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  • Nicoletta Nuzzo ed Antonella Zagaroli menzione d’onore della 26° edizione del Premio di Poesia e Prosa Lorenzo Montano

    Il Premio di Poesia e Prosa Lorenzo Montano si è concluso proclamando anche quest’anno i suoi vincitori. Una ventina di autori si sono aggiudicati la menzione d’onore per l’opera edita inviata come partecipante.

    Tra i vincitori notiamo due autrici della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni che stanno avendo grossi riconoscimenti da diversi ed autorevoli concorso letterari.

    Nicoletta Nuzzo con il suo “Portami negli occhi” ed Antonella Zagaroli con “Venere minima” sono state segnalate dalla giuria del premio per ricevere la menzione d’onore per le loro produzioni letterarie.

    Nicoletta Nuzzo è nata nel 1955 a Galatina di Lecce. Dopo gli studi filosofici all’Università di Bologna si è interessata di Orientamento e Formazione professionale, di Imprenditoria femminile. Attualmente vive a Perugia. “Portami negli occhi”, edito nel 2011 nella collana editoriale “Poesia”, è una silloge poetica suddivisa in sette percorsi tematici: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera. La prefazione del libro è a cura della filosofa Patrizia Caporossi. La silloge poetica racconta di un processo d’identità al femminile contraddittorio, come stretto tra due forze contrapposte: opposti i desideri, opposte le volontà. La poesia diventa così per l’autrice un esercizio di identità ed è spesso l’unica dimora possibile rispetto ad un immaginario maschile dominante vissuto come intrusivo. Una dimora in cui è anche possibile esprimere un simbolico femminile attraverso le immagini cha man mano emergono.

    Non dico che fosse come una nuvola/ perché avvolge anche quando è sereno,/ non dico che fosse onda/ perché travolge anche quando è calmo,/ è come un battito silenzioso/ come un ritmo che continua.// Non dico che fosse alba/ perché sorge anche nella sera,/ non dico che fosse neve incantata/ perché si scioglie in tutte le stagioni,/ è come un bisbigliare di preghiera/ è come sete di parole/ ‘che non può giungere a sazietà’.” – “Nostalgia”

    Venere minima” di Antonella Zagaroli è il prodotto di dieci anni di scrittura, ricerche riflessioni semplicemente per la storia di una donna qualunque nel quotidiano, nella fantasia, all’interno di sogni ad occhi chiusi, aperti, spalancati, socchiusi.
    Una storia tutta al femminile e che parla al femminile delle donne e degli uomini.
    Una storia vissuta, immaginata, mascherata, dominante, dominata, raccontata in un tempospazio irrealistico e concreto (Italia? 1950?).
    Attraverso molteplici registri linguistici la narrazione delle tappe verso un più frequente e frequentato equilibrio tra principi ed elementi maschili e femminili.
    La trasformazione, il percorso di un’animacorpo individuata, frammento e visione d’insieme dell’animacorpo collettiva e indifferenziabile che cerca di riconoscere e vivere l’androginia o meglio la gilania psicologica fino a raggiungere l’ideale terra in cui sia possibile vivere tale antichissimo, ritrovato stato.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/06/25/nicoletta-nuzzo-ed-antonella-zagaroli-menzione-donore-della-26-edizione-del-premio-di-poesia-e-prosa-lorenzo-montano/

  • Intervista di Mariagrazia Toscano a Nicoletta Nuzzo ed al suo Portami negli occhi

    Ed eccovi la splendida intervista di Mariagrazia Toscano per il Corriere Salentino all’autrice Nicoletta Nuzzo ed alla sua la silloge poetica “Portami negli occhi”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Poesia”.

    Portami negli occhi/ e tienimi vicina/ e tienimi lontana/ come/ dentro un’onda

    Nicoletta Nuzzo è nata nel 1955 a Galatina (Lecce). Dopo gli studi filosofici all’Università di Bologna si è interessata di Orientamento e Formazione professionale, d’Imprenditoria femminile ed attualmente vive a Perugia.

