Tag: moto

  • Nuovi X-MAX 250 Sport e X-MAX 125/250 ABS

    L’X-MAX series di Yamaha vede l’ingresso di 3 novità per la stagione 2011: il nuovo X-MAX 250 Sport e l’arrivo di X-MAX 125 e X-MAX 250 in versione ABS, new entry accomunate da un perfetto mix tra DNA sportivo, design Yamaha, praticità ed ottimo rapporto qualità-prezzo, caratteristiche queste che sin dal 2005 continuano a confermare l’incredibile successo di vendite di X-MAX sul mercato italiano.

    X-MAX_250_Sport1

    Nuovo X-MAX 250 Sport: design sportivo e ricca dotazione

    La gamma X-MAX, sempre più apprezzata da un pubblico vasto e trasversale, si arricchisce di un nuovo modello grazie all’arrivo sul mercato di uno scooter voluto da Yamaha per accentuare ancor di più il carisma di un maxiscooter ormai di culto, con una versione speciale Sport.

    Dedicato a chi vive e lavora in città, ma ama concedersi i propri spazi nel weekend, il nuovo X-MAX 250 Sport è il modello più sportivo di sempre all’interno della gamma X-MAX. Il brillante motore da 250 cc a 4 tempi con iniezione elettronica libera il desiderio di viaggiare, ed il nuovo design innovativo cattura da subito l’attenzione. Il parabrezza compatto dal design sportivo, la sella dalla nuova colorazione a 3 tonalità, la speciale colorazione Tech Armor, e lo schienale dedicato al passeggero, sono di serie. La strumentazione, inoltre, presenta nuovi inserti al tachimetro e grafiche Sport Edition.

    Telaio rigido e sospensioni posteriori regolabili, per una guida più sportiva

    La new entry della famiglia X-MAX è caratterizzata, come l’intera linea X-MAX, da un telaio resistente, rigido e leggero allo scopo di migliorare le prestazioni sportive e le doti di guidabilità in curva. Il doppio ammortizzatore posteriore è regolabile in 4 posizioni diverse e, insieme alla forcella a lunga escursione, garantisce l’assorbimento delle asperità durante l’attraversamento delle superfici più irregolari. Gli pneumatici dal grande grip, montati su cerchi da 15” all’anteriore e 14” al posteriore assicurano grande stabilità. Il freno a disco anteriore da 267 mm con pinza a due pistoncini e il freno a disco posteriore da 240 mm assicurano frenate decise e maggiormente sicure, indispensabili nel traffico.
    L’efficiente motore a 4 tempi di ultima generazione garantisce rapidità negli spostamenti cittadini ed un risparmio di carburante. Il rapporto peso-potenza equilibrato offre lo spunto per rapide accelerazioni da fermo ed allunghi per lasciarsi il traffico alle spalle. Il raffreddamento a liquido garantisce un rendimento costante del motore mentre l’iniezione elettronica contiene al minimo i consumi.

    X-MAX_250_Sport2

    Comfort e capacità di carico

    Il comfort per il pilota è di livello superiore inizia dalla collocazione delle pedane che permettono una posizione di guida naturale e rilassante. L’altezza da terra consente di appoggiare rapidamente i piedi quando serve. Il cupolino monoblocco libera spazio a favore del pannello strumenti, ampio e di ottima leggibilità. La strumentazione è ispirata a quella delle “sport car”. I quadranti digitali e analogici sono retroilluminati, Tutte le informazioni si leggono all’istante sia di giorno che di notte. La presenza del contagiri assicura, inoltre, un ulteriore tocco di sportività.
    Notevole è la capacità di carico garantita dalla spaziosa doppia sella, confortevole anche nei viaggi più lunghi, all’interno della quale è possibile ospitare un volume di carico superiore a quello di due caschi integrali.
    Dietro lo scudo, ancora, l’utile vano portaoggetti tiene al sicuro, e sempre a portata di mano, diversi oggetti.

