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  • Umbria, De Pierro nomina Lorenzo Lombardi vice responsabile regionale


    Il regista di San Giustino ha ricevuto la nomina direttamente dal presidente dell’Italia dei Diritti, che qualche giorno prima gli aveva già assegnato il ruolo di vice responsabile del Dipartimento Beni Culturali, e prenderà il posto del dimissionario Giampiero Prugni

    Roma – Dopo i successi cinematografici, per il regista Lorenzo Lombardi arriva un importante incarico dal movimento politico nazionale Italia dei Diritti.
    Il presidente Antonello De Pierro lo ha scelto con nomina diretta, qualche giorno fa, come vice responsabile nazionale per i Beni Culturali, e ora come vice responsabile regionale per l’Umbria.
    Con quest’ultima delega prende il posto del dimissionario Giampiero Prugni, ex candidato presidente alla Regione Umbria, che aveva, tra le altre cose, lanciato l’idea del Perugia International Film Festival, proponendo la direzione artistica all’attrice Monica Bellucci.
    L’Italia dei Diritti infatti non parteciperà alle elezioni del 31 maggio 2015 causa vizio di forma nella presentazione delle firme dei sostenitori malgrado la consegna nei termini stabiliti.

    Sono onorato di ricevere ben due nomine di tale rilievo — ha dichiarato Lombardi —. Sono orgoglioso di essere umbro e quindi italiano e questi due incarichi mi permetteranno di dare voce nuova e giovane alla mia regione e alla Cultura del nostro Bel Paese”.

    Il giovane film-maker ha poi continuato: “Sono convinto che l’epoca storica in cui viviamo ci abbia sottratto molto, ma al tempo stesso abbia scosso i nostri animi per una nuova rinascita, sia essa sociale, economica, culturale. Per l’Umbria, assieme al responsabile Massimiliano Sirchi, cercheremo di migliorare lo stato della nostra regione con proposte innovative ed efficienti focalizzando l’attenzione sui diritti che non devono essere calpestati (sanità, lavoro, infrastrutture, ambiente, innovazione), tutelando la nuova e la vecchia generazione”.

    Sulla nomina ha detto la sua anche il leader De Pierro: “Credo che Lorenzo Lombardi sia l’uomo nuovo che possa portare, grazie alle sue competenze professionali, uno slancio positivo, innovativo e rivoluzionario all’Italia dei Diritti e grazie alle sue conoscenze nel mondo dell’arte saprà valorizzare anche il cinema made in Italy”.

  • Milano Art Gallery presenta in concomitanza con la mostra di José Dalì gli incontri di Cultura Milano con Alessandro Sallusti e Quasimodo

    Nello spettacolare contesto della Milano Art Galleryha avuto grande successo la mostra di José Dalì, organizzata dal manager Salvo Nugnes in occasione dei 110 anni dalla nascita del padre dell’artista, il Maestro del surrealismo Salvador Dalì. La straordinaria esposizione dal titolo “La verità surreale”, ha visto inoltre la speciale visita del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, che ha commentato positivamente l’intero allestimento delle opere di Dalì, ispirate alla matrice paterna.

    In questa suggestiva cornice, Martedì 3 Giugno, la storica galleria di via G. Alessi 11, ha ospitato il Direttore del “Il Giornale”, Alessandro Sallusti per la presentazione del libro intitolato “La Grande Illusione” scritto dal noto giornalista Fabrizio Boschi. Il volume è considerato il primo, che sia mai stato pubblicato, sul grande bluff della rottamazione, sulle contraddizioni e sugli intrecci politico-finanziari, che si celano dietro al nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nei suoi 10 anni di ascesa al potere.

    A chiudere in bellezza la mostra di Dalì, in data odierna, Giovedì 5 Giugno, si terrà una conferenza omaggio al Premio Nobel Salvatore Quasimodo, con il figlio Alessandro, che si cimenterà nella lettura di sublimi versi lirici e racconterà le fasi salienti della vita del padre, svelando anche curiosità e aneddoti.

    I due incontri fanno parte del Festival Artistico Letterario Cultura Milano, un salotto culturale ad ingresso libero, che annovera personalità del calibro di Bruno Vespa, Vittorio Sgarbi, Umberto Veronesi, Antonino Zichichi, Vittorio Feltri, Francesco Alberoni, Corrado Augias, Margaret Mazzantini e molti altri.