    Ha pubblicato Cronache di un gatto professionista (Manni 2006) ed Un gatto senza vanità (Rupe Mutevole 2010). Negli spazi dell’ Associazione Culturale Evaluna di Lecce alla presenza di Loredana De Vitis, Giornalista e Scrittrice, il giorno 14 giugno 2012, si è svolta la presentazione della raccolta poetica Portami negli occhi di Nicoletta Nuzzo, Premio Nazionale Il Paese Delle Donne 2011, Rupe Mutevole Edizioni nella collana Poesia, la cui prefazione è a cura della filosofa, storica e docente Patrizia Caporossi.

    Il volume di facile lettura, finemente rilegato, racchiuso in 120 pagine e con l’immagine di copertina a cura dell’Artista Pina Nuzzo, è un fragile e forte viaggio poetico diviso in ben sette percorsi tematici: Madre, Mare, D’Amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera, in cui è consigliabile accedere in punta di piedi, per i profondi sentimenti, emozioni, sensazioni ed illuminazioni in esso narrati, tipici della profonda esigenza di comunicare con la necessità di emanciparsi da uno stato di sensibilità interiore, osservati con un’accurata analisi introspettiva.
    Il movimento del libro nell’ambito di ogni tema, che definirei un piccolo, grande scrigno da custodire gelosamente nella propria libreria è quello dell’inesorabile alternanza tra vuoto e pieno, di fusione e separazione, lotta di opposti, leggiadra danza per ricordare e dimenticare come nella soave poesia Rinascere, che rappresenta il continuo moto ondoso come si evince nella lirica di copertina.

    Rinascere/ gli opposti mi sfiorano/ e per non perdermi/ ogni giorno ha il suo rito:/ una danza per dimenticare / e per ricordare.

    La sua poesia è l’arte di liberare il suo particolare animo sensibile riuscendo a catturarlo in poche ma efficaci parole, tipica espressione di generosità nei confronti di chi legge, lì dove il lettore non fa altro che impossessarsene filtrando la realtà e farne nutrimento per la propria mente ed anima, espressione sublime del senso della vita, in una personale fusione di stupore e saggezza, sì perché “La parola è come acqua di rivo che riunisce in sé i sapori della roccia dalla quale sgorga e dei terreni per i quali è passata”. Giorgio Pasquali.
    In una gradevole serata di primavera inoltrata, ho incontrato la versatile poetessa, che è stata ben lieta di rispondere ad alcune mie domande:

    M.T.: Nicoletta, cosa rappresenta la poesia nella società odierna?”

    Nicoletta Nuzzo: La poesia oggi più che mai penso rappresenti la possibilità di entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi, con un “sentire originario” di emozioni e pensieri che possa dare un senso al nostro percorso esistenziale.

    M.T.: È un’arte riservata solo a pochi illuminati, oppure tutti oggi, possono scrivere versi, rime e pensieri?

    Nicoletta Nuzzo: Non esiste un’unica narrazione della realtà ed allora penso sia importante che ognuno di noi dia la sua versione attraverso la scrittura, al di là del valore letterario che questa può manifestare. E se ciò vale per l’evoluzione di tutti è particolarmente cruciale per quella delle donne per uscire dal “mutismo di una lingua altrui”.

    M.T.: La poesia è un racconto con le parole essenziali: quelle tecniche infreddoliscono la poesia, quelle banali la rendono inutile, mentre quelle semplici, nude e calde, la rendono unica. Cosa ne pensa?

    Nicoletta Nuzzo: Mi piacciono le parole “nude e calde”, senza orpelli, dove il movimento è quello del togliere fino all’essenza. Ed è così che anche nelle mie poesie le parole sono scelte non per ragioni estetiche ma per necessità, stabilendo un’alleanza che mi aiuti a mettere “in verità” i vari momenti della mia esistenza.

    M.T.: C’è qualcosa di eterno nelle sue poesie?

    Nicoletta Nuzzo: C’è una forte interrogazione di senso sui temi eterni, archetipi ( Madre, Mare, Amore, Tempo…), di richiesta sospensiva del dolore, della solitudine come racconta questo mio verso”…
    io acqua soffice
    mi porterò davanti ai corpi che se ne vanno
    per implorare la fine dell’addio e l’inizio del ritorno
    subito.



    M.T.: Se dovesse sintetizzare in una frase il senso del suo lavoro quale sarebbe?”

