Tag: mutui prima casa

  • Mutui: dagli under 30 arriva quasi un quarto delle richieste

    Mutui miraggio per i più giovani. Il comparatore Mutui.it, in collaborazione con Facile.it (http://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), ha analizzato le richieste di finanziamento per acquisto della prima casa compilate negli ultimi sei mesi, evidenziando come ben il 23% delle domande arrivi da cittadini di età inferiore a 30 anni. Quasi un preventivo su 4 arriva da under 30, ma le condizioni economiche dei richiedenti e la precarietà lavorativa in cui si trovano rendono difficile ottenere il finanziamento. Nel arco di tempo preso in considerazione, Luglio 2012- Gennaio 2013, i mutui erogati con un primo intestatario di età inferiore a 30 anni rappresentano solo il 16% del totale. Una differenza notevole, questa, che sottolinea come i progetti di vita adulta siano destinati, per il momento, a restare “progetti”. «Il fatto che ben il 23% delle domande di mutuo prima casa sia compilato da persone di età compresa tra 18 e 30 anni – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit mutui dell’azienda – testimonia come, nonostante la crisi, permanga la voglia di indipendenza dei giovani italiani, ma che questi paghino più di altri gli effetti della contrazione del credito. Quando le banche devono scegliere a chi offrire un finanziamento non guardano unicamente alla solidità professionale ed economica, ma anche alla storia creditizia che ai giovani, per forza di cose, manca.» Analizzando il dettaglio dei mutui erogati, poi, si scopre che chi è riuscito nell’ardua impresa è stato “aiutato”: i mutui mono-firma rappresentano solo il 5,7% del totale; quelli ottenuti da una coppia di giovani sono il 4,8%, per raggiungere il 16% del totale bisogna considerare i finanziamenti in cui vi è un garante o cointestatario adulto, quasi sempre un genitore: questi rappresentano quasi il 6% dei mutui stipulati nel periodo preso in esame. Cosa significa questo? Che il 37% degli under 30 che hanno ottenuto un mutuo ci sono riusciti solo perché supportati da un genitore. Il mutuo in cifre Passando in esame il campione di oltre diecimila domande di mutuo arrivate da luglio ad oggi, si nota come la richiesta tipo fatta dai giovani aspiranti mutuatari sia di valore inferiore rispetto alla media dei finanziamenti richiesti in Italia per l’acquisto della prima casa, ma miri a coprire una percentuale maggiore del costo da sostenere (70% del valore dell’immobile rispetto al 60% registrato a livello complessivo). Quanto all’importo del finanziamento, chi ha meno di 30 anni oggi vuole ottenere dalla Banca 122.000 euro (erano 150.000€ a settembre 2011), segno di una buona consapevolezza della crisi di liquidità degli Istituti. Il tasso preferito, in media con le richieste over 30, è quello variabile (49%), mentre il tasso fisso raccoglie solo il 34% delle domande di mutuo. Guardando le differenze che emergono a livello regionale va detto che le regioni più “giovani” sono quelle in cui sognare casa è un po’ più semplice: prezzi medi degli immobili più bassi o maggiori opportunità di ottenere un lavoro ben retribuito, spingono gli under 30 di Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Veneto a provare a comprar casa con più convinzione dei loro coetanei che vivono nelle altre regioni italiane. Di contro, gli alti costi degli immobili scoraggiano i giovani cittadini di Lombardia, Liguria e Lazio. Se età del mutuatario e durata media del finanziamento richiesto sono uguali in tutta Italia, a cambiare sono gli importi: le regioni da cui provengono le domande più ingenti sono: Trentino Alto Adige (148.000 euro), Valle d’Aosta (142.000 euro), Lazio (137.000 euro) e Emilia Romagna (135.000 euro). «I motivi dei rifiuti da parte delle banche – continua Bacca – sono sempre gli stessi: la mancanza di contratti di lavoro stabili, l’assenza di un garante o un cointestatario valido e l’indisponibilità di un profilo creditizio affidabile. La conseguenza peggiore di questo stallo è aver privato un’intera generazione di quel “risparmio forzoso” che è il mutuo, da sempre un punto di forza delle famiglie italiane.»

