Tag: morte

  • L’ultimo saluto

    Il servizio di onoranze funebri a Saronno si distingue per la presenza di un operatore serio, realmente al fianco delle famiglie del defunto, Ferrario. Il grado infatti di professionalità di Roberto Ferrario che ha uffici a Gerenzano e Saronno, si misura in termini di tempestività, affidabilità ma pure versatilità nell’affrontare le diverse casistiche della morte.

    Con tutte le molteplici esigenze che ne derivano: trasporto, esequie, ricomposizione e vestizione della salma, arte funeraria di qualità addobbi floreali.

    E ci sono momenti e momenti. La fine a volte arriva a seguito di un calvario, un percorso di sofferenza per se stessi e per i propri cari. Si dice… arriva una liberazione. Ma quanto dolore!

    Quando arriva all’improvviso, spesso a seguito di un incidente stradale, la morte si deve affrontare con un forte supporto psicologico a favore della famiglie del de cuius. L’incidente come ogni causa di morte porta una casistica precisa di dolore, di sofferenza condivisa, di pianto, ma pure di confronto e di conforto. Basta uno sguardo, una carezza e più di mille parole un animo affranto, un fiato spezzato possono trovare nuovo vigore. Chi accompagna alle esequie svolge un ruolo delicato ma centrale, presente ma discreto, umile eppure regale.

    E alla fine l’ultimo saluto a un proprio caro diventa il battesimo, l’inizio di una nuova vita più matura, più consapevole, più vera. Il servizio di onoranze, che cura personalmente Roberto Ferrario ha in sé questo sano mix di esperienze e di professionalità che si esprime in un lavoro rigoroso e in uno spirito partecipe.

    Ferrario ha predisposto un numero verde: 800904108 operativo 24 ore anche per chiamate internazionali:

    il miglior modo per dimostrare la professionalità e l’efficienza del servizio.

  • ELVIS PRESLEY, IL RE DEL ROCK, NELLE FILA DELL’FBI

    di Irene Conti

    L’unico e vero Re del Rock è stato e sarà sempre Elvis “the Pelvis” Presley, così chiamato per il suo modo particolare di muovere il bacino. Nacque nel 1935 e divenne famoso negli anni ’50 come cantante e attore. La sua fama si espanse dappertutto e venne incoronato come “Re del Rock ‘n Roll”, di cui ancora detiene lo scettro. Tantissimi hanno provato ad imitarlo ma nessuno ha mai avuto la sua carica, il suo sex-appeal, la sua voce particolare. “Un bianco con la voce da nero”, come lo definì Louis Armstrong. Della sua carriera si sa tutto, ma in questi giorni è stata data la notizia che Elvis chiese all’allora Presidente degli USA Nixon, di arruolarlo nell’FBI. Il 21 Dicembre 1970, mentre era a bordo di un aereo dell’American Airlines, con rotta verso Washington, su dei fogli di carta intestata della Compagnia aerea, scrisse una lettera molto particolare al Presidente degli Stati Uniti. Cinque fogli scritti con una sintassi che lasciava molto a desiderare, con le maiuscole messe a caso, in cui dissertava su argomenti politici interni, sull’America e i suoi valori, sulle minacce, a suo dire, verso la nazione da forze invisibili ma forti, come il comunismo, la droga, le Black Panters, gli studenti, ma soprattutto i Beatles. Nella lettera, inserita in un libro che il giornale americano Daily Mail ha anticipato, Elvis chiedeva di essere nominato agente segreto presso l’FBI, nel reparto Narcotics and Dangerous Drugs, ed essere in prima linea nella lotta contro la criminalità che il paese stava combattendo. Anche se egli stesso faceva uso di droghe (barbiturici, anfetamine e simili) il cantante riuscì a convincere Nixon con degli argomenti molto persuasivi. Aveva studiato a fondo ciò che l’abuso di droghe comportava; tutte le tecniche di lavaggio del cervello che, a suo avviso, i comunisti stavano perpetrando, e i Beatles tra i nemici peggiori, in quanto guadagnavano molti soldi in America con le tournée e poi diffamavano e calunniavano gli Stati Uniti. Essendo un artista, poi, non avrebbe destato sospetti e avrebbe potuto agire indisturbato. Elvis Presley volle consegnare personalmente la lettera all’ingresso della Casa Bianca e andò in albergo ad attendere la risposta, dove si era registrato sotto il nome di Jon Burrows. Nixon, quando lesse la lettera, indisse una riunione nel famoso Studio Ovale. Dopo un’accesa discussione Presley fu invitato alla Casa Bianca dove fu assoldato come agente federale. A quanto pare Presley, però, non catturò nessun nemico. L’Archivio dell’FBI rivela il particolare rapporto tra il cantante e tutto il “sistema del potere” americano. I Files dell’FBI svelano anche delle registrazioni riguardanti lettere scritte dai fans per commentare le sue performances, filmati, documenti circa delle minacce di morte e che fosse il bersaglio di estorsioni. Tutte queste notizie sono state raccolte in un dossier di circa 683 pagine, oggi digitalizzate su dei CD-ROM. Thomas Fensch, che ha scritto il libro “The FBI Files On Elvis Presley” (I files dell’FBI su Evis Presley), all’interno, in accordo proprio col “Bureau”, dichiara che i testi sono datati in un periodo che va dal 1956 al 1981e rappresentano un : “ microcosmo [di Elvis Presley] dietro le scene della vita”. L’FBI, a quanto pare era molto interessato alla morte del cantante, le circostanze in cui era avvenuta, le cause, la probabilità che Elvis fosse vittima di una “lista nera” e in particolare, proprio, il bersaglio di estorsioni da parte di un dottore Sudafricano, un certo Laurenz johannes Griessel-Landau. La vita e, specialmente, la morte di Elvis, è stata sempre avvolta da un alone di mistero. Queste notizie uscite sui media circa l’arruolamento del Re del Rock nelle fila dell’FBI; i dossiers del Bureau su di lui datati fino al 1981, quando Elvis era già morto da 4 anni; la sua stessa morte su cui non è mai stata fatta totale chiarezza, lasciano ancora molti dubbi e tante domande senza risposta. Notizie, casualmente, uscite all’indomani dell’anniversario della sua morte avvenuto il 16 agosto 1977.

