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  • Le bevande alternative per le vostre Feste

    Con l’arrivo delle feste è praticamente tradizione esagerare col cibo: nel periodo che va dalla vigilia al primo dell’anno sembra che la parola “dieta” debba essere bandita.

    Alcune famiglie sono solite festeggiare il Natale la sera della vigilia, con un cenone, magari con una messa assieme ai familiari dopo, per poi ritornare tutti insieme a casa per il brindisi, il taglio del panettone/ pandoro e lo scambio dei regali; nelle famiglie invece dove ci sono bambini piccoli si preferisce magari attendere il 25 mattina per andare a messa e farsi gli auguri, assieme ai regali e per pranzare poi in compagnia.

    Cosa si mangia durante le feste natalizie lo si sa … risotti, lasagne, tacchini ripieni, pesce alla griglia, immancabili le patate al forno ecc, di tutto un po’ quindi, dipende dai gusti personali e dall’abilità culinaria della padrona/e di casa che si diletta ai fornelli. Ma cosa si beve durante le feste? Ci sono delle bevande tipiche locali che possiamo utilizzare per rendere il nostro Natale un po’ più spumeggiante di quanto non faccia già il prosecco?

    Un tipo di bevanda calda che ha le sue origini nei Paesi del Nord è il punch, che ha trovato ormai una buona diffusione anche in Europa ed è diventata la bevanda americana usualmente consumata anche negli States, nelle regioni più fredde o durante il periodo invernale. Il punch è solitamente servito al sapore di agrumi o di rum ed ha una forte profumazione ai chiodi di garofano e cannella-ingredienti essenziali della ricetta.

    Una bevanda di origine anglosassone e americana è invece l’Eggnog che ad una prima occhiata ha le sembianze di una cremalatte oppure di zabaione; nonostante l’apparenza la renda appetitosa agli occhi dei più piccoli, è anche questa una bevanda alcolica, che contiene una buona quantità di liquore ma è estremamente veloce da preparare: la preparazione non vi occuperà infatti più di 15 minuti e consiste nello sbattere assieme uno alla volta –secondo l’ordine della ricetta- tutti gli ingredienti che sono, solo per citarne alcuni, uova, panna, latte, zucchero, brandy e rum. Va servita fredda, accompagnata da shortbread oppure da sola e calda.

    Una bevanda invece decisamente più nostrana, e che deriva dalla tradizione valdostana, è la “Grolla dell’amicizia”, una miscela esplosiva realizzata, tra le altre cose da grappa (50-60°), Cointreau o Genepy, caffè espresso (oppure per gli amanti degli alcoli dolciastri, al caffè normale si può sostituire anche il caffè ottenuto con cialde ginseng); è decisamente una bevanda natalizia anche per il fatto che –da tradizione- va servita dentro un contenitore di legno simile ad una coppa con tanti beccucci che ne fuoriescono, dai quali va bevuta la bevanda- assolutamente vietato infatti in val D’osta versarla nei bicchieri e tassativo quindi berla in compagnia. Una volta riscaldata la bevanda in una pentola, il contenuto va versato nella grolla-questa coppa appunto-i beccucci vanno bagnati di alcool e zucchero e la bevanda va incendiata, in modo che l’alcool presente nella sostanza evapori e che lo zucchero presente sui beccucci si caramelli.

    Di preparazione simile è il vin brulé, che però non viene incendiato, ma è decisamente meno alcolico poiché a base solo di vino e di aromi.

    Serena Rigato

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  • La passione millenaria per il caffè

    Il caffè è da sempre la bevanda che meglio rappresenta il nostro Paese nel mondo, oltre agli ottimi vini ovviamente.

    Infatti in un’epoca in cui i prodotti tipici e caserecci vengono sorpassati dalle bevande industriali (vedi Coca-Cola, Pepsi, Red Bull e simili), sembra che l’industria del caffè non soffra la crisi che invece altri alimenti e bevande, loro malgrado, stanno subendo. La storia del caffè si perde quasi nelle memorie della storia del mondo, si parla di un percorso iniziato nel 900-1000 d.C. che ha portato poco alla volta alla conoscenza di nuove miscele, nuovi modi di intendere l’espresso e innovativi strumenti per ottenere questa bevanda scura, dal sapore intenso e deciso ( vedi le più moderne macchine per il caffè , le moke elettriche, le cialde ecc.).

    Il caffè è giunto fino a noi attraverso le rotte delle navi commerciali che salpavano dai porti di Venezia e Napoli e che hanno portato nel nostro Paese moltissimi altri cibi e bevande allora sconosciuti in Europa. Ad ogni modo alcune teorie sostengono che il caffè si bevesse addirittura ai tempi di Omero a Troia; ciò che è certo è che già a partire dal 1454 nell’attuale Yemen la popolazione era solita sorseggiare questa bevanda naturalmente energetica, lodata addirittura dal governo per le sue proprietà corroboranti, contrapposte all’effetto soporifero del qat o kat, bevanda comunemente diffusa, fino a quel momento, nel territorio nazionale.

    Il 1615 è considerata invece la data nella quale questa bevanda ha fatto la sua comparsa in Europa, grazie appunto alle rotte marittime che collegavano Venezia a Napoli e da lì a tutto l’Oriente; è praticamente certo che la prima città italiana a respirare l’aroma del caffè fu Venezia: il merito dell’introduzione in Italia spetta infatti al botanico Prospero Alpini, che fu medico del console di Venezia in Egitto, a Francesco Morosini, a Pietro della Valle e a Fausto Nairone.

    A partire dal 1683 nella nostra penisola si moltiplicarono le caffetterie, che gradualmente andarono a modificare il proprio business, implementando alla vendita di caffè espresso, anche quella di accessori, di dolcetti, pasticcini e focacce. Fu così che in ebbe origine in Italia una vera e propria cultura del caffè, vissuto più che come bevande, come momento di pausa, socializzazione e svago, non a caso i Caffè nel periodo dell’illuminismo vennero utilizzati come veri e propri punti di ritrovo per gli intellettuali di tutta Europa.

    Attualmente l’industria del caffè mette a disposizione un buon numero di offerte anche per il caffè da fare a casa. Praticamente tutti i tipi di caffè ed elettrodomestici per il caffè si possono trovare nella rete: elettrodomestici on line che macinano i chicchi di caffè, apparecchi per fare la schiuma o per fare cappuccini. Le ultime trovate della tecnologia sono addirittura delle moke con timer, che si possono programmare esattamente come una sveglia, con sensore che rileva quando spegnere l’apparecchio oppure delle macchine per il caffè complete di macinacaffè integrato, beccuccio per il vapore, pedana regolabile e molti altri accessori sfiziosi.

    Serena Rigato

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