Tag: made in Italy

  • Il Ferrone ha un fascino tutto Made in Italy

    Il Ferrone è un marchio stimato e riconosciuto in tutto il mondo, ha una storia profondamente radicata nel territorio che ha accolto, molti decenni fa, il suo stabilimento produttivo. Nel tempo è anche riuscito a costruirsi una reputazione internazionale fondata sulla qualità e l’eleganza delle sue tavelle in cotto. Il suo essere genuinamente Made in Italy ed ancora più nello specifico Made in Florence è senza alcun dubbio una delle caratteristiche maggiormente apprezzate dal pubblico.

    Made in Italy è un titolo, un riconoscimento, un’etichetta che i pavimenti e rivestimenti in cotto Il Ferrone possono rivendicare con fermezza e anche con un certo orgoglio. In tanti anni di attività sono stati sempre tutelati e difesi quei principi produttivi che ne sanciscono l’originalità, l’eccellenza e l’italianità.

    La materia prima è locale, lo stabilimento produttivo e la divisione ricerca e sviluppo hanno sede nel distretto imprunetino: in sostanza nessun comparto ha subito il fascino della fuga all’estero, per quanto le contingenze economiche abbiano diffuso questo trend in modo sempre più marcato in tutto il settore e non solo. La passione di “far bene il proprio lavoro” e la cura dei dettagli, il tramandarsi di generazione in generazione i segreti di una produzione antica permeano questi pavimenti in cotto.

    Il cotto di Il Ferrone si associa, nel mondo, alla cultura italiana e ancora più propriamente ad un rapporto vivo e fecondo con la propria storia e le proprie origini. Nella mission portata avanti dal marchio imprunetino si deduce un forte senso di appartenenza al territorio, un legame cresciuto e sviluppato che diventa sempre più un segno di distinzione.

    Il Ferrone è con convinzione e forza, oggi più che mai, una significativa espressione del Made in Italy nel mondo: naturalità, design, contemporaneità e tradizione, il tutto sigillato da autenticità, da lavorazioni di pregio in grado di riprodurre una magica atmosfera di casa, una familiarità, un’eleganza e una capacità di godere dei piccoli piaceri quotidiani tipicamente italiana.

  • Maserati Experience, il lusso corre veloce

    Auto di lusso, stile ed eccellenza Made in Italy: questo il cocktail perfetto per l’esclusiva “Maserati Experience”, l’evento promosso dalla casa automobilistica modenese e riservato a selezionati opinion leader della rete.

    Venerdì 17 e sabato 18 giugno, infatti, alcuni tra i più seguiti Style blogger e Trend-setter italiani, selezionati per il loro forte appeal nel mondo del Fashion e Luxury, si caleranno in un un’esperienza in cui l’eccezionale attenzione ad ogni dettaglio permetterà loro di scoprire da vicino le mille sfaccettature del mondo Maserati.

    Un evento di due giorni , che comprende una visita allo stabilimento modenese con guida dedicata e un aperitivo nella Maserati Lounge con lo staff e i piloti della scuola di guida Master Maserati, per concludere poi con una vera e propria esperienza su strada, in cui gli ospiti saranno coadiuvati dagli stessi piloti Maserati.

    E il privilegio di sedere al volante dei modelli esclusivi GranTurismo S e Quattroporte SPORT GT S, non poteva che spettare a chi di stile ed eleganza ha fatto il proprio vessillo: dalla rete spiccano i blog MenChic, lifestyle dell’eleganza maschile a tutto tondo, DeluxeBlog, in prima linea con curiosità e news dall’universo glam, FrizziFrizzi, la guida on line al meglio della vita. E ancora: The Fashion Fruit, il blog della biondissima trend setter Veronica Ferraro; Vera Classe, il portale che traccia una luxury map di ogni piacere terreno; The Style Book, il diario di stile delle fashion victim Sybelle e MissB; e ultimo, ma non per importanza, Il Giornale del lusso, cassa di risonanza di ogni piacere di tendenza.

    Ospiti dell’ Hotel Real Fini di Modena, gli opinion leader arricchiranno la loro experience con una cena presso l’Osteria Francescana in compagnia del team Maserati, dove saranno guidati in un viaggio nell’eleganza dei sapori, tra la tradizione e l’innovazione, dal pluri-premiato chef Massimo Bottura.

    Un’occasione in più per immergersi nel fascino del mondo Maserati, indossare i guanti da guida e scoprire che anche il lusso corre veloce.

    Per seguire il live blogging dell’evento su Twitter, l’hashtag ufficiale è: #MaseratiExp

    L’evento esclusivo è a numero chiuso.