  • DUE RUOTE: ECCO GLI ECOINCENTIVI

    Il ministero dell’Ambiente, Confindustria ANCMA (associazione nazionale ciclo motociclo accessori), in collaborazione con l’ADA (associazione demolitori autoveicoli) e la CIVES (commissione italiana veicoli elettrici stradali), hanno sottoscritto un accordo per lo stanziamento di 15 milioni di euro di fondi allo scopo di favorire l’eliminazione dalla circolazione dei motorini piu’ vecchi ed inquinanti.

    Dunque dal 11/6/2007, è possibile usufruire degli ecoincentivi per la rottamazione di tali mezzi e per il riacquisto di motorini non inquinanti, di ultima generazione, nonche’ di biciclette e mezzi elettrici.

    IL TESTO DELL’ACCORDO

    La persona fisica o giuridica residente o avente sede in Italia che demolisce un ciclomotore euro zero (*) -o comunque costruito fino a tutto il 2001, con esclusione degli Euro 2- puo’ ottenere:

    – la demolizione gratuita (presso i demolitori convenzionati, vedi sotto), anche senza riacquisto;
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 250 euro per acquisto bicicletta (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 1.000 euro per acquisto motociclo o quadriciclo a trazione elettrica (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 700 euro per acquisto ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita (*);
    – un incentivo del 20% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 500 euro per acquisto ciclomotore ibrido (*);
    – un incentivo del 15% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 300 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o a basso consumo (fino a 2,3 lt per 100 km) (*);
    – un incentivo dell’8% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 150 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a due tempi (*);

    Tali incentivi possono essere goduti fino al 31/12/2007 e sono calcolati -per la parte percentuale- sul prezzo finale di listino comprensivo di IVA.

    (*) Nota sulle definizioni:
    I ciclomotori -in generale- sono definiti dall’art.52 del c.d.s. come “veicoli a motore a due o tre ruote aventi motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico e capacita’ di sviluppare su strada orizzontale una velocita’ fino a 45 km/h”;
    Per quanto riguarda l’esatta definizione di “quadriciclo elettrico”, “motociclo elettrico”, ciclomotore elettrico”, “ciclomotore ibrido”, “biciclette a pedalata assistita”, etc. si veda il testo dell’accordo all’art.2, riportato nei link in calce alla scheda.

    I ciclomotori da demolire dovranno essere consegnati ad un demolitore autorizzato che abbia aderito all’iniziativa.
    La procedura per la rottamazione è diversa a seconda che si acquisti un nuovo mezzo o meno.
    – Se contestualmente alla rottamazione si acquista un nuovo mezzo, e’ il concessionario-venditore a concedere l’incentivo sotto forma di sconto nonche’ ad anticipare le spese di rottamazione.
    – Se si rottama il mezzo senza riacquisto, la rottamazione e’ gratuita (viene erogata dal ministero direttamente al demolitore), ma la consegna al demolitore autorizzato, la cui lista completa si può consultare sul sito dell’ADA (associazione demolitori autoveicoli), deve avvenire a cura del proprietario del mezzo.

    Va in ogni caso presentata, all’atto dell’acquisto o della semplice demolizione, un’apposita richiesta redatta secondo un modulo predisposto dal ministero e dall’ANCMA da compilarsi a cura del proprietario del mezzo da demolire. Alla stessa vanno allegati:
    – copia del certificato di idoneita’ tecnica del ciclomotore da rottamare;
    – copia del documento di identita’ del richiedente;
    – copia del pagamento del bollo del ciclomotore rottamato relativa all’anno in cui si fa la richiesta o a quello precedente;
    Un fac-simile del modulo puo’ essere trovato nel testo dell’accordo sul sito www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/accordo-incentivi-motorini.pdf , all’allegato 4.

