Tag: materie plastiche

  • I vantaggi delle materie plastiche

    Se ci guardiamo intorno non è difficile notare come le varie materie plastiche, dalla poliurea al polietilene, trovino applicazione in molti diversi settori, da quello dei rivestimenti in plastica a quello dell’arredamento, solo per citare alcuni dei settori nei quali la plastica viene utilizzata.

    Possiamo sicuramente dire che la plastica ha “invaso” vari ambiti della nostra vita, e pensare ad un mondo senza oggetti e componenti in plastica sarebbe davvero impossibile, così come sarebbe impossibile pensare ad un mondo senza legno o senza altri materiali che ci sono ormai diventati indispensabili. Nonostante, o forse a causa della sua capillare diffusione, la plastica non ha però sempre goduto di buona fama, anzi, è stata spesso connotata in modo negativo e associata all’idea di finto, di non umano e di impersonale. Basti pensare al modo in cui l’appellativo “di plastica” viene impiegato per descrivere in modo dispregiativo persone, rapporti e così via – come nel caso del “fake plastic love” (l’amore finto di plastica) citato in una celeberrima canzone dei Radiohead o della “Fabbrica di plastica” descritta in una canzone di Gianluca Grignani – per rendersi conto di come, quando si parla di qualcosa “di plastica”, non sempre, o per meglio dire quasi mai, ci si riferisce a quel qualcosa con un tono benevolo.

    Oltre a queste considerazioni, bisogna anche dire che una certa avversione nei confronti delle materie plastiche è maturata in concomitanza con la crescita della sensibilità di molti nei confronti della questione ambientale. La plastica, se dispersa nell’ambiente, causa infatti degli enormi danni ambientali a causa del suo essere praticamente indistruttibile, perlomeno nel breve periodo. Inoltre, i rifiuti plastici non possono essere smaltiti con le stesse modalità usate per altri tipi di materiali, come l’incenerimento. Questo non significa però che le materie plastiche siano da mettere in croce: come detto, sarebbe impensabile pensare ad un mondo senza plastica, senza rivestimenti in gomma, senza scenografie in polistirolo e così via. D’altra parte se è vero che la plastica non è un materiale biodegradabile, se non in centinaia di anni, è anche vero che esiste la possibilità di riciclarla, e quindi di riutilizzarla, come pure esistono ormai delle lavorazioni che permettono di produrre degli speciali tipi di plastica degradabile.

    Le materie plastiche, inoltre, presentano numerosi vantaggi, che ne permettono l’utilizzo in molti diversi settori e per vari tipi di lavorazioni, e che hanno delle conseguenze positive, e non solo negative, per l’ambiente. La plastica è infatti un buon isolante acustico, termico, elettrico e meccanico, oltre che un materiale leggero e versatile, facilmente lavorabile con un basso consumo di energia, economico, colorabile, resistente alla corrosione, alle muffe, ai batteri e ai funghi e idrorepellente. Tutte caratteristiche che distinguono le materie plastiche da altri tipi di materiali, e che le rendono perfette per diversi scopi, dalla produzione di barriere protettive agli arredi, dalla fabbricazione dei sistemi di isolamento dei frigoriferi a quelli delle nostre case.

    In conclusione, la connotazione negativa che ancora aleggia intorno al termine “plastica” risulta in certi casi ingiustificata, considerato non solo il fatto che sussiste la possibilità di riciclare e quindi di riutilizzare tale materiale, ma anche che alcune delle caratteristiche peculiari della plastica hanno delle conseguenze positive in termini di risparmio energetico.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – piano di marketing

  • Lavorazione plastiche e possibilità di riciclo

    In Italia le uniche plastiche ad essere riciclate sono quelle degli imballaggi,solo i loro produttori, infatti, pagano per la raccolta differenziata. Così il resto va al rogo.

    Innanzitutto, plastica è un termine generico che raccoglie materiali diversi, a seconda della lavorazione e dello stampaggio plastica. Quelle che vengono riciclate sono solo plastiche da imballaggio (bottiglie, flaconi, sacchetti della spesa…). Tutto il resto, come i giocattoli per esempio, non viene preso in considerazione. Semplicemente per motivi economici: nessuno paga per raccoglierlo. I produttori di imballaggi, infatti, versano una quota per ogni tonnellata di materiale immesso sul mercato. Con questi soldi il CoRePla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica) compra ai Comuni la plastica della raccolta differenziata. Visto che il prezzo cresce con l’aumentare della quantità e della qualità della plastica, i soldi non basterebbero per pagare tutto.

