considerato il maestro fondatore della pittura astratta, il pioniere per antonomasia dell’astrattismo.

    Nugnes afferma “Una grandiosa mostra retrospettiva quella, che Milano dedica al Maestro, un vero teorico e protagonista dell’arte russa del secolo scorso, ma anche alfiere e precursore di quelle avanguardie storiche, che hanno segnato una spaccatura indelebile nel modo di fare e concepire l’arte figurativa nella sua storica tradizione. Nel coreografico contesto di Palazzo Reale si possono ammirare opere, che trasmettono quella connotazione di semplificazione delle forme pittoriche, che ne esaltano l’assoluta unicità nella realizzazione e sprigionano enorme carica emotiva“.

    E aggiunge “I quadri di Kandinsky infondono nell’osservatore una percezione di equilibrio e armonia dell’anima, di pace interiore. Nella loro apparente semplicità e leggerezza contengono complesse e articolate chiavi di lettura a livello concettuale, che stimolano molteplici interpretazioni. Nelle composizioni, c’è uno studio ben mirato, minuzioso e accurato di ogni tonalità cromatica utilizzata e di ogni forma riprodotta, che acquistano una funzione comunicativa simbolica, spesso rifacendosi nel nome a espressioni musicali tipiche. E’ senza dubbio un genio dell’astrattismo e il suo percorso artistico traccia una tappa fondamentale nell’evoluzione pittorica del Novecento“.

  • Milano, Palazzo Reale ospita la mostra dedicata ad Andy Warhol: ce ne parla il noto manager Salvo Nugnes

    Abbiamo chiesto ad un esperto d’arte di alto livello come il manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi dell’arte e della cultura di scortarci come guida alla scoperta della prestigiosa esposizione in omaggio al mitico Andy Warhol allestita fino al 9 marzo tra le storiche mura di Palazzo Reale a Milano.

    Nugnes spiega come questo è senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi della stagione milanese e puntualizza come “L’originalità del maestro Warhol e della Pop Art emergono appieno in questa corposa e variegata mostra. La Pop Art rappresenta uno dei principali movimenti della seconda metà del novecento, in cui la riflessione meditativa sull’aspetto sociale ed antropologico unita all’utilizzo di nuovi mezzi artistici, rinnova e modifica l’arte a livello mondiale, portandola al passo con i tempi attraverso un processo ancora oggi attualissimo e pieno di interessanti spunti”.

    Sul contributo all’arte di Warhol afferma “Grazie a Warhol quella, che era soltanto una pura e semplice intuizione riferita al concetto di arte popolare, accessibile a tutti e di facile comprensione, si è trasformata in un concreto movimento, la Pop Art. Lui è stato un artista figlio della sua epoca, ma proiettato anche in una visione di lungimirante prospettiva. E’ stato capace di osservare il presente attraverso gli occhi del futuro, descrivendo l’arte riproducibile in serie, la società dei consumi, che diventa consumismo senza regole, la ricerca smisurata e sfrenata del benessere economico, la mercificazione dell’uomo verso il mondo circostante. Con sagace e acuta arguzia ha raccontato tutto senza filtri e senza intellettualismi e si calato perfettamente nella realtà contemporanea”.

  • Milano e la mostra “Da Matisse a Bacon”: i volti del ‘900 commentati dal manager di Promoter Arte Salvo Nugnes

    Un’esclusiva e inedita mostra con oltre 80 capolavori, provenienti dal Centre Pompidou, è dedicata ai volti del ‘900 con il titolo “Da Matisse a Bacon” e allestita nelle eleganti sale di palazzo reale a Milano. Il noto manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi e agente di illustri esponenti della cultura a seguito della visita alla pregiata esposizione dice “La figura umana è da sempre intrigante e interessante. L’espressione di un volto, la postura di un corpo attirano e catturano lo sguardo dell’osservatore. I ritratti e gli autoritratti esposti parlano direttamente al cuore, penetranti e coinvolgenti come in un complesso gioco di specchi, poiché dietro a quei visi immobili raffigurati, dietro alle pose rievocate costruite ad hoc, cerchiamo il patos guizzante e vibrante delle emozioni dell’animo, che sono anche le nostre e che condividiamo nel profondo della sfera interiore”.

