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  • Lugana Doc, 3 bicchieri del Gambero Rosso quest’anno!

    La fine dell’estate e l’avvicinarsi dell’autunno sono un periodo di forte fermento per il mondo del vino. Anche i produttori di Lugana hanno salutato la fine della bella stagione con il bellissimo evento “Armonie senza Tempo” che quest’anno si è svolto nella suggestiva cornice di Desenzano del Garda (BS), riscuotendo sempre maggior successo e affluenza di pubblico.

    Dopo i festeggiamenti si è passati al duro lavoro della vendemmia, che per le cause climatiche dei mesi precedenti quest’anno è stata leggermente tardiva, con un’ottima qualità che porterà ad un vino straordinario.

    La dedizione con cui i produttori seguono il “loro vino” nel corso degli anni ha portato ad ottimi risultati, ed è così che questo 2013 ha portato ben quattro Lugana ad aggiudicarsi i 3 bicchieri della Guida del Gambero Rosso:

    Lugana Brolettino 2011 Cà dei Frati

    Lugana Fabio Contato 2011 – Provenza

    Lugana Superiore Molceo 2011 – Ottella

    Lugana Molin 2012 Provenza – Cà Maiol

    Quest’ultimo è un vino fresco, avvenimento, quest’assegnazione, che accade per la prima volta per questa tipologia e quindi ancor più merito ai produttori che sono in grado di dare importanza ad una produzione molto recente.

    Soddisfazioni che nel corso del tempo hanno portato il Lugana in un mercato importante, grazie anche al capillare lavoro del Consorzio di Tutela che ha fatto conoscere nel mondo il nome di questo armonico e caratteristico vino. Dal Vinitaly di Verona al Wineexpo di Bordeaux si è potuto degustare ed apprezzare un vino pregiato, ma, che fino a qualche anno fa, era conosciuto da pochi.

    L’attività del Consorzio prosegue con due importanti eventi che ci saranno nei prossimi giorni: dal 9 al 11 Novembre il Wine Festival di Merano (BZ), uno degli eventi più esclusivi nel mondo, dove sarà presente il meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale che saranno ospitati nelle magnifiche sale del Kurhaus, edificio storico nel pieno centro della cittadina bolzanina.

    Dal 16 al 18 Novembre Golosaria a Milano, rassegna di cultura e gusto promossa dal Club di Papillon. La location del 2013 sarà SuperStudioPiù, dove si trovano 8000 mq di spazi esclusivi nel quartiere milanese del design.

    I continui successi del lavoro di un gruppo di persone legate al territorio e al loro prodotto, di vitigni seguiti con dedizione e preparazione porteranno sicuramente ad ulteriori successi ed apprezzamenti non solo in Italia ma in tutto il mondo del vino, è così che il Lugana diverrà più conosciuto e stimato.

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  • Consorzio Tutela Lugana DOC: impegni ed iniziative per una valorizzazione del vino

    Il Consorzio Tutela Lugana DOC ha un’agenda sempre più fitta di impegni e iniziative, a testimoniare il costante impegno elargito per diffondere la conoscenza di un prodotto tipico di ottima qualità. A testimonianza di ciò, la partecipazione, per la prima volta al Vinexpo di Bordeaux, evento di riferimento mondiale che riunisce tutti gli operatori del settore vini e distillati dal 16 al 20 giugno, è stata un successo. Il Lugana, quale DOC, è stato apprezzato dai professionisti del settore molti provenienti da paesi quali: Belgio, Sati Uniti, Canada e Cina.

    Ma il Lugana è anche un territorio di grande valore e di una cultura carica di storia e passione, da qui l’impegno con una serie di incontri con giornalisti italiani e esteri: a inizio del mese di giugno si è svolto un Tour del Lugana, con la visita di alcune cantine produttrici, mentre al rientro da Bordeaux il Consorzio ha ospitato importanti testate. I giornalisti del Gambero rosso, l’Espresso, Vini Buoni del Touring, Slow Wine di Slow Food hanno potuto degustare il Lugana nelle sue varie declinazioni. Oltre alla carta stampata si vuole coinvolgere anche il mondo della rete, nasce così una collaborazione con Wine Surf, un’esauriente testata in internet sul mondo enogastronomico curata da Carlo Macchi. Nei paesi stranieri possiamo trovare articoli pubblicati su testate che vanno dalla tedesca Der Feinschmecker alla danese Vinbladet.

