Tag: malattie

  • Banca della Marca si allea con Pramerica e offre ai propri correntisti la polizza contro le gravi malattie

    Orsago (TV), 16 dicembre 2013

    Banca della Marca Credito Cooperativo si allea con Pramerica Life S.p.A. per offrire ai propri correntisti le innovative soluzioni della Compagnia assicurativa ramo vita del gruppo statunitense Prudential Financial, Inc. (PFI)*.

    Oggetto dell’accordo, “Marca Serena”, una polizza a capitale e a premio annuo costante che garantisce la liquidazione di un capitale nel caso in cui l’Assicurato venga colpito da una di queste sei gravi patologie: infarto miocardico, cancro, ictus cerebro-vascolare, innesto di by-pass aortocoronarico, insufficienza renale e trapianto d’organo.

    “Siamo lieti di poter offrire ai clienti di Banca della Marca – ha commentato Alessandro Forza, Direttore Commerciale di Pramerica Life S.p.A.questa soluzione particolarmente innovativa per il mercato italiano in grado di proteggere l’Assicurato in caso di malattie che hanno impatti rilevanti sulla sfera socio-economica e sulle aspettative di vita delle persone. Un’alleanza strategica – continua Forza – con un partner bancario particolarmente vicino al territorio che conosce bene le reali esigenze di protezione dei propri correntisti.”

    “Marca Serena”, disponibile presso tutte le filiali di Banca della Marca, è stata studiata da Pramerica Life per chi desidera garantirsi una somma di denaro da destinare alle migliori cure e terapie e poter accedere alle tecnologie più avanzate, senza intaccare il proprio patrimonio. Si tratta di una soluzione assicurativa particolarmente flessibile che prevede un’ampia scelta del valore della copertura (30 mila, 40 mila, 50 mila, 60 mila euro).

    “Marca Serena” prevede che l’assicurato abbia un’età compresa tra i 18 e i 55 anni, che il capitale assicurato sia costante per l’intera durata della polizza e che venga interamente liquidato al primo evento. Pramerica Life provvederà a liquidare l’indennizzo entro soli 30 giorni dalla data di ricevimento della documentazione medica richiesta (in caso di ictus, a tre mesi dall’insorgenza).

    Anche Marca Solidale, cassa mutua della BCC della Marca, amplia il proprio piano di offerta delle iniziative a sostegno del benessere del socio attraverso un contributo di 30€ per ciascun socio che decide di aderire a Marca Serena.

    “In uno scenario difficile come quello attuale in cui lo Stato Sociale potrebbe progressivamente diminuire il suo intervento, il timore del verificarsi di eventi negativi può privarci delle forze e risorse necessarie per conseguire i nostri obiettivi e tutelare la serenità anche delle persone più care” aggiunge Luigino Manfrin, Direttore Generale di Banca della Marca. “Nella consapevolezza che questa tendenza difficilmente troverà un’inversione nel prossimo futuro, Banca della Marca si è impegnata nella ricerca di soluzioni da proporre alla propria clientela per affrontare con fiducia le sfide future, in linea con la propria vocazione di banca del territorio e di banca senza fini di lucro. L’accordo con Pramerica e il lancio di “Marca Serena” si inserisce in questa ricerca di eccellenze che si realizza rendendo ora disponibili ai clienti di Banca della Marca l’esperienza e le soluzioni innovative di un consolidato Gruppo internazionale, specializzato nella protezione della persona.”

    Banca della Marca

    La storica Cassa Rurale di Orsago fonda le sue radici 110 anni fa, dando origine nel 2001, grazie alla fusione tra la BCC di Orsago e BCC Altamarca a Banca della Marca. Oggi Banca della Marca conta 36 agenzie locali, di cui 31 nella sola provincia di Treviso, con la collaborazione totale di oltre 270 dipendenti e persegue da anni una politica di sviluppo sostenibile dell’economia locale senza dimenticare di sostenere le attività di tipo culturale, sociale e sportivo del territorio.

    Pramerica Life S.p.A.

