Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola ha inaugurato il 15 marzo il monumento a Giuseppe Mazzini, recentemente restaurato. Alla cerimonia hanno partecipato il vice sindaco Renato Bacciardi, l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci, il direttore dell’Unità Tecnica di Missione di Roma dott. Giancarlo Bravi, la dott.ssa Federica Di Napoli, in rappresentanza della Soprintendenza dei Beni Storico Artistici del Lazio, e il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali dott.ssa Benedetta Montevecchi. Presenti anche alcune classi delle scuole elementari. Il restauro è stato voluto e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, ha promosso l’iniziativa “I Luoghi della Memoria”. «Giuseppe Mazzini è stato uno dei padri della Patria, un uomo i cui ideali furono volti verso il forte senso della democrazia. ˗ ha detto il primo cittadino ˗ È importante rispettarne la memoria, custodendo questo prezioso monumento. Un ringraziamento particolare va al dott. Bravi, all’assessore Ranucci, per aver seguito il progetto, e al vice sindaco Bacciardi, per aver segnalato la possibilità di ottenere il finanziamento». Il sindaco Mazzola ha poi rivolto un appello ai cittadini per avere più rispetto del patrimonio architettonico della città. Appello ripreso dalla dott.ssa Di Napoli: «Per i tarquiniesi il monumento non è solo un ricordo storico ma anche un posto di ritrovo per giovani e anziani, che si siedono sui gradoni del basamento. Credo giusto che le persone continuino a viverlo in questo modo, tenendo però a mente che va tutelato e conservato».
Tag: Mazzini
-
Restaurato il monumento a Mazzini
Restaurato il monumento dedicato a Giuseppe Mazzini. Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci inaugureranno l’opera architettonica giovedì 15 marzo alle ore 11. Sarà presente il direttore dell’Unità Tecnica di Missione di Roma dott. Giancarlo Bravi. L’iniziativa rientra nel progetto “I Luoghi della Memoria” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’intervento di restauro, coordinato dall’Unità Tecnica di Missione in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storico Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, si è articolato in accurate operazioni di pulitura e nel consolidamento delle superfici. «Siamo molto soddisfatti. – affermano il primo cittadino e l’assessore Ranucci – Il monumento è un bene della città di grande valore storico e artistico. Il restauro conclude in modo degno l’anno dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia». A 50 anni dalla morte di Mazzini, nel 1922, l’Amministrazione Comunale di allora si attivò per erigere un’opera in memoria del patriota ligure: l’artefice e il sostenitore della proposta fu Menotti Pampersi, tipografo pubblicista ed editore di fede repubblicana che coinvolse l’artista Ettore Ferrari. Ferrari, già nel maggio del 1922, presentò il progetto del monumento, che realizzò gratuitamente per difendere gli ideali democratici contro il nascente regime fascista. Proprio a causa del regime fascista il busto, già concluso nel 1923, dovette aspettare nove anni per essere completato e collocato sul basamento quadrangolare a gradini in travertino, su cui è inserita una colonna di granito grigio con la base e il capitello in marmo di Carrara, sormontata da un’aquila bronzea.
-
L’Alba della Libertà
“Un brigante italiano: magro, pallido, cencioso,ma eloquente come la tempesta,
ardente come un apostolo,
astuto come un ladro,
disinvolto come un commediante,
infaticabile come un innamorato: Giuseppe Mazzini.”
(Klemens von Metternich, Memorie, Ed. Bonacci, 1991)
Roma, 1 marzo 2012
Il 10 marzo 2012 non è una data come tante altre. 140 anni fa moriva a Pisa il ligure Giuseppe Mazzini, patriota, politico, filosofo e giornalista che con le sue idee e la sua azione politica contribuì in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano e alla formulazione di un pensiero di democrazia, plasmato sulla forma repubblicana dello Stato, che nutrì i moderni movimenti europei.