    Nicoletta Nuzzo: Portami negli occhi racconta di un processo d’identità al femminile contraddittorio, come altrettanto tra due forze contrapposte: opposti i desideri ed opposte le volontà, quella del passato con la sua tenacia e quella del nuovo con la sua fragilità. In questa dimensione le mie poesie rappresentano per me una pratica, un esercizio d’identità.

    M.T.: Progetti per il futuro?

    Nicoletta Nuzzo: Poesia. Ancora un’altra raccolta di poesie.

    M.T.: Grazie per l’intervista concessami e buon lavoro!

    Nicoletta Nuzzo: Un grazie speciale Mariagrazia per la sua cura così sensibile ed attenta per la mia poesia.

    Rupe Mutevole Edizioni sarà presente ad ottobre alla Fiera Internazionale del Libro di Milano:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/15/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-alla-fiera-del-libro-di-milano-dal-26-al-29-ottobre-2012/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

    ([email protected])

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/06/24/intervista-di-mariagrazia-toscano-a-nicoletta-nuzzo-ed-al-suo-portami-negli-occhi/

    http://www.corrieresalentino.it/cultura/42986-portami-negli-occhi-di-nicoletta-nuzzo-silloge-poetica-tra-sentimento-ed-introspezione#.T-X9xpt2QGI.facebook

  • Nicoletta Nuzzo vincitrice del Premio Il paese delle donne con Portami negli occhi, Rupe Mutevole Edizioni

    Dopo i successi estivi, Nicoletta Nuzzo e la sua silloge “Portami negli occhi”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”, continua la sua ascesa nel mondo letterario con un’altra premiazione: Primo Premio per la sezione Poesia della XII Edizione del Premio di scrittura femminile “Il Paese delle donne” congiunto al XIX Premio “Donna e Poesia” dedicato all’artista cilena Maria Teresa Guerrero (Maité).

    La premiazione si terrà sabato 26 novembre 2011 dalle ore 17.00 alle ore 20.00 nella sala Carla Lonzi, alla Casa Internazionale delle donne in via della Lungara 19 a Roma (RM). L’evento sarà coordinato da Fiorenza Taricone (Università di Cassino).

    Il Premio è patrocinato dall’Associazione Nazionale Coordinamento Comitati Pari Opportunità, dall’Archivia – archivi, biblioteche, centri di documentazione delle donne e dall’Associazione Federativa Femminista Internazionale (Affi).

    La giuria è composta da Maria Paola Fiorensoli e Fiorenza Taricone (co-presidenti), Anna Maria Robustelli, Edda Billi, Consuelo Valenzuela, Donatella Artese, Gabriella Gianfelici, Lucilla Ricasoli, Maria Teresa Santilli, Maria Palazzesi, Monica Grasso, Paola Mastrangeli.

    L’associazione Il Paese delle donne lavora da anni sui temi legati all’informazione con criteri e linguaggi di genere. Dal 1987 ha pubblicato il Foglio del paese delle donne con periodicità
    settimanale, poi, dal 2006, con periodicità semestrale. Dal 1995 è presente su internet con un proprio sito. In questi anni ha pubblicato diversi volumi e organizzato iniziative sui temi
    dell’informazione e del linguaggio sessuato. Organizza seminari e convegni, mostre e presentazioni librarie; promuove e partecipa a eventi, nazionali ed internazionali, crea reti con altre testate e luoghi di donne.

    Elenco completo delle vincitrici per le diverse sezioni:

    Sezione Poesia

    Premio unico per l’edito:

    Nicoletta Nuzzo: “Portami negli occhi”

    Segnalazione

    Maria Carla Renzi: “Tempo delle mie brame” poesie d’amore non amore di lago e di altro.

    Sezione Saggistica

    1° Daria Martelli: Polifonie. Le donne a Venezia nell’età di Moderata Fonte (seconda metà del sec. XVI).

    2° Anna Paola Moretti, Maria Grazia Battistoni, Mirella Moretti, Rita Giomprini:

    La deportazione femminile – Incontro con Irene Kriwcenko. Da Kharkov a Pesaro – Una storia di relazione.

    Segnalazione

    Bianca Stancanelli: La vergogna e la fortuna. Storie di Rom.

    Sezione Narrativa

    Daniela Matrònola: Partite – Romanzo in tre movimenti.