  • In catene in Procura contro omissioni istituzionali a Ostia a favore di persone vicine a un clan

    L’anziana preside Lucia Salvati ha manifestato ancora per portare alla luce l’incredibile vicenda che la vede coinvolta, chiedendo di parlare col procuratore capo Giuseppe Pignatone

    Roma – Continua la protesta di Lucia Salvati, l’ex preside in pensione che aveva già manifestato mesi fa in catene davanti all’Ufficio del Giudice di Pace e nella sala consiliare del Municipio di Ostia, alla presenza del sindaco Marino, in occasione dell’assemblea per l’emergenza criminalità sul litorale, denunciando vessazioni subite e omissioni commesse da parte di alcuni appartenenti alle istituzioni del X Municipio, in primis alcuni vigili urbani e dipendenti del locale ufficio tecnico, per coprire i vicini di casa, contro i quali aveva presentato un esposto per abusi edilizi ai suoi danni, e che, per costringerla a desistere dal chiedere i suoi diritti, non avevano esitato a presentarsi per minacciarla davanti casa con un noto esponente di un clan malavitoso, la cui caratura criminale è emersa in tutta la sua pienezza a seguito dell’inchiesta condotta contro le associazioni mafiose di Ostia, in cui è stato indicato come il capo del clan stesso e mandante di due omicidi.

    La donna, al centro di una vicenda kafkiana che ha coinvolto anche i suoi due figli, questa volta, come aveva già annunciato, si è presentata incatenata all’ingresso del Tribunale di Roma, chiedendo di parlare con il procuratore capo Giuseppe Pignatone, nel quale ripone la massima fiducia. Alla fine l’incontro con Pignatone non c’è stato, ma ha avuto modo di incontrare due uomini della polizia giudiziaria della procura, a cui ha raccontato, con dovizia di particolari e con l’esplicitazione di una consistente mole di ipotesi criminose, la sua assurda storia, che l’ha sfiancata fisicamente ed economicamente. La Salvati, che non ha alcuna intenzione di desistere dalla lotta intrapresa per far emergere la sua incredibile vicenda, che “in uno stato di diritto non avrebbe motivo di esistere, ma che, invece, grazie ai comportamenti omissivi di alcune cellule deviate delle istituzioni si è trasformata in un’odissea dove i delinquenti sono diventati vittime e le persone per bene delinquenti, grazie a chi ha coperto soggetti in rapporti con un clan malavitoso”.”

    Basta fare un sopralluogo in loco – ha spiegato l’anziana preside – e leggere attentamente le carte per comprendere immediatamente ciò che è successo. Continuerò a protestare affinché gli organi competenti facciano luce e puniscano quei comportamenti illegali che denuncio da tempo, ma che per coprire non si è esitato a muovere accuse inventate contro la mia famiglia, traendo a volte in inganno anche i giudici chiamati a decidere, anche se fortunatamente in alcune circostanze qualche magistrato particolarmente attento ha rilevato le false accuse limitando i danni di una storia che ha seriamente minato la serenità della vita mia e della mia famiglia. Abbatterò quel muro di omertà istituzionale che si è creato intorno all’intera vicenda e quella coltre censoria che alcuni media inspiegabilmente hanno opposto finora. Le mie proteste continueranno in forma sempre più eclatante, anche presso le sedi di quegli organi di stampa che finora hanno ignorato la notizia. Hanno provato di tutto per farci desistere dal denunciare gli abusi commessi. Dalle denunce per inesistenti abusi edilizi da parte di alcuni vigili urbani, o più precisamente vigilesse, corredate di dichiarazioni false in merito alla regolarità dei lavori eseguiti da coloro che avevo denunciato, alle intimidazioni dei vicini da me denunciati in compagnia di un noto esponente malavitoso, indicato da inquirenti e media a capo di un clan mafioso. E proprio per distogliere l’attenzione da quest’ultimo episodio, di tale gravità, non hanno esitato a farci piovere addosso, a iniziare dal mese successivo, denunce di ogni tipo, assolutamente inventate, che spesso, come già detto, hanno tratto in inganno anche alcuni giudici, con l’utilizzo di affermazioni che viaggiano tra il surreale e il tragicomico. Si parla addirittura di minacce di morte con l’utilizzo di armi, collocate temporalmente addirittura un anno e mezzo prima. Se hanno sentito il bisogno di denunciare solo dopo così tanto tempo, la paura deve essere stata veramente tanta! Io personalmente, e credo chiunque capace di intendere e di volere, mi sarei barricata in casa e avrei immediatamente allertato le forze dell’ordine. Oppure, in relazione all’episodio dell’intimidazione con il capo del clan, quest’ ultimo sarebbe rimasto talmente impaurito dalla presenza di mio figlio che, ‘vista la pericolosità del soggetto’, sarebbero stati costretti a farlo nascondere dentro la loro autovettura. O ancora, riferendosi all’altro mio figlio, l’hanno definito ‘soggetto molto pericoloso, in quanto esperto di arti marziali’. Peccato che questi non abbia mai messo piede in una palestra e per di più è affetto da serie patologie alla colonna vertebrale. Se chi ha scritto non si è sentito ridicolo, spero che le istituzioni deputate affrontino finalmente tutta la vicenda con attenzione, per ridare a me serenità e fiducia nelle istituzioni, che ho rappresentato fedelmente per 42 anni, e perseguano le condotte di chi finora ha potuto bellamente fare e dire ciò che ha voluto, con la certezza di godere, come più volte anche dichiarato a mo’ di vanto, di varie protezioni. Confido nella presenza a Roma del procuratore Pignatone e del suo pool, a cui aggrappo la mia speranza di far emergere la verità e ottenere giustizia”.