    Pramerica Life S.p.A. è controllata e diretta da Prudential Financial, Inc.* (PFI), Compagnia autorizzata che detiene negli Stati Uniti la propria area maggiore di business. Pramerica è il marchio utilizzato in determinati Paesi al di fuori degli Stati Uniti da PFI e dalle sue consociate. Con più di 1.000 miliardi di dollari di patrimonio gestito al 31 agosto 2013, PFI opera negli Stati Uniti, in Asia, in Europa e in America Latina. Facendo leva sulle competenze nel campo delle assicurazioni vita e della gestione patrimoniale, PFI si concentra sulla protezione e l’accrescimento del patrimonio di clienti individuali e istituzionali. Il noto simbolo della Rocca di Gibilterra che rappresenta la Compagnia è un’icona di forza, stabilità, expertise e innovazione che ha superato l’esame del tempo. La società offre un’ampia gamma di prodotti e servizi che comprendono polizze vita, fondi comuni, rendite e servizi pensionistici, investment management e servizi di intermediazione immobiliare. Prudential Financial, Inc. degli Stati Uniti (USA) non ha alcun legame con Prudential Plc, società con sede nel Regno Unito (UK). Per maggiori informazioni visitate il sito www.pramericagroup.it

    Per ulteriori info:

    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Stamina o no, facciamo qualcosa subito: se non si ascolta la disabilità la si crea

    Un grande sociologo di nome Tom Shakespeare in “The Social Model of Disability”, parla del “modello sociale della disabilità” (espressione coniata da Mike Oliver), definendola come “creazione sociale causata dalla relazione tra un invalido e la società che lo rende disabile. I problemi che i disabili affrontano sono il risultato dell’oppressione sociale e dell’esclusione, non dei deficit individuali, non è il disabile che deve vergognarsi, ma è la società che deve farlo se opprime ed esclude”.

    Cito questo famoso sociologo, anch’egli disabile, per riferirmi al caso di Sofia, bambina malata di Sma 1 (atrofia muscolare spinale), caso divenuto popolare grazie al programma televisivo “Le Iene”. In questi giorni i genitori di Sofia hanno postato su Facebook dei video in cui si dimostrano grandi miglioramenti della piccola grazie alle cure compassionevoli del metodo Vannoni (dopo la terza iniezione Sofia riprende a deglutire e a mangiare).

    Le critiche che sono state rivolte al capo di Stamina Foundation (l’ultima sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”) sono varie e non esattamente comprensibili per chi di medicina o di staminali non ne capisce.

    Di certo pochi hanno le competenze necessarie per giudicare se quella di Vannoni sia una via praticabile o meno, ma la percezione che si ha è quella della “mancanza di ascolto”. Ci sono genitori (e non solo quelli di Sofia) che chiedono aiuto, che testimoniano come nel corso del tempo questo genere di cura porti evidenti benefici ai propri figli malati, che non vogliono rassegnarsi a non combattere, e con coscienza e dignità si espongono per non gettare la spugna davanti alla mancanza di speranza e alla possibilità di una cura che sta dando dei frutti immediati.

    La malattia della piccola Sofia non aspetta le decisioni della burocrazia. Ci vorrebbero delle soluzioni, non delle critiche, delle proposte non degli attacchi.

    Abbiamo sentito delle risposte fino ad adesso?

    Vannoni continua a difendersi sui giornali, tutti prendono tempo, i poveri genitori non riescono ad avere confronti seri se non in televisione, dove raccontano la propria disperazione e chiedono di essere “ascoltati”. Se non si ascolta la disabilità, la si crea. Se la società non abbassa le barriere, produce quella stessa disabilità che dovrebbe invece assistere e accudire, come si fa con un bambino che piange e che ha bisogno di amore. Vannoni o no, facciamo qualcosa e subito.

    fonte: http://www.eleonoradanieleblog.it/news/stamina-o-no-facciamo-qualcosa-subito-se-non-si-ascolta-la-disabilita-la-si-crea/

    Maggiori informaizioni o commenta il posta: http://www.eleonoradanieleblog.it/

  • Il trattamento dell’onicomicosi

    L’onicomicosi, o micosi delle unghie, può essere definita una comune infezione delle unghie provocata dalla proliferazione di un fungo che si nutre di cheratina, il materiale con cui si compone l’unghia. Il bersaglio più comune di questa infezione micotica che colpisce prevalentemente le unghie dei piedi è l’unghia dell’alluce, colpita nell’80% dei casi. I fattori di rischio della micosi delle unghie sono: uso di scarpe chiuse e non traspiranti, traumi dell’unghia pregressi, compresenza di piede d’atleta, frequente immersione in acqua, diabete mellito, basse difese immunitarie e fumo.