    Sezione Arte

    1° Maria Elisa Micheli e Anna Santucci: Comae. Identità femminili nelle acconciature di età romana.

    2° Paola Frandini: “Il peccato e la fanciulla. Caravaggio: la Maddalena Doria.

    Segnalazione

    Emanuela Tocchetto: Il ratto di Elena e la sua rappresentazione nell’arte del Rinascimento.

    Sezione Tesi

    Tesi di dottorato:

    Anna Laura Sanfilippo: Pane, amore e politica. Il “volto” femminile del PCI in Provincia di Latina dalla Liberazione al 1956.

    Tesi triennale:

    Sonia Fioretti: Resistere per esistere. Memorie e protagonismo femminile nell’Italia democratica.

    Segnalazione

    Elisa Rafanelli: “Il negro” nel Corriere dei Piccoli dal 1908 al 1940.

    Per le news su Nicoletta Nuzzo:

    http://oubliettemagazine.com/?s=nicoletta+nuzzo

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Resoconto della presentazione di Portami negli occhi di Nicoletta Nuzzo, Rupe Mutevole Edizioni, Libreria Feltrinelli, Perugia

    Portami negli occhi” di Nicoletta Nuzzo, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”, sta avendo il meritato successo; dalla sua partecipazione al “IV Edizione del Festival della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al Femminile” di Narni alla presentazione del 21 ottobre 2011 alla Libreria Feltrinelli in Corso Pietro Vannucci a Perugia.

    Antonella Giacon (scrittrice e poetessa) ha presentato la serata in modo impeccabile. Ed ecco a voi come la Giacon ha esposto il suo pensiero su “Portami negli occhi”.

    Della tenerezza e della crudeltà

    Da parecchi mesi tengo il libro di Nicoletta sul tavolo, non il tavolo dello studio,ma del soggiorno cucina, dove oltre a scrivere mangio. Lo dico per verità e anche perché penso che un po’ a Nicoletta faccia piacere saperlo. Nicoletta ed io facciamo parte di quella generazione di donne che hanno avuto il grande privilegio di possedere se non una stanza, almeno uno spazio tutto per sé,ma che avendolo conquistato e raggiunto hanno deciso di non renderlo luogo separato dalla vita,piuttosto una sorta di centro-accoglienza per il proprio sé e quello degli altri. Un luogo dove, dice Nicoletta in scrittura sue precedenti, la parola si fa cibo ,anzi a volte nutre molto più di esso.

    È bello pensare che Nicoletta con straordinario senso di ospitalità ci abbia accolto nella sua casa più vera, nel suo rifugio segreto che ci mostra fin dalla prima pagina utilizzando le parole della scrittrice Etty Hillesum “(…)poche tenere pennellate e il grande spazio tutt’intorno, non un vuoto,ma uno spazio che si potrebbe definire piuttosto ricco d’anima” (Diario,1941-1943)

    Ecco, niente di superfluo, nulla che non abbia un senso, ma allo stesso tempo questo pieno di senso è semplice, la stessa miracolosa semplicità che possiedono i giardini Zen, le stampe orientali. Andiamo ora a visitarne le stanze ciascuna delle quali ci racconterà una storia strettamente collegata a quella delle altre. La prima stanza si chiama MADRE. Non è molto ampia, ma possiede vibrazioni potenti (LUNA:Tu Signora delle maree,tu Signora del Pieno e del Vuoto…pag.21).In questo spazio intuiamo appartenenze, identificazioni, esili, dolorosi distacchi, vissuti come necessità che vanno ben oltre le parole e sono ancora alla ricerca di significati.

    La seconda stanza si chiama MARE. In essa percepiamo il battito del cuore, il respiro, la sostanza di cui la poesia di Nicoletta è intessuta. Qui, nella stanza azzurra, sembra tutto calmo e raccolto, chiuso in sé, ma in questa quiete apparente si percepisce l’eco, il richiamo di un altro sé di cui conserviamo tracce di conoscenza (SIRENA,pag.35).

    La terza è la stanza D’AMORE. È una stanza affollata di presenze, del passato e del presente ed è pervasa del miracolo dell’incontro, ciò che misteriosamente ci fa riconoscere diversi dall’altro, ma al tempo stesso ci fa desiderare il contatto. Un contatto sottile,dove gli spazi abbiano la stessa qualità del respiro o dell’onda. (PORTAMI NEGLI OCCHI,pag.60). Un incontro “trasparente” dove il prima e il dopo sono annullati nel riconoscimento dell’affinità e l’accoglimento di fragilità e incongruenze(AMICHE, pag.52).