  • “Morte2 ovvero i migranti e la morte”, il libro di Marco Saverio Loperfido in ebook

    E’ uscito in ebook il libro di Marco Saverio Loperfido “Morte2 ovvero i migranti e la morte”, edito da Esserre Press. Un saggio frutto di studi e ricerche dettagliate dell’autore, che si è dedicato ad affrontare tematiche non facili sul mondo dei migranti.

    “Migrante” e “Morte” sono due termini che identificano due realtà molto studiate e conosciute dall’analisi sociologica, filosofica ed antropologica, eppure per la relazione che intercorre tra di esse siamo di fronte ad un vero e proprio “rimosso”, ad un vuoto teorico e istituzionale. E’ urgente quindi porre attenzione alle dinamiche che scaturiscono dal loro intrecciarsi, ai nuovi sguardi di cui si arricchiscono i due termini se confrontati tra di loro. Ma l’urgenza ha anche un altro motivo d’essere, il più importante: se la morte, in tutta la pluralità delle forme che può assumere, per chiunque, è destabilizzante e apportatrice di sofferenza, per il migrante, lontano da casa e privo degli strumenti sociali che leniscono il dolore e che lo supporterebbero nell’instabilità, essa è un dolore “amplificato”, “maggiorato”, appunto una “Morte2”. Affrontare queste due tematiche nella loro interrelazione, come si fa in questo libro, è dunque una questione, prima ancora che teorica o istituzionale, prettamente “umana”.

    Marco Saverio Loperfido, laureato in Filosofia presso l’Università La Sapienza e Dottore di Ricerca in Servizio Sociale presso l’Università Roma Tre, si occupa dei fenomeni migratori nella Tuscia Laziale, utilizzando l’approccio metodologico proprio della sociologia visuale, maturato anche grazie alle sue esperienze lavorative come documentarista.

    È membro e partecipa alle attività del Laboratorio sul “Pluralismo Culturale (PLUC) ” dell’Università di Roma Tre, dove è cultore della materia presso la cattedra di Sociologia dei processi culturali. Coordina le attività culturali del Gruppo Archeologico Roccaltìa. Ha pubblicato articoli su riviste (Rassegna di Servizio Sociale), saggi in volumi (La docufiction ‘Italian Sud-Est’) ed è autore (con C.C. Canta e altri) di una monografia sociologica (Laicità in dialogo. I volti della laicità nell’Italia plurale).

