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  • LE PMI: UN VALORE ITALIANO CHE AUCHAN SOSTIENE ED ESPORTA NEL MONDO

    Sapori delle Regioni” è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali fino al 2017, rafforzando il supporto di Auchan alle Piccole e Medie Imprese

    Il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha riconosciuto per cinque anni, a partire dal 2012, il suo patrocinio per il marchio Auchan “I Sapori delle Regioni”. Riconoscimento importante perché sostiene, in questo particolare momento storico, l’attività che Auchan Italia svolge nei confronti delle oltre 900 Pmi con cui collabora da anni, valorizzandone i prodotti gastronomici tipici sia negli scaffali dei 58 iper italiani, sia esportandoli negli 11 Paesi in cui il Gruppo è presente attraverso il programma Auchan Export .

    “I prodotti Sapori delle Regioni sono nati nel 2002 come conseguenza della scelta da parte di Auchan di valorizzare i migliori prodotti della tradizione enogastronomica delle regioni italiane” spiega Fabio Sordi, Direttore Acquisti e Mercati di Auchan Italia “Questa scelta è maturata dall’attenzione verso le nuove esigenze del consumatore, per il quale è sempre più importante ritrovare attraverso il cibo il sapore delle proprie origini, dei propri ricordi, ma anche il gusto della ricerca e della scoperta della grande tradizione enogastronomica italiana”.

    Attraverso Auchan le aziende hanno la possibilità di entrare in un contesto di grande distribuzione organizzata e di usufruire dei servizi che Auchan mette a disposizione per svolgere una corretta relazione commerciale innanzitutto sul nostro territorio attraverso la rete dei propri 58 Ipermercati presenti da Nord a Sud dell’Italia.

    I prodotti dei “Sapori delle Regioni” nel corso del 2010 hanno avuto uno spazio espositivo costante all’interno degli Ipermercati Auchan e sono stati presentati in occasione di eventi speciali dedicati a specifiche aree geografiche: a febbraio con l’evento Regioni in Tavola, a marzo è stata protagonista l’Etruria, ad aprile la Sicilia, a giugno la Puglia, la Campania e la Calabria, ad agosto le Marche e l’Abruzzo, a settembre la Sardegna e a novembre il Triveneto.

    Alle 900 aziende presenti e ai loro circa 12.500 prodotti locali vanno inoltre aggiunti altri 300 produttori circa con 3.000 etichette di vino (Doc, Docg, Igt) per un giro di affari totale di 116 milioni di euro.

    Gli oltre 5000 fornitori di Auchan Italia sono composti per il 3,4% da micro-imprese, per il 6,4% da piccole imprese e per il 2,8% da medie imprese. Auchan ripartisce attualmente i propri acquisti nelle tre fasce delle Pmi, rispettivamente al 2%, 7,3% e 4,1%. Complessivamente il prodotto tipico locale pesa in termini percentuali il 29% del fatturato del settore alimentare.

    Dal punto di vista finanziario, per le Pmi fornitrici in Italia, Auchan ha attivato il factoring captive, uno strumento che consente alle aziende trattamenti e soluzioni finanziarie veloci e a prezzi di mercato.

    I fornitori che possiedono i requisiti per divenire partner di Auchan sottoscrivono un accordo quadro con l’azienda: tale accordo prevede un monitoraggio continuo da parte di Auchan dell’affidabilità delle consegne e della qualità, con particolare attenzione per i prodotti freschi.

    Nell’ambito del “Servizio Qualità Auchan”, la qualifica delle Pmi prevede un percorso di accompagnamento tecnico attraverso attività di auditing e gestione dei piani di miglioramento. L’obiettivo di tale processo consiste nel migliorare le performance dei partner, valorizzando il dialogo e la condivisione dei risultati e favorendo la creazione di relazioni basate sulla fiducia e sulla collaborazione reciproca.

    “Il sostegno alle Piccole e Medie Imprese” spiega Fabio Sordi “rappresenta un elemento cardine della Responsabilità Sociale ed economica di Auchan, che da tempo si impegna per favorire, nei moderni canali distributivi, l’ingresso di realtà produttive di piccole e medie dimensioni, regionali e locali”.

    Auchan è uno dei leader della GDO a livello mondiale. In Italia Auchan Spa è presente dal 1989, anno in cui è stato aperto il primo Ipermercato a Torino.