    Ma non solo di attività promozionale si occupa il Consorzio: fra un paio di mesi inizierà la vendemmia, proprio per prepararsi a questo importante evento annuale la filiera del lugana si incontrerà martedì 30 luglio alle ore 18 presso la Cantina Cà Lojera di Rovizza di Sirmione. L’incontro sarà utile anche per confrontarsi in argomenti quali le giacenze i prezzi di mercato e la filiera.

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  • Il Consorzio Tutela Lugana Doc non si ferma mai: ecco tutti gli appuntamenti

    Da poco più di un mese si è chiusa la più importante manifestazione mondiale del vino: Vinitaly 2013. Per riassumere il successo che anche quest’anno ha replicato il Consorzio del Lugana con i suoi produttori riportiamo le parole di Luca Formentini, presidente del Consorzio: «Siamo forti in alcuni mercati consolidati, come Nord Europa, Usa e Giappone, ma possiamo crescere ancora, integrando la produzione vinicola con l’aspetto turistico: dobbiamo intercettare gli appassionati di vino di tutto il mondo». Quindi grande soddisfazione e ottimi propositi in cui il Lugana sta dimostrando di essere un vino maturo e di carattere, pronto a proporsi nei mercati di tutto il mondo come un prodotto di sicuro successo.

    Ma la sua divulgazione prosegue: dal 10 al 13 aprile il Consorzio ha ospitato un gruppo di giornalisti di Danimarca, Belgio, Svezia, Finlandia, Giappone, Usa per un Tour del Lugana, di cui sono rimasti tutti piacevolmente soddisfatti sia del vino che del territorio lacustre.
    Dal 9 al 12 maggio si è potuto degustare il Lugana a Genova a Slow Fish, la fiera internazionale del pesce buono, pulito e giusto. Il legame che lega il Consorzio a Slow Food Condotta del Garda è forte, perché sponsor del Presidio per la tutela del Carpione del Garda, un pesce in via di estinzione. L’abbinamento proposto è stato con le “Aole in Carpione”, spiegando che l’antica ricetta del Carpione (che veniva marinato con aceto, pepe, chiodi di garofano e alloro per essere conservato e trasportato a Venezia alla mensa dei Doge) col tempo è diventata di uso comune per tutti i cibi: oggi infatti si parla di verdure, carne, e molti altri cibi “in Carpione”.

    Tornando nel territorio del Garda il Consorzio ha anche “partecipato” alle “1000 miglia” durante la tappa che ha portato questa storica corsa a Sirmione e Peschiera.
    A fine maggio, precisamente dal 20 al 22 si è volato in Inghilterra al London Wine Fair per incrementare il mercato il UK e i paesi di lingua inglese.
    Per il prossimo mese invece sono previsti due appuntamenti: il primo, dal 5 al 7 giugno, è un incontro con un gruppo di giornalisti italiani per un Tour del Lugana. Dal 16 al 20 giugno invece, per la prima volta il Consorzio presenterà il Lugana al famosissimo Vinexpò di Bordeaux.
    Il Consorzio Tutela Lugana Doc può dirsi soddisfatto dei risultati e dei traguardi raggiunti in questa prima parte dell’anno. Ogni iniziativa a cui il Consorzio partecipa è volta infatti a diffondere l’immagine e la conoscenza di un vino il cui successo non è da ricercare nella mode del momento, ma è frutto di un sapiente lavoro che lega tradizione e cultura con la propria terra e la propria gente.

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  • Consorzio Tutela Lugana Doc: a VINITALY 2013 con molte novità.

    Il Consorzio Tutela Lugana DOC, quest’anno nello stand A9 presso il PalaExpo della Regione Lombardia, partecipa a Vinitaly 2013 con lo stile innovativo ed essenziale che ha riscosso così tanto successo nelle edizioni precedenti, rimane l’unico grande tavolo dedicato interamente alle degustazioni. Molteplici e importanti le novità che verranno presentate quest’anno. Prima di tutto la presentazione ufficiale del nuovo presidente Luca Formentini, eletto il 21 febbraio dopo due mandati di Francesco Montresor, e dei nuovi componenti del consiglio.