    Informazioni:
    Dr.O-one – Tel 051.558831 – [email protected]

  • Il Made in Campania ha le carte in regola per conquistare il Canada

    Si è conclusa la tre giorni campana in Quebec (Canada) durante la quale la delegazione – costituita dal Presidente Camera di Commercio di Benevento e Vice Presidente di Unioncamere Campania, Gennaro Masiello ed il Coordinatore Area Agricoltura Regione Campania, Francesco Massaro – ha lavorato col duplice obiettivo di comprendere le dinamiche del mercato canadese e diffondere la conoscenza del Made in Campania.

    Platea qualificata per il workshop “Dieta mediterranea e percorsi enogastronomici e naturalistici in Campania” svoltosi nella storica location del Palazzo Windsor: tour operator, agenzie di viaggio e giornalisti di settore hanno assistito alla presentazione delle risorse turistiche ed enogastronomiche regionali ed hanno interagito con i referenti istituzionali scoprendo con piacere che le caratteristiche dell’offerta territoriale campana combaciano esattamente con le preferenze del turista canadese.

    “La Campania – dichiara Masiello – per la sua particolare conformazione geografica, ha le potenzialità per un’offerta diversificata che soddisfi vari target di mercato: il turista può beneficiare di percorsi naturalistici, storici, balneari, agrituristici ed enogastronomici in tempi ristretti grazie alle distanze minime da percorrere tra le zone costiere e quelle interne. Il nostro territorio, grazie al lavoro sinergico delle istituzioni, è pronto a raccogliere le specifiche richieste del mercato canadese e costruire in base ad esse una proposta turistica soddisfacente e proprio per favorire il matching tra domanda e offerta turistica, a breve buyer ed operatori canadesi effettueranno una specifica missione in Campania.”

    Il referente della Regione Campania Massaro ha posto l’accento sull’importanza della diffusione del nostro modello nutrizionale all’estero: ” la dieta mediterranea racconta non solo i prodotti ma anche la nostra cultura e il nostro stile di vita, la promozione dei benefici derivanti da questo tipo di alimentazione rappresenta un importante driver di sviluppo per un’economia regionale che parta dal turismo enogastronomico.”

    Tutte le attività dell’evento sono state coordinate da Caterina Meglio, Delegata Nazionale per l’Italia della Camera di Commercio Italiana in Canada, la quale si è dichiarata ” certa che le attività svolte porteranno concreti risultati in termini di progettualità e scambi commerciali tra la comunità del Québec e quella campana.”

  • OCCHIALERIA MADE IN ITALY ALLA CONQUISTA DI DUBAI

    UNA COLLETTIVA DI TREdici AZIENDE ITALIANE

    al vision x dal 24 al 26 maggio

    Prosegue il piano di promozione a livello mondiale di Anfao, l’Associazione Italiana dei Fabbricanti di Articoli Ottici: una collettiva italiana sarà presente al più importante evento fieristico del Medio Oriente dedicato al settore occhialeria

    Milano, 23 Maggio 2011 – Anfao, l’Associazione Italiana dei Fabbricanti di Articoli Ottici, continua a scommettere sulla promozione a livello mondiale e conferma la sua presenza nelle fiere di settore internazionali. Tra gli appuntamenti pianificati, la partecipazione con una collettiva di 13 aziende al Vision X di Dubai, in calendario dal 24 al 26 maggio 2011.

    La partecipazione alla fiera più importante del settore ottico dell’area mediorientale è una delle fasi concrete del piano di internazionalizzazione di Anfao a sostegno dell’industria dell’eyewear italiano. Il programma di promozione delle imprese italiane è uno strumento indispensabile per conquistare sempre nuovi e interessanti mercati, come appunto quello mediorientale che sta facendo segnare una interessante crescita.

    «È da parecchi anni che partecipiamo a Vision X», commenta Paolo Cannicci, Vice Presidente Anfao e Presidente della Commissione Internazionalizzazione. «Negli scorsi anni abbiamo avuto il supporto dell’ICE. quest’anno invece l’Istituto per il Commercio Estero ha preferito promuovere altri mercati e quindi noi abbiamo pensato di agire in autonomia perche il Medio Oriente e Dubai continuano a rappresentare un mercato di grande interesse, che nonostante abbia risentito inizialmente della crisi, pensiamo possa dimostrare capacità di ripresa». L’internazionalizzazione, da sempre, è un valore fondamentale per le aziende dell’occhialeria italiana che ha consentito loro, negli anni, di affermarsi e di conquistare l’interesse di buyer di tutto il mondo. «Per le nostre aziende è importante aprirsi ai mercati potenziali e più promettenti», sottolinea ancora Paolo Cannicci.

