Tag: mito

  • Intervista all’artista Luigi Galligani in occasione del pienone alla Milano Art Gallery per la sua mostra personale al cui vernissage ha presenziato V

    1) È soddisfatto degli ottimi consensi, che sta ricevendo la sua mostra personale “mitologia contemporanea” presso la rinomata “milano art gallery”?

    Certo, sono molto contento degli ottimi consensi che ha ottenuto la mia mostra alla Milano Art Gallery. Un pubblico importante ed attento ha visitato la mostra in occasione dell’inaugurazione. Devo ringraziare il Dott. Nugnes che ha lavorato molto bene e le proposte che mi ha fatto di prossime mostre fungono da ulteriore stimolo.

    2) Il titolo “mitologia contemporanea” a cosa si ispira?

    Il titolo mitologia contemporanea si ispira alle mie opere. Il tema centrale è il mito rivissuto in chiave contemporanea, attuale. È dal 2000 che mi dedico al Mito (prima la tematica era il paesaggio marino, poi è stato quasi logico e naturale l’accostamento a tale) con la mia opera “Le tre Grazie” che tra l’altro è esposta alla Milano Art Gallery. Il mito, sia pur rivissuto e rivisto in un contesto attuale, mi aiuta a nobilitare la figura umana.

    3) Quali opere sono esposte in mostra?

    In mostra sono esposte Le tre grazie, Minerva con scudo e lancia e La testa di Medusa, Partenope, Afrodite, Diana, Cerere, e Busto di Circe in due varianti in terracotta e marmo nero del Belgio.

    4) È stato compiaciuto della presenza del professor vittorio sgarbi, durante il vernissage inaugurale della mostra, che ha espresso significativi commenti?

    È stata molto importante per me la presenza del Prof. Sgarbi al vernissage della mia mostra. Ho molta stima di lui, è molto colto e condivido la sua passione per la cultura classica. È stato molto importante per me poterlo avvicinare e poter avere uno scambio con lui.. Ha fatto puntualizzazioni importanti riguardo al mio lavoro dicendo anche che il Mito classico è perennemente attuale e che va rivissuto, rivisitato in chiave contemporanea. E questa è l’essenza , l’ispirazione del mio lavoro.

    5) Quali riflessioni di sgarbi sulla sua arte l’hanno maggiormente colpita?

    Il fatto che una parte del pubblico abbia riconosciuto che le mie opere sono ricche di spessore e che quindi ci sono dietro notevoli riflessioni. Lavoro sulla dimensione della figura umana, per farle ritrovare spessore, lavoro sui valori, diversamente ed in controtendenza con quello che spesso viene proposto anche dai mass media. Siamo circondati da immagini senza spessore, in una società troppo materialista che ha smarrito tutto. Le mie sono opere che fanno pensare, servono per rimetterci in discussione e questo una parte del pubblico l’ha capito.

    6) A quali nuove opere sta attualmente lavorando e quali sono i progetti futuri?

    Sto lavorando a Dafne in cera, statua grande di oltre due metri che diventerà in bronzo. I progetti nel prossimo futuro prevedono la partecipazione ad Arte Padova dove esporrò con altri artisti che hanno esposto alla Milano Art Gallery, tra cui anche Amanda Lear.

  • Marko Kraljevic la leggenda


    “Marko Kraljevic – La leggenda”
    di
    SLADJANA STOJKOVIC
    Edizioni Stop

    Da Giugno in tutte le edicole e librerie

    Dopo il successo del racconto di esordio “Ultime 24 ore di una kamikaze” le Edizioni Stop presentano il secondo promettente romanzo di Sladjana Stojkovic “Marko Kraljevic – la leggenda.”
    Corre l’anno 1389. I Turchi invadono e conquistano la Serbia. Contro gli usurpatori nasce e fiorisce la leggenda di Marko Kraljevic. Scaltro, invincibile, generoso e imprendibile, l’eroe viene celebrato in ballate e madrigali affidate alle tradizioni popolari. Un personaggio incredibile, popolarissimo in Serbia, alla stregua del Britannico Robin Hood. Armato di spada e clava, beve vino e non si ubriaca, ama le donne, rispetta gli amici ed è l’incubo dei nemici. Il prototipo dell’uomo che non esiste più. Ispirandosi a quest’affascinante eroe le edizioni stop hanno già ideato un avvincente videogioco.
    “Marko Kraljevic – La leggenda”
    Sladjana Stojkovic
    € 12,50
    Con 36 tavole a colori
    Edizioni Stop
    www.edizionistop.it

  • Medea Fuori dal Mito: la bambina, la donna, la moglie e la madre


    Davide Casali

    Associazione Musica Libera

    e

    Andrea Taddia

    sono lieti di presentare:

    Medea fuori dal mito

    Regia di Davide Casali

    Durata 42 minuti.

