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  • Omet si appresta a festeggiare i suoi primi 50 anni

    Un importante anniversario è quello che Omet si prepara a festeggiare, l’anno venturo: l’azienda venne fondata nel 1963 dal compianto Angelo Bartesaghi, scomparso nel novembre 2011, e nel 2013 taglierà quindi il traguardo dei 50 anni di attività.

    Un traguardo significativo per un’azienda che si è affermata nel settore della movimentazione e che, negli anni, ha saputo innovarsi e rimanere al passo con i tempi restando però fedele alla propria natura di impresa a capitale familiare, cui si è aggiunta la professionalità di un giovane team di tecnici, manager e collaboratori. Un traguardo che è anche sinonimo di esperienza, professionalità, affidabilità e qualità, una qualità attestata anche dalla certificazione ISO 9001:2008, conferita all’azienda dal DNV, organismo di certificatori internazionali tra i più autorevoli.

    Punto di forza dell’azienda è la personalizzazione: Omet si impegna infatti a trovare le soluzioni ottimali per ogni cliente, studiandole con il cliente stesso. Si parte dalla progettazione, che avviene utilizzando i sistemi di disegno 3D più avanzati. L’ufficio tecnico, prendendo in considerazione le esigenze dei clienti, mette a punto un progetto di sviluppo industriale del prodotto e sceglie i materiali e le lavorazioni ideali. Il passo successivo è la creazione del prototipo, che viene realizzato con dei sistemi di modellazione tridimensionale, cui segue la produzione di una pre-serie. Ogni prodotto dell’azienda viene poi collaudato tramite apparecchiature speciali che simulano le condizioni di impiego reali. I cuscinetti, in particolare, vengono sottoposti a molti test.

    Omet si occupa anche del confezionamento dei prodotti, che avviene in accordo con le esigenze specifiche del cliente. A questo scopo Omet ha predisposto un reparto specifico, che permette all’azienda di fornire un servizio globale.

    È grazie alla cura prestata ad ogni fase della progettazione e della lavorazione del prodotto che Omet riesce a fornire delle soluzioni ottimali ai propri clienti, e il traguardo dei 50 anni che si appresta a tagliare è una chiara testimonianza della professionalità e dell’affidabilità dell’azienda.

    Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – web marketing agency

  • Tessuto non-woven

    Il Tessuto non tessuto o non-woven, è un prodotto industriale adatto agli usi più disparati in qualsiasi campo. Questo materiale sembra un tessuto, ma la sua fabbricazione si ottiene attraverso procedure diverse. Precisamente, le fibre del tessuto sono disposte a strati o incrociate e unite attraverso processi termici o adesivi, come l’agugliatura, la resinatura o il termofissaggio.

    L’agugliatura è un processo effettuato con l’aiuto di aghi, che con il loro movimento verticale permettono la penetrazione delle fibre trascinate verticalmente e l’ottenimento della compattezza delle stesse grazie alla sovrapposizione di più strati a velo. La resinatura invece evidenzia la brillantezza e il cromatismo dei colori e conferisce un effetto tridimensionale. Un altro tipo di procedura è chiamato spunbonded: i tessuti sono ottenuti da polimeri costituiti da fili continui e non estrinseci a una serie di filiere, con punti d’intersezioni saldati da presse.

    Per la realizzazione del tessuto non-woven si utilizzano fibre sintetiche o naturali, come il cotone idrofilo o il feltro, e resine di poliestere; perciò il prodotto che ne risulta è idrorepellente, resistente alle alte e alle basse temperature, ma soprattutto morbido.

    Il tessuto non-woven si trova all’interno dei più disparati prodotti industriali, soprattutto tra gli articoli usa e getta. Per esempio, se il tessuto non tessuto deriva dalla lavorazione della carta, esso è utilizzato per tovaglie, tovaglioli usa e getta o simili; oppure è impiegato nella realizzazione di stoffe per spolverare o pulire. Anche nel campo dell’edilizia troviamo l’impiego di questo materiale (per allestire soffitti oppure come substrato nelle costruzioni), in arredamento su divani, poltrone o sedie, in prodotti per l’abbigliamento medico come camici, cuffie o copri scarpe, in campo estetico (teli per lettini o pattine), nel settore agricolo (teli per la protezione di piante, fiori, arbusti), negli indumenti (spalline per abiti), nell’industria in genere, ma soprattutto nel ramo degli imballaggi, (come succede nella divisione di Omet macchine da stampa e tissue converting), nella fotografia (fondali fotografici), come pure nello sport (nei campi di gara per il salto ad ostacoli).

    Come sopra descritto, l’uso del tessuto non tessuto avviene nei campi più disparati, addirittura nella fabbricazione dei pannolini per bambini, prodotti per l’incontinenza o assorbenti, nel packaging, nella filtrazione dei gas e dei liquidi, come avviene nel meccanismo dell’aspirapolvere, ma anche per la permeabilità e la resistenza alle infiltrazioni, per la protezione da virus e batteri e la neutralizzazione degli odori; per rendere i prodotti traspiranti. Inoltre, il suo uso compare anche nel rivestimento di case, nei tetti come materiali d’isolamento. Un’ulteriore caratteristica dei materiali non-woven è che garantiscono il vantaggio del contenimento dei rifiuti, evitando la contaminazione chimica del terreno e l’isolamento termico. Anche la lavorazione di sottomoquette e tende si avvale del tessuto non-woven.

    L’utilizzo di questo materiale ha permesso molte innovazioni in tutti i campi sopra citati, sia a livello domestico sia industriale; per esempio ha reso i pannolini più soffici e meno ingombranti per i bambini, permettendo lo sviluppo del pannolino mutandina che lascia liberi i bambini di correre e muoversi senza impedimenti.

    Articolo a cura di Stefania Mazzucato
    Prima Posizione Srl- Web marketing agency