  • Mutui, il 27% ha bisogno di un garante

    Non c’è mutuo senza garante: in un periodo in cui ottenere denaro dalle banche è davvero difficile, il ricorso a figure di garanzia e sostegno alla richiesta del finanziamento diventa una pratica consolidata. Secondo le analisi del broker online Mutui.it (www.mutui.it) il 27% dei mutui erogati negli ultimi sei mesi vedeva la presenza di un garante.

    L’indagine, condotta analizzando l’erogato del periodo aprile-settembre del 2012, rivela la difficoltà di “farcela da soli”: se il 47% dei mutui che le banche hanno deciso di finanziare è cointestato a due soggetti, oltre un mutuo su quattro ha bisogno di una figura esterna che garantisca il costante pagamento delle rate. Interessante, poi, è che il 6% dei mutui concessi prevede tanto un garante, quanto un cointestatario.

    «Solo cinque anni fa – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it persone relativamente vicine al mutuatario, come un amico, il datore di lavoro o il proprio partner (anche non convivente) potevano essere validi candidati ad assumere il ruolo di garante; oggi vengono riconosciuti come idonei solo soggetti con comprovati ed ufficiali legami di parentela: sono i genitori, nello specifico, le persone maggiormente coinvolte».

    Analizzando nel dettaglio il mutuo con garante, il quadro che emerge è il seguente: la richiesta media è pari a 143.000 euro – quindi una cifra più elevata rispetto alla media dei mutui italiani (pari a poco più di 120.000 euro) – da restituire in 24 anni. Il loan to value, vale a dire la parte del costo dell’immobile che verrà pagata con il mutuo, è del 59%. Mentre l’età media del mutuatario è di 37 anni, quella del garante è più elevata, arriva a 51 anni.

    Nel 74% dei casi analizzati, il finanziamento è legato all’acquisto della prima abitazione, mentre solo il 4% delle richieste riguarda la seconda casa: una riprova del fatto che si ricorre al coinvolgimento di una figura di garanzia soprattutto in caso di vera necessità, non di investimento. Sommando i mutui liquidità ai prestiti di rifinanziamento di mutui già esistenti, arriviamo a identificare circa il 18% del campione: una percentuale piuttosto elevata, espressione di una difficoltà che è sotto gli occhi di tutti.

    Il tasso più comune dei mutui con garante è indubbiamente quello variabile, scelto dal 60% del campione; il tasso fisso, invece, arriva solo al 34%. Interessante notare, infine, che mentre lo stipendio del primo intestatario si aggira attorno ai 1.400 euro, quello del garante è sensibilmente più elevato, arrivando a una media di 1.900 euro.

    Il garante è la figura che “rassicura” la banca circa la disponibilità del denaro nel caso di difficoltà economica del mutuatario: come tale, deve poter contare su una certa disponibilità economica, attraverso il suo reddito o le sue proprietà. Ma quali criteri applicano le banche per decidere in merito all’attendibilità del garante presentato?

    «Alla banca – spiega Baccaspetta il compito di sondare la situazione finanziaria del garante, per capire se, in caso di dissesto, costui possa permettersi di sobbarcarsi le rate da pagare. L’assenza di ulteriori garanzie, vale a dire il non essere garante di altri finanziamenti in corso, rappresenta un elemento a favore del richiedente mutuo. Altro requisito da tenere a mente è l’età: non può superare gli 80 anni, in caso contrario per le banche il soggetto non è quasi mai ritenuto una valida garanzia.»