    Il libro si può acquistare in ebook al link: http://www.net-ebook.it/ebooks/45257/Morte-2-Ovvero-i-migranti-e-la-morte.aspx

  • Un Flash Mob Teatrale nel centro di Milano per celebrare le ‘cose cattive’

    Un modo inusitato per rappresentare la crisi dei valori davanti ad un pubblico reale e sottolineare la rabbia, con una soluzione parziale: “l’unica salvezza è la purificazione”

    Una nube oscura sta saturando e avvolgendo la nostra vita quotidiana; i giovani non vedono più un futuro e vivono male il presente. Il vecchio claim punk ‘no future’ è drammaticamente di attualità. Insieme a questo, c’è la disperazione per non avere un lavoro e per non vedere riconosciuti merito ed impegno, un odio sempre più forte verso gli anziani che hanno inquinato e sfruttato il pianeta e le risorse ma godono di pensioni talvolta esagerate, il corpo e il sesso come merce di scambio, il trionfo dell’apparire, la crisi dei valori, una realtà che è solo virtuale e non più reale, il web che è diventato l’unica finestra sul mondo, le violenze sulle donne all’ordine del giorno, il ritorno della strategia della tensione… I giovani sono completamente allo sbaraglio. Il problema non è solo la crisi economica, c’è qualcosa che deve rinascere ma il parto sembra lungo e comunque molto doloroso: è la fine del mondo o la fine di UN MONDO?

    Su questa rabbia, disperazione e disillusione dei giovani di oggi è stato incentrato il Flash Mob Teatrale che si è svolto mercoledì 9 maggio in Galleria Vittorio Emanuele, nel pieno centro di Milano. E’ stata un’azione di guerrilla messa in atto da attori che hanno lavorato su questo concept di crisi dei valori. L’impianto è stato fortemente teatrale, anche in considerazione della provenienza dei protagonisti: una ragazza giovane, dagli abiti chiari, senza lavoro, disperata e depressa, votata al suicidio; un giovane cinico, un master vestito di scuro, spietato e ironico, una specie di mentore a metà tra un profeta e una rockstar, che reagisce in modo ambiguo a ciò che racconta la ragazza e infine un coro, con un capocoro alato portatore del simbolo del Fiore dell’Apocalisse – simbolo di rinascita, equilibrio e potente talismano contro le forze maligne – che ha fatto da contorno alla rappresentazione sottolineando le frasi più drammatiche come nell’antica tragedia greca.

    Tutta la performance è avvenuta davanti ad un pubblico vero di passanti e curiosi che hanno assistito, silenziosi, attoniti, empatici o partecipanti, allo svolgersi di questo dramma, reale, dato che tutto il testo è stato ripreso fedelmente dalle chat e dai forum. “Chi credi di essere per toglierti la vita? Non sei nessuno!” esordisce il master e la ragazza risponde elencando i motivi e le situazioni che l’hanno portata alla disperazione e alla decisione di suicidarsi: “non sono nessuno io, come tutte le persone che studiano e che si laureano e poi non hanno lavoro. Tu lo sai cos’è la meritocrazia?!?… Quando avevo 13 anni l’ho data via come il pane soltanto per una ricarica del cellulare… Sono stata con uno molto più grande di me, mi piaceva perché mi ricopriva di lusso…”. “L’unica soluzione è il dolore” ribatte il master, ma la ragazza scappa e continua: “lo sai cosa significa avere genitori la cui unica preoccupazione è sembrare come te? Provo schifo ma resisto solo perché, in cambio del mio silenzio, mi danno vitto e alloggio… In questa società bisogna solo apparire, bisogna rifarsi tette e culo a 18 anni… Sono stanca di questa società”. “L’unica salvezza è la purificazione” chiosa il master e la ragazza conclude “io valgo se appaio ma, alla fine, io ci sono!” e la performance si chiude con un urlo del coro, non si sa se liberatorio o di terrore.

