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  • Cogliamo mimose rosse per la Festa della Donna

    Il sostegno di Apeiron Onlus, associazione non lucrativa di utilità sociale, è rivolto alle donne nepalesi vittime di violenza e discriminazione che entreranno a marzo a CasaNepal, la casa rifugio di Apeiron a Kathmandu.

    A CasaNepal le beneficiarie troveranno sostegno per un periodo massimo di 12 mesi, riabilitazione psicologica e fisica, corsi di alfabetizzazione, sensibilizzazione, di formazione e avviamento al lavoro.

    Per la festa della donna Apeiron Onlus permetterà di aiutare queste donne con un semplice gesto: mandare una cartolina-mimosa rossa ad una donna, un pensiero per lei, ma anche per una donna seguita da Apeiron.

    Il rosso delle mimose diventa il simbolo dell’emancipazione, della speranza e del riscatto sociale, ma soprattutto il colore della festa nepalese. Durante le feste le vie dei paesi e della capitale, Kathmandu, si dipingono di rosso, con i saari che vestono le donne nepalesi per la celebrazione.

    In una realtà, come quella nepalese, fatta di sfruttamento e discriminazione nei confronti delle donne, considerate esseri inferiori, sarà possibile collaborare per garantire ad una donna nepalese un aiuto importante, celebrando, allo stesso tempo, la donna amata o l’amica che la riceverà.

    Per sostenere l’iniziativa e inviare una cartolina-mimosa rossa è possibile collegarsi direttamente al sito e scegliere la cartolina-mimosa da inviare.

    Per saperne di più:

    Sito

    Facebook

    Youtube

    Digital press:

    Dr.O-one

    [email protected]

    [email protected]

    tel: 051.558831

  • AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA di Raffaella Milandri

    La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero. La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini. La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante. Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto , con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci. Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San Benedetto del Tronto al SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal. E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o abbandonati. Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale . Associazioni di volontariato internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani. Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri, sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: all’interno di esso gli anziani possono pregare, ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari sostanziosi. Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni. “Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità . Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta, conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.” IL RIENTRO DAL TIBET “Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere tutto: bagaglio e salute. I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi, carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista. Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore della generosità tibetana, e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) . La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i gestori tibetani dell’albergo mi hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si sono mobilitate pronte a spedirmi soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti, dal profondo del mio cuore” “Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il governo nepalese e mi sono trovata tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.” L’AUTRICE Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» “La mia è street photography, pura fotografia di strada. Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia. L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi. Per comunicazioni e contatti 335 6126630 email [email protected]

  • NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI SU FACEBOOKE MOSTRA FOTOGRAFICA

    La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, che sta preparando la mostra fotografica “Imagine” per fine maggio 2009, parte martedì 28 aprile per un viaggio tra Nepal e Tibet. LA MOSTRA “Imagine” di Raffaella Milandri, ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini. La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità, aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante. La mostra farà parte delle molteplici e interessanti manifestazioni del 1° Festival della Pace organizzato dal Comune di San Benedetto, e sarà allestita all’interno dell’Hotel Calabresi, in Piazza della Rotonda (Piazza Giorgini) dal 29 maggio al 7 giugno 2009. Durante la mostra sarà allestita una asta di beneficenza, il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto. IL VIAGGIO Rigorosamente in solitaria, senza alcuna prenotazione tranne l’aereo, questo viaggio di Raffaella Milandri la vedrà indagare nella realtà del Nepal e del Tibet, alla ricerca di immagini e di emozioni.”Mi spoglio degli agi quotidiani, solo una valigia e niente cellulare. Il mio cammino sarà costruito giorno per giorno. Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera per mettere su Youtube alcuni filmati , e una webcam con la quale mi collegherò su Facebook per raccontare le mie giornate .” “Prima di partire ho prestato servizio con il Gruppo di Protezione Civile Comunale e con il FIR SER di Ascoli per aiutare la popolazione aquilana, auguro un buon lavoro a tutti e invio un saluto speciale alle persone attendate al campo di Tempera(AQ) dove ho lasciato il cuore: forza e coraggio” L’AUTRICE Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità, ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo “abbandono” al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa “incontaminata” nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perché mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi. Per contatti [email protected].

  • Crossing Borders al Fotocineclub Sambenedettese

    Raffaella Milandri Venerdì 23 gennaio 2009 alle 21,30 si terrà al Fotocineclub “Crossing borders”, proiezione di foto di Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa. Le foto saranno un interessante estratto di 4 reportages: Alaska, India, Nepal e Giappone. “Ogni foto è un’emozione, e da questi Paesi così diversi ho riportato sensazioni completamente diverse: la forza della Natura in Alaska, la condizione dell’uomo in India, l’influenza della politica in Nepal e la unicità della cultura giapponese Attraverso le foto , questo vuole essere un invito ad una empatia reale e profonda con questi popoli e Paesi così distanti da noi. ” Prosegue l’artista: ” Ho dovuto annullare il viaggio in Nagaland . La regione è considerata a rischio e non rilasciano i permessi necessari a viaggiatori soli e indipendenti” Figuriamoci ad una donna sola- hanno commentato spocchiosamente alcuni suoi corrispondenti indiani. “Sto valutando il Tibet, sto chiedendo i permessi necessari. Una amica, monaca tibetana , Kunsang, mi ha invitato nel suo monastero.” Raffaella Milandri Via N. Sauro 50 SBT Per comunicazioni e contatti 0735 760211/335 6126630 Email [email protected]