  • Mutui prima casa, il 6% di quelli cointestati arriva da coppie miste

    Mentre Mario Balotelli che veste in azzurro mostra in mondovisione una nuova Italia, “meticcia” e vincente, anche i mutui offrono una prospettiva privilegiata per capire un Paese che, crisi o non crisi, continua la sua evoluzione multiculturale: secondo le analisi di Mutui.it (www.mutui.it) il 6% dei mutui prima casa cointestati è richiesto da coppie “miste”, in cui uno dei due componenti non è italiano. L’indagine, svolta considerando un campione di oltre 5.000 richieste di mutuo prima casa presentate nell’ultimo anno a nome di due firmatari, ha permesso di ottenere una conferma della progressiva normalizzazione del processo d’integrazione degli stranieri in Italia, che significa anche “mettere su casa” con un italiano o un’italiana. «Il quadro emergente – spiega Lorenzo Bacca, responsabile business unit di Mutui.it – offre una conferma degli ultimi dati Istat, secondo cui nel 2010 l’8% dei matrimoni celebrati in Italia vedeva uno dei due sposi di nazionalità non italiana; anche le domande di mutuo prima casa ribadiscono questo trend». Analizzando nel dettaglio le richieste che arrivano dal campione messo sotto la lente di Mutui.it, il quadro è solo parzialmente allineato con quello che descrive il mutuo prima casa degli italiani: l’importo richiesto è più alto, arrivando a 160.000 euro contro un valore medio nazionale di 139.000 euro. La cifra che le coppie miste hanno intenzione di farsi finanziare rappresenta il 73% del valore dell’immobile da acquistare attraverso il mutuo. La durata media del prestito è elevata, arriva a 25 anni, mentre il tasso variabile rappresenta quello maggiormente richiesto: con il 54% supera di gran lunga le richieste di mutuo a tasso fisso, pari al 37% del totale. Ma da dove arrivano le richieste? Se le regioni d’Italia in cui si concentra il maggior numero di domande di mutuo sono quelle più popolose – Lombardia (26%), Lazio (15%) e Emilia Romagna (14%), in cui è alta la presenza di cittadini immigrati – le Nazioni di provenienza degli aspiranti mutuatari sono tantissime: quelle con le percentuali maggiori sono la Romania (15%) la Polonia (8%) e l’Albania (8%). Si tratta, evidentemente, delle comunità più presenti in Italia, ma anche quelle con la maggior percentuale di donne: i matrimoni (e i mutui) in cui è la sposa ad essere straniera sono il triplo di quelli in cui l’italiana è la donna. «Nonostante le criticità del settore dei mutui – continua Bacca – è davvero interessante capire come non si fermi, anche in Italia, il processo di integrazione delle varie comunità straniere; la casa, mai come oggi, rappresenta un punto fermo e un’espressione evidente della volontà di radicamento nel territorio che occorre tenere in considerazione per capire il futuro di questo Paese ». Di seguito la classifica delle Nazioni più presenti tra quelle da cui provengono i richiedenti:

    Romania

    15%

    Polonia

    8%

    Albania

    8%

    Brasile

    5%

    Ucraina

    4%

    Svizzera

    4%

    Argentina

    3%

    Marocco

    3%

    Francia

    3%

    Moldavia

    3%

    Perù

    3%

    Russia

    3%

    Spagna

    3%

    Gran Bretagna

    2%

    Venezuela

    2%

    Altre nazionalità

    31%

  • Mutui prima casa: che cosa sono e chi può richiederli

    I mutui prima casa costituiscono un tipo di prestiti casa particolare per la casa che vengono elargiti come dice il nome stesso a chi desidera fare l’acquisto prima casa. Questo vuol dire quindi che chi richiede il prestito casa non deve possedere un altro immobile. Per imparare i suggerimenti più importanti per ottenere con soddisfazione e senza imprevisti un mutuo prima casa, visita: mutui prima casa

    Per quale motivo viene fatta questa differenziazione? Poichè chi acquista una prima abitazione gode di agevolazioni sul prestito denominate proprio agevolazioni prima casa. Le agevolazioni sui mutui prima casa costituiscono delle agevolazioni fiscali che si possono detrarre dagli interessi passivi che fanno parte del contratto di mutuo. Tali interessi passivi potranno venire detratti fino al 19%

    Per riuscire ad avere i benefici del mutuo prima casa è fondalmentale essere in possesso di questi requisiti:

    La casa che si vuole comprare non deve avere una grandezza maggiore di 160 metri quadri. L’abitazione deve essere classificata “non di lusso”.

    Per riuscire ad avere le agevolazioni sulla prima abitazione chi acquista non deve essere in possesso di un un’altra casa ne essere in possesso dell’usufrutto dell’immobile, dell’uso o della nuda proprietà di un altro immobile. Per acquistare casa con successo e prendere tutte le migliori decisioni, visita: acquistare casa

    L’abitazione che si vuole acquistare deve essere ubicata nel comune dove risiede chi richiede il mutuo. Nel caso in cui l’abitazione non si trova nel comune nel quale si risiede, ci sono diciotto mesi di tempo per richiedere il cambio della residenza medesima.