    LA PROROGA

    Il 29 febbraio 2008 è entrata in vigore la Legge Milleproroghe che dal 1 marzo fino al 31 dicembre, offre un contributo di 300 euro e l’esenzione dalle tasse automobilistiche per un anno, che si aggiungono alla copertura del costo della rottamazione, fino a 80 euro per gli scooter e a 30 per i motorini: agevolazioni concesse a chi acquista un motociclo nuovo Euro3 e fino a 400 c.c. di cilindrata e, contestualmente, rottama uno scooter o un motorino Euro0.

    Il nuovo incentivo sostituisce quello introdotto dalla Finanziaria 2007, che prevedeva l’esenzione dal bollo per cinque anni e la copertura del costo della rottamazione fino a 80 euro. L’avvicendamento porterà, secondo Confindustria Ancma, alla rottamazione di 130mila veicoli e all’incremento delle vendite del 10-15%.

  • INCENTIVI MOTOCICLI

    Uno stanziamento di 12 milioni di euro, previsto dal Governo per la domanda di moto e scooter nel 2010 Da domani i concessionari potranno inoltrare la richiesta allo Stato per accedere a tale incentivo . 10 milioni saranno destinati ai mezzi a motore classici, mentre 2 milioni sono riservati ai veicoli elettrici e ibridi.

    Gli incentivi, si prevede, sosterranno le vendite dei mesi di aprile e maggio, garantendo uno sconto di 400 euro all’acquisto di circa 30.000 due ruote targate. Esclusi dal bonus i mezzi di 50 centimetri cubici che godranno dello stanziamento partito nell’ottobre del 2009. A disposizione circa 2 milioni di euro.

    I concessionari, chiamando un call center predisposto da Poste Italiane (previa registrazione) potranno richiedere la disponibilità del bonus economico fornendo gli estremi del cliente che usufruisce dell’incentivo.

    Possono usufruire degli incentivi governativi tutti gli scooter Euro 3 e le moto Euro 3 con cilindrata superiore ai 50 cc e potenza massima fino a 70 kilowatt (pari a 95,2 cavalli). Questi veicoli godono di uno sconto del 10%, fino a un tetto massimo di 750 euro.
    I veicoli con alimentazione elettrica o ibrida vedono raddoppiare gli incentivi, che possono arrivare sino al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 1.500 euro.

  • L’IMPORTANTE SCELTA DEL CASCO OMOLOGATO

    Ormai già dal lontano 30 marzo 2000 tutti i motociclisti, senza differenza tra maggiorenni o minorenni, in sella a un ciclomotore da 50cc o a una maxi moto, sono obbligati ad indossare un casco omologato.

    La novità, rispetto alla normativa precedente, è che anche i maggiorenni alla guida di un 50cc devono indossare il casco. Chi non rispetta la nuova norma va incontro al sequestro del mezzo e al pagamento di una multa che può andare da un minimo di 36€ a un massimo di 148€. Inoltre i caschi che lasciano scoperte le orecchie non sono più considerati come omologati.

    Dunque bisogna fare attenzione al casco che si acquista!

    I caschi si dividono sostanzialmente in tre famiglie: i jet, gli integrali e i trasformabili.

    CASCO JET: La calotta è aperta davanti e lascia scoperto tutto il viso. Senza ombra di dubbio è il casco più comodo, perché anche chi indossa gli occhiali non è costretto a toglierseli per indossarlo e, generalmente, è anche più leggero e più economico. In commercio è possibile trovare diversi modelli di caschi jet, che possono essere più aperti o più chiusi, con la calotta che arriva a proteggere le guance e la mandibola, o dotati anche di visiera trasparente, molto utile quando piove e nella stagione fredda, che si può sollevare quando non serve.
    Il difetto di questo tipo di casco, soprattutto nei modelli più aperti, è che non protegge il viso, la mandibola, gli occhi. In caso di caduta ripara soltanto la testa e il viso è esposto agli oggetti che si possono sollevare dagli altri veicoli.