    Ed eccoci alla stanza del TEMPO. In questa stanza ritroviamo una nostra vecchia conoscenza : Ugo, il gatto protagonista dei due libri precedenti di Nicoletta ”Un gatto senza vanità”(2010) e “Cronache di un gatto perfezionista” (2006).Ugo, in questa poesia risulta per le cronache ancora miracolosamente vivo, in salute ed impegnato nel suo personale percorso di conoscenza, insieme a Nicoletta, è ovvio(ESTATE,pag.70). Credo che questa poesia possa rendere bene l’idea di uno scorrere del tempo a volte percepito, ma a volte anche impercepibile nell’attenzione al “qui e ora”che quando, raramente purtroppo, si riesce a raggiungere permette la costante presenza nell’istante che in noi pulsa.

    Come abbiamo detto, la presenza di Ugo non può non portarci alla prossima stanza, RECHERCHE che si presenta a fianco di un’altra, CAMBIO. Qui ci sono la paura e il coraggio, fidi compagni della trasformazione, ciò che ti porta a scegliere l’incerto per il certo, il difficile al posto del facile, il lavoro oscuro al posto del “nulla della ripetizione”, l’essere al posto del ruolo, laddove l’essere, soprattutto parlando di essere al femminile rappresenta una cifra ancora molto da investigare.

    Ed eccoci arrivati, almeno per il momento alla fine della nostra visita. Siamo giunti, giunte alla stanza PREGHIERA. È giusto che Nicoletta abbia scelto di farcela visitare per ultima. Perché in questo luogo di raccoglimento prima di uscire lei ci consegna un viatico che così come ha valore per lei, può avere un grande valore per noi, tutti e tutte noi.(E COSI’ SIA,pag.109)

    Che sia possibile per noi ancora l’intero,questa è una preghiera piena di tenerezza che in tempi così duri e crudeli risuona fortissima e diventa augurio di una presenza nel mondo dove le nostre parole siano pane di significato per noi stessi e chi abbiamo accanto.

    Un grazie sentito a Nicoletta per la sua opera nel mondo della vita e della Parola.

    Link articolo “Presentazione Portami negli occhi a Perugia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/10/12/presentazione-de-portami-negli-occhi-di-nicoletta-nuzzo-21-ottobre-2011-perugia/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Presentazione de Portami negli occhi di Nicoletta Nuzzo, 21 ottobre 2011, Perugia

    Venerdì 21 ottobre 2011, alle ore 18:00, presso la libreria Feltrinelli in Corso Pietro Vannucci 78/82 a Perugia ci sarà la presentazione della silloge poetica “Portami negli occhi” di Nicoletta Nuzzo.

    L’evento sarà presentato da Antonella Giacon e sarà presente l’autrice.

    “Portami negli occhi”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Poesia”, è una raccolta suddivisa in sette percorsi tematici: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera. La prefazione del libro è a cura della filosofa Patrizia Caporossi.

    La silloge poetica racconta di un processo d’identità al femminile contraddittorio, come stretto tra due forze contrapposte: opposti i desideri, opposte le volontà. La poesia diventa così per l’autrice un esercizio di identità ed è spesso l’unica dimora possibile rispetto ad un immaginario maschile dominante vissuto come intrusivo. Una dimora in cui è anche possibile esprimere un simbolico femminile attraverso le immagini cha man mano emergono.

    “Portami negli occhi” ha partecipato domenica 25 settembre 2011 alla “IV Edizione del Festival della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al Femminile” di Narni.

    Estratto da “Portami negli occhi”:

    A Nazim Hikmet – “Nostalgia”

    Non dico che fosse come una nuvola

    perché avvolge anche quando è sereno,

    non dico che fosse onda

    perché travolge anche quando è calmo,

    è come un battito silenzioso

    come un ritmo che continua.

    Non dico che fosse alba

    perché sorge anche nella sera,

    non dico che fosse neve incantata

    perché si scioglie in tutte le stagioni,

    è come un bisbigliare di preghiera

    è come sete di parole

    ‘che non può giungere a sazietà’.”