    Se non hai tali requisiti in tale caso non potrai richiedere un mutuo prima casa.

    Quali sono invece i vantaggi correlati all’accensione dei mutui prima casa?

    Nel caso in cui si decida di comprare da un’impresa il pagamento dell’IVA viene ridotto dal dieci per cento al quattro per cento e le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono fissate nella misura di 168 euro ciascuna;

    Se si decide di acquistare da un venditore privato il pagamento della tassa di registro avviene con un’aliquota ridotta al 3 per cento al posto del 7%, il pagamento della tassa ipotecaria avviene in misura fissa con un importo di centosessantotto euro invece che il 2% e il pagamento dell’imposta catastale avverrà in misura fissa per una somma di centosessantotto € invece dell’1%.

    E’ necessario dire poi che le agevolazioni decadono nel caso in cui le dichiarazioni trascritte nell’atto di acquisto risultano false e se ad esempio non dovesse essere spostata la residenza nel comune dove si trova l’abitazione entro diciotto mesi dall’acquisto. Per scoprire altri preziosi suggerimenti sui mutui prima casa e su come sceglierli al meglio, visita: mutui casa

  • Mezzogiorno: mutui inaccessibili ai giovani

    In questi giorni in cui la crisi economica mondiale è sotto gli occhi di tutti l’affanno del Sud Italia non accenna a diminuire: secondo Mutui.it (www.mutui.it), comparatore online di mutui, i giovani meridionali sono quelli che incontrano le difficoltà maggiori di fronte all’acquisto di una casa. Analizzando le domande di mutuo prima casa arrivate negli ultimi mesi da Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, infatti, si scopre che benché la richiesta di preventivo da parte di under 30 rappresenti il 18% del totale delle domande provenienti dal Mezzogiorno, il problema arriva al momento di ottenere il finanziamento: nemmeno il 3% delle richieste verrà accolto.

    Analizzando in maniera più approfondita le domande delle cinque Regioni considerate, si vede come la richiesta media sia di 133.000€ (meno della media nazionale, di 150.000€), pari al 74% del valore dell’immobile da acquistare; nel 60% dei casi si preferisce il tasso fisso (percentuale superiore rispetto alla media, del 54%), solo nel 16% quello variabile (25% a livello italiano). Gli under 30 del Mezzogiorno, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo (dato in perfetta media nazionale), aspirano ad ottenere un mutuo della durata di 25 anni. Gli importi più elevati sono richiesti in Campania (143.000€), quelli più bassi in Calabria (121.000€). I Calabresi, inoltre, si rivelano i più prudenti: qui le preferenze per il tasso fisso raggiungono addirittura il 65% del totale.

    Più attenti ai mutamenti del mercato e fiduciosi nel tasso variabile sono i Siciliani e i Lucani: nel loro caso la percentuale di richieste sale al 19%, restando comunque al di sotto della media italiana. La provincia meridionale che ama di più il tasso fisso è Catanzaro (la percentuale arriva addirittura al 75%), quelle che richiedono maggiormente il tasso variabile sono Ragusa e Potenza, entrambe con il 24% di richieste; il loan to value maggiore – vale a dire la percentuale di finanziamento rapportata al valore dell’immobile – lo troviamo a Brindisi, Enna e Siracusa, province in cui si vorrebbe pagare attraverso il mutuo il 79% della casa. È Napoli, infine, la città in cui le case da acquistare costano di più: il valore dell’immobile arriva a 206.000 euro di media; Agrigento, di contro, è il fanalino di coda: il valore medio non supera i 149.000 euro.

    «Se questo è il desiderio dei giovani del Mezzogiorno – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it – la realtà è diversa: nemmeno il 3% delle loro domande si concretizzerà in un mutuo concesso. La mancanza di contratti di lavoro stabili, l’indisponibilità di un cointestatario o di un garante e una bassa affidabilità creditizia sono le motivazioni principali di questo freno alla concessione del finanziamento.»