  • Antonello De Pierro e Bobby Solo omaggiano Papa Francesco al Piper


    Grande partecipazione per il tributo a Bergoglio, organizzato da Maximo De Marco e Angelo “Ciccio”Nizzo a Roma

    Roma – Si è rivelata un immenso successo la serata dedicata a Papa Francesco, svoltasi l’altra sera presso lo storico Piper di Roma, il tempio della musica beat, che è stato il trampolino di lancio per artisti come Patty Pravo, Rita Pavone e Renato Zero.

    L’evento, denominato “Francisco Ensemble”, è stato organizzato dal poliedrico cantante e regista Maximo De Marco, con la fondamentale e imprescindibile collaborazione del più noto dei p.r. italiani Angelo “Ciccio” Nizzo, è stato un tributo artistico a Papa Bergoglio, intervallato da speranzosi messaggi fede profonda che il rivoluzionario pontefice pronuncia durante i suoi interventi pubblici. Un suggestivo appuntamento a cui non sono voluti mancare tanti personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e della politica, la maggior parte dei quali si è succeduta sul palco, a iniziare dai giovani artisti particolarmente distintisi nei talent show, quali Thomas Grazioso, Luca Napolitano, Manuel Aspidi, Ruben Mendes e Andrea Di Giovanni di “Amici” , Daniele Coletta di “X Factor” , Francesco Guasti di “The Voice”, Maurizio Lipoli di “Ti lascio una canzone” e la trionfatrice di “The Voice of Italy 2013” Elhaida Dani. La conduzione è stata affidata all’attore David Sef e a una ritrovata simpaticissima Flavia Vento, mentre per gestire i momenti più suggestivi è stato lo stesso De Marco ad afferrare le redini dell’evento, regalando momenti emotivi di grande intensità con varie testimonianze di fede. Ed ecco alternarsi sul palco un sempreverde e particolarmente in forma Bobby Solo, accolto da un’esplosione di dilagante entusiasmo e applausi scroscianti, che si è esibito interpretando magistralmente l’arcinoto successo “Una lacrima sul viso”, e Stefano Sani, che ha solleticato le corde amarcord dei presenti modulando la voce sulle note del suo evergreen “Lisa se n’è andata via”. E ancora una sempre conturbante e affascinante Carmen Russo con l’inseparabile Enzo Paolo Turchi, l’étoile Giuseppe Picone e la grande attrice Antonella Ponziani. Particolare interesse e curiosità ha prodotto tra pubblico e addetti ai lavori la presenza del giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e presidente del movimento politico Italia dei Diritti, che a oggi figura al 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul webhttp://www.baroncelli.eu/politici_italiani/, giunto insieme alla brava e bella conduttrice Rai Daniela Miniucchi. De Pierro, ex direttore e voce storica di Radio Roma, era sceso l’ultima volta nel locale di via Tagliamento nel 2008, quando condusse una lunga maratona di spettacolo e premiazioni, in occasione del party organizzato per festeggiare i 10 anni della sua trasmissione radiofonica “La radio dei vip”, un evento passato alla storia della mondanità capitolina per l’altissimo numero di vip presenti, mai visto prima, tra cui figuravano proprio Maximo De Marco, Carmen Russo, Enzo Paolo Turchi e Antonella Ponziani. Ad applaudire all’indimenticabile momento di fede e spettacolo dell’altra sera c’erano anche il bravissimo Agostino Penna, la bellissima ex modella e ora affermata make up artist Sabrina Isidori, la splendida conduttrice Serena Gray, il principe Guglielmo Giovannelli Marconi, Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e la nota inviata di Gente Vip Giusy Genovese.