    La diagnosi di onicomicosi si formula da parte del medico specialista mediante l’osservazione diretta dell’unghia colpita e mediante l’analisi di laboratorio. A questo proposito, di norma, viene prelevato un campione di unghia infetta per l’osservazione microscopica diretta e per il successivo invio in laboratorio. In laboratorio verrà effettuata una coltura ai fini della precisa individuazione del microrganismo responsabile dell’infezione.

    Farmaci e cure per l’onicomicosi

    Si distinguono il trattamento topico e l’assunzione di farmaci per via orale.

    Trattamenti topici

    I farmaci da applicare direttamente sull’unghia sono di gran lunga meno efficaci dei farmaci assunti per via orale, ma potrebbero essere indicati in caso di onicomicosi bianca superficiale o in caso di onicomicosi subungueale laterale o distale limitata (due tipiche manifestazioni di onicomicosi) che colpisce meno del 50% dell’unghia. I trattamenti topici sono indicati anche qualora il paziente non possa o non desideri assumere i farmaci antimicotici per via orale. Con gli smalti e le soluzioni antifungine l’applicazione costante è fondamentale. Il trattamento esige applicazioni prolungate, per un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno di trattamento.
    Tra i prodotti topici, l’unico in grado di penetrare con efficacia attraverso l’unghia è l’amorolfina 5% . Questo farmaco va applicato 1-2 volte la settimana fino alla risoluzione dell’infezione (da 6 mesi per le unghie della mano, fino ad 1 anno per il pollice del piede).

    Farmaci da assumere per via orale

    I farmaci orali sono quelli che presentano l’efficacia migliore rispetto ai trattamenti topici nella cura del fungo delle unghie e costituiscono la terapia di prima scelta nel maggior numero dei casi. I trattamenti topici, tuttavia, rimangono quelli più indicati in caso di onicomicosi bianca superficiale.
    La terbinafina è il farmaco consigliato per la cura dell’onicomicosi da dermatofiti, da assumere una volta al giorno (compresse da 250 mg) per una cura di 12 settimane. Questo farmaco non è adatto in alcune particolari situazioni, soprattutto quando il paziente ha complicazioni di tipo epatico.
    L’itraconazolo è il farmaco più indicato in caso di onicomicosi da Candida Albicans. Certamente può essere utilizzata anche la terbinafina, ma essa ha una minore percentuale di successo nella risoluzione della micosi delle unghie. Per il trattamento dell’onicomicosi da Candida, è opportuno assumere 200 mg di Sporanox 1 volta al giorno per 3 mesi. Anche questo farmaco potrebbe non essere indicato in particolari situazioni; per questo motivo, se si dovesse decidere di mettere in atto questo come qualsiasi altro trattamento, è necessario consultare un medico, cioè un laureato in medicina con relativa abilitazione all’esercizio della professione.

  • GVM CARE & RESEARCH: il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

    GVM CARE & RESEARCH: il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) per la Giornata Mondiale senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Giovedì 31 maggio, in occasione dell’iniziativa, il D’Amore Hospital offre ai cittadini di Taranto un’importante occasione di prevenzione, attraverso la Tac toracica.

    Il D’Amore Hospital, struttura tarantina che fa capo al network GVM Care & Research, scende in campo per la prevenzione oncologica a fianco della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

    L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha infatti indetto per il 31 maggio la Giornata Mondiale Senza Tabacco, con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sui rischi del tabagismo per la salute, e per porre l’accento sull’importanza della prevenzione.

    Ben 170 paesi nel mondo hanno siglato la Convenzione Quadro dell’OMS, allo scopo di proteggere le persone dall’esposizione al fumo di tabacco, informarle dei rischi corsi in termini di salute e aiutare coloro che vogliono smettere di fumare. Pur rappresentando tale Convenzione un elemento di fondamentale rilevanza per la difesa della salute pubblica, essa è spesso oggetto di tentativi di indebolimento da parte dell’industria del tabacco.

