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  • Lolita Timofeeva. Un’aliena venuta dal Nord

    di Rosario Vizzini

    “Una aliena calata dal Nord”, proprio così Valerio Massimo Manfredi ha definito la pittrice léttone Lolita Timofeeva all’inaugurazione della mostra “Opus alchymicum” a Taormina (1-17 dicembre 2011). Il relatore, divulgatore per la tv, archeologo e scrittore, ha riferito l’approdo di Lolita Timofeeva a Bologna, agli inizi degli anni ’90, quando lo Stato baltico della Lettonia era scarsamente noto. “Algida aliena, distaccata e irraggiungibile”, con queste parole Manfredi ha illustrato l’impatto di questa artista, temprata in patria da severi studi ma non ancora sbocciata, nei luoghi deputati del capoluogo emiliano, ben presto però divenuta parte integrante della vita culturale di questa città. Il suo studio è ora luogo d’incontro per artisti, scrittori, giornalisti e politici.

    La mostra è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura di Taormina. Ospitata nella prestigiosa sala “Giovanni de Giovanni” della Biblioteca comunale S. Agostino, chiusa per anni al pubblico, ha suscitato vivaci commenti fra gli artisti locali, i quali hanno auspicato una continuità nell’uso di questo spazio espositivo anche in futuro. L’assessore Antonella Garipoli, nel corso del vernissage, non solo ha appoggiato queste aspirazioni, ma ha anche lanciato l’idea di costituire una raccolta d’arte contemporanea a Taormina. Intanto un’opera di Lolita Timofeeva, acquisita dal Comune, darà inizio alla prestigiosa collezione.

    Il progetto di Lolita Timofeeva, basato sulla simbologia alchemica con riferimenti all’inconscio collettivo, si è giovato di un allestimento sobrio e rispettoso così che le opere bene si armonizzavano con lo spazio: i disegni, dal tratto raffinato, sembravano scaturire dagli antichi libri custoditi nelle scaffalature sopra le quali erano stati collocati; inoltre le attraenti rappresentazioni grafiche, campeggianti su uno sfondo brunito, si intonavano perfettamente con le pareti dell’ambientazione consunte dal tempo. Molto apprezzata anche l’installazione, in cui figurava una scala di legno quale simbolo di ascesa. “E quando raggiungerò il punto più alto…” questo era il titolo dell’environment. L’artista ha coinvolto i visitatori in prima persona, invitandoli a terminare la frase. E ottenendo un consenso corale.

  • “Opus Alchymicum” di Lolita Timofeeva a Taornina direttamente dalla Biennale di Mosca

    “Opus Alchymicum” è un progetto di Lolita Timofeeva con successo esposto in IV Biennale di Arte Contemporanea di Mosca che ha chiuso i battenti il 30 di ottobre di quest’anno. Dal 1 al 17 dicembre 2011 parte di questo progetto sarà ospitata nella sala Giovanni de Giovanni della Biblioteca Comunale S. Agostino di Taormina (Piazza IX aprile). Il 1 dicembre alle ore 18.30 Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore sarà ad inaugurare l’esposizione.

    I visitatori potranno visionare 45 disegni eseguiti con il caffè e una installazione site-specific che ha molto entusiasmato il pubblico moscovita coinvolto ad interagire con l’opera.

    Per l’occasione è uscito il volume “Lolita Timofeeva. Opus Alchymicum” edito da Umberto Allemandi Editore con un saggio di Arturo Schwarz.

    L’artista ha sviluppato il progetto partendo dalla lettura di un libro sulla vita del Principe Sansevero di Napoli che l’ha portato ad approfondire l’argomento “Alchimia” studiando i testi ermetici.

    Lolita Timofeeva esplora il mondo archetipico, cioè la memoria collettiva, un qualcosa riconoscibile da tutti a livello inconscio e genetico indifferentemente dalla provenienza e dalla cultura. In un’intervista Lolita spiega:

    “Quando io lavoro tendo ad allontanarmi dalla cultura del mio tempo e mi impegno nella ricerca di un diverso linguaggio poetico, che sia il più possibile astratto e disgiunto dalla realtà. Il ciclo di opere in questo progetto, infatti, è fuori da un contesto storico-culturale concreto e tende all’universalizzazione e alla genericità dei significati. Interpreto la realtà mediante l’uso di analogie e di associazioni di idee. Nel momento dell’avvicinamento tra i fattori che appartengono a opposte dimensioni di significato, che normalmente non verrebbero mai legati insieme, le immagini mi appaiono complesse, ambigue, oscure, prive di un senso logico e quasi incomprensibili, però mi sorprendono diventando di lì a poco “immagini aperte””.