    Ed evidenzia come “Nel ‘900 la ritrattistica cambia completamente stile e registro rappresentativo, con l’avvento della fotografia, l’invenzione della psicoanalisi, i regimi di governo totalitari e accentratori. Ogni artista dell’epoca a suo modo ha cercato una strada nuova per rappresentare l’uomo e l’animo umano. La suddivisione della mostra in sette sezioni mette in luce sette differenti approcci artistici, che corrispondono a sette tentativi diversificati di reinventare il ritratto. Passando da Modigliani a Bacon, da Picasso a Matisse, da Dalì a Magritte, da Giacometti a Tamara de Lempicka, con un excursus variegato nel mondo dell’arte di intenso impatto emotivo ed emozionale offerto al fruitore”.

  • Agenzia Promoter: Le considerazioni del manager Salvo Nugnes sulla mostra tenutasi a Palazzo Reale dedicata ad Andy Warhol

    Abbiamo chiesto ad un esperto d’arte di alto livello come il manager Salvo Nugnes, agente di noti personaggi dell’arte e della cultura di scortarci come guida alla scoperta della prestigiosa esposizione in omaggio al mitico Andy Warhol allestita fino al 9 marzo tra le storiche mura di Palazzo Reale a Milano.

    Nugnes spiega come questo è senza dubbio uno degli appuntamenti più attesi della stagione milanese e puntualizza come “L’originalità del maestro Warhol e della Pop Art emergono appieno in questa corposa e variegata mostra. La Pop Art rappresenta uno dei principali movimenti della seconda metà del novecento, in cui la riflessione meditativa sull’aspetto sociale ed antropologico unita all’utilizzo di nuovi mezzi artistici, rinnova e modifica l’arte a livello mondiale, portandola al passo con i tempi attraverso un processo ancora oggi attualissimo e pieno di interessanti spunti“.

    Sul contributo all’arte di Warhol afferma “Grazie a Warhol quella, che era soltanto una pura e semplice intuizione riferita al concetto di arte popolare, accessibile a tutti e di facile comprensione, si è trasformata in un concreto movimento, la Pop Art. Lui è stato un artista figlio della sua epoca, ma proiettato anche in una visione di lungimirante prospettiva. E’ stato capace di osservare il presente attraverso gli occhi del futuro, descrivendo l’arte riproducibile in serie, la società dei consumi, che diventa consumismo senza regole, la ricerca smisurata e sfrenata del benessere economico, la mercificazione dell’uomo verso il mondo circostante. Con sagace e acuta arguzia ha raccontato tutto senza filtri e senza intellettualismi e si calato perfettamente nella realtà contemporanea“.

  • “Il muro ha un suono” a Palazzo dei Normanni

    Palermo: dopo il successo della retrospettiva dedicata a Christo e Jeanne Claude (08.07.20111 – 08.01.2012), Palazzo Reale aprirà la stagione espositiva del 2012 con la prima personale di BIOS Vincent a Palermo dal titolo “Il muro ha un suono”, a cura di Martina Cavallarin. La mostra sarà ospitata nelle Sale Duca di Montalto dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012.

    Le più alte cariche del Parlamento Siciliano accoglieranno gli invitati a Palazzo Reale con una cerimonia d’inaugurazione venerdì 13 gennaio 2012 alle ore 19:00. Per l’occasione, un’inedita performance dal forte impatto emotivo introdurrà alla visione della prima personale di BIOS a Palermo, celebrazione dell’atteso ritorno dell’artista trapanese nella sua terra d’origine dopo le recenti esperienze artistiche in Cina, a Boston e a Berlino.

    La mostra è patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Assemblea della Regione Siciliana e dalla Fondazione Federico II, e promossa dall’Associazione Sicilia Promotion, con il contributo di Galleria Affiche Milano e Galleria 71 Palermo. Sponsor d’eccezione URSA Italia SrL.

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva.


    LA MOSTRA

    Una mostra coraggiosa, da vedere e sentire, quella di BIOS, che conferma l’attenzione del Parlamento Siciliano per le dinamiche di contaminazione che i linguaggi dell’arte contemporanea sono capaci di attivare e che si pone come una sfida volta alla ricostruzione della memoria.

