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  • Luigi Roth, Terna, al via una nuova «autostrada» dell’energia in Toscana

    “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara”, entra in esercizio il nuovo elettrodotto toscano a 380 kV, realizzato da Terna Rete Italia, la società presieduta da Luigi Roth. Il nuovo elettrodotto prevede un risparmio di 30 milioni di euro l’anno per il sistema elettrico. La nuova linea, lunga quasi 39 chilometri, risolverà, inoltre, alcune criticità locali e permetterà di migliorare qualità ed efficienza del servizio elettrico dell’area.

    Terna Toscana

    Trenta milioni di euro di risparmio l’anno per il sistema elettrico. È il vantaggio collegato al nuovo elettrodotto toscano a 380 kV “Casellina-Tavarnuzze-Santa Barbara” realizzato da Terna Rete Italia, presieduta da Luigi Roth, che entra oggi definitivamente in esercizio. La nuova linea, lunga quasi 39 chilometri (di cui 35,5 km aerei e 3,1 in cavo), risolverà alcune criticità locali e permetterà di migliorare qualità ed efficienza del servizio elettrico dell’area.

    Insieme ai vantaggi per la rete, il nuovo elettrodotto, per il quale la società ha investito 135 milioni di euro, apporterà poi significativi benefici ambientali anche in termini di razionalizzazione. Terna Rete Italia ha infatti demolito un vecchio traliccio che insisteva su una delle aree di maggiore pregio paesaggistico della Toscana, la collina di Giogoli. Tale operazione fa parte del corposo piano di demolizioni, iniziato prima dell’estate e che si concluderà nelle prossime settimane, nell’area compresa tra Calenzano, Poggio a Caiano, Casellina e Santa Barbara.

    L’intervento di bonifica ambientale è stato possibile grazie alla realizzazione ed entrata in esercizio del nuovo elettrodotto. Alla sua conclusione saranno eliminati complessivamente 116 km di vecchie linee aeree, a fronte della realizzazione di 35,5 km di nuovo elettrodotto: per ogni chilometro costruito se ne andranno oltre 3 km di vecchie linee. I tralicci dismessi, più di 350 in tutto, permetteranno il recupero di circa 4.500 tonnellate di acciaio e oltre 1.000 metri cubi di calcestruzzo.

    Dopo la Santa Barbara- Casellina – Tavernuzze, Terna ha progetti di sviluppo della rete elettrica in Toscana per 400 milioni di euro. Tra le opere principali il riassetto delle rete di Arezzo, che nasce dall’esigenza di rendere più sicura e meno esposta ai rischi di blackout la rete elettrica dell’aretino mediante la realizzazione di un elettrodotto tra l’esistente stazione elettrica di Santa Barbara e quella di Monte San Savino. L’opera permetterà la dismissione di circa 100 km di vecchi elettrodotti, per altro in prossimità di abitazioni e monumenti di rilevanza paesaggistica, con evidenti benefici ambientali e territoriali.

    Altre infrastrutture in programma sono l’elettrodotto a 380 kV Colunga e Calenzano, tra Toscana ed Emilia Romagna, che permetterà la riduzione dei vincoli tra le aree Nord e Centro-Nord del mercato elettrico italiano aumentando la magliatura della rete e la relativa capacità di trasporto, e la stazione di Lucca.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Terna Sicurezza Lavoro: Luigi Roth, ecco le 10 regole

    Terna, al via il nuovo “Patto per la sicurezza sul lavoro”. La società ha lanciato 10 regole per promuovere uno strumento innovativo in tema di sicurezza per una crescita intelligente, sostenibile e incisiva delle aziende che vi aderiscono. Luigi Roth, presidente di Terna: “Il nuovo Patto che lanciamo è il punto di partenza di un nuovo modo di fare sicurezza in Italia. Per un’azienda come Terna si tratta di una scelta di campo, nella convinzione che il dovere morale, oltre che giuridico, di garantire la salute e la sicurezza di ogni singola ora di lavoro, sia un importante fattore di crescita.”

    Redipuglia

    Al via il nuovo “Patto per la sicurezza sul lavoro”: 10 regole lanciate oggi da Terna, che ha coinvolto nell’iniziativa i circa 2000 fornitori della società, con l’obiettivo di promuovere uno strumento innovativo in tema di sicurezza per una crescita intelligente, sostenibile e incisiva delle aziende che vi aderiscono.

