Tag: metropoli

  • Le città con gli hotel più puliti

    Roma, 11 settembre 2013 – Tracce di rossetto sui cuscini, capelli nel lavandino, polvere sotto il letto… Da cosa valutate il grado di pulizia di un hotel? Anche quest’anno il portale internazionale di prenotazioni alberghiere hotel.info ha esaminato i giudizi di oltre sei milioni di clienti per stilare una classifica delle città con gli alberghi più puliti. Inoltre, paragonando questa classifica a quella dell’anno precedente, è possibile capire alti e bassi dell’hotellerie italiana e internazionale per quanto riguarda uno tra i fattori più importanti nella scelta di una struttura.

    Le 5 migliori città italiane per pulizia delle camere

    Gli ospiti di hotel.info considerano gli hotel di Torino i più puliti d’Italia per il secondo anno consecutivo, con una valutazione di 8,09 punti. Le camere del capoluogo piemontese si classificano al top tra le cinque maggiori città italiane, pur perdendo qualche punto rispetto all’anno precedente (8,15).

    Palermo mantiene la seconda posizione e Milano la terza, con valutazioni pressoché invariate rispetto al 2012. Mentre il settore alberghiero di Napoli è quello che perde di più (8 punti), passando da un grado di pulizia di 7,93 dell’anno precedente a 7,85 punti e perdendo la posizione in classifica. Il capoluogo della regione Campania scivola quindi all’ultimo posto, preceduto da Roma con 7,91 punti.

    Complessivamente quindi gli ospiti delle cinque più grandi città italiane hanno rilevato un minor grado di pulizia degli hotel rispetto al 2012. Secondo il giudizio espresso dai clienti di hotel.info nessuna città è riuscita a migliorarsi in fatto di pulizia delle camere rispetto all’anno precedente.

    Le migliori metropoli internazionali per pulizia delle camere

    La stessa tendenza generale emersa per l’Italia si riscontra nelle grandi metropoli internazionali: i clienti sono meno convinti della pulizia degli hotel. Solo Città del Messico, Parigi e Rio de Janeiro migliorano nelle valutazioni. Si tratta di un peggioramento generale o del fatto che i clienti sono diventati più esigenti e di conseguenza pretendono di più in rapporto alle tariffe pagate? Una domanda che dovrebbe far riflettere i direttori di hotel.

    Tra le grandi città internazionali Tokio è tra le poche a mantenere un’ottima media; con 8,91 punti resta prima in classifica anche per il 2013. Al contrario Londra, con una valutazione pari a solo 7,48 punti, scivola in ultima posizione nella top 20 delle metropoli estere.

    Gli ospiti hanno valutato su www.hotel.info l’albergo prenotato dopo il proprio soggiorno, servendosi di un sistema a punti (da 0 a 10). Insieme a criteri come la qualità delle camere e il rapporto prezzo/servizi offerti, è possibile valutare, ad es. la gentilezza e la competenza del personale e la pulizia della camera. A parità di valutazione, la classifica è stata effettuata in base alla terza cifra decimale.

  • C’ero, una volta: un dialogo tra una donna e la sua innocenza. Dal 17 luglio a Milano.

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Ingresso libero


    La galleria Famiglia Margini di Milano conferma il suo intuito curatoriale nella scelta degli artisti e il 17 luglio 2012 alle ore 18:30 presenta, presso gli spazi di via Simone D’Orsenigo 6, la personale dell’artista milanese Anna Caruso dal titolo C’ero, una volta: un dialogo interiore ed esteriore, con l’umanità, con chi osserva, con l’arte stessa.

    Onirismi che si sbucciano tra gli spigoli della contemporaneità: sono le fiabe esplose di Anna Caruso. Fiabe in cui la trama si interrompe e l’eroina è strappata dal contesto narrativo per ritrovarsi, letteralmente teletrasportata, in una dimensione che non le appartiene. È quel singhiozzo della storia, che arriva come un sussulto sismico e la spiazza, la infrange, la disorienta.