    Oltre sei milioni di persone sono vittime del tabagismo nel mondo, e in Italia il numero di morti riconducibili al fumo è impressionante: oltre 83 mila persone ogni anno perdono la vita a causa del tabacco, sviluppando diverse forme di tumore (al polmone o ad altri organi) o subendo gravi danni all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

    Per questa ragione, la LILT è impegnata da oltre 90 anni in campagne di corretta informazione e prevenzione dai danni del fumo.

    Caratterizzata da un approccio deciso alla prevenzione oncologica – che considera un’irrinunciabile priorità della propria azione sul territorio – la clinica D’Amore Hospital di Taranto ha deciso quest’anno di sposare in maniera convinta la causa promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, indicendo un’importante iniziativa in favore dei cittadini di Taranto.

    Giovedì 31 maggio, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, la D’Amore Hospital offre infatti a tutti i soci LILT la possibilità di prenotare presso la propria struttura un esame TAC toracico al 50% della tariffa generalmente corrisposta per tale prestazione.

    Un prezzo “sociale” addirittura inferiore al ticket, per indurre i cittadini a tutelare la propria salute, offrendo loro l’opportunità di un esame specialistico della massima importanza.

    Le prestazioni, che saranno erogate durante tutto il mese di giugno, sono prenotabili al numero 099 – 770411 (D’Amore Taranto) o allo 099/4528021 (LILT Taranto [email protected], SOS LILT 800/998877).

    In Puglia GVM Care & Research articola la sua presenza in cinque strutture ospedaliere (Anthea a Bari, Casa Bianca a Cassano, Villa Lucia a Conversano, D’Amore Hospital a Taranto e Città di Lecce a Lecce) e un poliambulatorio (Medicol) a Conversano.

    GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

    www.gvmnet.it

    Contacts: Barabino & Partners

    Giorgia Sanchini

    [email protected]

    tel.06/679.29.29

  • PROTEINE ANIMALI KILLER: I NUOVI SORPRENDENTI RISULTATI DELLA RICERCA SCIENTIFICA NELL’EVENTO DEDICATO ALLA SALUTE PIÙ IMPORTANTE DEL 2012

    Vicenza, 20 marzo 2012 – Mancavano le evidenze scientifiche definitive, uno studio accurato che indagasse le reali responsabilità di una dieta a base di proteine animali nello sviluppo delle patologie più diffuse. Ora esistono prove determinanti di un legame tra cibi di origine animale e malattie. E queste prove saranno oggetto di discussione nel corso di BE4EAT – Think about eat, l’evento di formazione che il prossimo 21 settembre 2012 presso la Sala Palladio della Fiera di Vicenza vedrà protagonista il nutrizionista americano T. Colin Campbell, considerato “una delle 25 persone più influenti nel campo dell’alimentazione”.
    Autore di The China Study, il più imponente studio epidemiologico sulle connessioni tra dieta e patologie croniche che affliggono il nostro tempo, il prof. Campbell illustrerà i risultati della sua ricerca in un incontro esclusivo rivolto ai professionisti della salute e del benessere (medici, dietologi, naturopati, nutrizionisti, erboristi, fitness coach…), e a tutti coloro che a vario titolo sono interessati al tema dell’alimentazione, famiglie in primis.
    Come può l’alimentazione influenzare la salute, determinando il nostro stato di benessere o la malattia? Il bombardamento di informazioni nutrizionali cui siamo sottoposti, ci mette davvero nelle condizioni di disporre di una bussola per orientarci con sicurezza verso una corretta alimentazione? T. Colin Campbell farà luce su questi quesiti fino a spiegare l’allarmante connessione tra il consumo di proteine animali e la genesi di malattie quali il cancro, il diabete, l’obesità e le patologie cardiovascolari, avvalorando così le tesi da sempre sostenute dalla medicina naturale e biologica.
    Rappresentante di un filone di ricerca indipendente, il professor Campbell, dopo aver dato alle stampe il bestseller The China Study, ha scelto il nostro Paese per dare il via al tour di conferenze nel Vecchio Continente sui benefici legati all’adozione di regimi alimentari a base di cibi naturali e vegetali.
    L’appuntamento vicentino sarà il primo di una serie di seminari che vedranno in Campbell la figura scientifica di riferimento per la promozione di una nuova alimentazione.
    Scopriremo che le nozioni di cui è imbevuta la nostra cultura alimentare sono destinate a vacillare davanti alle evidenze scientifiche presentate dall’autore, tratte da un progetto durato 27 anni che ha finito per produrre oltre 8.000 associazioni statisticamente significative tra fattori dietetici e malattie.
    Una vera e propria lezione che ci aiuterà ad allontanare dalla nostra tavola lo spettro delle malattie più diffuse e a mettere ordine nella mole di informazioni sulla salute a volte fuorvianti e contraddittorie che confondono l’opinione pubblica.
    Nel sito dedicato all’evento (www.tcolincampbell.it) è attivo un blog concepito come spazio di interazione per gli utenti: una bacheca per punti di vista, scambi di opinioni e consigli ispirati al dibattito sviluppato in seguito alla pubblicazione del prof. Campbell.