    CASCO INTEGRALE: Copre completamente testa e viso. È il tipo di casco più sicuro visto che offre la migliore protezione per testa e viso. È indispensabile se si viaggia in autostrada o su strade veloci come tangenziali e superstrade, per proteggersi dall’aria, dal rumore e per assicurarsi la massima protezione in caso di caduta e da oggetti sollevati da altri veicoli. Le visiere sono generalmente realizzate con materiali resistenti come il policarbonato, in grado di resistere agli urti come per esempio un sassolino.
    Il costo è sicuramente più alto di quello di un casco jet, inoltre è più scomodo da indossare ed è fastidioso soprattutto nella stagione calda anche se alcuni modelli sono stati dotati di sofisticati sistemi di ventilazione che funzionano soltanto in velocità.

    CASCO TRASFORMABILE: È uguale ad un integrale ma la parte anteriore, la mentoniera, è sganciabile e sollevabile: così si trasforma in un jet. Questo tipo di casco riesce ad avere i vantaggi del casco jet e del casco integrale visto che si indossa come un jet e si può chiudere come un integrale abbassando la mentoniera.
    Il peso è leggermente superiore di quello del casco integrale a causa dei meccanismi di apertura, stesso discorso vale per il prezzo.

    I materiali per la costruzione dei caschi sono il policarbonato o le fibre composite. La scelta del tipo di materiale utilizzato per realizzare la calotta esterna del casco riguarda soprattutto la leggerezza e il prezzo. Ai fini della sicurezza, tutti i materiali superano i test dell’omologazione. Le fibre composite, in genere kevlar, carbonio, vetro, pesano meno ma costano di più.
    Entrambi i materiali sono molto resistenti e non obbligano il motociclista a una sostituzione ogni tot di tempo. Un casco ben tenuto può durare anni, anche se comunque l’invecchiamento lo può rendere meno sicuro e dopo alcuni anni (3/5) è meglio sostituirlo con uno nuovo. Se il casco ha ricevuto un colpo è meglio verificare se la calotta abbia subito danni: dopo una caduta è meglio sostituire il casco con uno nuovo anche se i segni visibili si limitano a graffi superficiali.

    Durante la scelta del casco è di massima importanza il fattore misura. Un casco che calza bene è anche più comodo: il casco deve fasciare bene la testa, in modo da stringere uniformemente. Se è troppo piccolo stringe e diventa insopportabile e se è troppo largo si appoggia soltanto in alcune parti della testa creando dolori localizzati. Inoltre un casco troppo largo è pericoloso: in caso di urto o di caduta non segue la testa ma un movimento tutto suo, magari ruotando e costringendo la testa a un movimento che può portare a danni seri al collo.
    Per scegliere il casco della misura corretta è sufficiente, una volta indossato, ruotare la testa da un lato all’altro: se il casco si muove appena ruotando con un leggero ritardo rispetto alla testa, la misura è giusta. Attenzione a non acquistare un casco troppo comodo: l’imbottitura tende a schiacciarsi con l’uso e il casco comodo da subito diventa irrimediabilmente troppo grande e quindi scomodo e pericoloso.
    Un altro trucco per vedere se la taglia è giusta sta nell’inclinare in avanti la testa e tentare di scalzare il casco allacciato tirando dalla parte posteriore, quella vicina alla nuca. È la condizione più probabile di scalzamento del casco: spesso un casco che sembra di giusta misura con questa manovra si sfila dalla testa, offrendo quindi protezione nulla in caso di urto. Anzi, rischiando di provocare lesioni alle vertebre cervicali.

    Dal 1986 ad oggi si sono susseguiti in relazione alla normativa europea ECE/ONU gli emendamenti n° 02, 03, 04 e 05 (attualmente in vigore) sull’omologazione dei caschi.