    VIDEO:

    http://evilthings.net/2012/05/10/flash-mob-per-celebrare-le-cose-cattive-nel-centro-di-milano/

    http://www.youtube.com/watch?v=sV8ZR-GydyU

    www.evilthings.net

    Email: [email protected]

    Facebook: http://www.facebook.com/Il.Fiore.Apocalisse

    Youtube: http://www.youtube.com/cosecattive

  • Vittoria…un anno dopo

    18 Aprile un anno dopo … oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa di Melania Rea, giovane sfortunata madre che, per colpe non sue, ha dovuto abbandonare anzitempo la sua piccola Vittoria, che ora dovrà continuare il suo cammino senza di lei.

    Questa triste vicenda ha ispirato la cantautrice napoletana Flora Contento, che incrociando, per le strade del suo paese, la bimba che passeggiava mano nella mano con la nonna è rimasta profondamente colpita.

    Pensando a quella immagine e al futuro della bambina è nato il brano “Vittoria”, per non dimenticare quanto è successo e come augurio di un futuro radioso nonostante questi primi passi zoppicanti.

    Arrangiata da Gianfranco Caliendo “Vittoria” è prodotta da Officine della Musica ed è contenuta nella Radio Hit Estate 2012.

    Il link del videoclip del brano:

    http://www.youtube.com/watch?v=jLOqCRtXe7s

    VITTORIA

    “Vittoria guarda il mondo a testa in giù

    fa capriole nella primavera

    cerca la carezza della sera

    apre le sue braccia e non ci sono più

    si sveglia nella notte e vuole me

    e l’odore delle mie premure

    che sorbivano le sue paure

    e cantavo ninna nanna ninna eh

    Vittoria le mie mani

    che asciugano il suo pianto

    ricordi ormai lontani lei mi manca tanto

    Vittoria sopra un letto di lillà

    fa farfalle con una manina

    del suo mondo sono una fatina

    il dolore dai suoi occhi svanirà

    la giostra di colori

    che gira sulla testa

    dipinge sopra i muri un angolo di festa

    Balla Vittoria balla

    come una trottola girami intorno

    salta Vittoria salta

    a piedi nudi che arriva il giorno

    io sarò il vento che ti sfiora piano

    sarò quel volo che non puoi fermare

    sarò le ali bianche di un gabbiano

    distese in mezzo al cielo

    verso l’immensità

    Vittoria un libro scritto per metà

    amerai soltanto la mia foto

    che sbiadisce e resta appesa a un chiodo

    ma che ti sorride per l’eternità

    Vittoria non tremare davanti a quel sorriso

    che non potrà invecchiare io sono in Paradiso

    Sogna Vittoria sogna

    sarò l’impronta sopra il tuo cuscino

    guarda Vittoria guarda

    sono la prima stella del mattino

    Vittoria non ricorda la mia faccia

    Vittoria non ricorderà il mio nome

    Vittoria sono vuote le tue braccia

    non ci sarà giustizia che ti consolerà

    Vittoria dorme ma non sogna più

    sembra uscita da una fiaba vera

    c’era una volta un lupo che non c’era

    che i suoi sogni in un boccone mandò giù….”

    Testo e musica di: Flora Contento – Gianfranco Caliendo

  • Antonello De Pierro commosso ricorda Gianni Brezza


    Il presidente dell’Italia dei Diritti : Abbiamo perso una persona elegante e autentica, cosa non molto comune nel mondo dello spettacolo.Lascerà un grosso vuoto”

    Roma – “La notizia della morte di Gianni mi ha lasciato sgomento, mi è tornato alla mente il tempo trascorso lavorando insieme molti anni orsono in Rai e, forse, se oggi posso dire di aver ottenuto qualche soddisfazione professionale, lo devo un po’ anche a lui e naturalmente alla sua amata Loretta. Abbiamo perso una persona elegante e autentica, cosa non molto comune nel mondo dello spettacolo. Lascerà un grosso vuoto”.

    Un commiato sincero e ricco di cordoglio quello di Antonello di De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, nei confronti di Gianni Brezza, ballerino, attore e regista italiano scomparso martedì scorso dopo una lunga malattia, all’età di 69 anni. Spezzino, nato a novembre del 1942, Brezza è stato primo ballerino negli anni d’oro della Rai, partecipando con successo a programmi come “Canzonissima”, “Studio Uno” e “Milleluci” proseguendo poi il suo percorso artistico come rinomato coreografo e regista. Una luminosa carriera vissuta per trenta anni al fianco della sua compagna di sempre, Loretta Goggi, sposata nel 2008 e ora, profondamente addolorata per la perdita dell’uomo della sua vita.