    Oggi è presente in 12 regioni italiane con 58 Ipermercati, di cui 51 a gestione diretta e 7 in franchising e conta quasi 13.000 dipendenti. Inoltre Auchan è presente in Francia, Cina, Taiwan, Russia, Ungheria, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Ucraina.

  • Export italiano più 300 percento con l’accordo Mipaaf Auchan

    Export italiano più 300 percento con l’accordo Mipaaf Auchan

    Dopo il grande successo del progetto Sapori delle Regioni, che ha portato un incremento dell’export del 300% ai piccoli produttori locali, Auchan rinnova il suo impegno con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali al 46° Vinitaly, come supporto di marketing e di rete internazionale per lo sviluppo del made in Italy all’estero. Si rinnova l’impegno di Auchan con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (2012- 2017) per la promozione e la distribuzione dei prodotti tipici locali. Partito nel 2009, coinvolgendo 11.500 prodotti locali complessivi sulla rete di vendita, di cui 700 IPG/DOC a cui si aggiungono oltre 3.000 etichette di vino (DOC, DOCG, IGT), il progetto ha ampliato gli orizzonti di circa 900 medie-piccole aziende italiane che grazie ad Auchan possono portare i loro prodotti sull’intero territorio nazionale, usufruendo anche di una valorizzazione importante e articolata in termini di marketing e sviluppo internazionale nei 11 Paesi extraitaliani in cui l’azienda è presente, avendo quindi una prospettiva chiara, lungimirante ed efficace sul piano culturale, sociale ed economico. Il Programma di esportazione ha raggiunto risultati importanti se consideriamo che nel 2010 il valore dell’export dei prodotti è stato di 800 mila Euro e che a meno di un anno, in particolare a settembre 2011, ha raggiunto i 3 milioni di Euro con un incremento di oltre il 300 per cento sull’anno precedente. “Un risultato importante e unico” ha dichiarato Fabio Sordi, Direttore acquisti e mercati di Auchan, l’unica azienda italiana che opera in Italia con un ufficio export creato appositamente per sostenere la crescita internazionale delle piccole e medie realtà italiane. “Grazie alla nostra piattaforma export le piccole aziende possono contare su una corsia preferenziale che riduce all’osso la filiera e la distanza tra produttore e consumatore e fa dell’esportazione il motore primo dii tanti piccoli attori italiani che vogliono portare il vero Made in Italy al di fuori dei confini nazionali. Si tratta di una nuova frontiera di collaborazione tra grossa distribuzione e Pmi, che non snatura la storia, la provenienza e la qualità del lavoro svolto dal fornitore, ma anzi la esalta e la fa incontrare dove, altrimenti, sarebbe molto più difficile arrivare”.Una valida misura anticrisi, quindi, in un momento in cui l’amministrazione pubblica dispone di pochissime risorse per finanziare i privati, iniziative come quella di Auchan rappresentano una “presa in carico e un’assunzione di responsabilità” importante. Per questo motivo durante il 46° Vinitaly, la più importante vetrina internazionale del mondo del vino, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha deciso di presentare l’esperienza Auchan mettendo a disposizione uno spazio presso il proprio stand organizzando il un Workshop dal titolo “Nuove strade per l’export del Made in Italy: l’esperienza di Auchan” in cui il Ministero e Auchan si sono confrontati con successo su questa esperienza indicando le nuove strade da intraprendere per la promozione del prodotto tipico locale. In questa sede verranno anche presentate due case-history del mondo enologico italiano: la Casa Vinicola Morando & Cantine Racemi e la Cantina Settesoli – i cui prodotti sono distribuiti attraverso il canale di Auchan.La scelta di Vinitaly rientra nella mission di Auchan di valorizzare i patrimoni enogastronomici locali, soprattutto quelli delle piccole aziende, al di fuori dei propri confini naturali. Ciò significa, per gli espositori del Salone, poter incontrare un’ulteriore opportunità trovando, attraverso questo canale distributivo, nuovi spazi commerciali all’estero.”I vini sono sicuramente tra i migliori ambasciatori dell’italianità del mondo” conclude Sordi “simbolo antico di quell’arte e cura dei dettagli che punta all’eccellenza e che oggi è universalmente riconosciuto come made in Italy. La piattaforma export di Auchan per quanto riguarda il vino punta a valorizzare 60 etichette, con un progetto che nel 2012 coinvolgerà il mercato della Russia, sempre più affamata di prodotti italiani, e grazie a questo nuovo driver di vino e liquori, vogliamo raddoppiare il risultato del 2011, raggiungendo i 6 milioni di euro di fatturato”. “L’esperienza di Auchan ha un doppio valore” ha affermato Riccardo Deserti, Capo della Segreteria Tecnica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. “Il primo è che dimostra come le catene globali della GDO, spesso viste come “controparti-acquirenti” per le vendite in Italia, possono essere “partner” nelle politiche di internazionalizzazione. Il secondo aspetto si lega alla fase attuale di ripensamento delle politiche di governo per l’internazionalizzazione e dimostra che il grande interesse globale al Made in Italy agroalimentare può consentirci di individuare strumenti e politiche innovative per l’accesso ai mercati”.Il sostegno di Auchan alle Pmi rientra in un progetto più ampio “Sapori delle Regioni”, che da tempo rappresenta concretamente l’impegno di Auchan nella valorizzazione della tradizione locale italiana attraverso la proposta di una collezione di prodotti regionali e l’indicazione sulla confezione del luogo d’origine, di cenni storici sul fornitore e delle modalità di preparazione per la migliore fruizione da parte del consumatore. L’insegna Auchan è presente in Italia dal 1989, anno in cui è stato aperto il primo ipermercato a Torino. Oggi Auchan SpA è presente in 12 regioni italiane con 51 ipermercati a gestione diretta e 7 in franchising, impiega oltre 13000 dipendenti.