    Ogni casco conforme ad un tipo approvato deve possedere una marcatura chiaramente leggibile ed indelebile come pure il marchio di fabbrica e l’indicazione della dimensione.

    omologazione_casco

    Il segno d’omologazione è composto da un cerchio dentro del quale si trova la lettera E, seguita dal numero distintivo del paese che ha accordato l’omologazione, e del numero d’omologazione. L’etichetta deve essere cucita sul sistema di ritenzione del casco.

    Il segno d’omologazione qui rappresentato segnala che il tipo di questo casco è stato approvato conformemente al regolamento europeo in Italia(E3) sotto il numero 051406/J.

    Le prime due cifre di questo numero segnalano che l’omologazione è stata accordata conformemente alle prescrizioni del regolamento che appartiene alla serie 05 (i caschi commercializzabili oggi sono della versione 04 e 05, ma chi fosse in possesso di un casco con una versione di omologazione antecedente ossia, 01, 02 o 03 potrà continuare a utilizzarlo) e che il numero di serie di produzione è 1406/J. Segue, dopo un trattino, il numero d’omologazione.

    Questi caschi possono naturalmente essere stato approvato conformemente al regolamento n° 22-04 o 22-05 dall’altro paese europeo firmatari, cioè:

    E1 – Germania
    E2 – Francia
    E3 – Italia
    E4 – Paesi Bassi
    E5 – Svezia
    E6 – Belgio
    E7 – Ungheria
    E8 – Cecoslovacchia
    E9 – Spagna
    E10 – Jugoslavia
    E12 – Austria
    E13 – Lussemburgo
    E14 – Svizzera
    E16 – Norvegia
    E17 – Finlandia
    E18 – Danimarca

  • Ducati Monster 796

    Completa la gamma Monster, con motorizzazione intermedia e prestazioni superiori alla 696, la Ducati monster 796. Con look e allestimento sportivi pari al 1100, 8.990 euro e si ha una naked ,brillante sia nello scatto che in ripresa, ma facile da guidare ed esteticamente accattivante. Tre i colori base disponibili, più tre art (arancione, lilla e giallo) e altri sette del programma “Logomania”.

    Il motore “796” è la stessa unità da 803 cc con carter alleggeriti e una fluidodinamica migliorata per ridurre i consumi. La potenza cresce a 87 CV a 8.250 giri. Il Monster 796 rinuncia alla frizione a secco in favore di una più pratica e morbida frizione in bagno d’olio del tipo APTC, caratterizzata da uno sforzo alla leva ridottissimo e dall’azione antisaltellamento, con beneficio anche per la rumorosità meccanica.

    La struttura è composta da telaio misto – in acciaio e alluminio – e monobraccio. Variata l’altezza da terra, aumentata di 30 mm, che rende possibile un angolo di piega di 46° contro i 42° della 696.
    Pneumatici 120/70-17″ e 180/55-17″. Brembo l’impianto frenante, con dischi da 320 mm e 245 mm e pinze anteriori radiali a 4 pistoncini.

    Interessanti le novità riguardanti l‘ergonomia. La sella è più in basso di 10 mm e il manubrio è più in alto di 20 mm, per conferire una postura del busto più eretta. Le leve di freno e frizione sono regolabili su 4 posizioni. Maggiore il comfort di marcia.

    Al pari della 696 e della 1100, il nuovo Monster 796 è una moto leggera: il peso dichiarato è di appena 167 kg, intermedio tra i 169 kg della 1100 e i 161 della 696. Buono il livello delle finiture. Cablaggi e tubazioni sono nascosti e ben fissati e sia gli specchi retrovisori che frecce e portatarga sono solidi e scevri da eccessive vibrazioni. Il gruppo anteriore a tripla luce rimane uno segni distintivi del Monster insieme al doppio scarico conico ai lati del codone. Di gran comodità la strumentazione completamente digitale predisposta per il DDA (Ducati Data Analyzer), funzionante anche come cronometro. Immancabile infine la luce posteriore a led, luminosa e ben inserita nella linea del posteriore.