    Per informazioni e prenotazioni: www.tcolincampbell.it; Energy Life, segreteria organizzativa: [email protected]; tel. 0444 240827.

    Il relatore
    T. Colin Campbell è considerato un pioniere della ricerca sull’alimentazione. Professore di “Nutritional Biochemistry” alla Cornell University, lo studioso americano ha all’attivo una lunga carriera nell’ambito della ricerca scientifica, avendo lavorato per vent’anni nelle Commissioni della National Academy of Science e collaborato alla stesura e allo sviluppo di politiche nazionali e internazionali sulla nutrizione e la salute.

    The China Study
    Risultato di una ricerca durata ventisette anni, The China Study (edito in lingua italiana dalla MacroEdizioni) è uno studio che T. Colin Campbell e Thomas M. Campbell hanno condotto sotto la gestione congiunta della Cornell University, dell’Università di Oxford e dell’Accademia cinese di medicina preventiva e sovvenzionato dagli Istituti nazionali di sanità (National Institutes of Health, NIH), dall’Associazione americana per la lotta contro i tumori (American Cancer Society) e dall’Istituto americano per la ricerca sul cancro (American Institute for Cancer Research).
    Il New York Times l’ha definito il “Grand Prix dell’epidemiologia”. Imponente e accurata la ricerca che ha preso in esame un’ampia gamma di malattie e fattori legati all’alimentazione e allo stile di vita nella Cina rurale e a Taiwan. Il progetto ha finito per produrre più di 8.000 associazioni statisticamente significative fra vari fattori dietetici e le malattie. The China Study è destinato a cambiare radicalmente il rapporto tra Uomo e Nutrizione.

    Gli organizzatori
    Energy Life è un’agenzia di comunicazione, marketing e organizzazione di eventi che svolge attività di consulenza per la valorizzazione dell’immagine di aziende, associazioni, prodotti e persone, attraverso gli strumenti tradizionali e quelli del web 2.0. Nata con una forte vocazione a comunicare il mondo della sostenibilità e delle energie rinnovabili, l’agenzia è impegnata anche nell’organizzazione di eventi dedicati alla formazione e promozione della crescita personale, come naturale evoluzione di una mission volta al miglioramento della qualità della vita.
    Energy Life, in qualità di leader member del Club della Formazione Mondiale, contribuisce a promuovere e organizzare seminari di alto livello con i migliori nomi del panorama formativo internazionale, nell’obiettivo di fornire al pubblico l’esperienza dei docenti americani più accreditati, le ricerche più efficaci in campo professionale, le nuove strategia di crescita e i percorsi più innovativi per ottimizzare le proprie performance.

