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  • Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Fake-news sui farmaci per Covid-19, l’Iss corre ai ripari con un decalogo

    Roma, 31 marzo – Un decalogo con i “comandamenti” da seguire per evitare di commettere errori nell’assunzione di farmaci erroneamente ritenuti efficaci contro Covid-19. A elaborarlo e diffonderlo è stato l’Istituto superiore di sanità, per contrastare il cumulo di pericolose sciocchezze e fake news che circolano in particolare sul web e sui social media in ordine a “cure miracolose”, terapie fai-da-te e  Dpi  home made che inducono purtroppo molti cittadini a comportamenti che li espongono al rischio di conseguenze molto serie per la salute.

    L’Iss chiarisce senza possibilità di equivoci (punti tre e quattro del decalogo) che “non esiste nessuna profilassi farmacologica per chi ha avuto contatti con soggetti positivi di coronavirus” e che “le terapie attualmente in studio per i pazienti con Covid-19 possono essere assunte solo dietro prescrizione medica e, nella maggior parte dei casi, solo a livello ospedaliero” e compendia il giusto atteggiamento da mantenere di fronte al profluvio di false informazioni e offerte che circolano in particolare sul web nella raccomandazione (punto nove) a usare la testa, diffidando “delle ‘cure miracolose’ e dei filmati diffusi sui social e in rete che propongono farmaci per la prevenzione e la cura dell’infezione da nuovo coronavirus”.

    Non meno chiaro né meno importante il “comandamento” n. 8 dell’Iss: “I siti web che vendono farmaci antivirali per la terapia dell’infezione da nuovo coronavirus sono illegali e potrebbero vendere farmaci falsificati e pericolosi per la salute”. Osservarlo strettamente, evitando di avventurarsi sul web per acquistare farmaci che nel caso di specie sono sicuramente completamente al di fuori del controllo della autorità sanitarie  e venduti illegalmente, consentirebbe di evitare alla radice il rischio di assumere prodotti potenzialmente in grado di provocare danni molto, molto gravi.

    Qui di seguito, il manifesto  realizzato dall’Iss con le 10 informazioni importanti da osservare sull’uso dei farmaci.

    Decalogo farmaci anticoronavirus

    Il decalogo sull’uso dei farmaci dell’Istituto superiore di sanità

    A proposito di fake news, a smentirne una circolata in modo virale su tutti i social media nelle ultime settimane è intervenuta l’Ema, l’agenzia europea del farmaco, smentendo l’esistenza (alla luce delle attuali conoscenze ed evidenze scientifiche) di una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia  Covid-19. Pertanto, spiega l’Ema in una  nota riportata anche sul sito del ministero della Salute“non ci sono ragioni per interrompere il trattamento con ibuprofene”.
    L’agenzia regolatoria europea ribadisce la raccomandazione ai pazienti, in caso di dubbi o incertezze sui farmaci, di rivolgersi al loro medico o farmacista e di non interrompere  la terapia in corso senza aver prima consultato un proessionista sanitario. L’Ema ricorda inoltre che “i medicinali devono essere prescritti e utilizzati conformemente alla valutazione clinica, tenendo debitamente conto delle avvertenze e delle altre informazioni presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto (Rcp) e nel foglio illustrativo, nonché delle indicazioni fornite dall’Oms e dagli organismi nazionali e internazionali competenti”.

    FONTE: rifday.it
    IMMAGINE: controcampus.it | http://www.salute.gov.it/

  • Anche la Regione Puglia evidenzia i dati dell’attività svolta da GVM Care & Research in regione

    Dopo il Ministero della Salute, anche la Regione Puglia evidenzia i dati dell’attività svolta da GVM Care & Research in Puglia attraverso le strutture Anthea hospital di Bari e Città di lecce hospital, di Lecce.

    Nel rendere nota l’attivazione del I registro Cardiochirurgico, nel quale sono inserite le sette strutture cardiochirurgiche pugliesi, l’Ares (l’agenzia regionale dei servizi sanitari pugliesi) ha diffuso le cifre relative ai casi trattati da tutti i centri.

    I numeri relativi a Città di Lecce e Anthea evidenziano che le due strutture, da sole, e con i loro 50 posti letto, eseguono oltre 1000 interventi annui che rappresentano un terzo della casistica pugliese.

    Anthea di Bari si conferma uno dei principali centri di riferimento del capoluogo di regione, grazie agi interventi di alta complessità eseguiti ma soprattutto è la struttura nel quale si esegue il maggior numero di interventi di mininvasiva di tutta la Puglia.

    Dai dati regionali – che prendono come riferimento i parametri internazionali Euroscore (valicati dalle società italiana ed europea di Cardiochirurgia) – emerge che per oltre il 90 per cento degli interventi eseguiti in Puglia, l’approccio chirurgico è la sternotomia (approccio molto invasivo) mentre quelli di minitoracotomia – ovvero mininvasiva con un taglio di pochi centimetri – registrano poco più del 5 per cento.

    Sui 150 regionali, più di 100 sono eseguiti nella sola Anthea. A conferma di tale fiducia da parte del sistema pubblico nel ruolo svolto dalle strutture private accreditate, e in particolar modo di Anthea, vi è la decisione della Asl di Bari di assegnare, nell’ambito dello stesso tetto di spesa, maggiori risorse per la disciplina di Cardiochirurgia, oltre ch Cardiologia e Ortopedia.

    Nel confermare il ruolo di partnership pubblico-privato, l’Ares ha evidenziato anche i risultati conseguiti sul fronte delle complicanze con particolare riferimento al tasso di mortalità attestato intorno a una media del 4% rispetto al 9,5% atteso su scala regionale.