    Su strada il Monster 796 risulta più dotato sorella 1100 grazie anche al motore di cilindrata inferiore. Fluido nell’erogazione e pronto nella ripresa anche con le marce alte, grazie alla migliore “respirazione” che ha portato alla crescita della potenza fino a 87 CV. La posizione in sella è confortevole.
    Morbidissima la frizione, il Monster 796 si rivela una moto ideale sia per i neofiti che per i conduttori meno alti o di “mano piccola”, con un occhio di riguardo per il pubblico femminile.
    Ottima la frenata. La versione con ABS ha dimostrato tutta la sua validità sui fondi lisci, mentre sui tratti più dissestati può allungare gli spazi di frenata.

    Il prezzo è di 1.000 Euro superiore a quello del Monster 696 e di circa 2.200 Euro inferiore a quello del Monster 1100o. Optionale l’ABS: 9.690 euro per la versione con l’antibloccaggio dei freni.

  • Kawasaki Ninja ZX-10R 2010

    La Kawasaki, per la versione 2010 della sua moto di punta la Ninja ZX-10R, ha proposto un restyling generale rispetto al modello precedente.
    Si parte con la linea, che grazie alla nuova carena anteriore, ad una scocca minimalista e una marmitta ridisegnata, è più leggera e armoniosa nell’aspetto esteriore, senza che ne venga intaccata, però, la guida aggressiva da pista.
    Il serbatoio scolpito e svasato, da un lato dona fluidità alla Ninja e dall’altro è più pratico per chi la guida, sopratutto per quanto riguarda il posizionamento delle gambe, permettendo al pilota di cambiare velocemente posizione a seconda delle situazione.
    Il motore è un quattro cilindri in linea, sedici valvole, raffreddato a liquido da 998 cm cubici, da 188cv, o 200cv in presenza dell’airbox, a 12500 giri.
    Questo è inoltre gestito elettronicamente tramite il Kawasaki Ignition Management System che aiuta il pilota a regolare la potenza del motore e i suoi stessi movimenti, andando a correggere il tiro quando necessario, rendendo così la moto più governabile in uscita di curva, permettendo a chi la guida di aprire e accelerare prima e in maniera più corretta.
    La ZX-10R è dotata per la parte anteriore di una forcella invertita da 43 mm completamente regolabile, mentre la parte posteriore è equipaggiata di un ammortizzatore con smorzamento in compressione separato che aiuta le prestazioni sulla pista.
    Le sospensioni sono state create in modo tale da evitare il saltellamento della moto, con una tenuta di strada sempre ottimale.
    La ZX-10RL ha inoltre di pinze ad attacco radiale Tokico, molto precise, con pistoncini in alluminio estremamente leggeri e monta gomme da 120/70zr17 davanti e 190/55zr17 dietro, con cerchi in lega a razze sdoppiate.
    La versione 2010 della Ninja è disponibile in due colori: la classica verde e bianca con i cerchi neri e nera con i cerchi dorati.
    Dunque ai centauri appassionati della “verdona”, non resta che sgommare verso il concessionario più vicino e provare su strada le meraviglie della nuova Ninja.

  • Honda CBF 1000 2010

    CBF 1000 non è solo sinonimo di sicurezza e garanzia. Il suo aspetto classico e senza fronzoli ne rispecchia l’alta qualità in termini di motorizzazione, guidabilità e comodità. Sempre vivao il forte spirito da “viaggiatore in sella”, nel 2010 la Honda decide di rinnovarne lo stile esteticamente e meccanicamente, presentandosi in una veste nuova e accattivante.

    Un telaio tutto nuovo in alluminio rende la CBF ancora più leggera e maneggevole, mentre per quanto riguarda il motore, viene migliorata la sua usabilità e aumentata la potenza. Il propulsore è il tradizionale 4 in linea, con aumento del rapporto di compressione e potenza massima fino a 9cv.

    La schiena risulta piatta e regolare, a favore di un utilizzo snello e semplice. Una nuova iniezione elettronica PGM-FI riduce i consumi, favorendo l’erogazione fluida del motore.