  • De Pierro ospite della trasmissione Eidon su Televita dedicata alla Sanità


    Nel programma condotto da Adele Grossi il presidente dell’Italia dei Diritti è stato polemico sulla gestione sanitaria della Polverini

    Roma – L’altra sera, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, è stato ospite della trasmissione “Eidon: il futuro è ricerca” condotta da Adele Grossi, andata in onda alle ore 23.00 su Televita. Il programma, dopo una prima parte introduttiva dedicata alle associazioni di ricerca sul cancro, ha visto sviscerarsi alla presenza del professor Leonardo Tamassia, medico ginecologo, del dottor Alfredo Arista,consigliere del IV Municipio, del giornalista Vittorio Gennari e del presidente del movimento De Pierro, un argomento spinoso ma di forte attualità come la gestione della prevenzione medica sul territorio. Durante il talk, Antonello De Pierro, pur condividendo il plauso per le iniziative promosse all’interno del IV Municipio, che favoriscono l’accesso gratuito agli esami e analisi di controllo preventivo nelle cliniche private del quartiere, in assenza di un polo ospedaliero, ha acceso la polemica, riportando l’attenzione sulla sgangherata amministrazione regionale attuale e su quelle passate, valutandola causa primaria delle carenze e del funzionamento a singhiozzo delle strutture pubbliche laziali. Numerose testimonianze in merito arrivano quotidianamente all’Italia dei Diritti ed è anche per questo che De Pierro, ha posto con tenacia l’attenzione sulle difficoltà incontrate ogni giorno dai medici e dai pazienti delle strutture di pronto soccorso, sostenendo, apprezzato dagli altri ospiti in studio, la necessità di virare il lavoro di prima assistenza e diagnosi verso i medici di famiglia, attualmente troppo poco reperibili e presenti. Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha, in conclusione del dibattito televisivo, criticato l’iniziativa della Polverini di aprire gli ambulatori la domenica, invitandola ad occuparsi realmente delle deficienze mediche della regione Lazio, dichiarandolo unico, valido ed efficace modo per favorire cura e benessere accessibile a tutti i cittadini della territorio regionale.

  • Nel Lazio 8 mesi di attesa per ecografia, l’Italia dei Diritti si mobilita


    Carmine Celardo, viceresponsabile regionale del movimento nazionale : “Al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Con lo scopo di tappare le falle chiudono interi ospedali e ambulatori”

    Roma – Un cittadino romano che necessita di effettuare una ecografia al gomito in una struttura pubblica deve aspettare 8 mesi. Tra le varie denunce arrivate all’Italia dei Diritti questa ci ha colpiti profondamente, un episodio gravissimo che si disperde tra le varie lungaggini per prestazioni cliniche, così frequenti nella nostra regione da non fare quasi più scandalo.


    Sui fatti è netto l’intervento di Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio del movimento presieduto da Antonello de Pierro: “I numeri sono allarmanti. Si parla di 340 giorni per un’ecografia addominale, come da denuncia al Tribunale per diritti del malato. Le liste di attesa sono da record, non si può pensare di renderle più corte dal momento che hanno ridotto le strutture anziché aumentarle. Nel Lazio al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Per risanare i conti chiudono interi ospedali e ambulatori. Probabile che ci sia, dal nostro punto di vista, una incapacità gestionale complessiva. Nella nostra regione le promesse mai mantenute della cura Storace, non hanno sanato il bilancio, Marrazzo ha poi mantenuto lo stesso trend e da quando è arrivata Renata Polverini siamo addirittura in una curva ascendente. Riscontriamo problemi di attesa non solo nell’area diagnostica ma anche in quella specialistica, nell’attesa per interventi chirurgici. La sanità laziale sicuramente soffre l’invecchiamento della popolazione e l’ enorme spesa pubblica per l’ assistenza di persone non residenti che domiciliano per lavoro nella regione ma non ritengo che i costi siano così superiori ti rispetto al resto d’Italia”.

    Sdegno e sconforto nella testimonianza arrivata all’Italia dei Diritti, ennesimo esempio della condizione in cui versa la sanità locale. Un esame diagnostico necessario andrebbe effettuato in tempi ragionevoli, compatibili con i diritti di chi si rivolge alle strutture pubbliche per essere assistito.