    Le 10 regole sono state presentate nel corso di un evento organizzato da Terna, al quale, oltre al Presidente, Luigi Roth, e al Direttore Corporate Affairs, Giuseppe Lasco, hanno partecipato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, il Presidente Inail, Massimo De Felice, il Vice presidente per le Relazioni Industriali di Confindustria, Stefano Dolcetta, e il Capo del Corpo Speciale dei Vigili del Fuoco, Alfio Pini.

    “Il nuovo Patto che lanciamo oggi è il punto di partenza di un nuovo modo di fare sicurezza in Italia – ha commentato Luigi Roth – Ma è anche punto di arrivo di un lavoro di analisi e di valutazione di esperienze da cui sono emersi comportamenti virtuosi che Terna già attua in tema di sicurezza, e che oggi abbiamo voluto condividere con tutti gli attori. Per un’azienda come Terna, che ha 250 cantieri aperti per un valore di oltre 3 miliardi di euro su tutto il territorio nazionale, con 4.000 risorse e più di 750 ditte impiegate ogni giorno, si tratta innanzitutto di una scelta di campo, nella convinzione che il dovere morale, oltre che giuridico, di garantire la salute e la sicurezza di ogni singola ora di lavoro, sia un importante fattore di crescita.”

    Tre i principi ispiratori del nuovo Patto:1. La volontà di Terna di condividere con i propri fornitori obiettivi, strategie e prassi sempre più sfidanti in tema di sicurezza dei lavoratori, anche attraverso strumenti di partecipazione interattiva. 2. La necessità di accrescere l’attività di formazione e informazione per tutti i lavoratori coinvolti. 3. La promozione di forme di collaborazione con enti e istituzioni con l’obiettivo di minimizzare i rischi.

    Le 10 regole che lo sostanziano si riassumono in altrettante parole-chiave, a partire naturalmente dal binomio sicurezza-salute, una priorità per tutta l’azienda, dal Vertice al top management a ogni singolo dipendente; e poi ancora da dialogo a miglioramento continuo, da controllo a formazione, da sistema integrato a insieme sul lavoro, da ruoli a innovazione e, infine, eccellenza.

    In tale ottica il rispetto delle norme è solo il punto di partenza. Infatti, aderire al Patto significa mettere al primo posto luoghi di lavoro sani e sicuri e un continuo miglioramento nelle attività di prevenzione e formazione dedicata. L’attività di prevenzione, punto di forza della strategia di Terna, contempla approfondite verifiche periodiche nei cantieri aperti. Inoltre, presso il proprio Centro di formazione Campus, Terna ha attivato 17 corsi specialistici in materia di safety, erogando nell’ultimo anno circa 42mila ore di formazione sulla sicurezza a fronte delle 143mila ore di formazione totale.

    Terna, d’altra parte, in qualità di gestore della rete, implementa da anni best practices nella gestione di tutti i rischi – fisici e tecnologici – connessi alla realizzazione e manutenzione delle infrastrutture sull’intero territorio nazionale. Un approccio innovativo che ha già permesso all’azienda di raggiungere un risultato d’eccellenza: un piano per la sicurezza integrata unico in Italia, dove i vari ambiti – del lavoro, della sicurezza informatica, ambientale e degli appalti – sono in completa sinergia tra loro. Un modello che ha permesso a Terna di ottenere le quattro certificazioni più importanti in materia per Qualità, Ambiente, Sicurezza e Sicurezza delle Informazioni. E occorre ricordare anche i protocolli siglati con Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, prefetture, Anie e un codice di trasparenza sugli appalti, che caratterizzano il piano di contrasto e protezione a potenziali criticità di sicurezza, sia dei dipendenti che degli stakeholder.

    In questo contesto risulta fondamentale il tema degli investimenti, non solo quelli per costruire nuove linee e stazioni elettriche, ma anche per innovazione, ricerca, sviluppo, formazione e tecnologia. Dal 2006 al 2012 Terna ha investito 440 milioni di euro per il Piano di Difesa – ai quali si aggiungono ulteriori 320 milioni di euro previsti da qui al 2016, con un incremento medio annuo del 26%. Uno sforzo significativo che consente di monitorare la rete elettrica in 500 siti, di cui 190 tenuti sotto controllo 24 ore su 24 dal Security Operation Center, struttura d’avanguardia che monitora l’azienda in tempo reale grazie a una gestione tecnologicamente avanzata e un’analisi sofisticata di milioni di dati informatici (8 milioni quelli processati ogni giorno) e di sicurezza fisica: infatti, investire sulle persone ha importanti ricadute positive per un’azienda: secondo i dati dell’Agenzia Europea per la Sicurezza sul Lavoro, per ogni euro che l’azienda investe nel benessere del lavoratore, ne guadagna dai 2,5 ai 4,8.