    Il telaio, affiancato da una ciclistica tradizionale, è tutto nuovo: una forcella anteriore telescopica da 41mm e nel posteriore un forcellone più robusto affiancato ad un mono con regolazione del precarico, per una gestione ottimale dell’assetto a pieno carico e per la guida sportiva. L’interasse, compatto, garantisce maneggevolezza e lstabilità. ABScombinato di serie.

    Esteticamente possiamo cogliere il tocco sportivo tipico delle Honda, affiancato dalle più tradizionali caratteristiche della gamma di moto da pista. Nuovo cupolino e un codino che presenta il gruppo ottico della Hornet. Lo scarico ora è singolo. Le forme rimangono simili, ma le migliorie si notato e ne fanno la differenza.

    Gli accessori in dotazione sono numerosi e per ogni gusto: dalle borse laterali in due dimensioni, all’antifurto a basso consumo, il telo dedicato e le manopole riscaldabili.

    Le colorazioni disponibili sono: Quasar Silver Metallic, Pearl Nightstar Black, Pearl Cool White e Pearl Amber Yellow.

  • Assicurazione.it: caro tariffe? I motociclisti si assicurano sul web.

    Milano, Giugno 2010 – L’estate sembra finalmente arrivata e gli italiani all’automobile preferiscono le due ruote, soprattutto ora che in tanti hanno sfruttato gli incentivi per l’acquisto di scooter e moto. I centauri italiani hanno saputo anche trovare un rimedio ai rincari delle tariffe RC Moto, arrivati a superare il 30%, e hanno scoperto di poter risparmiare grazie al web.

    Secondo quanto è stato reso noto oggi da Assicurazione.it, primo comparatore online del nostro Paese, ogni mese sono più di 15.000 i motociclisti che si collegano alla rete per confrontare i preventivi delle compagnie assicurative e trovare la polizza più adatta alle proprie necessità.

    La moto è spesso il secondo mezzo di trasporto posseduto e, pertanto, risparmiare diventa fondamentale. Questo è uno dei motivi principali per cui i motociclisti si rivolgono al web; “Confrontare i preventivi online”, ha dichiarato Alberto Genovese, CEO di Assicurazione.it, “ha permesso a chi si è rivolto a noi per assicurare la propria moto, di risparmiare fino a 200 euro sulla sola polizza RC”.

    La passione per le due ruote è piuttosto trasversale nel nostro Paese, ma a essere ricorsi al web per assicurare la propria motocicletta sono stati in maggioranza gli uomini (oltre l’85%), e i residenti in Lazio e Liguria.

    “Abbiamo cominciato a confrontare i preventivi per la RC Moto”, ha continuato Alberto Genovese, “poco più di un anno fa. Spesso si ritiene, a torto, che per le moto non esistano grandi differenze fra le proposte delle Compagnie, invece, anche in questo caso non esiste un’assicurazione che sia migliore in assoluto. Per le due come per le quattro ruote, esistono migliaia di profili possibili e pertanto non può esistere un’unica soluzione per tutti.”

    Oltre alla semplice RC Moto, su Assicurazione.it, scelto dalla Commissione Europea come case history di eccellenza proprio per la trasparenza nei confronti dei consumatori, è possibile, con un solo clic, scegliere anche le principali coperture aggiuntive come la Tutela Legale, la copertura Furto e Incendio e l’assistenza stradale.

  • ITALIA – GIAPPONE IN QUAD – Luglio 2010

    CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad è la nuova sfida che Danilo Carnevali è determinato a portare a termne nel Luglio 2010. Un viaggio in quad dall’Italia al Giappone inseguendo un sogno.

    Mancano pochi mesi alla partenza di quello che si annuncia come un’avventura oltre ogni confine: a Luglio 2010 Danilo Carnevali partirà dall’Italia in sella al suo quad e attraversando 10 nazioni percorrerà, in solitaria, 15.000 Km, obiettivo Monte Fuji in Giappone.