    Per la stampa:Mattea Guantieri Nove34 Srl Redazione: via del Bersagliere 19 – Verona Tel. +39 045 595245 Mob. +39 333 63 75 821 Anna Tuteur: Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali Auchan e G.C.I.Tel. +39 02 57 58 5189Mob. +39 335 6986 350

  • Nuove strade per l’export del made in Italy, l’esperienza di Auchan

    Dopo il grande successo del progetto Sapori delle Regioni, che ha portato un incremento dell’export del 300 % ai piccoli produttori locali, Auchan rinnova il suo impegno con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali al 46° Vinitaly, come supporto di marketing e di rete internazionale per lo sviluppo del made in Italy all’estero.Si rinnova l’impegno di Auchan con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (2012-2017) per la promozione e la distribuzione dei prodotti tipici locali.Partito nel 2009, coinvolgendo 11.500 prodotti locali complessivi sulla rete di vendita , di cui 700 IPG/DOC a cui si aggiungono oltre 3.000 etichette di vino (DOC, DOCG, IGT), il progetto ha ampliato gli orizzonti di circa 900 medie-piccole aziende italiane che grazie ad Auchan possono portare i loro prodotti sull’intero territorio nazionale, usufruendo anche di una valorizzazione importante e articolata in termini di marketing e sviluppo internazionale nei11 Paesi extraitaliani in cui l’azienda è presente, avendo quindi una prospettiva chiara, lungimirante ed efficace sul piano culturale, sociale ed economico. Il Programma di esportazione ha raggiunto risultati importanti se consideriamo che nel 2010 il valore dell’export dei prodotti è stato di 800 mila Euro e che a meno di un anno, in particolare a settembre 2011, ha raggiunto i 3 milioni di Euro con un incremento di oltre il 300 per cento sull’anno precedente.“Un risultato importante e unico” ha dichiarato Fabio Sordi, Direttore acquisti e mercati di Auchan, l’unica azienda italiana che opera in Italia con un ufficio export creato appositamente per sostenere la crescita internazionale delle piccole e medie realtà italiane. “Grazie alla nostra piattaforma export le piccole aziende possono contare su una corsia preferenziale che riduce all’osso la filiera e la distanza tra produttore e consumatore e fa dell’esportazione il motore primo dii tanti piccoli attori italiani che vogliono portare il vero Made in Italy al di fuori dei confini nazionali. Si tratta di una nuova frontiera di collaborazione tra grossa distribuzione e Pmi, che non snatura la storia, la provenienza e la qualità del lavoro svolto dal fornitore, ma anzi la esalta e la fa incontrare dove, altrimenti, sarebbe molto più difficile arrivare”.Una valida misura anticrisi, quindi, in un momento in cui l’amministrazione pubblica dispone di pochissime risorse per finanziare i privati, iniziative come quella di Auchan rappresentano una “presa in carico e un’assunzione di responsabilità” importante. Per questo motivo durante il 46° Vinitaly, la più importante vetrina internazionale del mondo del vino, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha deciso di presentare l’esperienza Auchan mettendo a disposizione uno spazio presso il proprio stand organizzando il giorno 26 marzo alle ore 12.00 un Workshop dal titolo “Nuove strade per l’export del Made in Italy: l’esperienza di Auchan” in cui il Ministero e Auchan si confronteranno su questa esperienza e indicheranno le nuove strade da intraprendere per la promozione del prodotto tipico locale. In questa sede verranno anche presentate due case-history del mondo enologico italiano: la Casa Vinicola Morando & Cantine Racemi e la Cantina Settesoli – i cui prodotti sono distribuiti attraverso il canale di Auchan.La scelta di