    “In questo momento – dichiara De Pierro – mi sento vicino a Loretta in quanto sicuramente non riuscirà a dimenticare, ma con il tempo si abituerà a convivere con la sua assenza. Non lo sentivo da un po’ ma uno dei ricordi più intensi, che indica in qualche modo il tipo di personaggio che era, è la sua risposta quando lo chiamavo al telefono. Invece del tradizionale ‘pronto’ lui esordiva con un ‘solo buone notizie’. Da oggi – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ci sentiremo sicuramente un po’ più soli”.


  • SU “WWW.METAFONICAMENTE.IT” UN GRANDE PASSO AVANTI PER LA RICERCA SULLA VITA DOPO LA MORTE: LE IMMAGINI DALL’ALDILA’!


    Già da tempo la ricercatrice Francesca Scarrica provvede a presentare regolarmente sul suo sito, www.metafonicamente.it, i risultati della sua indagine nel campo della metafonia, risultati che sono stati da più parti giudicati straordinari, grazie anche alla “collaborazione” che, dall’altro lato, le viene offerta da una guida davvero eccezionale, Sant’Erasmo, il quale provvede a comunicare i suoi messaggi di elevato spessore morale anche ad altri noti ricercatori nel campo, tra i quali ci piace ricordare il dottor Virgilio Desideri e sua moglie Danila che, già da molti anni, hanno il privilegio di poter ricevere comunicazioni da questa grande ed infaticabile guida spirituale.
    Da alcuni mesi Sant’Erasmo aveva informato la signora Scarrica, per via metafonica, del suo progetto di inviare anche immagini dall’aldilà per poter dare una prova ulteriore, a chiunque la richieda, della veridicità delle comunicazioni metafoniche ma, soprattutto, della reale esistenza di questa dimensione parallela ed a più alta frequenza vibratoria nella quale, a quanto pare, la nostra coscienza si trasferirà dopo la morte del corpo fisico per continuare la sua esperienza evolutiva. Dopo aver sperimentato varie tecniche, peraltro ben conosciute e già accreditate presso i ricercatori, quale la cosiddetta “tecnica Schreiber”, così chiamata dal nome del suo inventore Klaus Schreiber, Francesca Scarrica ha scelto di utilizzare un metodo messo a punto da un geniale ricercatore americano, Keith Clark, apportandovi solo qualche piccola modifica personale. Con un programma informatico che provvede a trasformare in uno spettrogramma visivo le onde radio sulle quali si ricevono spesso le voci metafoniche, è riuscita ad ottenere immagini che si possono definire, senza tema di smentita, spettacolari. Innumerevoli volti di uomini, donne, bambini e perfino animali, alcune di chiarezza davvero fotografica, si susseguono in una incredibile galleria che lascia davvero stupefatti. Il Santo ha mantenuto la sua promessa oltre ogni aspettativa, ed ha permesso alla ricerca sull’esistenza della vita dopo la morte di fare un altro grande passo in avanti, donandoci una prova più difficilmente discutibile delle stesse voci metafoniche e che mette in crisi anche tanti scettici i quali, davanti alla chiarezza di queste immagini, certo fanno fatica ad appellarsi a fenomeni quali la pareidolia (la tendenza a riconoscere volti dappertutto che è propria del nostro cervello), o l’illusione, o la proiezione dell’inconscio. A smentire tutto ciò si rammenta che non vi sono solo volti umani, bensì anche animali e oggetti quali cappelli ed abiti, e che vi compaiono oramai centinaia di volti ben definiti di persone mai conosciute dalla ricercatrice, anche perchè alcuni di loro si mostrano con abiti di antichissima foggia per indicarci che sono vissuti su questa terra in epoche in cui certo, noi che viviamo oggi, non eravamo ancora nati.
    Si spera che anche altri ricercatori possano intraprendere con più convinzione questa stessa strada per poterci portare finalmente, un giorno, quella prova scientifica ed indiscutibile che il mondo sta aspettando. Prova che, però, ora vediamo farsi sempre più vicina, grazie anche a Sant’Erasmo. Per poter visionare le straodinarie immagini visitate www.metafonicamente.it/le_immagini_da_aldila.html.