    Timofeeva ha sempre operato sul confine tra reale e immaginifico, tra verità e finzione, tra memoria e racconto ideale. Adesso, attraverso una ricerca pianificata ha approfondito un qualcosa di ancora più misterioso ed ermetico.

    Lolita Timofeeva è nata a Riga (Lettonia), dove ha cominciato il suo percorso formativo, completando gli studi a Pietroburgo e a Mosca. Dal 1991 vive in Italia.

    Dal 1993 l’artista ha allestito numerose mostre personali e collettive in luoghi pubblici e gallerie private di città europee. E’ stata protagonista in musei come Museum Het Paleis (The Hague/Olanda), Museo Casal Solleric (Palma de Mallorca/Spagna), Foreign Art Museum (Riga/Lettonia), Museo Internazionale di Ceramica (Faenza/Italia) ecc..

    Nel 1997 ha rappresentato la Lettonia con una mostra personale nella XLVII Biennale di Venezia. Nel 2011 ha partecipato alla IV Biennale di Mosca.

    Tra i critici e intellettuali che hanno scritto della sua arte figurano i nomi di: Janus, Giorgio di Genova, Pierre Restany, Mario Luzi (del quale ha illustrato una raccolta di versi), Antonio Paolucci, Marcel Paquet, Giorgio Celli, Maurizio Vanni, Arturo Schwarz ed altri.

    Le sue opere sono presenti nei musei e nelle collezioni privati di tutto il mondo, come Collezione ThyssenBornemisza (Madrid), Museo Casal Solleric (Palma de Mallorca), Museo Internazionale di Ceramica (Faenza), Foreign Art Museum (Riga/Latvia), Collezione Arturo Schwarz (Milano) ecc.

    Orari di apertura 10.30-13.00 16.00-19.00

    Info 338 8597309

  • “Opus alchymicum” di Lolita Timofeeva in Biennale di Mosca 2011. In progetto speciale “Behind the mirror” alla Rudomino All-Russia State Library for F

    Lolita Timofeeva, artista lettone, ma bolognese di adozione quest’anno partecipa alla IV Biennale di Arte Contemporanea a Mosca con progetto “Opus alchymicum” all’interno del progetto speciale, tutto italiano, “Behind the mirror”. Curatore – museologo, storico e critico dell’arte Maurizio Vanni coinvolge tre artisti: Francesco Attolini, Christian Balzano e Lolita Timofeeva chiamati a confrontarsi sul tema della biennale di quest’anno “Rewriting worlds”. Dal 23 settembre al 16 ottobre 2011 le installazioni dei tre artisti saranno ospitate all’interno della Rudomino All-Russia State Library for Foreign Literature di Mosca. Il progetto, organizzato in collaborazione con Lu.C.C.A – Lucca Center of Contemporary Art.

    Lolita Timofeeva è una pittrice ostinata e fedele ai valori spirituali della vita, alla persistenza dei sentimenti e delle passioni che si scontrano gli uni contro gli altri nelle sue immagini con una sensibilità vulnerabile e vulnerante. Il volume, edito da Allemandi Editore, che esce in occasione della partecipazione di Lolita Timofeeva alla IV Biennale di Mosca, riproduce 29 dipinti, 47 opere su carta e un’installazione. La pubblicazione sarà presente ad Artelibro 2011 a Bologna (dal 23 al 25 settembre).

    L’artista indaga la dimensione metafisica del mondo, la sua poetica appartiene all’ambito dei simboli e di archetipi, la sua ricerca si intreccia con gli studi dei testi di psicologia analitica e di filosofia. Il progetto è accompagnato da un saggio del prof. Arturo Schwarz che così lo conclude: “Tra tutti gli artisti che ho conosciuto, nessuno, salvo Marcel Duchamp – ma nel suo caso, in modo diverso e più criptico – ci ha donato un’opera talmente organica e dalla valenza tanto complessa e iniziatica quanto quella di Lolita Timofeeva. A lei, che rappresenta un caso raro nella crescente volgarizzazione dell’esercizio artistico, un mio plauso riconoscente.”

    Lolita Timofeeva. Opus alchymicum