    BIOS costruisce per gli spazi del Palazzo Reale un percorso del tutto inusuale, tra performance e installazione, che si snoda dal piano inferiore, in cui si è accolti dai video con i gli atti performativi dell’artista, fino alla sala centrale del piano superiore, dove una labirintica installazione composta da oltre 40 opere di grandi dimensioni, 40 imponenti muri, avvolge il visitatore in spire materiche dalle forti cromie.

    BIOS indaga la dimensione del sociale concentrandosi su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche e mentali, attraverso un’arte che si avvale di performance – in cui i cacciatori sparano virtualmente sulla preda, metafora per eccellenza, o in cui l’artista impersona i “pinocchio” e ne simula crocefissioni – e di installazioni a parete, quadri che si fanno scultura nell’accogliere gettate di colore, scarnificazioni, oggetti circondati da numeri che sono un logo – come il 194, cifra che evoca la legge sull’aborto – o parole, lettere, scritte.

    Pannelli, cosparsi di cemento o lasciati quasi a vivo, perforati da proiettili di vari calibri, Magnum, piombini, Lupara, installazioni a parete con numeri, parole, lettere, segni violentati dall’uso determinato e mirato di armi da fuoco: BIOS invita a guardare il mondo dal buco inflitto dai proiettili sulle sue opere. Un’operazione artistica volta a proteggere la memoria che nella superficie di cemento – simbolo del “muro” inteso come barriera urbana o mentale, preclusione, carcerazione o difesa – s’incunea come le pallottole che la trafiggono per espandere il silenzio e non smarrire il ricordo – afferma la curatrice della mostra Martina Cavallarin.

    “Quelli di Vincent sono i muri della vita che raccontano la storia degli uomini che l’hanno vissuta. – scrive l’architetto Michele Premoli Silva che ha realizzato il progetto espositivo – Muri che, come quelli delle case nei luoghi di combattimento o di conflitto, segnati dalle raffiche dei proiettili che vi hanno inciso il loro alfabeto, restano lì a ricordare che tra quel muro e chi sparava probabilmente sono state interrotte delle vite. BIOS ha scelto di raccontare la vita del Mondo attraverso il muro”.


    LA SEDE

    Il Palazzo Reale o dei Normanni di Palermo, fu eretto durante la dominazione araba, con caratteristiche tipicamente difensive, nel luogo più alto della città, sopra un insediamento punico ubicato nella sezione sottostante le attuali Sale Duca di Montalto. Trasformato in Palazzo Reale dai Normanni, che ne fecero il centro nevralgico della città, con Federico II di Svevia diventò cuore pulsante della cultura del Regno. Oggi è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, cioè del Parlamento Siciliano. Le Sale Duca di Montalto ospitano mostre d’arte contemporanea di carattere istituzionale.


    L’ARTISTA

    BIOS Vincent

    è nato a Erice, Trapani, il 24.11.1976

    Installazioni di grande formato a parete e mixed media sono le tecniche utilizzate nella sua ricerca, che si focalizza sulla dimensione del sociale, su temi spigolosi come l’aborto, l’ecologia, le sopraffazioni, la violenza, le barriere fisiche, mentali e la memoria sorda e necessaria.

    Al momento è impegnato nel processo di installazioni ambientali nelle quali è previsto l’utilizzo di sorgenti di energia rinnovabile. Dal 2000 il suo lavoro è stato presentato in varie mostre collettive e personali in Italia e all’estero.

    Vive e lavora tra Milano e la Cina e collabora con diversi studi di Architettura nello sviluppo di progetti tra arte e architettura.

    SCHEDA INFORMATIVA

    BIOS Vincent | Il muro ha un suono

    a cura di Martina Cavallarin

    dal 14 gennaio al 3 febbraio 2012

    inaugurazione 13 gennaio 2012 ore 19:00

    Palazzo Reale, Sale Duca di Montalto|Piazza Indipendenza, 1 – 90129 Palermo

    Con il patrocinio di:

    Regione Sicilia | Assemblea della Regione Siciliana | Fondazione Federico II

    Sponsor:

    URSA Italia Srl

    Con il contributo di: Galleria Affiche – Milano | Galleria 71 – Palermo

    Organizzazione: Associazione Sicilia Promotion

    Direzione scientifica: Scatola Bianca – Venezia

    Progetto espositivo: Studio Premoli Silva

    Concept comunicazione e progetto grafico: Tosi comunicazione

    Orario di apertura: lun-sab: 8:30-17:40; dom e festivi: 8:30-13:00 (la biglietteria chiude un’ora prima del museo)
    Ingresso: 3 euro
    Informazioni: www.federicosecondo.org