    Ecco perché tredici aziende, rappresentative dell’occhialeria Made in Italy, saranno presenti all’interno della più importate fiera della zona dedicata all’eyewear.

    Molte aziende associate di ANFAO che saranno a Dubai puntano anche sul Medio Oriente come mercato proficuo di sbocco per le proprie produzioni. Luca Ricci di Look Occhiali si aspetta di vedere continuare il trend positivo di Mido: “Confidiamo in una risposta positiva del mercato in quanto in questa parte del mondo i nostri articoli sono particolarmente apprezzati”. Roberto Testolini di Fedon si aspetta di allargare la cerchia di clienti in quest’area geografica e di consolidare i rapporti commerciali già in essere, mentre Nadia Zampol di Martini Occhiali spera di poter trovare un distributore locale per le proprie creazioni che “arricchite di dettagli preziosi, come i cristalli Swarovski, sono molto richieste nei paesi arabi”.

    La collettiva al Vision X – realizzata in collaborazione con SC-Services – ha come obiettivo quello di far toccare con mano la qualità delle proprie produzioni, riconosciuta come d’eccellenza a livello mondiale. Un primato raggiunto attraverso un grande lavoro di ricerca e innovazione delle forme, dei colori, di sperimentazione dei materiali e di studio dei trend più attuali. Tutti elementi fondamentali per la conquista dei mercati stranieri, sempre alla ricerca di prodotti unici, mercati che sanno apprezzare maggiormente i comparti del Made in Italy – come l’occhialeria, appunto – che portano con sé un valore aggiunto che li rende inimitabili.

    Le aziende presenti alla collettiva Anfao sono: Atmosphera, Brands Oi, Eyevit Distribuzione, Fedon, Foval, GB, La Fenice, Lara D, Lastes Group, Look Occhiali, Martini Occhiali, Solmar Eyewear e Symboline.

    Michela Mezzolo -Fast-com

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  • MailUp tra i protagonisti di eccellenza dell’Italian Innovation Day: quando Made in Italy fa rima con il business targato USA

    Milano, 28 marzo 2011 – 31 marzo, Stanford University (California), e 5 maggio, Columbia University (New York) – queste le due tappe dell’Italian Innovation Day 2011 che vedranno la partecipazione di MailUp tra i protagonisti di un’eccellenza tecnologica tutta Made in Italy.

    Obiettivo dell’iniziativa è dare luogo a un momento di incontro tra il meglio delle aziende italiane che hanno saputo vincere le sfide poste dal mercato nei diversi settori e player statunitensi di riferimento quali investitori, accademici, ricercatori, top management, comunità industriale e finanziaria.

    MailUp, società italiana specializzata in applicazioni per il Direct Marketing multicanale, è stata selezionata, insieme ad altre PMI e startup italiane, come azienda allo stato dell’arte in campo di innovazione e avanguardia tecnologica, a rappresentanza dell’eccellenza del nostro Paese negli USA. Un’importante occasione di visibilità e networking quindi, a cui MailUp partecipa in qualità di PMI il cui modello di business e qualità dell’offerta si sono già particolarmente distinti a livello nazionale ed europeo.

    “Il fatto che MailUp sia stata scelta per prendere parte a questo importante evento è per noi motivo di grande orgoglio e soprattutto uno stimolo a fare sempre meglio”, ha dichiarato Nazzareno Gorni, General Manager MailUp. “Un’iniziativa che ha trovato la propria destinazione ideale presso due prestigiose università statunitensi e che crea un fil-rouge tra il meglio del sapere accademico e l’eccellenza tecnologica di un’azienda come la nostra, la cui mission è da sempre offrire lo stato dell’arte in quanto a innovazione, tecnologia e servizio al cliente. Negli USA gestiamo già un centinaio di clienti in partnership con ProductCart, e Italian Innovation Day ci darà l’opportunità di fare il grande salto mettendoci in contatto con realtà americane sempre nuove e prospect internazionali”.

    Italian Innovation Day è un’iniziativa organizzata da Mind the Bridge, Booz&Co, BAIA e Intesa San Paolo.
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    Nata nel 2002 come Business Unit di Nweb Srl, MailUp è oggi un’affermata realtà aziendale specializzata nelle applicazioni per il Direct Marketing multicanale. Con sede a Milano e Cremona, un ufficio di rappresentanza in California e uno staff di oltre 40 persone, MailUp possiede un portfolio di oltre 2.800 clienti, dalle piccole realtà aziendali alle multinazionali ed è presente, attraverso i propri clienti, sui principali mercati internazionali. Nel 2010 il fatturato consolidato di MailUp è stato di 2,4 milioni di Euro.
    MailUp è una piattaforma totalmente web-based per la gestione e l’invio professionale di newsletter, SMS, Fax, Messaggi Vocali e Posta Ordinaria e non richiede l’installazione di software o hardware. Le email vengono inviate dai server di proprietà di MailUp in modo completamente trasparente, garantendo prestazioni elevate, totale libertà del cliente ed elevati tassi di deliverability.
    Per maggiori informazioni: www.mailup.it