    Alcune plastiche, a seconda della lavorazione cui sono sottoposte e dei produttori materie plastiche, sono raccolte solo per il loro valore calorifero e destinate al termovalorizzatore, perché riciclarle non è economicamente vantaggioso. Si riciclano invece i polimeri utilizzati negli imballaggi e cioè il Pet (la plastica trasparente delle bottiglie e dei contenitori alimentari), il polietilene ad alta densità (Hdpe, quello dei flaconi) e a bassa densità (Ldpe, shopper e film di imballaggio della carta igienica o dello scottex), il polipropilene. L’importante è che ciò che si introduce sia pulito, cioè che non sia rimasto cibo o altro residuo organico al suo interno.

    Vediamo però qualche numero. Nel 2008 sono stati immesse sul mercato circa 2.205.000 tonnellate di imballaggi. 673.000 sono state avviate al riciclo, mentre altre 554.000 sono state inviate al termovalorizzatore. Del recupero, circa 370.000 tonnellate sono imballaggi industriali, il resto invece arriva dai rifiuti urbani.

    Ecco cosa accade. I comuni fanno la raccolta – ognuno a modo suo – e la plastica viene spedita a uno dei 39 impianti di selezione che lavorano per CoRePla. Prima di essere avviate al riciclo infatti, le plastiche devono essere sia separate da sostanze contaminanti (metallo o carta) sia divise a seconda della composizione chimica e delle caratteristiche. Ogni materiale ha un processo di lavorazione diverso. L’80 per cento del lavoro di selezione è automatizzato. Una volta selezionato, il materiale viene venduto dal consorzio agli impianti di riciclo a livello europeo attraverso aste telematiche.

    Le applicazioni dei materiali riciclati sono innumerevoli: il Pet diventa maglioni, imbottitura o moquette; il polietilene, invece, viene impiegato per realizzare tappi, sacchi della spazzatura o manufatti per l’industria edile.
    L’impiego di materie plastiche riciclate comporta un notevole risparmio economico, energetico e di emissioni. Basti pensare che per la produzione di un chilogrammo di plastica vergine servono due chilogrammi di petrolio. Rispetto alla produzione di materia prima vergine, rigenerare il Pet consente un taglio dei consumi energetici fino al 90 per cento, e delle emissioni di gas serra fino al 95 per cento.

    Aspettando tecnologie che ci permettano di aumentare l’efficienza del sistema, si può agire per migliorare la qualità e la quantità della raccolta. Secondo CoRePla, il metodo porta a porta è il migliore, ma solo se condotto correttamente, per esempio prevedendo turni di raccolta frequenti.

    Attualmente la raccolta differenziata è stata attivata in quasi 7.300 comuni e raggiunge più del 90 per cento della popolazione. La quantità di materiale raccolto varia però significativamente a seconda dell’area geografica: la raccolta procapite al Nord è pari a 13,2 chili, al Centro (Abruzzo Toscana, Lazio, e Molise) di 6,5 e al Sud 4,9.

    A cura di Martina Meneghetti

    Prima Posizione Srl – Esperto Web Marketing

  • Tecnomax materie plastiche ringrazia per il successo

    Si dice soddisfatta la Tecnomax, azienda veronese, per il successo fino ad ora raggiunto, sinonimo di sacrificio e impegno a migliorare e raggiungere il miglior risultato possibile.

    Nata nel 1998, ad oggi, Tecnomax è in grado di offrire supporto, consulenza e servizi agli utilizzatori di materie plastiche.

    Specializzata nel settore grafico-pubblicitario, oltre a fornire prodotti standard esegue, anche, lavorazioni particolari su richiesta della clientela.

    Con un magazzino di circa 600 mq e sette operatori specializzati, la Tecnomax lavora solo con attrezzature qualificate tra cui: sezionatrice orizzontale Euromac (che taglia fino a a4500 mm), tagliarotoli e sbobinatrice Flexa e due nuovi furgoni per il trasporto.

    I tempi standard di consegna sono, infatti, di 24/48 ore e senza alcun aggravio di spese.

    Dott.ssa Serenella Chiodi

    Resp. Ufficio Stampa

    Addviser-Verona –

  • PANNELLI IN ALLUMINIO? ESCLUSIVA DI TECNOMAX


    La Tecnomax è esclusivista per l’Italia dei pannelli in alluminio composito Aluwell, soluzione ottimale, per rivestimenti di costruzioni edilizie di ogni genere.

    Queste lastre posseggono, infatti, uno strato di alluminio di 0,5 mm e verniciatura in pvdf, che consente loro di prestarsi a molteplici applicazioni.

    Le sue peculiarità lo rendono eccellente per rivestimenti, per architettura di interni, ristrutturazioni e può essere tagliato, inoltre, o piegato e curvato, senza subire alcuna alterazione strutturale.

    Per saperne di più, visita il sito www.tecnomax.net

    Ufficio Stampa
    Dott.ssa Serenella Chiodi
    Resp. Ufficio Stampa
    ADDVISER – Verona –