Vinitaly rientra nella mission di Auchan di valorizzare i patrimoni enogastronomici locali, soprattutto quelli delle piccole aziende, al di fuori dei propri confini naturali. Ciò significa, per gli espositori del Salone, poter incontrare un’ulteriore opportunità trovando, attraverso questo canale distributivo, nuovi spazi commerciali all’estero.”I vini sono sicuramente tra i migliori ambasciatori dell’italianità del mondo” conclude Sordi “simbolo antico di quell’arte e cura dei dettagli che punta all’eccellenza e che oggi è universalmente riconosciuto come made in Italy. La piattaforma export di Auchan per quanto riguarda il vino punta a valorizzare 60 etichette, con un progetto che nel 2012 coinvolgerà il mercato della Russia, sempre più affamata di prodotti italiani, e grazie a questo nuovo driver di vino e liquori, vogliamo raddoppiare il risultato del 2011, raggiungendo i 6 milioni di euro di fatturato”.“L’esperienza di Auchan ha un doppio valore” ha affermato Riccardo Deserti, Capo della Segreteria Tecnica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. “Il primo è che dimostra come le catene globali della GDO, spesso viste come “controparti-acquirenti” per le vendite in Italia, possono essere “partner” nelle politiche di internazionalizzazione. Il secondo aspetto si lega alla fase attuale di ripensamento delle politiche di governo per l’internazionalizzazione e dimostra che il grande interesse globale al Made in Italy agroalimentare può consentirci di individuare strumenti e politiche innovative per l’accesso ai mercati”.Il sostegno di Auchan alle Pmi rientra in un progetto più ampio “Sapori delle Regioni”, che da tempo rappresenta concretamente l’impegno di Auchan nella valorizzazione della tradizione locale italiana attraverso la proposta di una collezione di prodotti regionali e l’indicazione sulla confezione del luogo d’origine, di cenni storici sul fornitore e delle modalità di preparazione per la migliore fruizione da parte del consumatore.L’insegna Auchan è presente in Italia dal 1989, anno in cui è stato aperto il primo ipermercato a Torino. Oggi Auchan SpA è presente in 12 regioni italiane con 51 ipermercati a gestione diretta e 7 in franchising, impiega oltre 13000 dipendenti.

    Per la stampa:Mattea Guantieri Nove34 Srl Redazione: via del Bersagliere 19 – Verona Tel. +39 045 595245Mob. +39 333 63 75 821

    Anna Tuteur Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali Auchan e G.C.I.Tel. +39 02 57 58 5189 Mob. +39 335 6986 350

  • Tabacco, Masiello: Sinergie tra gli attori della filiera e supporto delle istituzioni per il futuro del comparto.

    Fare il punto sulla sostenibilità e qualità del tabacco Burley in Italia, e in particolare, in Campania.

    Questo l’obiettivo del convegno “Miglioramento della sostenibilità della coltura del tabacco Burley” tenutosi il 19 maggio 2011 a San Leucio di Caserta, organizzato nell’ambito dell’Accordo di programma tra il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e la Philip Morris Italia per la ricerca e il miglioramento qualitativo del tabacco italiano.

    L’appuntamento è stato anche l’occasione per la presentazione dei risultati di due progetti di ricerca, anch’essi realizzati nell’ambito dell’Accordo di programma, e finalizzati all’incremento della qualità della coltura del tabacco. Il tabacco italiano di qualità Burley, in particolare, viene prodotto per circa il 93% in Campania.

    La sperimentazione, condotta nel 2010 lungo tutta la filiera del tabacco Burley, è volta alla promozione di sistemi di produzione sostenibili per un’agricoltura moderna e sensibile agli effetti sull’ambiente e attenta alla qualità della produzione.