    RaiUno TG1 Economia – Il Patto per la sicurezza sul lavoro di Terna (ore 14:01 del 01-11-2013)
    FONTE: Terna

  • Roth Luigi: Corriere Economia, “Grandi opere e crescita, tre cose da fare subito”

    “Grandi opere e crescita: tre cose da fare subito”, Luigi Roth, presidente di Terna, interviene su Corriere Economia. In Europa sono previsti 105 miliardi d’investimenti nelle reti elettriche, l’Italia deve esserci. In questi anni Terna ha fatto la sua parte con 7 miliardi di euro già investiti e altri 8 nei prossimi dieci anni, 200 cantieri aperti, 750 ditte impiegate e 4.000 persone che lavorano per potenziare la rete elettrica nazionale.

    Corriere Roth

    Di Luigi Roth, presidente Terna

    Tre numeri sono passati sotto traccia nel dibattito in corso su come far ripartire l’economia: gli oltre 100 miliardi di euro previsti nel Piano di sviluppo delle reti elettriche europee, i 5,2 miliardi per opere infrastrutturali del comparto energetico, di recente approvati dalla Commissione industria del Parlamento europeo, e i 474 miliardi di euro che la collettività si troverebbe a sborsare per la mancata realizzazione di opere strategiche da qui al 2027, come emerge dall’ ultimo Osservatorio sui «Costi del Non Fare».

    E’ vero che questioni complesse (scarsa crescita, mancanza di lavoro, enorme pressione fiscale, burocrazia lenta, ecc.) richiedono risposte complesse, ma questo non deve scoraggiarci a ricercare possibili soluzioni. Anche perché II tempo sta scadendo: dobbiamo mettere in campo in fretta tutte le azioni capaci di dare una spinta propulsiva alla filiera dei grandi progetti infrastrutturali delle imprese committenti e di quelle fornitrici che, solo per fare un esempio, nel comparto elettrotecnico di Anie ammontano a circa 1.200.

    In questi anni, Terna ha fatto la sua parte (7 miliardi di euro già investiti e altri 8 nei prossimi dieci anni; 200 cantieri aperti, 750 ditte impiegate e 4.000 persone che lavorano per potenziare la rete elettrica nazionale), ma molte altre aziende italiane potrebbero investire più velocemente se si facessero subito due o tre cose che il governo, per altro, ha già in agenda, e sulle quali serve tuttavia uno sforzo corale.

    La prima è procedere con la modifica del Titolo V della Costituzione, per riportare allo Stato la competenza esclusiva in materia elettrica ed energetica. La seconda consiste nell’individuare e semplificare i passaggi autorizzativi e regolamentari che ostacolano l’iter procedurale delle opere infrastrutturali, grandi e piccole. La terza è trovare una soluzione definitiva e certa alla gestione dei conflitti locali innescati dal comitato ambientalista di turno o dalla stessa amministrazione comunale o da interessi particolari e che, complice anche un federalismo spesso miope, bloccano o ritardano opere di interesse nazionale, privando in tal modo cittadini e imprese dei benefici ad esse connessi: minori costi, più efficienza e qualità dei servizi.

    Questi tre punti non devono poi diventare materia di un dibattito sterile (ahimè troppo spesso classico copione), ma devono tradursi in una road map operativa che indichi in modo puntuale tempi e cose da fare. Un vero, solido e puntuale progetto, realistico e sfidante. Misure che, tra l’altro, avrebbero il pregio di essere a costo zero per la collettività, e di non aver bisogno di stanziamenti a fondo perduto dello Stato.

    L’Europa e il mondo vedono ancora l’Italia come un soggetto in grado di ribaltare la non facile situazione che sta vivendo. Dipende solo da noi. E da una politica del fare che, partendo anche da visioni diverse, con misure concrete sappia dare un impulso agli investimenti infrastrutturali, e così al lavoro e alla crescita.

    Ma bisogna accelerare e agire anche a costo di scelte impopolari che forse penalizzerebbero i meno virtuosi, ma avvantaggerebbero i più capaci ed efficienti. Non potremmo mai perdonarci scelte miopi con conseguenze gravissime non solo sull’intero tessuto industriale del Paese ma, quel che è più grave, sulle future generazioni.

    FONTE: Terna

  • Luigi Roth: Terna e Anie, insieme per il rispetto dell’ambiente.