    “Il fatto è che siamo arrivati all’assurdo – prosegue Celardo – , a livelli da terzo mondo. In alcuni casi, da un esame al gomito si può scoprire l’insorgenza di un tumore osseo, basta un’ecografia pelvica per salvare la vita di una donna. Le attese per i controlli in maternità spesso hanno tempi maggiori della gravidanza stessa. Il fatto grave è che l’ assessore regionale si nasconde dietro sterili numeri quando nei fatti stanno operando un’azione di taglio nelle realtà del Lazio considerate rami secchi, in questo modo non fanno che gravare sui centri poli-specialistici di eccellenza dove abbiamo già lunghe attese. Mi domando – chiosa – quale sia la volontà della Polverini, ci viene il sospetto sia il trasferire tutto indiscriminatamente nelle mani del privato. Se tale è la politica della sua Giunta avrebbero dovuto dirlo in campagna elettorale, se questa è la prospettiva non possiamo che chiedere la sfiducia”.

  • Ddl sicurezza ed epidemie, i medici confermano la tesi di De Pierro


    Roma – Dopo l’allarme lanciato alcuni mesi fa da Antonello De Pierro sul rischio epidemie causato dall’art. 39 dell’ultimo Ddl sicurezza, la voce autorevole di Enrico Bartolini, presidente dell’ordine dei medici di Genova, dà l’ennesima conferma circa l’ipotesi che gli extracomunitari possano decidere di non andare più dal dottore, anche se gravemente malati, per non incorrere in denunce. Contro quel decreto l’ordine dei medici di Genova ha diramato ieri un comunicato di poche righe in cui si afferma “l’obbligo deontologico di prestare la propria opera a favore di qualsiasi individuo, indipendentemente dallo stato giuridico e senza violare il segreto professionale”. Un vuoto normativo, quello determinato dalla facoltà dei i medici di denunciare un malato extracomunitario, che si scontra con la deontologia professionale che impone di curare le persone senza mai far loro del male. “Ciò significa – ha dichiarato Marco Comaschi, direttore del dipartimento di emergenza del San Martino – che non possiamo denunciare i clandestini in quanto la nostra deontologia professionale è più importante di qualsiasi legge”.
    “Il provvedimento in questione – aveva dichiarato De Pierro non più tardi di tre mesi fa – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi; e in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio di Stato. D’altro canto si tratta di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come l’insorgere di epidemie. E’ necessario – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ritirare un Ddl che oltre a essere la manifestazione dell’incoscienza di un governo che non riesce a comprendere la propria incapacità attuativa, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà.

  • Italia dei Diritti e prostituzione, panico tra i clienti


    Roma – “La nostra iniziativa ha determinato vibranti proteste da parte di alcuni clienti che ci hanno telefonato lamentando l’insorgere di discordie familiari.
    Per due di loro sono addirittura iniziate le pratiche legali per la separazione. Anche per questo abbiamo temporaneamente abbassato il livello di guardia, non vogliamo affatto passare per coloro che rovinano le famiglie. Semplicemente vogliamo tutelare un diritto e perseguire un obiettivo che dovrebbe essere garantito istituzionalmente”. Così si esprime Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, illustrando la sua battaglia sociale – iniziata già nei primi giorni di dicembre 2008 – di pubblicare su un apposito blog (www.targheclienti.wordpress.com) le targhe dei clienti del sesso, come deterrente assai più incisivo per debellare la piaga della prostituzione nelle strade della capitale.
    “Il ritorno in strada di prostitute e transessuali – continua De Pierro – quasi ai livelli precedenti l’ordinanza di Alemanno, sancisce il fallimento totale del provvedimento comunale. È singolare che, passato l’impatto iniziale, la giunta di centro-destra non ne parli più, come se il problema fosse definitivamente risolto. Gli unici ad essere titubanti – aggiunge – sono alcuni clienti, non certo per l’ordinanza Alemanno, ma per la nostra concreta iniziativa di procedere alla pubblicazione delle targhe sul web. Infatti, man mano che noi abbiamo abbassato la guardia, a livello di verifiche e controlli, i clienti sono tornati ad essere presenti in maniera capillare”.
    “Noi dell’Italia dei Diritti – afferma determinato De Pierro – continueremo con questa iniziativa, seppur a livelli più blandi, anche se crediamo di aver dimostrato che con i provvedimenti reali si ottengono risultati. Il fenomeno si può arginare solo con la reale volontà e non con gli slogan propagandistici e strumentali. Purtroppo – chiosa polemico – nelle istituzioni manca questa volontà di risolvere le cose, si fa credere alla gente che si sta facendo qualcosa, ma di fatto non si conclude nulla”.