    Mail: [email protected]

    Tel: +39 091_6262833

    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo edito dalla Fondazione Federico II Editore in tre lingue – italiano | inglese | cinese – con testi critici a cura di Martina Cavallarin | Micol Di Veroli | Michele Premoli Silva

    Ufficio stampa
    Flavia Lanza | ph. +39 340_4265760 |mail: [email protected]

  • Alla scoperta di Torino dall’Itinerario reale

    Ai piedi delle Alpi sorge una città elegante e aristocratica che sorprende ad ogni passo per la sua versatilità: Torino. Custode di un barocco contenuto ed esponente della più genuina razionalità urbanistica dei Romani, le sue strade, le sue piazze e i suoi palazzi meritano un percorso che li metta a nudo passo dopo passo.

    L’Itinerario reale rappresenta uno dei modi più appassionanti per conoscere Torino. Formato da decine di palazzi, castelli e ville signorili dove il tempo sembra essersi fermato, l’itinerario consente di ripercorrere i luoghi dove una volta si annidava il potere dei Savoia.

    Incanti cortigiani

    Nel centro della città si erge il Palazzo Reale, la residenza più antica e importante dei Savoia. Con tre secoli di storia alle spalle, oggi il palazzo è simbolo di un antico potere e di un gusto sobrio e raffinato. I 107 metri di lunghezza della sua facciata sono un vero e proprio prodigio dell’architettura barocca, maestosa e perfettamente equilibrata.

    Varcandone le porte, incontrerai un lusso che sa meravigliare senza arrivare ad essere eccessivo: pavimenti bellissimi, soffitti decorati da affreschi, raffinate porcellane ed enormi finestre panoramiche che lasciano entrare torrenti di luce. Assolutamente imperdibile è la Sala del Trono, una trama di legno e oro di innegabile impronta barocca.

    In netto contrasto con le forme bianche e contenute del Palazzo Reale, si erge il Palazzo Carignano, considerato uno degli edifici più originali del barocco italiano. La sua facciata è un gioco di linee concave e convesse insolito per l’architettura dell’epoca, che risalta ancora di più grazie alle tonalità rosse dei mattoni.

    Il suo interno è uno spazio luminoso per il marmo bianco che riveste le pareti e che di tanto in tanto si fonde con toni smeraldo. All’interno una ricca decorazione in stucco e bellissimi affreschi risalenti al XVII secolo sapranno toglierti il respiro.

    Paesaggi bucolici

    Il Castello del Valentino sembra un’immagine ricavata da un racconto fiabesco: i suoi tetti blu coronano una facciata di un bianco impeccabile, circondata da una vegetazione esuberante. In ciascun angolo si apprezza l’influenza francese, soprattutto nella sua decorazione interna. Non dimenticare di visitare la Sala dello Zodiaco, il cui affresco centrale raffigura il fiume Po con le fattezze di Poseidone.

    Senza dubbio, tra tutte le residenze reali, una delle meglio conservate è il Castello di Racconigi che ancora oggi ostenta le sue decorazioni originali. Si tratta di un imponente castello costruito con mattoni rossi e tetti a pagoda. Al suo interno avrai l’impressione di trovarti dentro a una pietra preziosa con diverse sfaccettature, dove gli ambienti custodiscono tutte le tendenze stilistiche a partire dal XVIII secolo. Tra questi non passerà inosservato il Gabinetto etrusco, con i suoi raffinatissimi mosaici iridescenti.

    Il Parco reale è un’altra delle attrazioni del castello. Nei suoi oltre 170 ettari di verde, colori, profumi, suoni e luci si mescolano per ricreare un ambiente da magia. Potrai fare romantiche passeggiate a piedi o a bordo di una carrozza per raggiungere l’Isola del Tempio o la Grotta di Merlino.

    Se sei un amante dell’Italia e in occasione del prossimo fine settimana o del prossimo ponte desideri conoscere una nuova città, non esitare a consultare le numerose offerte di voli economici e di hotel a Torino, per organizzare una gita a tua misura, senza prosciugare il portafoglio.