    Terna sigla l’intesa sulla sicurezza ambientale nei cantieri, con Anie, la Federazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche di Confindustria. Obiettivo dell’accordo ridurre al minimo sia l’impatto delle attività stesse al loro interno che ottenere una razionalizzazione efficace e sicura delle risorse materiali ed energetiche utilizzate. Luigi Roth, Presidente di Terna: “Terna e Anie intraprendono insieme un percorso condiviso che riconosce il rispetto dell’ambiente un elemento imprescindibile nella gestione dell’azienda e nelle attività lavorative nei cantieri. Siamo molto soddisfatti per questa intesa, che ad oggi rappresenta la prima nel suo genere ad essere sottoscritta per tipologia e finalità: Terna da sempre persegue, e continuerà ad impegnarsi per una strategia orientata allo sviluppo sostenibile”.

    “Gestione della sicurezza ambientale nei cantieri per attività sulla rete elettrica nazionale ad alta tensione”. Questo il titolo dell’importante accordo firmato a Roma da Luigi Roth, Presidente di Terna, la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione di energia elettrica, e Claudio Andrea Gemme, il Presidente di Anie, la Federazione che riunisce le principali imprese del settore elettrotecnico ed elettronico.

    Si tratta del primo accordo siglato in tema di gestione della sicurezza ambientale nei cantieri, con l’obiettivo di ridurre al minimo sia l’impatto delle attività stesse al loro interno che ad ottenere una razionalizzazione efficace e sicura delle risorse materiali ed energetiche utilizzate. Un tema che del resto sta molto a cuore a Terna, visto che l’azienda ha in corso di realizzazione infrastrutture per un valore di 3 miliardi di euro: 150 cantieri aperti lungo tutta la penisola, 750 imprese e 4.000 mila lavoratori coinvolti. Un impegno concreto a sostegno dello sviluppo e della crescita, che impegna quotidianamente tutti gli uomini e le donne di Terna nei confronti dei quali la società mette a disposizione ogni anno un importante percorso di formazione che solo nel 2011 si è tradotto in circa 180.000 ore erogate, di cui oltre 60.000 ore dedicate alle tematiche della sicurezza.

    In particolare, il Documento si prefigge anche di controllare correttamente le emissioni acustiche, tutelare il paesaggio e la vegetazione, rispettare la normativa in materia ambientale anche in maniera più stringente rispetto alla disposizioni di legge. Terna e Anie, inoltre, si impegnano a formare e sensibilizzare i lavoratori, le ditte appaltatrici e i fornitori, ad adottare comportamenti corretti nel rispetto del territorio nel quale operano.

    Con la firma di questo Documento – ha commentato Luigi RothTerna e Anie intraprendono insieme un percorso condiviso che riconosce il rispetto dell’ambiente un elemento imprescindibile nella gestione dell’azienda e nelle attività lavorative nei cantieri. Siamo molto soddisfatti per questa intesa, che ad oggi rappresenta la prima nel suo genere ad essere sottoscritta per tipologia e finalità: Terna da sempre persegue, e continuerà ad impegnarsi per una strategia orientata allo sviluppo sostenibile”.

    Sicurezza e ambiente – ha commentato Claudio Andrea Gemmesono da sempre due parole chiave per la politica di Anie. Ma un protocollo come quello che abbiamo firmato oggi ha, a mio avviso, anche un valore aggiunto: permette di salvaguardare un sistema virtuoso come quello che è rappresentato da un lato da Terna, dall’altro dalle aziende associate Confindustria Anie e che è costituito da operatori che agiscono correttamente sul mercato e che si impegnano da oggi a farlo in maniera ancora più responsabile”.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo soddisfatto: fiducia per target 2009


    Terna ha chiuso i conti del primo semestre 2009 con un utile netto di gruppo a 207,5 milioni, +1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi sono aumentati del 14,3% a 656,4 milioni, +23,8% per l’Ebitda a 507 milioni, +25,8% l’ebit a 363 milioni. Gli investimenti sono ammontati a 374,6 milioni.

    “I primi sei mesi del 2009 – ha commentato l’AD Flavio Cattaneo – si chiudono, nonostante il generale contesto economico di contrazione, con un risultato positivo che ci fa essere confidenti su una conclusione d’anno secondo le nostre aspettative e con una buona accelerazione degli investimenti”. I risultati del primo semestre della società, approvati dal CDA presieduto da Luigi Roth , mostrano ricavi in salita del 14,3% e il più alto utile netto di Gruppo mai registrato: incluso il risultato delle attività destinate alle vendite, cioè le controllate brasiliane (pari a 42,6 milioni di euro), e scontata la quota di pertinenza dei terzi (pari a 12,2 milioni di euro), si attesta, infatti, a circa 208 milioni di euro, in crescita rispetto ai 205,5 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 (+1%).