    Nicoletta Nuzzo è nata nel 1955 a Galatina di Lecce. Dopo gli studi filosofici all’Università di Bologna si è interessata di Orientamento e Formazione professionale, di Imprenditoria femminile. Attualmente vive a Perugia.

    Resoconto presentazione “Portami negli occhi” a Narni, con intervista all’autrice:

    http://oubliettemagazine.com/2011/10/01/resoconto-di-nicoletta-nuzzo-sull%e2%80%99esperienza-del-festival-di-letteratura-al-femminile-di-narni-tr/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Nicoletta Nuzzo alla IV edizione del Festival Internazionale della Letteratura al femminile, dal 22 al 25 settembre, Narni – Intervista

    Dal 22 al 25 settembre 2011, Narni (TR), presso il Museo Eroli, ospiterà la “IV Edizione del Festival Internazionale della Letteratura Saggistica Filosofia Arte al femminile” ideato e diretto da Esther Basile. Un Festival tout court artistico che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione come sottolinea la tematica di questa edizione: “Alchimie e linguaggi di donne, e pensare che le donne pensano, agiscono, si raccontano, scrivono”.

    Tra le case editrici presenti ci sarà anche Rupe Mutevole Edizioni con la scrittrice Nicoletta Nuzzo che per l’occasione presenterà il suo ultimo libro: “Portami negli occhi”, una silloge poetica edita nella collana “Poesia”. La silloge è divisa in sette percorsi tematici: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera; con prefazione della filosofa Patrizia Caporossi.

    parlavo con voi/ ma non ero lì / stavo su una crepa / come dentro un pensiero / mi tenevo aggrappata / c’era da lottare/ per la salvezza.” – “Ombra”

    L’autrice si è resa disponibile per illustrarci qualcosa della storia del Festival, della cittadina di Narni (con un succulento aneddoto letterario), dell’utilizzo del termine di “Poete” e della sua raccolta “Portami negli occhi”. Buona lettura!

    A.M.: Dal 22 al 25 settembre sarai occupata, a Narni, in un Festival davvero interessante, voi raccontarci qualcosa?

    Nicoletta Nuzzo: Narni è un antichissimo (Nequinum 600 a.C.) centro umbro, i suoi paesaggi hanno ispirato artisti e racconti di epiche gesta. Qui tra i resti delle mura medievali, il castello e la natura che avvolge come in una fiaba le vestigia romane, fu Clive Staples Lewis a trovarvi il luogo adatto per ambientare i sette libri del suo fortunato ciclo fantasy “Le Cronache di Narnia”. Tra mito e realtà non vi poteva essere luogo più adatto per il IV Festival Internazionale della Letteratura-Saggistica-Filosofia-Arte al Femminile e per le Alchimie ed i linguaggi delle donne che vi partecipano in un viaggio ricco d’anima. Il Festival è ideato e diretto dalla filosofa Esther Basile, presidente dell’Associazione Eleonora Pimentel Lopez de Leon di Napoli, in collaborazione con l’Istituto italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il Comune di Narni e con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. È sempre più ricco di novità e di appuntamenti vari con interessanti tavole rotonde, dibattiti, performance teatrali e tè e caffè letterari. È davvero un evento unico nel panorama nazionale perché così possono essere finalmente visibili le donne che “pensano, agiscono, si raccontano, scrivono…” Saranno presenti scrittrici, filosofe, poete, donne delle Istituzioni…( Marisa Rodano, Clara Sereni, Dacia Maraini, Adele Cambria, sen. Vittoria Franco, Luciana Castellina, Barbara Alberti…)

    A.M.: In questa IV edizione di un festival artistico tutto al femminile presenterai la tua nuova pubblicazione: una silloge poetica. Puoi dirci qualcosa?


    Nicoletta Nuzzo: Qui al Festival (domenica 25 alle ore 10.30) sarà presentato il mio libro di poesie “Portami negli occhi”(Rupe Mutevole 2011). La prefazione del libro è della filosofa Patrizia Caporossi che mi ha sostenuto in questo cammino poetico forte/fragile. Le poesie sono ripartite secondo alcuni temi/archetipi/stanze: Madre, Mare, D’amore, Tempo, Recherche, Cambio, Preghiera.

