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  • Indagine Teleserenità: raddoppiate in 2 anni le badanti italiane

    Negli ultimi due anni il numero dei contratti delle badanti italiane è aumentato nettamente: la percentuale è raddoppiata, passando dal 10% al 20%. Delle nostre circa 1000 operatrici, quindi, quasi 200 sono italiane”. E’ questo il dato sorprendente rivelato da Pierluigi Morelli, presidente di Teleserenità, franchising nel settore dei servizi per malati e anziani

    Allo stesso tempo, però le italiane spesso si prestano per mansioni diverse rispetto alle straniere, servizi più leggeri e più brevi, spesso inerenti alla compagnia piuttosto che all’assistenza totale. “Le straniere sono vincolate alla ricerca di un alloggio e di un lavoro quali precondizioni imposte dalla Bossi-Fini per il rilascio del permesso di soggiorno – spiega Morelli. – Questo le spinge a cercar lavoro nelle case di anziani non-autosufficienti perché quest’occupazione risolve loro un doppio problema. Così, mosse anche dalla scarsità di alternative, accettano di prestare servizio 24 ore su 24, 6 giorni a settimana per uno stipendio che si aggira intorno alle 1000-1100 euro nette al mese”.

    Le donne italiane invece non solo hanno una casa dove stare, quella in cui vivono con al famiglia, ma non sono neppure disposte a lasciarla per giorni e notti interi. “Si propongono per servizi più corti e leggeri, per lo più al fianco di anziani ancora autosufficienti e – come tutti i lavoratori che non hanno bisogno di vitto e alloggio – chiedono una retribuzione oraria un po’ più alta”.

    Di solito le persone che decidono di cercare una badante si trovano con l’acqua alla gola, con parenti anziani che non sono più in grado di stare da soli, bisognosi di assistenza continua. La richiesta verte quindi su persone disponibili notte e giorno e questo è il profilo delle lavoratrici straniere. I servizi offerti dalle italiane sembrano incontrare meno domanda. “Rilevante il problema del lavoro nero svolto dalle italiane che, a differenza delle straniere, non hanno bisogno del contratto per vivere qui. Tendono poi a cercare di accumulare più ore lavorative, giostrandosi tra famiglie diverse”. Inoltre il sommerso, in questo settore, sfugge ancor più ai controlli perché resta nascosto tra le mura domestiche ed è quasi impossibile penetrare nei contesti famigliari.


    Il progetto “Teleserenità Franchising” opera a livello nazionale, con centri che dal Nord al Sud Italia si occupano quotidianamente di organizzare ed erogare servizi qualificati di assistenza domiciliare, contribuendo a migliorare la qualità della vita degli ammalati ed a ridurre i casi di solitudine e di abbandono della terza età. L’organizzazione conta circa 40 centri con quasi 12 milioni di Euro di fatturato e più di 1000 operatori impiegati.

  • GVM CARE & RESEARCH: il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

    GVM CARE & RESEARCH: il D’Amore Hospital di Taranto scende in campo a fianco della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) per la Giornata Mondiale senza Tabacco, indetta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    Giovedì 31 maggio, in occasione dell’iniziativa, il D’Amore Hospital offre ai cittadini di Taranto un’importante occasione di prevenzione, attraverso la Tac toracica.

    Il D’Amore Hospital, struttura tarantina che fa capo al network GVM Care & Research, scende in campo per la prevenzione oncologica a fianco della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

    L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha infatti indetto per il 31 maggio la Giornata Mondiale Senza Tabacco, con l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sui rischi del tabagismo per la salute, e per porre l’accento sull’importanza della prevenzione.

    Ben 170 paesi nel mondo hanno siglato la Convenzione Quadro dell’OMS, allo scopo di proteggere le persone dall’esposizione al fumo di tabacco, informarle dei rischi corsi in termini di salute e aiutare coloro che vogliono smettere di fumare. Pur rappresentando tale Convenzione un elemento di fondamentale rilevanza per la difesa della salute pubblica, essa è spesso oggetto di tentativi di indebolimento da parte dell’industria del tabacco.

    Oltre sei milioni di persone sono vittime del tabagismo nel mondo, e in Italia il numero di morti riconducibili al fumo è impressionante: oltre 83 mila persone ogni anno perdono la vita a causa del tabacco, sviluppando diverse forme di tumore (al polmone o ad altri organi) o subendo gravi danni all’apparato respiratorio e cardiocircolatorio.

    Per questa ragione, la LILT è impegnata da oltre 90 anni in campagne di corretta informazione e prevenzione dai danni del fumo.

    Caratterizzata da un approccio deciso alla prevenzione oncologica – che considera un’irrinunciabile priorità della propria azione sul territorio – la clinica D’Amore Hospital di Taranto ha deciso quest’anno di sposare in maniera convinta la causa promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, indicendo un’importante iniziativa in favore dei cittadini di Taranto.

    Giovedì 31 maggio, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, la D’Amore Hospital offre infatti a tutti i soci LILT la possibilità di prenotare presso la propria struttura un esame TAC toracico al 50% della tariffa generalmente corrisposta per tale prestazione.

    Un prezzo “sociale” addirittura inferiore al ticket, per indurre i cittadini a tutelare la propria salute, offrendo loro l’opportunità di un esame specialistico della massima importanza.

    Le prestazioni, che saranno erogate durante tutto il mese di giugno, sono prenotabili al numero 099 – 770411 (D’Amore Taranto) o allo 099/4528021 (LILT Taranto [email protected], SOS LILT 800/998877).