    Molto positivi anche i dati di Ebitda, che si attesta a 507 milioni di euro con un incremento di circa 98 milioni di euro rispetto al dato del primo semestre 2008 (+23,8%). Sempre in primo piano gli investimenti complessivi effettuati che nel primo semestre 2009 sono pari a 374,6 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto al primo semestre 2008. Gli investimenti per lo sviluppo e la sicurezza della rete di trasmissione nazionale sono stati pari a 240 milioni di euro.

    I Ricavi del primo semestre 2009, pari a 656,4 milioni di euro registrano un incremento del 14,3% (circa 82 milioni di euro) rispetto ai 574,3 milioni dello stesso periodo del 2008. Tale incremento è principalmente originato dal maggior corrispettivo per l’utilizzo della rete (pari a +55,5 milioni di euro) riconducibile alla Capogruppo per 26,1 milioni di euro, essenzialmente per la revisione tariffaria per il 2009 che ha introdotto il meccanismo di garanzia per la neutralizzazione fino a un range di +/-0,5% degli effetti delle variazioni annuali di energia trasmessa; ed al contributo della controllata TELAT per 29,4 milioni di euro, relativo al corrispettivo per utilizzo della rete del secondo trimestre 2009..
    Come tradizione a fine primo semestre anche un overview della situazione elettrica in Italia: secondo Terna il valore massimo dei consumi elettrici si è registrato il 13 gennaio 2009 con una richiesta di 50.220 Megawatt, inferiore del 9,2% rispetto alla punta del primo semestre 2008.

    Per quanto riguarda l’evoluzione del Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale tra i principali avanzamenti del periodo il collegamento sottomarino fra Sardegna e Penisola Italiana – SAPEI: terminate le opere civili e la costruzione degli edifici che ospiteranno le apparecchiature elettriche ad alta tecnologia mentre sono in corso le prove che consentiranno la messa in esercizio del primo dei due poli dell’impianto nel secondo semestre del 2009. In avanzato stato esecutivo i lavori per l’elettrodotto a 380 kV “Casellina – Tavarnuzze – S. Barbara” (in Toscana e la Razionalizzazione delle infrastrutture in Val D’Ossola (Piemonte).

  • Flavio Cattaneo al Senato conferma il Piano di Sviluppo da 6 miliardi di euro di Terna


    “Per il sistema delle imprese la costruzione delle infrastrutture elettriche è una opportunità. Occorre che i grandi progetti di sviluppo della rete, che abbiamo pianificato, siano approvati al più presto” ha sottolineato Cattaneo che, con il Presidente Luigi Roth ha presentato oggi i dati sullo stato della rete elettrica nazionale e le sue prospettive di sviluppo alla 10a Commissione Industria del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’energia elettrica, il gas e la competitività delle imprese.

    Terna, che gestisce oltre 58.000 km di elettrodotti e circa 400 stazioni elettriche, ha illustrato il manager alla Commissione, ha un piano di sviluppo decennale (2009-2018) da 6 miliardi di euro, che comporterà una riduzione degli oneri di sistema a vantaggio di famiglie e imprese italiane, pari almeno a 1 miliardo di euro l’anno.
    L’azienda, negli ultimi 4 anni, ha incrementato del 300% gli investimenti in nuove infrastrutture, passando dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 del 2008 e realizzando 600 km di linee, di cui 9 nuovi elettrodotti ad alta tensione e 11 nuove stazioni elettriche.

    Per rendere più efficiente e competitivo il sistema Italia, Terna ha in corso lavori per 1,5 miliardi di euro, e sono 2 i miliardi di euro pronti ad essere “cantierati” appena ricevute le autorizzazioni necessarie. In molti casi si tratta di progetti in attesa di “sblocchi” autorizzativi da anni, alcuni dal 2006.

    È un programma di investimenti massiccio che comporterà ingenti benefici anche dal punto di vista ambientale: innanzitutto la riduzione prevista di 5 milioni di tonnellate/anno di CO2 . E poi la realizzazione del piano “10 progetti per lo sviluppo sostenibile” che prevede lo smantellamento di 1.200 km di vecchie linee a fronte della realizzazione di 450 km di nuovi elettrodotti.

    Terna ha le risorse tecniche ed economiche per realizzare i suoi piani industriali. La burocrazia, rallentando il rilascio delle autorizzazioni, ha però bloccato i benefici derivanti dagli investimenti sulla rete. Ma qualcosa si sta muovendo: con la legge energia sono stati fatti i primi passi per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi.