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  • Un valido aiuto: l’attività del Life coaching

    Spesso la vita ci mette di fronte a scelte che prevedono cambiamenti di cui non sempre cogliamo l’importanza e che richiedono un allenamento continuo per affrontare paure e imparare ad accettare il nuovo.

    L’evoluzione di un progetto personale verso la sua realizzazione può essere sostenuta da percorso affiancato da un Certified Mental Coach.

    Una prima tappa da cui un Sport coach potrebbe partire è la domanda mirata: Cosa voglio ottenere? Aprendo poi a tutta una serie di domande)successive che servono a definire meglio il proprio obiettivo e la misura dello stesso.
    Il percorso iniziato da un Life Coach si presenta proprio come un percorso a tappe di cui sono riconoscibili alcuni fondamentali passi:

    1. Credere fortemente nella possibilità di vincere.
    Non si va da nessuna parte se si comincia con pensieri di perdita.


    2. Essere narrativi.
    Condividere con le persone che stanno intorno a noi il racconto del sogno che vogliamo realizzare rende esplicita la misura dell’importanza e del valore che il progetto ha per noi.

    3. Monitorare il successo.

    Autoregolamentarsi, verificare i risultati rispetto ai singoli obiettivi, definiti all’inizio del cammino, significa allenarsi ai risultati e usarli come preziosi autoregolatori per apportare variazioni e misurare il cambiamento.

    4. Identificare il nemico.
    L’obiettivo di questo passo è abolire tutte quelle espressioni che contengano la sconfitta. Ad esempio tutte quelle frasi che iniziano con un “No”.


    5. Valorizzare l’amico.
    Gli amici appoggiano le nostre trasformazioni, ci seguono in ogni momento e applaudono ai nostri successi.

    6. Darsi un tempo per vincere.
    Ogni nuovo percorso ha in se una sfida e un risultato da raggiungere. Ma, in quanto tempo? E’ necessario darsi un tempo per regolare le nostre azioni per non procedere a tentoni e per valorizzare ogni singola azione messa in campo.

    7. Vedere la propria vittoria.
    Come sarò nel momento in cui avrò vinto? Che emozioni proverò? Sarò soddisfatto?

    8. Premiare il successo.
    Ogni step raggiunto richiede una sosta obbligata per celebrare il risultato e ritirare il premio

    9. Riconoscere i punti di forza.
    Cosa mi ha permesso di affrontare nuove sfide? Cosa è veramente importante per me? Vanno riconosciuti, valorizzati e identificati i punti di forza e i valori guida che vi hanno animato.

    10. Accogliere il dono.
    Cosa mi porto via da questa esperienza? E come posso utilizzarla in altri ambiti della mia vita.

    La vittoria sta nell’aver raggiunto il risultato per il quale ci eravamo messi in cammino, sta nell’aver creduto alla possibilità di affrontare una nuova sfida e nell’aver conquistato il dono della conoscenza che ci permetterà di attuare nuove trasformazioni e intraprendere cammini successivi!

  • Roy Martina

    Certified Mental Coach, conferenziere e scrittore di successo, medico specializzato in terapie alternative, ex campione di karate, Roy Martina è un convinto sostenitore della necessità di integrare corpo e mente.

    Autore di decine di libri tradotti in tutto il mondo, Leader Ship Trainer e conferenziere a capo di una società: la Roy Martina Experience , Roy Martina è uno dei nomi di spicco della medicina alternativa – anche per quanto riguarda la formazione – a livello mondiale.

    Nato il 29 settembre del 1953 a Curaçao, nelle Antille Olandesi, ha conseguito la laurea in Medicina nei Paesi Bassi, specializzandosi in medicina olistica. Sempre in Olanda ha fondato la clinica di terapie alternative Second Center Opinion e l’organizzazione no profit Relief, per l’aiuto di disabili e bambini con problemi emozionali. In un’intervista, Roy Martina racconta di essere stato un bambino “difficile”: affetto da una leggera forma di sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), si era avvicinato alle arti marziali su consiglio di uno psicologo. Scelta che ha una rilevanza cruciale sulla sua intera vita, sul suo carattere – “Ho imparato il rispetto e a gestire la mia aggressività” – e sulle sue scelte professionali.

    Il selfness coach

    Roy Martina crede in un approccio olistico al coaching, che poggia sulla profonda conoscenza di se stessi e sull’accettazione della propria imperfezione umana, dei propri lati oscuri e irrisolti. Martina si definisce un “mental coach” che invita i suoi clienti a stimolare i tre pilastri dell’esistenza umana:
    1. il pilastro corpo, ossia la capacità di nutrirsi in modo sano, fare attività fisica e rimanere in forma;
    2. il pilastro relazione, ossia la capacità di trovare un equilibrio tra lavoro e divertimento, e nel relazione con l’ambiente, il partner, i colleghi, la famiglia;
    3. il pilastro crescita, ossia la capacità di prendersi le proprie responsabilità in situazioni complesse e durante i momenti di crisi.
    Secondo Roy Martina, per essere felici “basta partire dal presupposto che la vita è perfetta, che l’universo funziona perfettamente e che il nostro corpo può svolgere contemporaneamente milioni di funzioni. Al mondo c’è una ragione per ogni cosa. Dobbiamo crederci fino in fondo, anche quando ci capitano le cose più sgradevoli. Se consideriamo ciò che ci succede come un’esperienza utile per crescere, saremo più felici”.

  • I consigli di un esperto per dedicare le vacanze alla propria crescita personale

    Le vacanze rappresentano sicuramente il momento migliore per prendersi un po’ di tempo per se stessi e per la propria crescita interiore e spirituale. Dopo un periodo fitto di impegni, tempo dedicato al lavoro e ai figli, la prospettiva di passare due settimane da dedicare a se stessi e alla propria crescita personale può spaventare ma non se si seguono i consigli di un esperto del benessere personale che ha ottenuto la specializzazione di life coach.

    Ecco l’elenco dei consigli di un mental coach esperto:

    1. Prima di scegliere la vacanza è importante chiarire con molta calma cosa si vuole trovare in quel posto e cosa ci si aspetta. Fate in modo di scegliere una destinazione e una sistemazione che possa incontrare i bisogni di serenità e stabilità mentale. La serenità mentale è molto importante per ritrovare l’equilibrio e il tempo da dedicare a se stessi. Come suggerisce il certified mental coach, la mente domina ogni cosa.

    2. Mettere in conto le difficoltà: qualche intoppo potrebbe verificarsi, proprio per la diversa velocità che ognuno ha di adattarsi a situazioni nuove, è necessario mettere in conto che i primi giorni di vacanza sono frequentemente quelli più difficili: cambiare ritmo, abbandonare lo stress e le corse del quotidiano, non è sempre cosa immediata né facile.

    3. Partire con una bella dose di autoironia che permetta di cogliere con leggerezza alcuni aspetti del proprio carattere, della vacanza e che se presi troppo sul serio potrebbero alimentare delusione e tensioni: la perfezione non esiste. Del resto non è ciò che accade, ma è il significato che diamo agli eventi e come ce li raccontiamo che determina il loro effetto su di noi e il nostro essere.

    4. Lasciare il lavoro, i colleghi e gli amici a casa per dedicarsi a se stessi: è il momento di dedicarsi alla propria crescita, senza intrusioni o terzi incomodi che potrebbero alimentare gelosie o sentimenti di solitudine. È importante sapersi ascoltare nei proprio bisogni e concedersi spazi individuali: stare sempre insieme, condividendo ritmi e interessi tutto il giorno può risultare soffocante.

    5. Sperimentare cose nuove per se: fare cose diverse ed esperienze nuove che arricchiscano l’esperienza della vacanza.

    6. Fare buon uso dell’ultimo e tecnologico strumento appena comprato: fotografare i momenti più belli, riguardare le foto aiuterà a recuperare quelle emozioni e a ricordare chi siamo e come possiamo stare bene, anche nei momenti più grigi.

    Ultimo, ma forse primo fra tutti, pensate che la vacanza è sì un momento di svago e di leggerezza, ma anche e soprattutto un’occasione per ritrovare se stessi e migliorarsi.

  • Nuove tecniche di rilassamento: I consigli di un esperto

    Un professionista che ha ottenuto la specializzazione di life coach conosce bene la mente umana e la sua capacità di rilassamento e abbandono delle situazioni di stress. Nello specifico del benessere individuale,un mental coach può aiutarci a capire come rilassarci attraverso l’utilizzo delle immagini mentali, illustrando nuove tecniche di rilassamento. Le immagini si rivelano potenti strumenti di benessere e cambiamento interiore. Nel nostro cervello, le rappresentazioni immaginative, di qualunque modalità sensoriale, sono percepite mediante le stesse aree corticali deputate alla percezione di immagini esterne e inducono potenzialmente gli stessi schemi di risposta psicofisiologici. Se immaginate un fiore di loto questa immagine visualizzata col vostro “occhio della mente” verrà processata dalla medesima area corticale deputata alla percezione di un fiore reale. Allo stesso modo se immaginiamo mentalmente il nostro cibo preferito, il corpo risponde a tale immagine come se avessimo davanti a noi il cibo e stessimo per mangiarlo.

    Molti certified mental coach hanno sperimentato l’influenza delle immagini mentali sui processi e riflessi fisici del corpo. Molti utilizzano le immagini mentali nelle tecniche di rilassamento e immaginazione guidata dove è il conduttore a guidare le produzioni immaginative dei partecipanti attraverso i più vari scenari allo scopo di favorire la distensione e il rilassamento. Sono tecniche che riducono il campo della coscienza umana focalizzando l’attenzione su specifiche immagini mentali. Le immagini mentali sono utilizzate come tecniche di rilassamento anche per i bambini e gli adolescenti, dato che per loro natura sono più spontanei e meno prevenuti nell’utilizzo della fantasia. Concentrando l’attenzione sull’immagine proiettata nella mente, si abbandonano le distrazioni mentali e il corpo entra in uno stato di totale rilassamento e abbandono. Lo stato di rilassamento mentale libera il corpo da qualsiasi tensione muscolare. La mente è libera da pensieri e può in tal modo controllare e dominare l’ormone dello stress.

  • Certified Mental Coach e la PNL

    Lo Certified Mental Coach, che allena mentalmente gli atleti nelle diverse e più variegate discipline sportive, non può fare a meno di conoscere e usare la PNL.

    Che cosa è la PNL?
    La PNL – Programmazione Neurolinguistica, e’ nata negli anni ’70 ad opera di due ricercatori: Richard Bandler, matematico, e John Grinder, linguista. Essi modellarono i comportamenti di terapeuti e comunicatori di eccezionale efficacia. In tal modo individuarono una serie di schemi fondamentali, verbali e non verbali, condivisi da tutti i grandi comunicatori, che facilitano grandemente il rapporto interpersonale e la comunicazione produttiva.

    Negli ultimi quarant’anni di ricerche la PNL ha sviluppato strumenti e strategie di straordinaria efficacia, sfruttando appieno l’innata capacità del nostro cervello ad apprendere in modo istantaneo ciò che si sperimenta utile e vantaggioso.

    Considerata la natura “veloce” e di “risultati” di tutte le discipline sportive, l’intervento del Executive Coach non può non prevedere l’uso sistematico della programmazione neuro-linguistica.

    La PNL, attraverso strumenti tipici come:

    • obiettivi ben formati,
    • livelli logici,
    • cambio delle convinzioni,
    • ancorare stati risorse produttivi,
    • creazioni delle convinzioni,
    • ecologia dell’obiettivo,
    • Time-line,
    • Future Pacing,
    • Neuro Hypnotic Repatterning,
    • Meta Programmi,
    • modellamento esterno ed interno,
    • Design Human Engineering

    è un must da usare con tutti gli atleti che vogliono velocemente progredire nell’aspetto mentale della loro performance sportiva.

    E proprio in questo ambito che un mental coach interviene, allenando l’atleta a gestire le sue emozioni e a usarle in modo performante come uno strumento in più che gli permette di raggiungere le sue massime potenzialità.

  • La vittoria fortifica

    Una vittoria che ha reso l’atelta Djokovic fiero del proprio lavoro sostenuto dal suo personal Certified Mental Coach. Travolto dalle emozioni positive durante il match ha portato a casa un trofeo davvero speciale.

    Dopo molte finali perse di fila, che lo hanno portato ad aver dubbi sulla sua bravura, Djokovic è riuscito a mettere in pratica gli insegnamenti del suo Sport Coach e ad aver fiducia in se stesso.

    La presenza del Mental Coach durante gli allenamenti hanno insegnato all’atleta di pensare solo al momento e a quello che stava succedendo. Affrontare uno sforzo fisico e mentale di quel tipo è normale che pensieri –positivi e negativi- ti passino per la testa, soprattutto verso la fine del match. Djokovic ha imparato a restare rilassato e a cercare di essere presente, senza pensare al futuro e vivendo solo il momento.

    Alla domanda “È stata una vittoria diversa dalle altre?” l’atleta risponde: “Sinceramente, questa è la finale Slam migliore dal punto di vista qualitativo a cui abbia mai preso parto. Roger ha giocato bene. Ha mostrato uno spirito combattivo e di saper stare nel match nei momenti importanti.” – e aggiunge –“Ma l’unico modo di vincere il match era credere di potercela fare fino alla fine e restare forte mentalmente. Questo è quello che ho fatto. Non ho lasciato svanire le emozioni, come probabilmente è successo al Roland Garros. Sono molto felice di aver vinto una finale Slam dopo aver perso le ultime tre.”

  • Volontà e determinazione per migliorare se stessi

    Il miglioramento di se stessi è volto a superare quelle tendenze innate che rappresentano dei limiti per la crescita personale. Il superamento dei limiti innati del nostro essere richiede moltissima volontà e determinazione. Un atleta che ha ottenuto la specializzazione di sport coach è esperto degli strumenti di crescita personale. Spesso si legge di crescita personale come di processi che possono in modo quasi miracoloso creare dei cambiamenti importanti e duraturi. I mental coach che si occupano della crescita personale sanno che il cambiamento non è facile e tanto meno miracoloso. Lo sport è la metafora ideale della crescita personale e i certified mental coach conoscono tutti gli strumenti per superare i limiti e rendere gli atleti determinati e motivati. Il lavoro del coach è ancora più importante quando è in grado di agire su queste variabili mentali dell’atleta. Un ottimo coach deve saper liberare la forza interiore dell’atleta che in quel momento è prigioniera dei limiti creati dalla mente dell’atleta. Speso si sente dire che è impossibile cambiare, in realtà qualsiasi cambiamento è possibile ma può essere molto difficile. Bisogna credere che il cambiamento sia possibile. William James ad Harward disse: “Ciò che si crede crea i fatti reali”. In altri termini: noi non crediamo necessariamente a ciò che vediamo, quanto piuttosto vediamo ciò che crediamo. Questo è uno dei principi su cui si fonda il mondo della crescita personale. La legge delle aspettative dice che qualsiasi cosa ci si aspetti, con fiducia, diventa la profezia auto realizzante. In altre parole, quello che si ottiene non è necessariamente ciò che si vuole, ma piuttosto ciò che ci si aspetta. Le persone di successo hanno un atteggiamento caratterizzato da auto-aspettative fiduciose e positive. Si aspettano successo, ammirazione e felicità; e raramente vengono delusi. Gli uomini e le donne di non successo hanno un atteggiamento caratterizzato da aspettative negative e pessimismo che fa si che le situazioni vadano proprio come si aspettano.

  • Il coaching nella vita di un atleta

    La vita di un atleta è tempestata da duro allenamento e impegno fisico. Un atleta che ha conseguito la specializzazione di sport coach può spiegare perché non bisogna trascurare il processo di coaching. Il coaching è un processo di sodalizio con gli atleti che stimola la riflessione ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. Grazie all’attività svolta dai professionisti mental coach, gli atleti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare le performance.

    La metodologia di un certified mental coach prevede che l’atleta sia prima di tutto rispettato, sia dal punto di vista personale che professionale, e venga considerato in grado di gestire efficacemente la propria carriera ed il proprio ambito lavorativo. Ogni atleta viene visto come una persona creativa e piena di risorse.

    Il coaching deve:

    1. scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che l’atleta vuole raggiungere;
    2. guidare l’atleta in una scoperta personale di tali obiettivi;
    3. far in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dall’atleta stesso;
    4. lasciare piena autonomia e responsabilità all’atleta.

    Il coaching include un approccio celebrativo che si fonda sul riconoscimento di ciò che è giusto, di ciò che funziona, di ciò che è desiderato, di ciò che è necessario per arrivare all’obiettivo. L’approccio prevede domande basate sulla scoperta, una modalità proattiva nella gestione delle sfide e delle opportunità personali, una formulazione costruttiva di osservazioni e feedback finalizzati ad ottenere reazioni positive dagli altri.

    Durante ciascun incontro è l’atleta a scegliere l’argomento della conversazione, mentre il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza ed persuade l’atleta a divenire proattivo. Nel coaching si esamina quale sia la situazione attuale di partenza, e si definisce, in comune accordo, ciò che egli è disposto a fare per raggiungere la meta prefissata.

  • Allenare la mente dell’atleta

    L’aspetto mentale dell’atleta è senza dubbio la prima variabile sulla quale lavorare per migliorare le sue performance. Un coach che è diventato sport coach conosce molto bene le tecniche di controllo mentale per essere vincente e determinato sul campo. Un mental coach sa quanto pesa l’aspetto mentale e psicologico sulle prestazioni dell’atleta. Nell’ambito sportivo la sfera mentale è una componente essenziale. Molti sono i casi di atleti che pur essendo preparati fisicamente hanno fallito i loro obiettivi perché sono crollati psicologicamente. Perché la loro mente non era allenata adeguatamente per reggere la situazione tensiva così come lo era il loro corpo.

    Negli ultimi tempi nello sport molti campioni hanno ritagliato nelle loro intense giornate di allenamento uno spazio da trascorrere in compagnia del certified mental coach: specialisti della preparazione mentale. Il mental coach può essere utile all’atleta per: gestire l’ansia prima e durante la prestazione; migliorare la propria performance tecnica; migliorare la propria performance tattica; migliorare e allenare l’approccio all’incontro; curare, in allenamento, aspetti tecnici, ma che devono essere adeguati mentalmente alla situazione da affrontare durante la prestazione agonistica. L’aspetto mentale, che troppe volte viene sottovalutato, dovrebbe collocarsi all’interno dell’allenamento del campione, così come di qualunque atleta, accanto ad aspetti più propriamente tecnici e fisici, senza sostituirli. Il ruolo del mental coach è certamente diverso da colui che “guarisce” i malesseri della mente dello sportivo, ma è colui che contribuisce ad affrontare situazioni (in allenamento e in partita) che devono essere lette e rielaborate anche dal punto di vista psicologico. il ruolo dell’Allenatore Mentale è semplicemente quello di consentire all’atleta, ad ogni livello, di dare il meglio di sé, facendosi trovare sempre pronto ad affrontare e superare ogni tipo di difficoltà che può presentarsi durante la sua prestazione.

  • L’abito fa il monaco: sarà vero?

    Se fino ad oggi avete speso minuti preziosi davanti allo specchio interrogandovi sulle possibili reazioni al vostro abbigliamento, dopo aver letto questo post il tempo abitualmente dedicato a ciò non sarà più sufficiente poichè, parola di Life Coach, il tipo di vestito indossato non solo influenza l’altrui pensiero ma anche il vostro.

    Ognuno di noi quando indossa un determinato vestito lo fa con l’idea più o meno consapevole che ciò inciderà sull’opinione che gli altri hanno di lui/lei.

    Ciò che indossiamo, secondo alcuni autorevoli Mental Coach, può influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi, come ad esempio una maglietta di Superman fa sentire più forti e un camice bianco migliora i risultati di un test matematico.

    Karen Pine Certified Mental Coach ha pubblicato i risultati dei suoi esperimenti in un libro “Se si chiede a un ragazzo con la t-shirt di Superman di stimare che peso può sollevare risponderà con un numero maggiore di un ragazzo che ha una maglietta normale, ma anche di uno che ha gli stessi vestiti che aveva lui prima”.

    Alcune donne invece che erano alle prese con un test di matematica sono state fatte vestire in modo diverso: quelle vestite con un tuta hanno avuto risultati peggiori che quelle in maglioncino e i risultati migliori si sono avuti facendo indossare loro un camice bianco, come se il cervello pensa di avere le capacità mentali di un dottore. Karen Pine conclude “Questi studi confermano che non solo noi siamo quello che vestiamo, ma diventiamo quello che vestiamo”.

    Insomma, noi tutti ci aspettiamo che il modo di vestirci possa influenzare le nostre relazioni sociali e, a quanto pare, tale fenomeno è enfatizzato dal fatto che l’abbigliamento sembra esercitare una discreta influenza anche sui nostri pensieri.