  • Il Gruppo VIVATERRA annuncia il nuovo piano di comunicazione aziendale

    VIVATERRA è un gruppo industriale relativamente giovane che raccoglie in sé tutta la solidità, la tradizione, il pregio e la dinamicità dei marchi che detiene: Il Ferrone, Il Palagio, Cotto Impruneta, e la controllata Palagio Engineering nomi prestigiosi che hanno fatto e continuano a fare la storia della terracotta imprunetina nel mondo. Il 2011 si presenta sin dall’inizio come un vero e proprio punto di svolta: le prospettive del gruppo si ampliano, tese a dare un’iniezione di ottimismo e sviluppo all’intero settore sia in tema di innovazione di prodotti che di comunicazione aziendale.

    La terracotta imprunetina è un materiale di pregio, che porta in sé i valori di eco sostenibilità e rispetto ambientale, di cultura e tradizione del Made in Italy. La convinzione che esso meriti a tutti gli effetti un posto di rilievo nel panorama internazionale dei rivestimenti, del design e della progettazione, ha portato il Gruppo VIVATERRA ad investire nella pianificazione di una nuova comunicazione aziendale, che sappia rompere con gli schemi del passato, e che lo porti al giusto riconoscimento e ad un’affermazione sempre più evidente sui mercati mondiali.

    L’innovazione e il rilancio coinvolgeranno tutti i settori del gruppo VIVATERRA, da quello produttivo a quello delle relazioni pubbliche, per una spinta sempre crescente di energia e positività che il settore richiede da tempo. Il progetto ha come scopo quello di raccontare la “storia” del Gruppo, della terracotta imprunetina e dei singoli marchi in modo nuovo, contemporaneo, cercando di anticipare e sorprendere le aspettative di un mercato che ha bisogno di rinnovare l’immagine che ha di questo prodotto. Esso tradurrà in modo efficace e persuasivo la professionalità, la solidità e la forza di una realtà industriale leader del settore.

    Una comunicazione che sappia portare la tradizione, il pregio, l’eleganza e la distinzione che da sempre caratterizzano la terracotta dei brand di VIVATERRA su un livello moderno e dinamico attraverso una molteplicità di strumenti comunicativi che introducano lo spettatore alla cultura del bello, dell’utilizzo di materiali naturali e del rispetto per l’ambiente, che lo incuriosiscano e che riescano a suggerire un’atmosfera piena di attesa.

    La ferma volontà del gruppo VIVATERRA è quella di ampliare la visibilità, evidenziare i suoi molteplici e creativi utilizzi nell’architettura, non solo proponendo nuove collezioni, ma anche adottando tutti i sistemi comunicativi del terzo millennio, che vanno da quelli più tradizionali a quelli di nuova generazione della Comunicazione 2.0.

  • Luxtrainer per 1861 > 2011 >> 150° Anniversario Unità d’Italia

    Senigallia, 18 marzo 201114.14 AM CEST
    Luxtrainer per 1861 > 2011 >> 150° Anniversario Unità d’Italia
    In occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, Luxtrainer propone un best seller: la palestra multifunzione X1™ in una silhouette ispirata al tricolore, soluzione di design italiano nel vero senso del termine. La nuova X1™ Italia limited edition, disponibile in 150 unità numerate, dal 17 marzo 2011 solo su Luxtrainer Online Store.L’impatto estetico è immediato: le finiture, l’eccellenza dei materiali e delle lavorazioni sono fedeli testimoni di una qualità tutta italiana, perchè solo quando creatività e know how si fondono per dar vita ad un prodotto di grande pregio ha origine il vero Made in Italy. Questo è ciò che contraddistingue ogni prodotto Luxtrainer: pensato, progettato e realizzato completamente in Italia.
    X1™ Italia limited edition: un gioiellino in serie limitata
    Questa multistation nasce con obiettivi unici e precisi: è una serie speciale, in tiratura limitata di soli 150 esemplari che si ispira ad un prodotto della gamma standard Luxtrainer, ma con un concept innovativo. Non è una palestra multifunzione comune, ma uno strumento per gli amanti della bello e dell’Italia, in grado di concedersi un meraviglioso giocattolo. Verranno incisi con tecnologia laser su targa in argento, oltre al numero seriale su base 150 anche nome e cognome del proprietario con eventuale dedica. Il prezzo dello sfizio? Direttamente all’interno di Luxtrainer Online Store.