    (Foto di Enrico Fianco)

  • De Pierro rende omaggio a Giovanni Paolo II visitando la mostra di Gardini


    Il presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso la Casa delle Letterature di Roma congratulandosi con l’amico fotografo per le splendide opere realizzate sul Pontefice santificato

    Roma – La Casa delle Letterature di Roma, in piazza dell’Orologio, a due passi da Piazza Navona, ospita in questi giorni la mostra fotografica “Giovanni Paolo II – Il Grande Uomo”, una raccolta di 45 scatti dell’abile e talentuoso fotoreporter Fazio Gardini, allestita proprio in concomitanza con la canonizzazione di Papa Wojtyla, assieme a Papa Roncalli, con la città invasa da una mole impressionante di pellegrini giunti da ogni parte del pianeta per partecipare a quest’evento epocale per tutto il mondo cattolico. L’esposizione racconta i momenti toccanti, che vanno dalla scomparsa fino ai funerali dell’amato Pontefice, avvenuti sei giorni dopo l’8 Aprile del 2005 a Piazza San Pietro. Frammenti di storia immortalati da un obiettivo guidato dall’occhio esperto di Gardini, capace di cogliere frangenti unici e suggestivi da consegnare al futuro, sotto forma di straordinarie pagine fotografiche, in cui l’arte si mescola con la circostanza temporale, per partorire capolavori di rara maestria.

    La cerimonia fu officiata dal cardinale Joseph Ratzinger in quanto decano del Collegio cardinalizio. Presenti in piazza molti capi di stato e di governo e rappresentanti di tutte le religioni. La salma del Pontefice venne esposta all’interno della Basilica di San Pietro per alcuni giorni e ricevette l’omaggio di una folla di oltre 3 milioni di fedeli, che, durante tutto il giorno e tutta la notte precedente al funerale, attese con pazienza il proprio turno lungo una coda che raggiunse fino a cinque chilometri di lunghezza ed un tempo di attesa che superò le venti ore. Il 28 aprile successivo, Papa Benedetto XVI concesse la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l’inizio della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La causa fu aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la diocesi di Roma.

    Gardini ha scattato le foto nel momento in cui era appena giunto a Roma da un piccolo paese di Reggio Emilia. Ha fatto sosta a San Pietro per ben 10 giorni consecutivi dal 30 Marzo all’8 Aprile 2005, non separandosi mai dalla sua macchina fotografica, dormendo nel suo sacco a pelo e lavandosi nella fontana del Bernini. Come da lui stesso affermato, per la prima volta nella sua vita ha scattato commuovendosi per via della fortissima emotività che regnava nella piazza. Ha osservato i fedeli e la loro partecipazione nell’abbraccio collettivo che li teneva stretti. Un evento epocale in cui un fiume in piena di pellegrini formava una processione ordinata e silenziosa. Ore ed ore in attesa del proprio turno per poter salutare Pontefice. Giorno e notte non si distinguevano in quell’evento che tutto il mondo seguiva. Ha cercato di cogliere le emozioni di quella gente: devozione, mestizia, speranza.