    Italia, 2009

    Medea, un mito, una donna, una bambina, un’eroina. Una delle figure più complesse della mitologia greca rivive nel film di Davide Casali. Il regista e musicista triestino dona allo spettatore diverse ipotesi sulla vicenda della moglie di Giasone, legate sia al mito che alle problematiche del nostro tempo. In 42 minuti il registra ci offre molteplici chiavi di lettura di Medea: la prima è data dalla scelta di collocare tutte le scene del film in un contesto naturale. La seconda è la ricostruzione di ciò che Medea avrebbe voluto essere e non ha potuto essere: la divisione in quattro parti della sua vita (Mattino, Mezzogiorno, Tramonto e Notte), in contrasto con la narrazione proposta dagli antichi. Siamo sicuri che tutto sia andato così? Sono numerosi i segnali che ci avvertono che forse le vicende sono diverse, ed è lo spettatore a doverli cogliere.
    Davide Casali ha voluto che il personaggio fosse interpretato da quattro attrici diverse nelle varie stagioni della vita: non esiste – o comunque è di difficile reperimento – una identità che definisca Medea in modo inequivocabile, una volta per tutte. Il regista ha voluto inoltre sottolineare la possibilità che Medea abbia subito come colpa il suo essere straniera in terra greca. Si spiega, quindi la scelta di far parlare Medea, dal momento in cui arriva in Grecia, in una lingua diversa rispetto agli altri personaggi (in questo caso, si è fatto ricorso a un greco antico, molto vicino alla lingua omerica): ciò che la donna dice può essere – e in qualche caso è – soggetto a interpretazioni non univoche da parte di chi le sta intorno.

    È questo forse l’aspetto più innovativo di Medea fuori dal mito, quello che lo avvicina maggiormente alle problematiche del nostro tempo: il tema dello straniero che, per quanto voglia se non assimilarsi almeno adeguarsi pacificamente al contesto sociale in cui è venuto a trovarsi, per sua scelta o per arbitrio della sorte, spesso è respinto ed emarginato, come numerosi episodi di cronaca quotidianamente ci mostrano.

    Davide Casali: classe 1970, diplomato al conservatorio G. Tartini di Trieste in clarinetto. Si occupa di musica classica, musica contemporanea ed etnica, e di musica e cultura ebraica. Alcune delle sue composizioni sono state eseguite all’estero ed in Italia, anche attraverso la Rai. Ha lavorato a lungo con Moni Ovadia, Alfredo Lacosegliaz, Paolo Rossi e Giorgio Strehler, come attore-musicista nel film “La vera vita di Antonio H.” con Alessandro Haber per la regia di Enzo Monteleone, ha composto e suonato nella colonna sonora del film “Era meglio morire da piccoli” per la regia di Alessandra Scaramuzza. Ha fondato il gruppo The Original Klezmer Ensemble nel 1994 ed ha scritto di suo pugno il Cd “Altaster” stampato dalla Nota di Udine, seguito dal secondo “Retsatla” che riportano i ritmi e la tradizione ebraica attraverso il klezmer E’ la mente dei Passover, tra prog e musica klezmer. Direttore artistico del Summer Rock Festival di Trieste. Dirige l’Associazione Musica Libera. Nel 2001 ha eseguito in prima assoluta nazionale la “ Missa sub sancto tituli” di Michael Haydn. Ultimamente ha scritto due lavori musical-teatrali “Da Este ad Auschtwitz” commissionatagli dal comune di Este (Pd) e “Perché proprio noi?” commissionatagli dal Comune di Trieste e dalla cooperativa Bonawentura di Trieste. Ha lavorato con Alfredo Lacosegliaz nella nuova trasmissione di Michele Santoro “Circus” per Rai 1; sta lavorando ad un progetto di ricerca ed esecuzione di composizioni di musicisti ebrei morti nei campi di concentramento. Ha studiato direzione d’orchestra con il M° Francesco Mander. E’ stato chiamato in veste di direttore d’orchestra dalla fondazione Arturo Toscanini e dal Museo ebraico di Bologna per dirigere un concerto dedicato ai musicisti morti nei campi di concentramento.

    Ha diretto l’opera “Brundibar” di Hans Krasà, opera che si eseguiva nel campo di concentramento di Terezin. Per otto anni ha organizzato il festival di musica contemporanea “Luigi Nono” di Trieste dedicato alle scuole superiori. E’ direttore artistico del Festival di musica klezmer “Città di Gradisca” e del festival Erev/Laila Nuove tracce verso Gerusalemme di musica e cultura ebraica, è stato invitato dall’Istituto Italiano di Cultura di Los angeles e di Lione per tenere delle conferenza sulla musica ebraica italiana. Ha realizzato come regista e curatore delle musiche nel 2007 il corto “Il libro di Topolò”. La passione per il mondo greco lo ha ispirato per la regia di Medea Fuori Dal Mito.

    CREDITS:

    Director: Davide Casali
    Writers: Davide Casali, Marina Ogrin
    Produced by: Andrea Taddio, Davide Casali, Associazione Musica Libera
    Assistant Director: Maurizio Bressan
    Cinematography by: Maurizio Bressan
    Film Editing: Maurizio Bressan, Davide Casali
    Costume Design by: Bruna Guadenzi
    Art Direction: Monica Zaiz
    Original Music: Davide Casali

    Cast:
    Bianca Wiesenfeld
    Chiara Bressan
    Roberta Colacino
    Marina Ogrin
    Franko Korosec
    Paolo Bembi
    Sonia Pellegrino Scafati
    Federico Somma
    Gabriele Caraffi
    Gabriele Bauci
    Matteo Pinamonti
    Alice Bronzi
    Valentina Tommasini
    Giulio Caparra
    Gianluca Ferrara
    Federica Filstum
    Elisa Rosati
    Davide Degrassi
    David Meden
    Francesca Cantarini
    Luca Maurich
    Luca Fragiacomo
    Gianluca Zurlo
    Matteo Bari
    Martina Shuster
    Samuele Orlando
    Monica Zaiz
    Gloriana Bevitori
    Alessandro Colombo

    Medea fuori dal mito:

    http://www.myspace.com/medeafuoridalmito

    Il Trailer:

    Synpress44 Ufficio Stampa:

    http://www.synpress44.splinder.com

    http://www.myspace.com/synpress44

    [email protected]