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    Luxtrainer, con sede a Senigallia (Ancona) Italia, è un produttore di attrezzature per il fitness di alta gamma interamente made in Italy. Vanta un consolidato know-how e presta grande attenzione al design, alla ricercatezza di materiali e tecnologie avanzate. Non più semplici attrezzature per il fitness, ma lussuosi elementi di arredo dal design unico e sofisticato. Una gamma di prodotti innovativi, nata per creare spazi dedicati al fitness, professionali ed esclusivi.

    Luxtrainer®, Luxtrainer logo sono marchi commerciali registrati di proprietà di Luxtrainer® in Italia e in altri Paesi. X1™, X1 logo, X2™, X2 logo, X3™, X3 logo, X4™, X4 logo, Dumbbell Tower™, Dumbbell Tower logo, Superbench™, Superbench logo, Official Luxtrainer Fitness Suite™, Official Luxtrainer Fitness Suite logo, Luxtrainer Financial Service™, sono marchi commerciali di proprietà di Luxtrainer® in Italia e in altri Paesi. Tutti i diritti riservati. Le denominazioni di altre società e prodotti menzionate, sono marchi di proprietà dei rispettivi titolari.

  • Il cotto di Il Ferrone è innovazione e rispetto ambientale

    Per le aziende di oggi l’attenzione prestata alla salvaguardia dell’ambiente diventa sempre di più un imperativo. L’impegno di Il Ferrone non si esplica solo nella tutela del paesaggio nella fase di reperimento della materia prima, l’argilla, ma anche e soprattutto di tutto l’eco-sistema durante l’intero processo produttivo del Cotto imprunetino.

    Il Ferrone vanta oggi una diffusione capillare a livello internazionale, il suo attaccamento alla tradizione, alla qualità e al pregio sono caratteristiche ormai indiscusse di un prodotto affermato e di successo, eppure ci sono due aspetti su cui il brand sta puntando fortemente per far crescere ancor di più la propria immagine: l’innovazione e il rispetto per l’ambiente.

    L’innovazione si esplica nell’adozione di nuovi sistemi e tecniche produttive che arricchiscono se mai ce ne fosse bisogno, un prodotto che è già ai massimi livelli del settore. Un investimento sempre più marcato in questa direzione permette di creare prodotti di gran pregio, con una qualità assoluta che poco differisce dagli articoli realizzati artigianalmente, e che al contempo presentano dei rilevanti benefici in termini economici, come ad esempio accade con il Cotto Artigiani a Mano, per il quale è tutt’ora in corso una promozione da parte del brand.

    Il rispetto per l’ambiente è l’altra peculiarità che Il Ferrone tiene in grande riguardo non solo per una cresciuta consapevolezza e responsabilità nei confronti di un patrimonio comune all’intera umanità, ma perché questo aspetto particolare consente di attribuire un plus valore ad un prodotto che appartiene alle eccellenze del vero Made in Italy. A testimonianza di quanto fino ad ora detto Il Ferrone, attraverso il gruppo Industriale VIVATERRA di cui fa parte, ha ottenuto la certificazione ISO 14001:2004.

  • Valoriani Vesuvio da più di 30 anni il forno a legna dei cuochi di successo

    Il forno a legna Valoriani Vesuvio è uno degli articoli più imitati al mondo. Sono in tanti a presentare il frutto di queste imitazioni come novità assolute del mercato, eppure l’azienda lo ha progettato negli anni 70 e tutt’oggi, grazie alle sue oggettive qualità, è ancora il leader indiscusso nel panorama dei forni professionali.

    Progettare e realizzare un prodotto di successo è già di per se un grande traguardo imprenditoriale, preservare e far perdurare questo successo per quasi quarant’anni ha qualcosa di straordinario. Questo il caso di Vesuvio Valoriani, il più imitato forno a legna in tutto il mondo, ma non solo, il più apprezzato e il più gradito dal pubblico di professionisti pizzaioli di tutto il mondo.

    Il progetto originale prese il via ad inizio anni 70 secondo un disegno che ancora oggi le evoluzioni immesse sul mercato dall’azienda Refrattari Valoriani riproducono fedelmente con l’aggiunta di innovazioni tecniche che non hanno fatto altro che perfezionarlo nel corso degli anni. Vesuvio nelle sue varianti, è un forno a legna altamente performante, sinonimo e garanzia di una qualità ai più alti livelli nel panorama dei forni prefabbricati ad uso professionale.

    Il materiale refrattario consente un’uniforme e costante distribuzione del calore all’interno del forno garantendo il minimo consumo di legna: così cuocere la pizza diventa facile e veloce potendo, per di più, contare su un’eccellente affidabilità e su prestazioni dai requisiti molto elevati. Vesuvio ha, dunque, radicalmente mutato l’attività dei pizzaioli professionisti, che possono sfornare pizze fragranti in pochissimi minuti, conservandone tutte le proprietà che le rendono gustose al palato, preservando il giusto grado di umidità che impedisce alla pizza di seccarsi.

    Un forno dunque che non solo può vantare un valore simbolico tutto Made in Italy, motivo di ulteriore orgoglio per Refrattari Valoriani, così come un profondo legame con la tradizione e il territorio, ma che consente di realizzare una cucina professionale di qualità anche per uno dei piatti solo apparentemente più semplici delle tavole italiane.

  • Marketing territoriale, una strategia per lo sviluppo

    Il “marketing territoriale” come insieme di strategie che, partendo da una visione organica del territorio, valorizzano le eccellenze; danno strumenti e occasioni di efficienza, creatività; organizzano e raccolgono le diverse potenzialità presenti per il perseguimento di comuni obiettivi; conferiscono visibilità e appeal a un’area tali da permetterle di attrarre anche nuove e ulteriori risorse dall’esterno. Partendo da questa convinzione, la Provincia di Reggio Emilia ha radunato questa mattina in una gremita Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio tutti coloro che – nel pubblico come nel privato – si occupano di promuovere Reggio Emilia in Italia e nel mondo, per offrire strumenti di riflessione e discussione in grado di favorire l’assunzione di linee di indirizzo condivise. A sollecitare il dialogo ed il confronto, la stessa presidente della Provincia, Sonia Masini, insieme ad Angelo Baiocchi, docente di marketing aziendale e pubblico all’Università La Sapienza di Roma ed esperto di comunicazione; Marco Ferrari, fondatore di Image Communication, già vice presidente relazioni esterne di Starwood Hotels, e Carlo Cambi, giornalista e professore di marketing.

    “Sono diverse le modalità con le quali Reggio Emilia ha oggettivamente promosso se stessa in Italia e nel mondo attraverso l’istruzione, l’economia, il welfare, le istituzioni – ha detto la presidente della Provincia Sonia Masini aprendo i lavori – Le scuole dell’infanzia rappresentano certamente la cifra interpretativa più significativa di un modello di successo riconoscibile anche attraverso altri importanti fattori. Penso alla forza delle istituzioni ed al legame con l’atto di nascita dell’identità nazionale – come il recente successo dell’apertura delle celebrazioni per il 150esimo dell’Unità d’Italia nella giornata del Tricolore ha testimoniato – o alla qualità dell’accoglienza, della nostra ospitalità e della nostra gastronomia. E ancora alla diffusione del Made in Italy attraverso una miriade di medie, piccole e piccolissime imprese o agli straordinari risultati ottenuti, in particolare in campo socio-sanitario, grazie alla costruzione di un sistema di welfare che non solo ha reso possibile l’esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza, ma è stato capace di attrarre – nel tempo – professionalità ed intelligenze.

    “Forse proprio per la molteplicità degli aspetti riconducibili al “marchio Reggio Emilia” è però paradossalmente difficile trovare un logo, un simbolo unitario che rappresenti l’eccellenza dell’intera dimensione provinciale, senza sacrificare gli aspetti importanti di ogni sua parte. Eppure è sempre più diffusa ed avvertita la necessità di una sintesi comunicativa che metta in valore le diverse esperienze e favorisca un marketing territoriale capace di promuovere sempre più Reggio Emilia fuori dai propri confini, attraendo – contemporaneamente – talenti, visitatori, risorse.

    In sostanza, dobbiamo trovare nuove strategie in grado di promuovere ulteriormente il buon nome di Reggio Emilia, favorendone la trasformazione in business nei diversi settori. E’ per riflettere e programmare azioni e progetti condivisi che la Provincia di Reggio Emilia – dopo un primo passaggio con il Comune di Reggio Emilia e la Camera di commercio – ha promosso questo confronto, finalizzato ad individuare – in tempi rapidi – le nuove forme che consentano alla nostra bella provincia di raggiungere nuovi traguardi di qualità in ogni campo”.

    Marco Ferrari, fondatore di Image Communication, società specializzata nel marketing territoriale e turistico già vice presidente relazioni esterne di Starwood Hotels (la più grande catena alberghiera del mondo) è quindi intervenuto per gettare le basi del marketing territoriale. Affrontando il tema “La costruzione del brand di un territorio e della sua immagine”, Ferrari ha aperto una riflessione sull’importanza della percezione del valore del proprio territorio che hanno le persone che lo abitano, così come quelle che lo possono fruire per le bellezze e le eccellenze, o che possono apprezzare i prodotti tipici di assoluta qualità.