    La situazione in Basilicata

    In Lucania gli under 30 che vorrebbero richiedere un mutuo fanno domanda per 127.000€, vale a dire il 73,4% del valore dell’immobile. Il tasso fisso prevale nettamente sul variabile: 58% vs 19%. È Matera la provincia in cui la media degli importi è nettamente più alta, con 132.000€ richiesti, contro i 123.000€ di Potenza, che oltretutto vanta un LTV più elevato, del 75% (contro il 72% di Matera). A Matera le richieste di finanziamento a tasso fisso sono il 68% del totale, mentre nella provincia di Potenza solo il 50%.

    La situazione in Calabria

    Gli under 30 calabresi interessati a contrarre un mutuo aspirano mediamente a 122.000€, vale a dire il 74% del valore della casa, con una preferenza netta per il tasso fisso (65%) sul variabile (15%). È Vibo Valentia la provincia con la più alta media degli importi richiesti, 135.000€: seguono Catanzaro (134.000€), Reggio Calabria (125.000€), Crotone (118.000€) – che vanta il loan to value maggiore, 78% – e, per ultima, la provincia di Cosenza (112.000€). Le province che prediligono il tasso fisso sono Catanzaro e Vibo Valentia (74%), l’unica in cui la percentuale di richiesta di tasso variabile supera la media del Mezzogiorno è Crotone, con il 18% delle preferenze.

    La situazione in Campania

    Dalla Campania arrivano le richieste più elevate: 143.000€, che rappresentano il 72% del valore dell’abitazione che si intende acquistare; prevale, al solito, il tasso fisso (61%) su quello variabile (14%), mentre non si registrano cambiamenti per quel che riguarda durata ed età media al momento del preventivo di mutuo. Tra le province, a Napoli si chiede la somma più elevata (148.500€), seguita da Caserta (138.000€), Salerno (133.500€), Avellino (133.000€) e, infine, Benevento (130.500€). Avellino è la provincia che preferisce di più il tasso fisso (64%), mentre è in provincia di Caserta che troviamo le richieste maggiori di finanziamento a tasso variabile (17%), oltre che quelle con LTV maggiore (il 75% del valore).

    La situazione in Puglia

    In Puglia registriamo una richiesta media di 128.500€ da parte degli under 30, che equivale al 75% del valore degli immobili da acquistare. 61% vs 17% è il rapporto tra le richieste di tasso fisso contro quelle di tasso variabile. Nel dettaglio, gli importi maggiori sono richiesti a Bari (137.000€), poi a Brindisi (127.500€), Foggia e Barletta-Andria-Trani (125.000€), Lecce (123.500€) e Taranto (121.000€). Brindisi è la città con il loan to value più elevato, 79%, mentre a Bari il finanziamento a tasso variabile raccoglie il più alto numero di consensi (20%); Taranto, infine, richiede in percentuale maggiore il tasso fisso (65%).

    La situazione in Sicilia

    La richiesta media di mutuo prima casa da parte degli under 30 siciliani è di 129.000: una cifra che equivale al 76% del valore dell’immobile che si intende acquistare. Prevale nettamene il tasso fisso (57% delle richieste totali), anche se le richieste di tasso variabile superano la media del mezzogiorno, arrivando al 19%. Nel dettaglio, gli importi maggiori li troviamo nella provincia di Palermo (137.000€), seguita da Catania (134.000€), Trapani (126.500€), Messina (123.000€), Siracusa (121.000€), Caltanissetta (120.500€), Ragusa (115.000€), Agrigento (113.500€) ed Enna (104.000€); questa è anche la provincia con il loan to value maggiore, che arriva al 79%, e con la più alta concentrazione delle richieste, praticamente divise tra tasso fisso (72%, record in regione) e variabile (22%, anche questa è la percentuale più elevata registrata in Sicilia).

  • Mutui sempre più piccoli:in sei mesi il valore medio delle erogazioni è calato del 20%

