Tag: nucleare

  • Lola and the Lovers contro il nucleare!

    Event Sound Promotion presenta Lola and the Lovers, la rock band salentina che negli ultimi due anni ha conquistato il pubblico di tutta Italia con la sua incredibile carica live.

    In attesa del primo singolo, tra pochi giorni in rotazione radiofonica in tutta Italia, la band rilascia in anteprima sulla sua pagina facebook il brano “Pesche Nere”, dalle forti tematiche ambientaliste, argomento decisamente caldo in questi giorni in cui il tema del nucleare domina (o dovrebbe dominare) giornali e telegiornali.

    Il brano è una provocazione già a partire dal titolo: “Pesche Nere”, ovvero la denuncia di una presenza malsana nella natura, nell’ambiente. Lola è turbata, preoccupata, e la canzone esprime al meglio questo stato d’animo.

    La scelta di pubblicare un brano in anteprima è dettata dall’urgenza di lanciare un messaggio forte in un momento in cui è importante far valere la propria opinione: un piccolo gesto, ma un segno importante, di un’Italia che c’è e sente in maniera forte i temi del prossimo referendum.

    Il brano è disponibile sulla pagina facebook della band:

    www.facebook.com/lolaandthelovers

    ed è tratto da “Pissed Off”, album d’esordio di prossima uscita.

    Lola and the Lovers sono: Sofia Brunetta (voce e chitarra), Francesca Mele (voce e basso), Carolina Bubbico (voce, cori, synth e organo) e Simone Prudenzano (batteria).

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  • De Pierro, gli italiani non credano allo stop del Governo sul nucleare


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum di giugno prossimo”

    Roma – Il Governo ha deciso di procedere all’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari in Italia. Tale decisione sarebbe dovuta alla necessità di acquisire maggiori informazioni scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare.

    Tutto ciò avrà l’effetto di far decadere il quesito referendario per l’abrogazione della legge con cui si apriva la strada all’utilizzo dell’energia nucleare nel nostro Paese.

    Questa scelta sarebbe stata fatta da Palazzo Chigi per evitare che al referendum, sulla scia dell’allarme causato dalla catastrofe giapponese, si raggiunga il quorum necessario per la sua validità. La Sinistra è compatta nel pensare che la scomparsa del quesito dal referendum produca una smobilitazione in grado di mettere a repentaglio il suo effetto abrogativo salvando, così, la legge sul legittimo impedimento.

    Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha così commentato la decisione governativa: “Siamo stufi di assistere ad una maggioranza che prende in giro quasi quotidianamente gli Italiani. Prendiamo chiaramente atto della decisione del Governo, ma purtroppo in questi anni i suoi componenti, in primis il Premier, non sono riusciti a conquistare la nostra fiducia. Non ci fidiamo assolutamente, quindi, di quanto sembrerebbe sia stato deciso.

    A nostro avviso è solo un modo per stemperare l’onda emotiva seguita ai tragici e noti eventi nipponici. Il tutto è stato concepito artatamente per far sì che non si raggiunga il quorum al referendum del prossimo giugno”.

    Continua il leader dell’IdD: “Non bisogna dimenticare gli interessi in gioco delle lobby dell’atomo nella svolta del nucleare. E, vista l’ingente cifra in questione, questo Governo non desisterà mai dal suo folle progetto, cosa che potrebbe mettere in discussione la stessa esistenza delle forze politiche che lo compongono. Non dimentichiamo che sono noti a tutti gli interessi che qualche esponente dell’Esecutivo ha nella costruzione delle centrali nucleari.

    La questione importante da tener d’occhio – afferma De Pierro – è che a giugno, con il referendum, non si decide soltanto sul nucleare, ma anche sull’acqua pubblica e, soprattutto, sul legittimo impedimento. Gli interessi in gioco sono alti in tutti e tre i quesiti.

    Tra l’altro, una mossa di questo tipo, di recedere dalle scriteriate intenzioni di introdurre l’Italia nel tunnel del nucleare, non fa altro che mettere in luce l’attuale maggioranza di Governo come un manipolo di dilettanti allo sbaraglio, in quanto la direzione imposta era stata prospettata come una panacea contro tutti i mali della Nazione. Salvo ora nutrire dei dubbi su queste certezze, si attendono ulteriori accertamenti tecnici, quindi, se non ci fosse stata Fukushima, una legge del genere sarebbe stata concepita con una sbandierata sicurezza che, in realtà, nascondeva grosse falle nella coscienza stessa di chi aveva millantato tali certezze.

    Perciò quello che diciamo agli Italiani è di non dar retta a rappresentanti di Governo che in più occasioni hanno smentito loro stessi e di recarsi, invece, compatti, alle urne a votare SI ai tre quesiti posti. Questo per ottenere finalmente un successo legislativo che porti la firma della coscienza popolare.

    Noi come extraparlamentari – conclude il presidente del movimento – possiamo fare poco sugli scranni istituzionali, ma ci auguriamo che le forze politiche presenti in Parlamento, che sono in linea ideale con quanto noi propugniamo, non si facciano raggirare da proposte poco credibili. Da parte nostra siamo certi che apporteremo un grosso contributo al referendum stesso”.


  • Imprese e studenti in visita alla centrale Sogin di Trino

    Una delegazione di imprese associate a Confindustria Vercelli-Valsesia e gli studenti dei corsi di “Comunicazione e Marketing delle energie rinnovabili” e “Materiali per energia ambiente” del Consorzio Univer, Università ed Impresa Vercelli, hanno visitato l’impianto nucleare in decommissioning di Trino.