    “La costruzione del brand di un territorio e la sua immagine inizia dall’identificazione dei valori di fondo che il territorio stesso esprime e che hanno, appunto, un impatto emotivo sulla collettività – ha detto – Costruire un brand è uno sforzo collettivo che richiede non solo una squadra affiatata, ma un lavoro in “partnership” con una continua condivisione organizzata tra le attività individuali dei partecipanti”.

    Per costruire un brand è quindi “fondamentale la collaborazione, così come viene richiesto un processo creativo basato su una visione originale in grado di generare un impatto emotivo sul mercato”.

    “L’innovazione è fondamentale per fornire al brand la trazione necessaria sui mercati – ha concluso Ferrari – Occorre poi coltivare un brand collegabile con i valori espressi complessivamente dal sistema Italia, unico nel suo genere, proponendosi come prosecuzione del viaggio in un sistema turistico complesso che ha come ingresso le grandi città d’arte ed è in grado di offrire, attraverso il territorio, una molteplicità di esperienze come nessun altra destinazione al mondo.”.

    Angelo Baiocchi, presidente della filiale italiana di una multinazionale della comunicazione e professore di marketing, ha calato i principi del marketing territoriale nella realtà di Reggio Emilia, indicando il percorso da compiere e le scelte da fare. Per Baiocchi il marketing “è un’attività che consiste in una serie di azioni volte a rendere attrattivo alla gente un prodotto o un servizio con lo scopo finale di farli acquistare: la comunicazione, gli interventi sul patrimonio infrastrutturale, l’offerta di servizi sono alcune azioni che si possono adottare per sviluppare il grado di attrattività dell’area geografica che ci interessa”. “Certo – ha proseguito Baiocchi – in un contesto di sempre maggiore competitività dei territori, l’obiettivo che ci poniamo è attrarre risorse umane, turisti ma anche talenti e capacità, e risorse economiche, investimenti, commesse, capacità di vendita e di esportazione. Per questo è fondamentale che i soggetti coinvolti nel marketing territoriale condividano un comune lavoro di squadra e le istituzioni elettive del territorio concordino obiettivi in senso alto: le istituzioni democratiche devono avere un ruolo di coordinamento, di “capotavola”. Molti sono già i soggetti, sia pubblici che privati che ciascuno con il suo marketing si coordina con il marketing territoriale complessivo. Quindi occorre proporre un’azione coordinata per elaborare strategie condivise, predisporre piani operativi dove indicare un’organizzazione (chi fa che cosa). Tutto questo per aumentare la visibilità del territorio reggiano, attrarre maggior turismo, attrarre maggiori risorse economiche e maggiori investimenti”.

    Le strategie che si possono mettere in atto, secondo Baiocchi, sono due: “turistica” e “business”. “Quella turistica mette in rilievo la linea ‘territorio – turismo – ambiente’, valorizzando il patrimonio storico monumentale, paesaggistico, prodotti eno-gastronomici – ha spiegato – Ci sarà attenzione ai servizi, ad itinerari e pacchetti da comunicare e da vendere, realizza e comunica eventi, mette a punto una stategia di valorizzazione dei prodotti enogastronomici. La comunicazione si rivolgerà ad un target di potenziali consumatori e verso operatori turistici, tour operator, stampa e web specializzati”.

    Nel caso, invece della strategia business, “la valorizzazione è centrata sulla vitalità economica del territorio, sulle produzioni e sui vantaggi infrastrutturali, oltre che sulle competenze”. I target di riferimento, in questo caso, sono le aziende, gli imprenditori, gli investitori e la comunicazione si indirizzerà verso gli operatori economici e finanziari; verso e attraverso i media significativi nell’area economico – finanziaria.

    “Dovremmo porci domande su quali sono i fattori attrattivi e differenzianti di Reggio Emilia; quali sono i fattori più competitivi esistenti, e ancora quali potenzialità siamo in grado di esprimere – ha proseguito Baiocchi – Le macro direzioni di lavoro che spingono il nostro agire dovrebbero tener conto dell’accoglienza, della simpatia, dell’ospitalità, della qualità della vita e dei servizi che il nostro territorio è in grado di esprimere in relazione ad una qualità tutta italiana. Così come si dovrebbe saper valorizzare le cose belle e buone del nostro territorio come il paesaggio, l’ambiente, la storia, i monumenti, la cultura, Canossa (con l’evocazione carismatica) il Tricolore, l’enogastronomia, i prodotti tipici. E ancora dovremmo saper comunicare e mettere in valore la capacità e la serietà delle persone, la cultura del fare, le infrastrutture, le condizioni dele nostre imprese e del lavoro, i valori di relazione e di etica che il nostro territorio è in grado di esprimere”.