    Il movimento delle poesie nell’ambito di ogni “tema” è quello dell’alternanza tra vuoto e pieno, di fusione e separazione, di lotta di opposti, di danza per ricordare e per dimenticare come nella poesia “Rinascere” (gli opposti mi sfiorano/e per non perdermi/ogni giorno ha il suo rito:/una danza per dimenticare/e per ricordare)…è il movimento dell’onda come nella poesia del titolo del libro (Portami negli occhi/e tienimi vicina/e tienimi lontana/come/dentro un’onda).

    A.M.: Da “Un gatto senza vanità” a “Portami negli occhi”. Perché il passaggio alla poesia?

    Nicoletta Nuzzo: Con la poesia per me ritorna il corpo …nei precedenti due libri in prosa (“Cronache di un gatto perfezionista”, Manni 2007 e “Un gatto senza vanità”, Rupe Mutevole 2010), il mio corpo aveva parlato tramite il corpo libero e senza colpa di un gatto di nome Ugo, un gatto come forza spirituale, simbolica e vivente connessa con l’universale, la libertà mentale e l’interiorità femminile. Poi quando nel mio percorso di identità e di scrittura è riemerso il materno, non solo con la storia di mia madre ma anche con la genealogia di madri simboliche, con la relazione con altre donne amiche, quando si è delineato un immaginario simbolico femminile allora è ritornata la fiducia ed è riaffiorata l’emozione nella poesia. La poesia diventa spesso per me l’unico corpo possibile a causa di un disagio che nasce da un immaginario simbolico maschile che spesso ho vissuto come “intrusivo”

    La poesia è qualcosa di talmente vivo che il corpo non vi si può sottrarre: basta pensare al respiro che è proprio il nostro, che rimane impresso con le pause e la punteggiatura nei versi e che si libera di nuovo ogni volta che li si legge. Quindi per me molte sono le tracce corporee presenti rispetto alla prosa. Posso dire che nella poesia “capisco con il corpo”.

    Dal punto di vista stilistico devo dire che, come nel mio libro precedente “Un gatto senza vanità” avevo nominato le donne da cui avevo tratto forza e conoscenza (Maria Zambrano, Etty Hillesum , Simone Weil, Luisa Muraro…) così nei titoli di alcune mie poesie ho nominato le donne sorelle, amiche, poete che hanno reso possibile la mia presa di parola.

    A.M.: Se potessi portare a Narni il fantasma di una scrittrice del passato chi sceglieresti?


    Nicoletta Nuzzo: A Narni porterei la filosofa spagnola Maria Zambrano perché è la filosofa dell’interezza che, a differenza di una tradizione filosofica che separava logos e corpo, unisce il sapere al cuore, il logos al corpo e considera il corpo (con cui le donne “erano” state identificate in segno di schiavitù) come fonte di creatività e trascendenza che le collega ad un sentire originario….e considera la poesia la dimensione che può ridarci unità…ma anche a questo ha pensato l’instancabile Esther Basile organizzando al Festival una Tavola rotonda proprio su Maria Zambrano (venerdì 23 ore 18.00)…e allora io cosa posso volere di più?

    A.M.: “Poete” e non “poetesse”. Sai il perché di questa scelta?

    Nicoletta Nuzzo: Secondo Alma Sabatini studiosa del linguaggio, (“Il sessismo nella lingua italiana”, 1987), ad esempio, “…l’uso di un termine anziché di un altro comporta una modificazione nel pensiero e nell’atteggiamento di chi lo pronuncia e quindi di chi lo ascolta. La parola è una materializzazione, un’azione vera e propria….” Ultimamente, si sta diffondendo l’uso di “poeta” come invariabile perché si tende a considerare dispregiativi tutti i femminili in -essa. ..“ poeta (da grammatica italiana) è un termine epiceno (neutro) quindi è l’articolo che va accordato, non ha bisogno di suffisso derivativo (Bianca Madeccia)”.

    Per il programma completo del IV Festival della Letteratura al femminile:

    http://oubliettemagazine.com/2011/09/08/iv-festival-internazionale-della-letteratura-saggistica-filosofia-arte-al-femminile-dal-22-al-25-settembre-narnitr/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni