Tag: musica d’autore

  • Il Premio Poggio Bustone compie dieci anni

    E’ online il bando per partecipare alla prossima edizione del PREMIO POGGIO BUSTONE che quest’anno giunge felicemente al suo decimo compleanno. Dieci anni di impegno assiduo e costante sul fronte della tanta musica d’autore di cui il nostro Paese è ricco. La scadenza per presentare la documentazione è il 31 marzo prossimo. Per iscriversi è necessario andare online sul sito del Premio (www.premiopoggiobustone.it), registrarsi, accedere e inviare i materiali richiesti.

    E’ confermata l’oramai consolidata collaborazione con i Forward Studios di Grottaferrata: le migliori proposte pervenute avranno accesso alle semifinali che avverranno per audizione presso questo prestigioso centro di creatività, una delle realtà professionali e tecniche più interessanti nel panorama italiano ed europeo. In occasione della finale, infine, agli artisti verrà chiesta l’interpretazione di una cover. Due interpretazioni, quindi, per dimostrare la propria arte musicale: da una parte come autori, dall’altra come interpreti.

    Ricordiamo che ai primi classificati andrà una giornata di registrazione presso i Forward Studios, ai secondi sei mesi di promozione offerti da 4Arts Spettacolo e Lavoro sul portale. Infine, ai terzi classificati il negozio di strumenti musicali Musicisti di Rieti offrirà materiali musicali per il valore di trecento euro. Come per le edizioni precedenti la Fondazione Varrone metterà a disposizione una borsa di studio di mille euro per premiare la migliore Personalità artistica.

    Fra i principali obiettivi di questo appuntamento con la nuova creatività, la valorizzazione delle capacità di artisti, singoli o band, meritevoli per le loro qualità musicali, artistiche, letterarie ed interpretative. Creando un ponte fra emergenti ed operatori del settore.

    La finale si svolgerà a Poggio Bustone a settembre 2014.

    Ricordiamo che il Premio è realizzato in collaborazione con il Comune di Poggio Bustone – Assessorato Sport Cultura e Turismo con il patrocinio della Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Rieti, 5a Comunità Montana Montepiano Reatino, Camera di Commercio di Rieti e della Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, con la partecipazione della Fondazione Varrone di Rieti.

  • AutoriTratti – Nuovo Disco “Ho imparato a Vivere”

    Ho imparato a Vivere” parla di un’avventura che per lui diventa amore mentre lei non vuole proprio saperne, ma si accorge, in poche ore, di aver imparato a vivere, che non serve più implorare perché lei ha deciso di andarsene lasciandogli per sempre questa ferita in fondo al cuore.


    La seconda traccia “
    Quante Storie” ha partecipato alla selezione del Festival di SanRemo 2010 nella sezione “Sanremo Nuova Generazione” . Parla dei problemi quotidiani che incontriamo tutti i giorni. Anche se un po’ ironici, a volte, qualsiasi cosa che facciamo, si ha l’impressione che tutto vada storto.

    Scontata la tradizione di combinare l’arte dipinta a quella sonora. La Copertina ricorda “I Sette Cantori” , una scena della scultura “La Cantoria” eseguita tra il 1431-1438 da Luca Della Robbia per il Duomo di Firenze. L’omaggio a questa opera per ricordare che già a quell’epoca c’erano musicisti e scultori che creavano opere a tema.

    L’obiettivo dell’Edizione è presentare al pubblico artisti meno conosciuti, sia nel campo musicale che in pittura e scultura, con riferimenti a percorsi dei maestri del passato che hanno lasciato grandi opere.

    L’ambizione degli AutoriTratti è di ripercorrere questi temi e mantengono nei loro testi le caratteristiche dell’amore e delle storie che ad essi si collegano. Canzoni facili da cantare, ritornelli “che entrano subito in testa”, senza mai cadere nel banale.

    Altre informazioni al Sito Ufficiale www.autoritratti.com

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  • Concerti a Roma: Musica d’autore e divertimento con Luca De Nuzzo


    Per chi ama la musica d’autore, sono in programma a Ladispoli e Roma i prossimi concerti del cantautore pugliese Luca De Nuzzo, al 18 ottobre 2008 presso il Triangolo Scaleno a Ladispoli e il 1 Novembre al Contestaccio di Roma.
    Luca De Nuzzo, cantautore di San Severo, ha vinto il premio De André nel 2004. On line potete trovare tutti i testi, le canzoni, i video dei maggiori successi dell’artista.
    Luca canta nel suo dialetto di San Severo, la lingua familiare, quella che esprime in modo speciale le emozioni, i pensieri e l’identità. Un modo di utilizzare il linguaggio che il cantante preferisce non definire “originale”, in quanto, egli ricorda giustamente che l’originalità ostentata si traduce spesso in banalità svuotata.
    Cosa affascina di questa musica e di parole sconosciute, lontane, circoscritte alla realtà di San Severo?
    Forse la spontaneità, o meglio, l’autenticità, lo sforzo di parlare, esprimersi, in modo autentico, catturando per un momento il vero e i toni della vita o dell’umanità, in un mondo sempre più sottomesso alla massificazione e alla fiction.
    Sfuggire dalla fiction per sentire e sognare in modo autentico, con quella lingua che non conosce politiche di normalizzazione, che sfugge alla formalità o all’ufficialità, che ci regala i ritmi ed i toni del racconto popolare, “a modo mio”, senza vincoli.
    In fondo, il linguaggio del popolo è da sempre simbolo di libertà d’espressione per eccellenza, la lingua madre che nasce spontaneamente e si difende nel tempo, circoscritta a piccole realtà che, tuttavia, sanno aprirsi al mondo, raccontando l’uomo, tutti gli uomini, prestandosi a catturare l’essenzialità dei pensieri.
    Le parole, le parole piene di significato dei cantanti d’autore, le parole che in qualsiasi linguaggio, ufficiale o dialettale, viaggiano per il loro peso; il linguaggio che sa trasportare con sé contenuti che non conoscono il tempo, che riescono ad affascinarci dopo anni, epoche, mode…
    Ascoltando De Nuzzo, come i grandi cantautori della storia musicale, ritroviamo il sentire autentico, l’universalità dei contenuti e, nel caso di De Nuzzo, qui, paradossalmente il dialetto esce da San Severo per diventare universale, e poi ancora “di nicchia”; paradossalmente “di nicchia”, laddove non cerca la moda, la massa, ma trasporta con sé la forza dei contenuti, la ricerca tipica di chi fa arte, la spontaneità delle espressioni e dei racconti di ieri e oggi.
    Il dialetto, con il suo sapore antico, ci tocca nel profondo, diventando espressione di quello che vorremmo dire e sentire con lealtà, abbandonando le cadenze del mondo apparente.
    Fermatevi ad ascoltare “Nonna Estela”, “I cumpàgne pe prime” (omaggio a Brassens), e tutti i brani e video su www.lucadenuzzo.com e ritrovate le note delle chitarre, delle nacchere, violini, violoncelli, bassi, che in una lingua per molti incomprensibile, arriva direttamente al cuore e alla mente, riportando i pensieri nel flusso di una giostra di sensazioni tra passato e presente.
    I giovani cantautori italiani di oggi proseguono una grande tradizione di autenticità. Le canzoni di De Nuzzo ci commuovono e divertono, trasmettendo nel contempo, una sorta di eternità dei valori, nell’anima di colui che ascolta per capire, vedere; così come vediamo e sentiamo sulle note eterne di De André, Tenco, Brel, Brassens…al di là della moda, alla ricerca di noi stessi.
    Nei limiti delle parole, e nei limiti delle note che cercano di incontrare armoniosamente le parole, i cantautori catturano per un attimo la sensazione e l’idea, per regalarcela in arte.
    “Scrivere, credo sia difficile, quando penso che, nonostante tutti questi classici, e non classici, c’è ancora tanto da dire…” – dice Luca.
    Tanto da dire, e per noi tanto da ascoltare, per divertirci, pensare ed emozionarci, al ritmo della tua terra.