    Per suggerire ipotesi di lavoro, secondo Baiocchi è fondamentale “conoscere il marcato e i target, decidere e lavorare al prodotto e saperlo comunicare, mantenendo le promesse”. “La strategia condivisa deve essere coerente, univoca e prolungata e i ruoli dei diversi attori essere chiari e con scadenze precise – ha concluso – Non possiamo non tener conto oggi dell’importanza della comunicazione web e del fatto che oggi tutti possano volendo pubblicare, così come non possiamo prescindere dal fatto che agiamo in un contesto dove la comunicazione è fondamentale. Per concludere e per sintetizzare le scelte in modo efficace ed efficiente è necessario scegliere: un simbolo, un segno, una parola, delle parole che siano in grado di evocare ed aggiungere appeal al nostro territorio. Dopo la scelta da parte di qualcuno, tutti i soggetti coinvolti devono lavorare al raggiungimento degli obiettivi”.

    A moderare il dibattito è stato Carlo Cambi, giornalista, scrittore e docente di Teoria e Politica del Turismo all’Università di Macerata (e curatore della collana “Le terre del Carlino” con lo speciale dedicato a Reggio Emilia), che ha definito “i reggiani cittadini affidabili che si occupano di cosa concrete con serietà e determinazione”. “E’ nel vostro Dna fare le cose bene e con uno sguardo alla comunità: infatti a Reggio si vive bene, c’è una imprenditoria diffusa, di qualità. Quello che posso suggerire ai reggiani è di creare un “Love Mark”, un marchio che non crei immagine, ma piuttosto susciti immagine per il proprio territorio”.

    Sono quindi intervenuti Giovanni Arata dell’Apt Emilia-Romagna che ha sottolineato l’importanza dei social network e la necessità, per Reggio come per chiunque voglia promuovere il proprio territorio, di cercare il più possibile collaborazioni, a partire appunto dall’Apt regionale.

    Donatella Prampolini, presidente Confcommercio, ha ricordato come “con la Provincia si sia iniziato un dialogo da tempo perché sentiamo forte la necessità di “vendere” il prodotto Reggio Emilia”. “Noi reggiani forse non amiamo troppo Reggio o non abbastanza, così come siamo troppo frastagliati sul fronte della promozione, c’è bisogno di un coordinamento e di qualcuno che possa prenderci per mano, se questo ruolo intende assumerselo la Provincia noi ci stiamo”, ha detto, ribadendo poi la “necessità di fare formazione, perché è importante insegnare ai ragazzi ad amare il territorio”.

    Dopo i tre simpatici – e molto significativi – aneddoti raccontati da Mario Bernabei per far comprendere le potenzialità del Castello, e più in generale delle terre, di Canossa, il vicepresidente della Provincia Pierluigi Saccardi ha ricordato il lavoro sul marketing territoriale da tempo avviato da Palazzo Allende a Reggio, “dove esistono 58.000 imprese su 580.000 abitanti, e dunque è chiaro che si tratta di un turismo d’affari”. “Io presiedo l’Unione di Prodotto, è già nel termine sta la volontà di identificare un buon prodotto da vendere, come gli interventi di questa mattina hanno sottolineato, in una strategia di rete sul territorio – ha aggiunto – Però in Emilia Romagna esiste una legge, la numero 7, rivolta ai privati e dedicata al turismo, ma nella nostra provincia negli ultimi cinque anni non ha partecipato nessun soggetto privato”. Da qui “un appello al settore privato perché si unisca a quel sistema di cui fanno già parte gli enti territoriali e la Provincia”.

    La presidente Sonia Masini ha quindi chiuso i lavori “di una mattina ricca che ha messo a fuoco una strategia e ha consentito di trovare nuove strade”. “Reggio Emilia è conosciuta, abbiamo fatto molto, il motto che più ci rispecchia è “vulom bas”, stiamo cioè con i piedi per terra – ha detto – Noi vorremmo però anche alzarci e andare dove meritiamo di stare, ma tutti insieme. Il punto, dunque, è passare da una promozione individuale ad una collettiva, aggiungendo qualcosa di nuovo al nome di Reggio Emilia”. “Noi oggi apriamo un discorso, non vogliamo dare soluzioni, ma al massimo entro due, tre mesi vorremmo chiudere questo discorso”, ha aggiunto, annunciando l’avvio di una serie di confronti e di lavoro comune già nei prossimi giorni. “Chiediamo a tutti delle idee, vogliamo che sia un percorso condiviso – ha concluso – Dobbiamo lavorare insieme, non ci sarà parte di Reggio Emilia che si salva se Reggio Emilia regredisce”.