    La visita è stata organizzata da Sogin, la Società di Stato specializzata nello smantellamento degli impianti nucleari e nella gestione dei rifiuti radioattivi guidata dall’AD Giuseppe Nucci, in collaborazione con Confindustria Vercelli-Valsesia.

    Durante la visita, ai 60 partecipanti sono state illustrate le attività di smantellamento, decontaminazione e gestione dei rifiuti che Sogin svolge per garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dell’ambiente.

    Nella centrale di Trino è stata completata la progettazione dell’impianto di ossidazione a umido, wet oxidation, una tecnologia avanzata sviluppata per il trattamento delle resine radioattive. Sono, inoltre, in corso i lavori di rimozione dei sistemi non contaminati della zona controllata e le attività per la messa in esercizio del sistema di ventilazione dell’edificio reattore.

    Questa iniziativa si inserisce nel processo di coinvolgimento del tessuto imprenditoriale e dei giovani del territorio su un’attività ad alto valore economico, sociale ed ambientale.

    (Fonte: Sala stampa Sogin)

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  • Giuseppe Nucci: La Scuola di Formazione di Caorso “Un punto di eccellenza a livello nazionale”

    L’Amministratore delegato Giuseppe Nucci: “Un punto di eccellenza a livello nazionale, che dialogherà con i migliori centri internazionali di settore”

    Sogin, Società di Stato incaricata del decommissioning dei siti nucleari italiani guidata da Giuseppe Nucci, ha inaugurato la Scuola di Formazione Radioprotezione e Sicurezza, collocata all’interno del sito di Caorso, che oggi costituisce, per le attività di decommissioning, una realtà confrontabile con le migliori best practice internazionali. Questa iniziativa, unica in Italia per la formazione in campo nucleare, consentirà, per il futuro, anche una maggiore integrazione con il mondo universitario e con i centri di formazione internazionali di settore.

    Il programma formativo 2011 prevede 31 corsi destinati sia a personale interno sia a soggetti esterni che provengono da Enti e Istituzioni, come Vigili del Fuoco e tecnici Ispra e delle Arpa regionali. Finora la Scuola ha già erogato oltre 30.000 ore di formazione, per circa 900 fruitori e 70 docenti, questi ultimi, tutti tecnici Sogin. Dal 2011 l’offerta formativa verrà ampliata anche agli aspetti della sicurezza convenzionale che, con l’avanzamento delle attività di decommissioning, saranno sempre più rilevanti.

    “Siamo impegnati – ha commentato l’Amministratore Delegato di Sogin Giuseppe Nucci – a fare della Scuola di Caorso un punto di eccellenza a livello nazionale, capace di dialogare con i migliori centri internazionali di settore. Stiamo definendo il Piano Industriale con cui imprimeremo una forte accelerazione alle attività di decommissioning, la maggior parte delle quali saranno concluse nel 2020. La Scuola di Caorso è per noi un’ulteriore opportunità offerta al sistema istituzionale e industriale del Paese per dimostrare che decommissioning non vuol dire solo smantellare, ma anche creare conoscenza, competenza e professionalità da trasmettere”.

    (Fonte: Sala stampa Sogin)

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  • Giuseppe Nucci (Sogin): Firmato protocollo di legalità con i Prefetti

    Sogin, d’intesa con le Prefetture, rafforza gli strumenti di contrasto alla criminalità organizzata

    Sogin ha sottoscritto un protocollo di legalità con i Prefetti delle sette Province interessate dai lavori di decommissioning degli impianti nucleari per prevenire ogni possibile infiltrazione della criminalità in materia di appalti per lavori, servizi e forniture per gli impianti nucleari italiani oggi in dismissione”, lo ha dichiarato Giuseppe Nucci, Amministratore Delegato di Sogin, società di Stato che cura lo smantellamento degli impianti nucleari italiani e la gestione in sicurezza dei rifiuti radioattivi, commentando l’accordo siglato a Palazzo Valentini con i Prefetti di Alessandria, Caserta, Latina, Matera, Piacenza, Roma e Vercelli. “Si tratta – ha proseguito l’AD Giuseppe Nucci – del primo protocollo di legalità firmato da una società del settore energia con le Prefetture”.

    Il Protocollo, di durata triennale, prevede la richiesta delle informative antimafia per l’intera filiera di imprese e fornitori che eseguiranno lavori negli impianti nucleari gestiti da Sogin, anche per appalti di importo inferiore alle attuali soglie comunitarie. Il limite, infatti, si abbassa da 4.845.000 a 250.000 euro per lavori e da 387.000 a 150.000 euro per servizi e forniture.

    In particolare, il protocollo estende le verifiche antimafia anche ai sub-appalti e ai subcontratti per opere e lavori, e ai sub-affidamenti di prestazioni maggiormente a rischio di infiltrazioni mafiose, indipendentemente dal loro valore. Le verifiche e l’acquisizione delle informazioni antimafia sono estese anche alle prestazioni non inquadrabili nel subappalto e ritenute sensibili, quali: trasporto di materiali a discarica, trasporto e smaltimento rifiuti, fornitura e/o trasporto terra, materiali inerti, calcestruzzo, ferro lavorato e noli di macchinari.

    (Fonte: Sala stampa Sogin)

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