  • Il reportage dal Nepal di Raffaella Milandri,viaggiatrice in solitaria e fotografa

    Racconta del suo viaggio: “Negli occhi dei nepalesi si legge una fierezza, una onestà e una matrice culturale dalle profonde radici Non mi sono fermata alle località turistiche, ma sono andata ad esplorare la identità di questo popolo nei villaggi, nei piccoli monasteri, nei campi dove mietono il grano. Mi sono fatta raccontare cosa pensano e cosa sognano. Al primo posto dei loro sogni c’è la pace per il loro Paese, una pace che porti prosperità, istruzione, miglioramenti tecnologici. “ Le esperienze più significative in Nepal? “ Ho partecipato ad un sit-in per la liberazione del Tibet, a Kathmandu, e ho conosciuto molti monaci tibetani, la cui semplicità e schiettezza mi hanno toccato il cuore. Il giorno dopo, sempre a Kathmandu, hanno arrestato in modo violento 500 donne che dimostravano per il Tibet !! Ho assistito alla cerimonia delle cremazioni induiste sul fiume Bagmati, cercando di essere invisibile e di non disturbare i partecipanti. Ho visto da vicino a Manakamana i sacrifici induisti degli animali-capre e galli- , che vengono vissuti anche dai bambini come una festa, nonostante sia uno spettacolo molto cruento e sanguinario.” Continua ancora: “ In un parco naturale ho affiancato una guardia forestale , una tigre aveva ucciso un cervo samba e le sue orme macchiate di sangue erano dappertutto. E’stato emozionante vedere la tigre nel suo habitat e non nei cartoni animati o negli zoo. In un altro parco un rinoceronte ha cercato di caricare la jeep sulla quale mi trovavo. Non mi vergogno di dire che ho ero terrorizzata” Problemi durante il suo ultimo viaggio? “ In Nepal la presenza di posti di blocco, esercito, scioperi, proteste era all’ordine del giorno, ma il problema maggiore è stato con l’autista che mi ha portato da Delhi a Kathmandu , un indiano di cultura maschilista che aveva problemi con una donna come unico passeggero. E’ stato un braccio di ferro estenuante tra quello che io-cliente-chiedevo, e quello che la sua cultura gli suggeriva sulle donne, alla fine invece di chiedere ‘per favore’ ero costretta a dirgli ‘questo è un ordine’, finchè-finalmente- siamo arrivati a destinazione e ho proseguito via bus e taxi.” Un aneddoto? “ero sulla jeep nel parco Chitwan, da sola con l’autista e la guida, un giovane bramino nel retro, di fronte a me. Costui mi toccava spesso la spalla mentre parlava, gesto per me fastidioso e per la sua cultura poco rispettoso nei confronti di una donna. Ad un certo punto mi mette una mano sul ginocchio: SCIAFF!! Gli schiaffeggio la mano e gli dico che per la mia cultura, in Italia, queste confidenze con una donna sono ammesse solo dal proprio marito Mi guarda un po’ incredulo, le donne occidentali qui hanno fama di libertine ,ma è comunque una buona tattica e funziona. Un giorno, se R.T. (il nomignolo della guida) verrà in Italia penserà che sono una gran bugiarda, i costumi sociali qui da noi sono molto più aperti e moderni. Le donne che viaggiano da sole qui in Nepal sono rare e bisogna preparare una serie di tattiche difensive dagli approcci sgraditi. Una regola d’oro che vale sia per le donne sole: fate le indiane. Certe volte non capiamo davvero cosa ci stanno dicendo, perchè spesso la pronuncia inglese è terribile . Però, se conviene, fate finta di non capire . Mai dire che è la prima volta nel paese, mai dare il vostro itinerario effettivo, o dire il nome dell’albergo dove state, e mai dire che siete da sole , a meno chè il vostro sesto senso non dia il via libera. “ Prossima avventura? “Sto studiando un percorso in fuoristrada tra Canada e Alaska, sulle orme di Into the wild, il film di Sean Penn” Le immagini dal Nepal di Raffaella Milandri ritraggono soprattutto ritratti di splendide persone nel loro quotidiano, mai in posa e spesso con occhi sorridenti guardano la fotografa che li ritrae. “ In una foto di un corteo per il Tibet c’è una suora buddhista tibetana che ride e mi fa la linguaccia” racconta la Milandri. Nel novembre 2008 è in preparazione a San Benedetto una mostra dell’artista -che collabora con la Fototeca Gilardi di Milano- incentrata proprio su India e Nepal e sugli straordinari contrasti tra l’avanzare del progresso e della tecnologia e lo stile di vita ancora tradizionale per la maggior parte della popolazione. Con un occhio particolare alla donna e alla loro situazione. Il titolo della mostra è “Crossing borders” ovvero varcare confini sia nel senso fisico dei confini tra i diversi Paesi, sia in senso culturale sia in senso emozionale.