    Anna Caruso pone come principale operazione della sua azione pittorica una decontestualizzazione di evidente matrice duchampiana, e se tra le pagine di Carroll, Perrault o dei Fratelli Grimm i buoni vincono o si salvano, e tutti finiscono per vivere felici e contenti, questo non è esattamente quello che accade nelle opere della Caruso. Alice, il Bianconiglio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve descrivono solitudini smarrite nell’irrealtà di un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’. E se l’arte è soprattutto visione, come affermava Jean Dubuffet, le visioni metropolitane di Anna Caruso si animano di personaggi simbolici, per indagare i vuoti del nostro tempo. Con pennellate di colore acrilico accostate e giustapposte su tele preferibilmente serigrafiche, Anna dà vita ad un mondo dentro al mondo: una tecnica dinamica che le permette di costruire, con grande rapidità, architetture e anatomie, sovente colte in prospettive grandangolari.

    La scelta di decontestualizzare proprio le eroine di fiabe popolari, scaturisce dalla sua esperienza nel Cosplay (contrazione delle parole inglesi costume e play), gioco di origine giapponese che consiste nell’indossare costumi di personaggi della cultura manga, degli anime, o delle fiabe. Ho iniziato – racconta Anna – giocando a travestirmi da Alice. E questa Alice ha riportato a galla la bambina che un tempo sono stata e che ho ancora dentro. Nei panni di Alice ho scoperto che l’apparente dissonanza tra quel costume e il contesto urbano può invece simboleggiare l’attuale condizione dell’artista, sempre in qualche modo fuori luogo, baconianamente ingabbiato in una realtà deformante e asfissiante. Ma proprio per questo capace di raccontarla.

    E così, in un gioco creativo, si è aperto un dialogo tra una donna e la sua innocenza: la bambina delle fiabe ha parlato all’artista in divenire.

    “Una volta, io ero.

    Non un frammento, ma l’intero. Ero il sogno, compatto, che non temeva la realtà.

    Ero il cuore di una fiaba. La bambina, la principessa. L’anima. Lo specchio nascosto in ogni stagno. La voce e la visione. L’infrangibile magia di una storia senza tempo.

    Percorrevo i sentieri dell’innocenza, cercando luoghi di stupore. Poi, un giorno qualunque di un anno che non c’è, cerca, cerca… cammina, cammina… inseguendo un inganno ho smarrito la strada. Pollicino senza briciole, non l’ho più ritrovata!

    Tutt’intorno non era bosco e non era notte. E non era neppure la luce lontana di un tunnel aperto al di là di una tana. Era rumore, piuttosto. Era un eccesso di luci e colori. Un caleidoscopio di vetri e ridondanti fluorescenze. Era un tempo che non abita le fiabe. Era un’altra vastità. Sconosciuta e spaesante. Una dimensione capovolta, nella quale ero piombata all’improvviso. Come catapultata da un singhiozzo della storia. Forse per errore. Forse per capire. Forse per aprire un dialogo tra questo mondo e il mio.

    Sullo sfondo di questo frastuono, la mia voce si racconta ancora. Rotta, come un giocattolo in disuso.

    Ma tra i lacerti, ritrovo l’intatto cuore di una fiaba.”

    Anna Caruso

    Special Guest: I MOSTRI DI FILO

    Goldie, Monsieur Crabe, Madame Pelosino… Due lunghe gambe e labbra smaltate, in equilibrio sui tacchi non sono meno sensuali di una tazzina ricoperta di pelliccia.

    Parimenti impellicciati, parenti della tazza di caffè di Meret Oppenheim. “Colazione in Pelliccia”. Sembrò assurdo prendere il caffè in questa celebre opera d’arte, prima ancora che fosse internata in un Museo.

    Santo Cottolengo, Giuseppe Benedetto Cottolengo.

    Ospiti del Cottolengo sfrattati che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive in galleria Famiglia Margini.

    Mostri mostruosi! Monstrum, parola antichissima per definire quell’essere meraviglioso venuto da lontano, usata dagli antichi romani con felice stupore fino al giorno dell’arrivo dei popoli barbari.

    Scherzi della natura e dinamiche interdette si mettono in scena nella triplice azione di pulsione e repulsione …suspense. Prodigiose creature da rapire con un piglio feticista.

    Filippo Corato, alias FILO, e i suoi Mostri nascono attorno ad un palloncino come i sogni di un fanciullo che recupera la magia in piccoli pezzettini di materia abbandonati, e li rende preziosi con squisiti giochi di fantasia.

    SCHEDA TECNICA

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Ingresso libero

    Info:

    Orari: da martedi a giovedì dalle 14 alle 20 e su appuntamento chiamando il numero 328 7141308

    Web: www.famigliamargini.com

    Mail: [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760