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  • Antonello De Pierro in corsa per l’incarico di capo ufficio stampa dell’Ice

    Roma – In questi giorni si decide l’affidamento dell’incarico di capo ufficio stampa dell’Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero), il posto lasciato libero dall’uscente David Nebiolo e che ancor prima fu del noto blogger Mario Adinolfi. Un ruolo di grande prestigio da assegnare in un momento molto delicato nel settore economico, in particolar modo nei rapporti commerciali con i paesi esteri, e in cui il ruolo della comunicazione acquista un’importanza vitale. Non possono essere commessi errori di valutazione e qualsiasi pecca nella scelta ricadrebbe inevitabilmente in maniera negativa sul fondamentale ruolo di istituto che l’intera struttura svolge nel tessuto dei rapporti commerciali.

    E’ di questi giorni la notizia che nella corsa all’ambita poltrona si è inserito anche l’autorevole figura di Antonello De Pierro, il noto giornalista romano, con un’esperienza ventennale maturata in molteplici comparti lavorativi del settore, dalla carta stampata alla radio e televisione, fino ad arrivare alla comunicazione web, dove è considerato un autentico fuoriclasse. E soprattutto come ufficio stampa è una vera garanzia per gli interessi rappresentati, per la cui diffusione mette in campo la sua inimitabile professionalità estrinsecata nell’applicazione alla comunicazione del metodo aziendale del viral marketing. E’ lo stesso sistema già collaudato in altri incarichi rivestiti, soprattutto in ambito politico, e il medesimo che De Pierro ha utilizzato per la diffusione mediatica del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, da lui fondato e presieduto. L’ente di via Liszt, che ha l’arduo compito di effettuare la scelta, e che da indiscrezioni sembrerebbe proprio orientata sul dinamico professionista, acquisterebbe indubbiamente un valore aggiunto rilevante nella divulgazione dell’intensa attività istituzionale espletata, per raggiungere nell’opinione pubblica anche quella porzione più frettolosa e distratta, e amplificare la consapevolezza del fondamentale ruolo svolto dall’istituto nel panorama della Pubblica Amministrazione.

  • “Votate Grillo”, provocazione di De Pierro per le primarie del Pd

    Roma – “Sulle primarie di domenica per l’elezione del segretario del Partito Democratico, che hanno visto il materializzarsi di una battaglia senza esclusione di colpi soprattutto tra i due contendenti maggiori, Franceschini e Bersani, aleggia la pesante ombra dell’esclusione di Beppe Grillo.

    La gran parte delle persone ha rimosso questo episodio che noi invece teniamo a rievocare, affinchè l’oblio non abbia il sopravvento sulla verità storica, come spesso è consuetudine nelle italiche vicende anche in contesti molto tragici. L’esclusione del comico genovese è stata un segnale molto forte e grave di antidemocrazia nell’ambito di un partito che il nobile aggettivo ‘democratico’ ce l’ha integrato nel nome”. Così Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo parere sulle consultazioni del principale partito di opposizione che nella giornata di domenica prossima vedranno la mobilitazione di iscritti e simpatizzanti nei gazebo per esprimere una preferenza su chi vorranno alla guida del nuovo soggetto politico nato dalla fusione di Ds e Margherita. “ Non è possibile non ravvisare nel diniego della tessera a Beppe Grillo – ha poi aggiunto De Pierro – il germe di una inconfessabile paura che potesse risultare vincitore e turbare gli equilibri interni. Noi intendiamo lanciare un segnale forte di democrazia, invitando tutti a scrivere il nome del comico sulla scheda e quindi far invalidare il voto stesso. Qualora dovessero prevalere le schede nulle, anche se non ci spero molto perché i votanti sono stati perfettamente addestrati e manipolati nelle coscienze dalle varie correnti in gara, il risultato sarebbe una grande vittoria della democrazia e della libertà. Valori che il Pd dovrebbe riappropriarsi dal suo patrimonio storico, per poter scagliare un’offensiva valida e credibile verso il sistema politico-affaristico e plutocratico che sta conducendo l’Italia a una deriva istituzionale senza precedenti”.