L’implantologia è una branca dell’odontoiatria che si occupa dell’impianto di nuovi denti in caso di soggetti affetti da edentulia (mancanza di denti) parziale o totale.
I denti possono essere assenti per diversi motivi: trauma da incidente, scarsa igiene dentale che ha portato alla caduta del dente successivamente a carie o altre patologie dentali non curate, cause congenite.
In ogni caso c’è la possibilità di tornare a sfoggiare un bel sorriso grazie agli impianti che ricostruiscono tutto l’apparato dentale, dalla radice al dente artificiale.
I primi impianti risalgono al 1800 (e non mancano antecedenti antichi), ma trovano una sistematizzazione tecnico-scientifica solo a metà del 1900. Si sono fatti passi da gigante nel campo implanto-protesico e attualmente le tecniche si sono talmente affinate da rendere l’operazione mini invasiva e indolore. Inoltre i tempi si sono notevolmente ridotti grazie all’ausilio di strumenti multimediali che intercettano con precisione l’area su cui innestare l’impianto e simulano, con software appositi, ogni fase in 3D. Anche il dente artificiale viene costruito in base al modello ricavato dai dati della tac. Questi vengono registrati su cd e rielaborati in 3D per la costruzione del dente da parte di un laboratorio di fiducia o dalla ditta che si occupa della realizzazione dell’impianto stesso.
Una prima visita dal dentista servirà a valutare se procedere o meno. Non sempre infatti è possibile intervenire, soprattutto se ci sono malattie acute in corso o pregresse che impediscono qualsiasi intervento di tipo chirurgico. Donne in stato interessante, pazienti con diabete giovanile, coloro che fanno uso di immunosoppressori, anticoagulanti, chemioterapia, non possono usufruire dell’implantologia.
Per persone con osteoporosi e con malattie cardiache occorre un lavoro in team per stabilire se e come operare, caso per caso. In caso di edentulia congenita occorre attendere che si completi lo sviluppo del giovane paziente, altrimenti si rischia di non dare l’adeguata stabilità all’impianto che potrebbe subire modificazioni a causa della crescita ancora in corso delle ossa.
Gli impianti sono sconsigliati ai grandi fumatori e a coloro che non prestano la giusta attenzione all’igiene orale. Sarebbe infatti un controsenso sistemare un dente nuovo in un paziente che rischia di perderne altri per le cattive abitudini. Leggi tutti i consigli, indicazioni e controindicazioni dell’implantologia.
Di fatto l’impianto rappresenta una grande conquista sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista funzionale, dato che viene ripristinata una buona capacità masticatoria, con vantaggio dell’apparato digerente e della salute del paziente. Inoltre, se si considera il ruolo dei denti nella postura, si comprende che riempire gli spazi lasciati vuoti dai denti vuol dire ritrovare anche l’equilibrio ed eliminare tutti quei dolori che caratterizzano un assetto del corpo non corretto.
Le tecniche implantologiche al giorno d’oggi:
Il materiale oggi utilizzato per gli impianti è il titanio (scelto dopo vari studi e sperimentazioni negli anni ’90), un materiale biocompatibile in grado di osteointegrarsi nell’osso.
L’impianto è formato da una radice artificiale, dotata di una vite tappo da svitare quando si inserisce la corona (o dente). Può essere inserito in un tempo, se si sceglie di completarlo in una seduta, o in due tempi, se viene terminato in due sedute distanziate. Lo spazio temporale tra una seduta e l’altra serve proprio per favorire i processi di osteointegrazione, in modo tale da essere più sicuri quando si posizionerà la parte terminale, il dente, che è comunque un carico ulteriore.
Vengono inseriti dei piccoli pilastri di titanio (radice), a forma di vite, nell’osso sotto la gengiva e su questi verranno montati i denti artificiali (in genere in porcellana, metalloceramica, in vetro polimero o in resina).
L’intervento viene eseguito in anestesia locale (con l’aggiunta, se necessario, di protossido d’azoto per maggiore tranquillità del paziente) e, grazie alle metodiche più innovative, non sono più necessari i punti di sutura poiché si praticano piccoli forellini anziché incidere la gengiva. Dopo l’operazione vengono ordinati antibiotici per evitare possibili infezioni.
Va detto che le procedure variano a seconda degli Studi dentistici e questo tipo di intervento, che nella prima fase dura meno di mezzora, può essere completato in poche ore oppure dopo pochi mesi.
L’impianto può durare fino a dieci anni e presenta un ulteriore vantaggio che con le vecchie protesi non era possibile ottenere: i denti vicini non subiscono alcuna modificazione poiché si agisce solo nello spazio individuato per l’immersione dell’impianto.
Ci sono casi in cui la quantità o la consistenza ossea non è sufficiente. Anche in questo caso, i trattamenti moderni consentono di stimolarne la produzione ossea in modo tale da poter intervenire. Nei soggetti con osteoporosi grave la situazione è un po’ più complessa, mancando la mineralizzazione necessaria.
In generale la percentuale di successi dell’implantologia è molta alta. Si riscontrano raramente risultati negativi, solitamente se l’impianto inserito è troppo corto o se la qualità o quantità ossea non si è rivelata adeguata per l’operazione.
“IMPLANTOLOGIA ITALIA”
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