    Non è mai stato tentato un viaggio in quad in solitaria per una percorrenza
    così imponente: CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad si prospetta come un’avventura al limite, attraverso zone impervie e difficili, paesaggi meravigliosi e territori incontaminati. Una sfida con sè stesso, per Danilo Carnevali che attraverserà Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Bielorussia, Russia, Mongolia, Cina, Corea del Sud e Giappone in meno di un mese.

    L’obiettivo della missione CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad è dimostrare che non bisogna essere degli eroi e che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni. La sua impresa è andare lì, nella patria dei samurai, arrivare sulla cima del monte Fuji: per realizzare questa missione servirà impegno e determinazione, ma Danilo Carnevali ha accettato la sfida.

    CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad fa seguito alla prima impresa portata a termine da Danilo Carnevali, in Mongolia nel Luglio 2008. La missione Italia – Mongolia (Ulan-Baator) ha visto il protagonista, Danilo Carnevali, percorrere 9500 km in sella al suo quad Kawasaki KVF 650 V Twin Brute Force, raggiungendo Ulan Baator (Mongolia) in soli 18 giorni.
    Il viaggio è stato documentato a livello amatoriale da Agostino Camillini e Ida Donninelli, che costituivano lo staff della prima missione.

    La nuova avventura di CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad è destinata a segnare il nuovo guinness dei primati come il più lungo viaggio in quad realizzato in un solo mese.

    DANILO CARNEVALI: il protagonista della missione
    Danilo Carnevali, 46 anni, si è sempre distinto per la sua determinazione nel portare a termine i propri progetti e per il suo continuo mettersi in gioco.
    Danilo Carnevali è una persona energica e poliedrica: titolare di una Agenzia di Security da oltre vent’anni, organizza corsi per la figura di assistente al pubblico a livello nazionale, è paracadutista provetto e un grandissimo appassionato di quad. Da sempre affascinato dal Giappone, dalla sua storia, e dalle sue filosofie di pensiero e di vita, Danilo Carnevali, maestro di arti marziali, cintura nera di Karate 4° dan, si dedica alla meditazione e all’insegnamento presso la palestra Ronin-Kai Karate Contact a Urbino (PU), dal 1984.



    Per ulteriori informazioni e richieste di immagini:


    Alice Panti

    Ufficio Stampa

    [email protected]

    cel.+39 320 1116583

    CERCANDO LO YETI – Italia > Giappone in Quad

    www.cercandoloyeti.com

  • A REGGIO CALARIA INAUGURAZIONE DELLA SEDE UNIFICATA DEL FERRARI CLUB E DELL’ARCOBALENO VW2005


    Lunedì 20 ottobre 2008 alle ore 18.30, in Via del Gelsomino 45 (a 100 metri dall’edicola CEDIR lato monte), a Reggio Calabria, sarà inaugurata la nuova sede unificata dell’Associazione Arcobaleno vm 2005 e dello scuderia Ferrari Club di Reggio Calabria.

    L’evento e’ la naturale prosecuzione ed il giusto riconoscimento per la duplice opera svolta sin qui dal sodalizio reggino, impegnato nell’organizzazione di grandi eventi sportivi come appunto il Motorshow e nella profonda opera di sensibilizzazione sociale che parallelamente alla prima l’associazione persegue con una importante ricaduta sul tessuto sociale della città.

    All’importante evento parteciperanno autorità istituzionali e sportive ed anche numerosi tifosi del mitico cavallino rampante.

    Il presidente Vincenzo Moscato e l’intero staff dell’associazione pertanto invitano tutti ad essere partecipi e testimoni al tempo stesso di un evento importante e prestigioso non solo per la città, ma per l’intera Regione ed il Meridione

    Appuntamento quindi lunedì 20 ottobre ore 18,30 via del gelsomino 45 zona Cedir a Reggio Calabria.