    I mutui continuano a rappresentare la cartina di tornasole della situazione economica del Paese: per questo, l’Ufficio Studi di Mutui.it (www.mutui.it) ha fatto il punto della situazione guardando come sia cambiato il mercato in questo annus horribilis, scoprendo che negli ultimi sei mesi i mutui si sono davvero ristretti: considerando il periodo compreso tra aprile e settembre 2011 il valore medio delle erogazioni di mutuo si è ridotto del 20%. La percentuale sale fino al 24% se isoliamo le sole richieste di mutuo per l’acquisto della prima casa.
    Questo dato, messo a confronto con la sostanziale stabilità sia del valore medio degli immobili (che oscilla, nel corso dei sei mesi, tra 240.000 e 260.000 euro), sia dell’importo richiesto (che varia da 140.000 a 145.000 euro), implica un drastico calo della percentuale finanziata. Se ad aprile 2011 le banche arrivavano a finanziare il 56% del valore dell’immobile, a settembre si fermano al 44%. In altre parole: se ad aprile il mutuo medio erogato era di 140mila euro, a settembre è sceso a 110mila euro.
    Il quadro che affiora diventa anche più fosco se consideriamo solamente le erogazioni di mutui prima casa: in questo caso, il Loan to Value (vale a dire il finanziamento ottenuto rispetto al valore dell’immobile) si riduce maggiormente, passando dal 68% al 50%. Si è scesi, in sostanza, da 155mila a 120mila euro di mutuo.
    Come interpretare questi dati? «La ragione di questa flessione nelle erogazioni – spiega Alberto Genovese AD di Mutui.it – va cercata, in primo luogo, nella maggiore diffidenza delle banche, sempre più restie a concedere mutui con LTV molto elevati, non supportati da sufficienti garanzie».
    Tasso fisso sempre più richiesto
    Complice l’incredibile clamore mediatico suscitato dal netto rialzo degli spread, le paure sul futuro del proprio mutuo sono aumentate sensibilmente, tanto da aver condotto molte persone alla prudenza a tutti i costi. Conseguenza di questa situazione è che anche se i finanziamenti a tasso variabile restano sicuramente i più convenienti nel breve periodo, l’interesse degli Italiani si sta focalizzando sempre più sul tasso fisso. Da aprile a settembre 2011 Mutui.it ha registrato un aumento del 9,34% delle richieste di mutui a tasso fisso: il netto incremento è bilanciato dal calo delle richieste di tasso variabile (-4,03%) e di tasso variabile con cap (-4,95%).
    «Se nei mesi scorsi si paventava un aumento di Euribor ed Eurirs – continua Genovese – oggi sono gli spread bancari a incutere timore nei risparmiatori e in chi è alla ricerca di un nuovo mutuo. In questa generale difficoltà comparare le diverse proposte di banche e istituti finanziatori è indispensabile per muoversi nel mercato in maniera consapevole. Le opportunità migliori esistono, e vanno cercate.»

  • Mutui.it: gli italiani cercano il loro mutuo quando sono in ufficio

    Il pensiero dell’acquisto della casa non conosce tregua e gli italiani si dedicano alla ricerca del mutuo migliore per comprare l’immobile desiderato anche mentre sono al lavoro. Secondo Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta di mutui – il 56% degli Italiani che si rivolgono alla rete per trovare l’investimento migliore per le proprie esigenze cerca il mutuo in orari d’ufficio. È questo uno dei dati che emerge dall’analisi di oltre 10.000 richieste di preventivo di mutuo giunte al sito negli ultimi mesi, grazie a cui Mutui.it ha potuto tracciare un quadro preciso dei momenti in cui si cerca online il proprio mutuo. Dai dati emerge come gli utenti del sito preferiscano comparare le diverse proposte di mutuo per la prima casa o comunque per la finalità necessaria nei momenti di maggiore lucidità, consapevoli che questo tipo di decisioni necessiti di una concentrazione più elevata. Se però l’orario lavorativo non permette pause, si rimanda la decisione al ritorno a casa: quasi nel 30% dei casi si sceglie il mutuo appena tornati a casa, dalle 19 in poi. Gli italiani che cercano online il proprio mutuo non sembrano avere nette preferenze per quanto riguarda, invece, il giorno della settimana in cui compiere la propria indagine: da martedì a venerdì si registrano sostanzialmente differenze minime. Fanno eccezione il lunedì e la domenica, che registrano notevoli cali nel numero di richieste. Evidentemente, il lunedì è un giorno troppo difficile perché si aggiunga anche l’onere della ricerca del mutuo, mentre si preferisce dedicare la domenica ad altre attività meno “impegnative”. Ecco in fine qualche curiosità. Secondo quanto rilevato dall’indagine di Mutui.it nelle prime ore della giornata si cerca il mutuo migliore soprattutto in Liguria: la percentuale dei preventivi tra la mezzanotte e le 07.00 arriva al 7%. Dedicano il momento della colazione alla ricerca soprattutto i cittadini di Basilicata, Molise e Valle d’Aosta (qui la percentuale tra le 7.00 e le 9.00 sale fino al 6%), mentre più di tutti cercano casa durante le ore del pranzo i marchigiani (ben l’8% tra le 13.00 e le 14.00). Per quanto riguarda le ricerche in orario di lavoro, guidano la classifica i cittadini della Basilicata: ben il 62% dei Lucani sceglie il proprio mutuo mentre è in ufficio, seguiti dai Lombardi e dai Sardi (entrambi con il 59%). Umbri e Trentini sembrano i più stakanovisti: la metà di loro cerca il mutuo più conveniente fuori dall’ufficio (48%), effettuando maggiormente ricerche nell’orario compreso fra le 19.00 e la mezzanotte (nel 35% dei casi); a seguire, in questa fascia oraria, troviamo l’Emilia Romagna e il Veneto, con il 32%.