    In Puglia GVM Care & Research articola la sua presenza in cinque strutture ospedaliere (Anthea a Bari, Casa Bianca a Cassano, Villa Lucia a Conversano, D’Amore Hospital a Taranto e Città di Lecce a Lecce) e un poliambulatorio (Medicol) a Conversano.

    GVM Care & Research è una holding italiana operante nei settori della sanità, della ricerca, dell’industria biomedicale e del benessere termale con l’obiettivo di promuovere il benessere e la qualità della vita. Il Gruppo opera in Italia attraverso 23 ospedali di alta specialità e 4 poliambulatori, accreditandosi come partner del Sistema Sanitario Nazionale. Il gruppo comprende anche tre strutture sanitarie all’estero – in Francia, Polonia e Albania – nonché le tre storiche e prestigiose realtà del benessere di Castrocaro Terme: Grand Hotel delle Terme e Spa, Terme di Castrocaro e Clinica del Ben Essere; infine, Eurosets, azienda italiana leader internazionale nella produzione di dispositivi medici per l’autotrasfusione, la Cardiochirurgia e l’Ortopedia.

    www.gvmnet.it

    Contacts: Barabino & Partners

    Giorgia Sanchini

    [email protected]

    tel.06/679.29.29

  • Tagli alla salute ma i soldi per le elezioni disgiunte dai referendum ci sono!


    Per risparmiare 130 milioni sulla spesa sanitaria l’Italia esclude dalle cure salva-vista almeno 300.000 anziani affetti da degenerazione maculare con una visione al limite dei due decimi. Così chi è ricco e può pagarsi le costose cure mantiene il residuo visivo, gli altri sono condannati alla cecità. I soldi ci sono però per le elezioni: votare i referendum disgiunti dalle amministrative costerà ben 400 milioni. Contro questa assurda ingiustizia stanno arrivando alle Istituzioni italiane proteste da tutto il mondo. La Campagna “Io ho meno di due decimi…cura anche me!” promossa da Per Vedere Fatti Vedere Onlus (www.pervederefattivedere.it) in collaborazione con AnFaMiV onlus è ora sostenuta dalle associazioni di pazienti di tutto il mondo membri della AMD Alliance.

    Almeno 300.000 pazienti italiani affetti da degenerazione maculare senile con una visione al limite dei due decimi (quindi ancora autonomi e autosufficienti) sono stati “scaricati” dal Servizio Sanitario italiano che, per tagliare 130 milioni di euro di spese, ha deciso di non coprire più le terapie di mantenimento del loro residuo visivo. È quindi condannato alla cecità chi non ha i soldi per proseguire in privato le cure, peraltro molto costose.

    I tagli alle spese non valgono per tutti. Si sono infatti trovati facilmente ben 400 milioni di euro per far svolgere i referendum in data distinta da quella delle elezioni amministrative.

    “Ma allora i soldi se si vuole ci sono, ci commentano i pazienti, per lo più anziani over 75” spiega Tiziana Fattori, Direttore Generale di Per Vedere Fatti Vedere, la onlus che ha lanciato in collaborazione con AnFaMiV onlus la Campagna di protesta “Io ho meno di due decimi…cura anche me!” rivolta alle Istituzioni Italiane (AIFA, Ministero della Salute e in copia al Presidente Napolitano) affinchè garantiscano a tutti i pazienti maculopatici l’accesso indiscriminato alle cure, così come avviene negli altri Paesi sviluppati, e mettano subito a disposizione i 130 milioni necessari.

    “Sono già stati inviati- prosegue Fattori- migliaia di fax e email di protesta (dal sito www.pervederefattivedere.it) non solo da pazienti italiani ma anche dalle associazioni di maculopatici di tutto il mondo aderenti alla AMD Alliance. Finora è stata presentata una interrogazione alla Camera ai primi di marzo dall’ on Coscioni (del PD) rivolta al Ministro Fazio che però ad oggi non ha risposto. La nostra Campagna ha come obiettivo l’eliminazione dell’ attuale assurdo limite dei due decimi di visus per accedere alle cure contro la degenerazione maculare senile, una grave patologia oculare che colpisce un over 75 su tre e che porta alla perdita progressiva della vista, fino alla cecità. Al momento infatti, in Italia, la copertura da parte del SSN per le iniezioni intravitreali (unica terapia disponibile in grado di contenere l’evolversi della malattia) viene garantita solo ai pazienti con un visus superiore ai due decimi. Chi l’ha inferiore o è ricco e può pagarsi le intravitreali (il farmaco Lucentis costa circa 1.200 euro a fiala, il Macugen circa 600 euro) oppure è condannato alla cecità. L’Italia è l’unico Paese al mondo –conclude Fattori- ad avere posto per ragioni economiche questa limitazione che impedisce proprio a chi ne ha più bisogno di essere curato. Per chi è al limite dei due decimi, poter conservare il residuo visivo significa mantenere una vita ancora autonoma e dignitosa e per un anziano, che vive magari da solo, questo è davvero molto. Visto che si sono trovati 400 milioni pur di non accorpare le elezioni amministrative e i referendum, allora auspichiamo che si trovino subito anche i 130 milioni per salvare la vista a 300.000 anziani”.

    Si può aderire alla Campagna “Io ho meno di due decimi… cura anche me!” dalla pagina http://www.pervederefattivedere.it/campagna_degenerazione_maculare_senile/
    da dove si può inviare la mail di protesta (precompilata) o un fax (scaricabile dal sito) ai numeri indicati.
    Per contatti:

    Tiziana Fattori- Direttore Generale – Per Vedere Fatti Vedere onlus – tel. 039- 6889505 mail: [email protected] Sito web www.pervederefattivedere.it