    In particolare, l’obiettivo della ricerca – la messa a punto delle tecniche necessarie alla riduzione dell’uso di insetticidi nella coltivazione di tabacco Burley in Campania, tramite la conversione dalla lotta tradizionale a quella integrata – può essere pienamente raggiunto confermando la fattibilità del controllo integrato su tabacco Burley e coniugando sia aspetti ecologici che ambientali ed economici.

    Il comparto del tabacco -ha sottolineato Gennaro Masiello, vice presidente nazionale di Coldirettiè importante sia per il numero delle imprese sia per la quantità di occupati. Una filiera che sta vivendo un momento di profonda incertezza anche per via di cambiamenti di politiche e per le difficoltà nella riconversione di questa attività. Maggiore attenzione va posta -ha aggiunto- ad esempio su aspetti organizzativi, eliminando gli sprechi e valorizzando la parte agricola del comparto”.

    Per le imprese servono politiche istituzionali -ha detto Masiello- di accompagnamento al mercato, soprattutto alla luce della direttiva europea sul divieto di utilizzo di ingredienti nella manifattura delle sigarette. “Quella del tabacco Burley –ha continuato Masiello– è infatti una produzione concentrata in larga parte in Campania e la direttiva porterebbe alla chiusura di imprese agricole nell’immediato con un forte aumento della disoccupazione”.

    Una sola organizzazione manifatturiera, Philip Morris Italia -ha concluso Masiello- ha confermato l’acquisto di prodotto italiano, sia dal punto di vista della quantità sia dal punto di vista del reddito per il prossimo triennio. La speranza è che a breve anche altre aziende manifatturiere confermino gli acquisti in modo da dare un po’ più di respiro ai produttori”.

    Per l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Vito Amendolarala crisi del comparto tabacchicolo è un problema sociale prima ancora che economico dato che in Campania le imprese produttrici sono essenzialmente a conduzione familiare”.

    Amendolara ha poi ricordato che le istituzioni sono accanto all’intera filiera che conta circa 60.000 addetti, “Stiamo lavorando sull’ottica della sostenibilità della produzione e con il Psr vogliamo essere vicino ai produttori agevolando l’ammodernamento delle aziende“. “Mi preoccuperò –ha continuato l’Assessore – di invitare in tempi ristretti gli europarlamentari campani e delle altre regioni interessate al comparto per comprendere il problema e per fornire loro tutti gli elementi utili ad affrontare la discussione in modo concreto“.

  • La coltura del tabacco Burley: un convegno sulle strategie di miglioramento

    Si intitola “Miglioramento della sostenibilità della coltura del tabacco Burley” il Convegno che sarà ospitato giovedì 19 maggio2011, dalle ore 10.00, presso la Sala Congressi del Complesso Monumentale del Belvedere di S. Leucio (Caserta).
    L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento Ingegneria Agraria e Agronomia del Territorio (DIAAT) dell’ Università Federico II di Napoli insieme al Dipartimento Scienze Agrarie ed Ambientali dell’Università di Perugia (DSAA), dalla Deltafina S.p.A e dalle maggiori associazioni di produttori campani di tabacco, è un’importante occasione di confronto volto ad incrementare la competitività di un comparto con forte impatto socio-economico.

    L’Italia, infatti, vanta circa 60.000 unità lavorative nella sola fase di produzione ed è il primo produttore europeo di tabacco Burley; in Campania sono 1.600.000 le giornate lavorative nella sola fase di coltivazione e si produce circa il 93% di tutto il Burley italiano.

    Durante il convegno saranno approfondite in particolare le tematiche relative alle tecniche di lotta integrata contro gli insetti dannosi, al monitoraggio di nitrosammine nel tabacco Burley.

    Relazioneranno sui temi l’Assessore regionale all’Agricoltura,Amendolara, il Vice-presidente nazionale della Coldiretti, Masiello, il Direttore della Associazione Professionale Trasformatori Tabacchi, Sacchetto, il Vice-Presidente della Deltafina, Cardinalinonché il Prof. Romano e la Dott.ssa Sifola per il DIAAT e il Prof.Conti per il DSAA.

    L’evento rientra nel Progetto finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Ricerca ed il Miglioramento Qualitativo del Tabacco Italiano, stipulato tra il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e la Philip Morris Italia s.r.l.

    Per maggiori informazioni e per scaricare il Programma del convegno è possibile visitare il sito www.benevento.coldiretti.it

    Ufficio stampa
    Federazione Provinciale
    Coltivatori Diretti di Benevento

    Tel: 0824.334654