  • Mutui prima casa: 11% delle richieste è da cittadini stranieri

    L’Italia sta divenendo, nonostante mille avversità, un paese sempre più multiculturale. Lo dimostrano i dati relativi ai mutui prima casa: a richiedere un finanziamento atto ad acquistare l’immobile di residenza vi sono anche diverse persone extracomunitarie. Nello specifico parliamo dell’11% delle richieste totali. Si tratta di un dato man mano andatosi consolidando negli ultimi mesi. La cifra standard? Circa 132mila euro di media, per finanziamenti che coprono almeno l’80% dell’immobile. Anche in questo caso il tasso che va per la maggiore è quello variabile, richiesto nel 54% dei casi.

    Parliamo di persone di circa 35 anni di età che sottoscrivono un mutuo della durata di 25 anni. Il campione statistico è abbastanza variegato, anche se nella percentuale a farla da padrona sono i rumeni, cittadini comunitari, che rappresentano il 33% di media delle richieste totali. Le regioni più coinvolte da questo trend quelle del nord e Centro Italia, con Lombardia e Lazio capisaldi con rispettivamente una percentuale del 25,8% e del 13,5%.

    Ovviamente, nonostante la maggior parte delle richieste sia relativa alla scelta di un mutuo che copre l’80% del valore totale dell’immobile, la formula più appetibile rimane quella del mutuo 100%, ovvero quella formula per la quale il contraente riceve una somma pari al valore totale dell’acquisto e non è obbligato a mettere da parte della liquidità da utilizzare come anticipo.

  • Mutui.it: l’11% di chi ricerca un mutuo prima casa è straniero

    Se la costruzione di un’Italia multietnica è sotto gli occhi di tutti, meno evidenti sono alcuni aspetti della progressiva integrazione della comunità straniera in Italia. Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta del mutuo – ha fatto passare sotto la lente i preventivi di mutuo prima casa compilati sul sito negli ultimi mesi, scoprendo che l’11,04% di queste arriva da cittadini di nazionalità straniera. L’immigrato che vuole comprare la sua prima casa in Italia richiede, in media, 132.000€ (pari all’80% del valore dell’immobile da acquistare), nel 54% dei casi preferisce il tasso variabile, intende impegnarsi con la banca finanziatrice per 25 anni e, al momento della richiesta del mutuo ha 35 anni. Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa, questi dati evidenziano l’interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media (165.000 contro 200.000 euro) e il bisogno di un finanziamento maggiore (mediamente si vuole finanziare solo il 75% del costo totale dell’immobile). A quanto pare, pur di comprare casa gli immigrati accettano immobili più periferici, o in condizioni peggiori, e di impegnarsi in mutui più importanti. Da dove arrivano e dove vogliono comprare casa Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri censiti da Mutui.it, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: circa 1 mutuo su 3 fra quelli richiesti da stranieri proviene da cittadini della Romania. Un dato, questo, che va contestualizzato: quella che è ormai la comunità straniera più grande d’Italia (secondo gli ultimi dati Istat, si stimano per il 2011 997.000 Rumeni in Italia, seguiti a grande distanza da 491.000 Albanesi) ha subito un incremento davvero esponenziale, soprattutto dal 2007, anno dell’ingresso della Romania nell’UE. Ecco che si spiega come mai un terzo delle richieste (il 32,5%) arrivi proprio da cittadini romeni, mentre nonostante rappresentino la seconda comunità straniera in Italia, gli Albanesi – il cui flusso migratorio è meno recente –richiedano solo il 5,73% dei mutui analizzati. In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo, il quadro che emerge tratteggia una condizione piuttosto nota: le regioni in cui vi è la richiesta maggiore sono quelle del Nord e del Centro Italia, Lombardia (25,80%) e Lazio (13,38%) su tutte. Seguono Emilia Romagna (12,61%), Veneto (11,15%), Piemonte (8,47%), Toscana (7,20%) e Friuli Venezia Giulia (3,12%). «L’acquisto della prima casa rappresenta un fattore fondamentale di radicamento nel territorio – afferma Alberto Genovese di Mutui.ite il confronto tra le offerte che diversi istituti di credito propongono aiuta anche gli stranieri ad affrontare al meglio questo complesso progetto di vita.»