    Alla mostra ha partecipato anche il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, che ha voluto rendere omaggio al Papa santificato e soprattutto congratularsi con l’amico Gardini per le incredibili opere realizzate. Sempre in pole position quando si tratta di sostenere testimonialmente iniziative artistico-culturali De Pierro, che ad oggi figura al 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul webhttp://www.baroncelli.eu/politici_italiani/, ha dichiarato: “Sono felice e onorato di essere qui oggi per due motivi. Indubbiamente per rendere omaggio alla memoria di un pontefice che, al di là delle opinioni soggettive, ha segnato una svolta epocale nella Chiesa, favorito anche dal lungo pontificato e dallo sviluppo tecnologico, che gli hanno permesso di viaggiare molto e di travalicare frontiere mediatiche fino ad allora impensabili, il tutto a vantaggio di una figura rappresentativa più vicina e tangibile per i fedeli, un percorso che sta giungendo a compiuta concretizzazione grazie all’incredibile opera dell’attuale Papa Francesco. In secondo luogo per sostenere la commendevole iniziativa di Fazio, che ha creduto fortemente in questo progetto espositivo, e infatti me ne aveva parlato più volte, e oggi è riuscito a realizzarlo, permettendo a noi tutti di godere del meraviglioso messaggio che si irradia dalle sue incantevoli opere, di grande valore artistico”

    Tra gli altri ospiti che hanno visitato e apprezzato la mirabolante esposizione, restandone emotivamente rapiti, le attrici Isabel Russinova , Marina Pennafina ed Elisabetta Pellini, il costumista Francesco Crivellini, lo stilista-astrologo Massimo Bomba, Massimo Arsetti, Gaia Maschi Verdi, Elisabetta Viaggi, Antonio Paris, Raffaella Salato, Gian Piero Ventura Mazzuca, Katya Marletta, Gisella Peana, Emilio Sturla Furnò, Gianfilippo Chiarello, Giulia Calenda Tavani, Gabriella Chirarappa e un’indefessa Patrizia Santangelo, che ha apportato un notevole e indispensabile contribuito all’organizzazione della rassegna.

    (Foto di Patrizia Santangelo)

  • Italia dei Diritti vera novità a elezioni amministrative di Perugia


    Grande entusiasmo ha suscitato la presenza del presidente del movimento Antonello De Pierro alla presentazione delle liste a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Wladimiro Boccali

    Perugia – Sono stati il sindaco Wladimiro Boccali e l’Italia dei Diritti, con a capo il suo presidente Antonello De Pierro, i veri protagonisti dell’incontro organizzato per la presentazione della coalizione di centrosinistra a Perugia l’altra sera nei locali dell’ex lanificio in località Ponte Felcino. Un appuntamento a cui i sostenitori della parte politica fedele al ricandidato sindaco uscente hanno risposto in massa in un’atmosfera festosa, con un fiume di gente che è scivolato entusiasta nella grande sala dove la ressa era imponente, tanto rendere ardua ogni stima circa il numero dei presenti, tra cui anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’assessore Silvano Rometti.

    Da una parte la curiosità di conoscere la nuova offerta politica da portare in dote alla città, su cui Boccali non ha deluso le aspettative parlando di quanto di buono è stato fatto dalla sua squadra negli ultimi 5 anni e tracciando le linee programmatiche future nei più disparati settori, leggendo tutto d’un fiato un ottimo e condivisibile discorso scritto forse per evitare di omettere qualche punto importante. Dall’altra quella di iniziare a mettere a fuoco una figura nuova che, negli ultimi mesi si è imposta sempre più nel panorama politico perugino, l’Italia dei Diritti appunto, fondata alcuni anni or sono dal giornalista romano Antonello De Pierro come movimento extraparlamentare e che proprio dal capoluogo umbro aveva lanciato, nell’ultimo scorcio dell’anno scorso, la sua trasformazione in entità politica lanciata verso l’ingresso nelle sedi istituzionali.

    E c’era molta attesa in sala per l’annunciata presenza del leader De Pierro, che è giunto accompagnato dal responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli Ivano Saitta e dai vertici umbri del movimento, il responsabile regionale Massimiliano Sirchi e il vice Giampiero Prugni, nonché dalla vice responsabile perugina Catia Gori, a locale già pieno ai limiti della capienza. Il termometro dell’entusiasmo ha fatto registrare improvvisamente una consistente e repentina impennata verso l’alto, vista la notevole attività svolta a livello nazionale sempre a tutela dei diritti dei più deboli, che gli ha fatto conquistare ad oggi il 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul web http://www.baroncelli.eu/politici_italiani/.