Le condanne subite in diversi tribunali d’Italia lo costrinsero, però, alla latitanza fino alla morte. Ed è in questo momento che si situa “L’Alba della Libertà”, uno short film, in fase di montaggio, dedicato alla figura di Mazzini, della giovane ed esordiente regista romana Emanuela J. Morozzi.
In questo lavoro non viene presentato un eroe, né tantomeno un leader cospirativo e carismatico, ma un uomo stanco, malato, all’ultimo giorno della sua vita; sconfitto da un Risorgimento che non gli appartiene, a cui ha dedicato tutta la sua esistenza, ma pronto ancora a credere e a parlare di libertà e giustizia e a mettersi a nudo, forse per la prima volta nella sua esistenza, nell’amore.
“Ho voluto dipingerlo in maniera inedita, nella sua intimità – racconta la regista – e, forse, anonima quotidianità; nella fragilità e nella verità di un soliloquio negli ultimi momenti della sua esistenza. Immaginando quali siano stati i pensieri di chi come lui ha compiuto gesta che hanno fortemente influenzato la coscienza del proprio popolo. Inoltre, mi è piaciuto riscoprire un Giuseppe Mazzini nella particolarità di un sentimento che ci accomuna tutti: la commozione. Quella commozione insita nel nostro inconscio più recondito, che viene dai primordi, che appartiene a noi dalla notte dei tempi e che ci rende, nonostante la nostra unicità, indiscutibilmente tutti Uguali. Uguali nell’ amore, nelle paure, nelle parole non dette, negli addii”.
Il cortometraggio, della durata di 10 minuti, è stato realizzato nel Comune di Genzano (prov. di Roma), che, patrocinando l’iniziativa, ha messo a disposizione il suo palazzo più importante, lo Sforza Cesarini, con il parco antistante. È stato girato in formato digitale, recitato in Italiano, con sottotitoli in inglese, francese, spagnolo e tedesco.
La troupe è composta da giovanissimi di 20 e 30 anni, che si sono riuniti appositamente per omaggiare Mazzini nell’anniversario della sua scomparsa. Gli attori che interpretano il patriota italiano nelle sue tre età sono: Philippe Guastella- adulto, Daniele Zappalà- giovane, Edoardo Zampini – bambino. La voce del protagonista è di Angelo Maggi, noto e pluripremiato attore e doppiatore italiano, proveniente dalla scuola di Vittorio Gassman. Fanno ancora parte del cast: Manuela Marchetti, giovane donna; Martina Fioramonti, bambina; Ninni Sciandra, madre di Mazzini.
La colonna sonora è stata composta da Marco Valerio Antonini, che ha studiato composizione al conservatorio di Santa Cecilia, e frequentato Masterclass di musica per film con autori come N.Piovani e A.Di Pofi, collaborando con il Centro Sperimentale di Cinematografia, la NUCT e l’ACT a Cinecittà. Nel 2011 vince l’NCN Lab della Fond. Cinema per Roma, nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma, con la musica per il corto “La legge di Jennifer”, di A.Capitani.
Il progetto “L’Alba della Libertà”, essendo di interesse storico- culturale, verrà presentato nei più importanti festival nazionali ed internazionali.
Biografia Emanuela J. Morozzi
Studia presso l’Università Tor Vergata di Roma dove si laurea in Storia Scienze e Tecniche della musica e dello Spettacolo con lode. Subito dopo inizia il suo percorso artistico nel Cinema Indipendente; muovendo i primi passi nella produzione, andrà poi ad occuparsi della parte organizzativa di corti, lungometraggi e pubblicità televisive. Dal 2009 inizia a curare la parte registica, prima come aiuto regia, ruolo che spesso ancora oggi ricopre, e poi dal 2011 anche come regista e produttrice indipendente.
INFO
Ufficio Stampa
Francesca Vitalini 3393390878
Fernanda Perri 3477898640
Email. [email protected]