  • Mutui.it: per ristrutturare casa in Lombardia si chiedono quasi 144.000 euro di mutuo.

    Quando si parla di mutuo si pensa subito all’acquisto della prima casa, ma non sempre è così. Mutui.it, il broker online per la scelta del mutuo, ha reso noti oggi i dati di un’analisi che ha preso in esame i finanziamenti richiesti dai lombardi non per comprare, ma per ristrutturare le loro case.

    Il sito ha fatto passare sotto la lente 10.000 richieste di mutuo finalizzate alla ristrutturazione, scoprendo delle cose piuttosto curiose. In primis in Lombardia si è più propensi a sottoscrivere un mutuo a tasso variabile (44% delle richieste) rispetto ad uno a tasso fisso (35% dei casi) e chi opta per il tasso variabile ( 38%). Chi richiede questo tipo di finanziamento, inoltre, è abbastanza giovane (ha quasi 41 anni), si impegna con l’Istituto Creditore per più di 20 anni (21 il valore medio) e firma un mutuo di quasi 144.000€, pari a poco più della metà del valore dell’immobile che intende ristrutturare (52,97%).

    Confrontando i dati lombardi dell’analisi condotta da Mutui.it rispetto a quelli nazionali si vede come l’importo richiesto in Lombardia sia di poco superiore a quello mediamente sottoscritto nel resto d’Italia; 144.000€ contro 142.000€; i lombardi che richiedono il mutuo per ristrutturazione hanno un anno in meno della media nazionale e anche la durata del finanziamento è un anno più breve.

    Si notano importanti differenze anche tra le singole province; se l’importo più alto richiesto in Lombardia lo si registra nella provincia di Como (oltre 168.000€), nella provincia di Milano è di poco superiore ai 140.000 euro, e il più basso è quello della provincia di Pavia dove la richiesta di finanziamento scende a poco più 124.000 euro; la più lunga durata media di un mutuo per la ristrutturazione la si ha sempre a Como (oltre 23 anni) mentre la più breve è nella provincia di Cremona, qui si superano di poco i 20 anni.
    Mutui.it ha anche indagato circa l’età a cui si richiede un mutuo per la ristrutturazione e ha scoperto che i sottoscrittori più giovani sono quelli della provincia di Lecco, che non hanno ancora 40 anni, mentre i più maturi sono gli abitanti della provincia di Pavia, che sottoscrivono un mutuo per ristrutturazione a quasi 42 anni.

    Guardando al dato della percentuale del finanziamento rispetto al valore dell’immobile da ristrutturare, colpisce come la provincia di Monza e Brianza si fermi al 49%, mentre si arriva a oltre il 58% nella provincia di Bergamo.

    «Ristrutturare può significare un cambiamento radicale al proprio immobile – afferma Alberto Genovese di Mutui.it – e questo può comportare spese elevate: ricorrere ad un mutuo rappresenta spesso la scelta più ovvia ed efficace, ma da ponderare con attenzione. Confrontando le offerte di più istituti di credito si riesce a trovare la soluzione che meglio si adatta alla propria situazione economico-finanziaria, affrontando il complesso progetto della ristrutturazione di un immobile in tutta tranquillità.»