    Un tripudio che per qualche minuto ha oscurato e marginalizzato nell’attenzione dei presenti quanto avveniva sul palco degli interventi e ha fatto salire notevolmente le quotazioni della lista che ospita i candidati dell’Italia dei Diritti, Ivano Saitta, Massimiliano Sirchi, Catia Gori ed Elena Prugni. Una lista voluta fortemente dal vice sindaco uscente Nilo Arcudi, che ha chiesto aiuto all’Italia dei Diritti per l’apporto di un valore aggiunto alla formazione di una compagine competitiva, che potesse offrire alla città un’iniezione benefica di ossigeno nei centri tessutali più importanti. Un sos accolto immediatamente dal responsabile del Coordinamento Territoriale Saitta e dal responsabile regionale Sirchi che, dopo aver incassato l’approvazione del presidente De Pierro, hanno dato via a un progetto ambizioso che ha coinvolto gran parte delle realtà associazionistiche di Perugia, confluite nella solida formazione “Unione Civica”.

    Ho immediatamente sposato quest’idea – ha dichiarato De Pierro – per fornire ai cittadini di Perugia il supporto rappresentato dai nostri valori portanti, che trovano compiuta espressione nei principi di legalità e giustizia e nel rispetto assoluto dei diritti sanciti dalla nostra Carta costituzionale, che sono alla base del nostro concetto di politica. Il nostro impegno è volto a porre costantemente i corpi collettivi al primo posto, puntando in particolar modo sul rispetto dell’etica in ogni manifestazione comportamentale nell’espletamento del mandato affidato dall’elettorato tramite l’espressione di suffragio. Chi crede di poter fare politica al servizio e nell’interesse supremo del popolo può andare d’accordo con noi, ma chi invece nasconde sotto una parvenza di devozione istituzionale un orientamento intenzionale che mira al mero esercizio del potere affidatogli per la salvaguardia dei suoi tornaconti personali con noi dovrà fare i conti e sarà battaglia. Oggi è quanto mai necessario riavvicinare la gente alla politica e soprattutto favorirne la partecipazione attiva. E’ questa la vera sfida che lo spaccato attuale ci impone altrimenti, e siamo fuori tempo massimo, continueremo la nostra marcia su binari morti che ci condurranno verso un punto di non ritorno. E il nostro dnatico propugnare l’etica è esteso chiaramente a tutto il parenchima istituzionale e non solo alle cariche elettive. La corruzione in Italia supera la metà di quella di tutta l’Europa, credo che la politica non possa più permettersi di tollerare ma è chiamata a interventi decisi e risolutivi. Noi ci siamo e non abbiamo mai avuto dubbi in merito, auspichiamo che anche gli altri vadano in questa direzione”.

    (Foto di Franco Simonetti)

  • Agenzia Promoter – La recente elezione di Matteo Renzi commentata dal manager Salvo Nugnes

    Il noto manager Salvo Nugnes agente di nomi di spicco in ambito cultural artistico, commentando la recente elezione di Matteo Renzi alle primarie del PD auspica che “L’elezione di Renzi, giovane e intraprendente esponente della sinistra, possa davvero sprigionare una ventata di forza ed energia nuove per favorire un cambiamento globale, stimolando un atteggiamento di apertura e spirito collaborativo. L’Italia è un Paese in grave difficoltà, che ha bisogno di rialzarsi e ripartire con vigoroso slancio. Condivido la sua citazione della celebre frase di Nelson Mandela -ciascuno di noi deve mettersi in gioco-“.

  • De Pierro, ecco perché non mi sono candidato a sindaco di Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti, che ha sostenuto Ignazio Marino, spiega le ragioni del cambio di rotta rispetto a quanto annunciato mesi fa dichiarando di essere scettico sulla presenza del partito socialista in coalizione

    Antonello De Pierro

    Roma – Aveva annunciato mesi fa la sua candidatura alla carica di sindaco di Roma Capitale, passando per le primarie del Centrosinistra, e aveva iniziato un duro lavoro preparatorio per perseguire l’obiettivo auspicato, ma alla fine ha deciso di non candidarsi e di sostenere Ignazio Marino.

    Infatti, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, è in prima linea nel sostegno al grande chirurgo che sta correndo per il massimo scranno del Campidoglio e ha scelto di spiegare la sua scelta rinunciataria: “Quando ho preso la decisione di tentare la scalata al Campidoglio, pur essendo trascorso un lasso di tempo piuttosto breve, il panorama politico era in gran parte diverso rispetto ad oggi. Da allora, e parliamo di settembre scorso, abbiamo assistito ad uno sconvolgimento rilevante dell’assetto e degli equilibri partitici, soprattutto con la quasi estinzione dell’Italia dei Valori, partito a cui noi dell’Italia dei Diritti facevamo molto riferimento, e al cui declino, paradossalmente proprio io ho in parte contribuito, col ruolo avuto, che rivendico orgogliosamente, nella vicenda che ha portato allo smascheramento delle condotte quantomeno poco etiche di Vincenzo Maruccio. L’operazione che avevamo in mente di concretizzare era molto simile a quelle che hanno portato alla vittoria di Luigi de Magistris a Napoli e di Leoluca Orlando a Palermo, e per realizzarla contavamo sul sostegno proprio dell’Idv, oltre che a quello di Sel, della Federazione della Sinistra e dei Verdi Ecologisti. E’ logico che con la caduta del partito di Antonio Di Pietro, che avrebbe dovuto essere il pilastro dell’iniziativa, si è sgretolato inevitabilmente tutto l’impianto progettuale”.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti, che attualmente figura al 40esimo posto nella classifica ufficiale dei politici più amati su Facebook, con un trend di crescita che da un mese oscilla permanentemente tra il 3° e il 5° posto, avanza una piccola critica alle primarie a cui avrebbe dovuto partecipare: “Se fossi stato in gara sarei stato molto polemico su come sono state impostate le consultazioni selettive per la scelta del candidato sindaco. Infatti non comprendo perché debbano essere connotate come ‘Primarie del Pd’ e non della coalizione”.

    De Pierro, che in questi mesi è passato anche per una soddisfacente candidatura al Senato nelle liste di Centro Democratico nel collegio molisano, a seguito di un accordo siglato con la formazione di Donadi, Formisano e Tabacci, spiega la scelta da parte del movimento di sostenere Marino, anche se con qualche riserva per la presenza dei socialisti in coalizione: “Alla luce della riduzione del flusso consensuale su cui contavo alle primarie avevo deciso comunque di non proseguire nel progetto della mia candidatura a sindaco e quando ho saputo della presenza di Ignazio Marino tra candidati non ho avuto più dubbi, sarebbe stato lui il nostro candidato. Ed ora, superate le Primarie, anche grazie al nostro contributo, stiamo lavorando per giungere alla vittoria finale del centrosinistra con colui che riteniamo essere il più valido rappresentante della coalizione per indossare la fascia tricolore. Però non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro scetticismo per la presenza del Psi in coalizione, e non certo per fattori ideologici o per la presenza nel partito di persone non gradite, anzi l’attuale capogruppo alla Regione Lazio Oscar Tortosa è un nostro validissimo e commendevole esponente, abbiamo sostenuto fortemente la sua elezione e gode di tutta la nostra stima e fiducia. Le ragioni dei nostri dubbi affondano le loro radici nell’incapacità gestionale e organizzativa della dirigenza locale del partito, che già temevamo da tempo e che si è palesata in tutta la sua interezza in occasione della presentazione delle liste per il Comune di Roma Capitale. Basti pensare al fatto che nei Municipi sono state presentate solo quattro liste su quindici e, per giunta, di gran lunga ridotte nei componenti. Addirittura nel X (ex XIII) Municipio si è sfiorato il ridicolo quando da una lista di diciotto persone (la lista completa è di 24) è stata esclusa senza motivo una donna, con il risultato definitivo di un elenco votabile di 17 candidati e con buona pace delle pari opportunità e delle quote rosa. A nostro avviso ciò arreca un danno inestimabile in afferenza ai consensi e penalizza l’intera coalizione e naturalmente il partito stesso che fu, suona un po’ strano, di Pertini e di Nenni. Auspichiamo in merito un intervento deciso e risolutivo da parte del segretario generale Riccardo Nencini, a cui stiamo valutando la possibilità di chiedere un incontro”.