    Dal punto di vista produttivo proprio durante l’evento fieristico, l’8 aprile alle ore 15, si potrà degustare il Lugana Vendemmia Tardiva del 2011 prodotto al momento da sole due aziende: Tenuta Roveglia di Pozzolengo e Perla del Garda di Lonato del Garda. Un Lugana diverso, più “sperimentale”, lontano però dalla dolce viscosità di un passito tradizionale. Questo Lugana viene infatti ottenuto con una “surmaturazione” in pianta attraverso una raccolta tardiva delle uve tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, senza ulteriori appassimenti in fruttaio. Queste uve più ricche e concentrate conferiscono al Lugana un profilo tendenzialmente “tardivo”, quindi più morbido e denso, ma non eccessivamente dolce, dove il residuo zuccherino viene efficacemente bilanciato dall’acidità sul modello delle Vendange Tardive alsaziane o delle Spätlese tedesche.

    Ma le novità non sono finite: il riconoscimento “Erga Omnes” ottenuto nel luglio 2012 permetterà a tutte le aziende produttrici di far degustare la loro produzione. Tale riconoscimento è tanto prestigioso quanto importante, e fa si che le attività del Consorzio si avvalgano del contributo non più solo delle aziende socie ma anche di tutti coloro che producono vino Lugana. Il Consorzio, avendo così come interlocutori tutti i produttori a prescindere dalla partecipazione associativa, acquista ancor più forza nel proseguire la propria infaticabile azione, garantendo promozione, tutela e vigilanza del marchio con ancor più incisività e efficacia.

    Ma il 2013 è e sarà un anno intenso anche per quanto riguarda la partecipazione a fiere ed eventi. Si è partiti con la partecipazione a Balkan Wine Expo a Tirana tra fine febbraio e primi di marzo, proseguito ad Intervino a Klagenfurt a metà marzo e Prowine a Düsseldorf a fine marzo per poi arrivare alla manifestazione fieristica del settore per eccellenza, il Vinitaly 2013 e proseguirà con London Wine Fair a maggio … e Vinexpò a Bordeaux a giugno.

    Quest’anno Vinitaly 2013 si preannuncia quindi per il Consorzio Tutela Lugana DOC un evento di successo per affermare un’immagine e un prodotto ormai conosciuto ed apprezzato, e un’occasione imperdibile per lanciare nuove sfide a un mercato sempre più esigente e raffinato.

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  • Luca Formentini nuovo Presidente del Consorzio Lugana.

    Il 21 febbraio scorso è stato eletto il nuovo consiglio del Consorzio del Lugana e lunedì 25 si è deciso all’unanimità che il presidente successore di Francesco Montresor per il triennio 2013-2016 sia Luca Formentini.

    Formentini è una persona eclettica, con una forte passione per la musica e la chitarra, e con un grande attaccamento alla terra e al vino che produce. Negli anni scorsi ha già ricoperto cariche importanti quali la vice presidenza del Consorzio del Garda Classico (1998-2004) e la presidenza della Strada dei vini e dei Sapori del Garda (2004-07).

    Quarta generazione di viticoltori, Luca Formentini ha respirato e assaporato il vino fin da bambino, grazie anche al padre Vincenzo, enologo dell’azienda. La sua famiglia è proprietaria del Podere Selva Capuzza che con oltre 50 ettari dedicati alla produzione dei vini autoctoni della zona, ha nel suo interno terreni coltivati a seminativo, una tartufaia, un ampio uliveto con un Ristorante e un Agriturismo gestiti dal fratello Fabio.

    Il neo eletto presidente si è detto felice ed orgoglioso della nomina, e vuole da subito ascoltare e stimolare il consiglio direttivo per seguire due linee cardine. La prima, tutelare la produzione del Lugana, la seconda, difendere e proteggere il territorio con attività promozionali e di sviluppo. Garanzie importanti che da sempre il Consorzio Tutela Lugana Doc assicura ai produttori.

    Il presidente uscente Francesco Montresor definisce Formentini, la persona giusta a cui passare il testimone. “Luca ha i miei stessi valori e sarà capace di garantire la filosofia e le idee che hanno portato a risultati straordinari nella zona del Lago di Garda e del Lugana.”

    Il nuovo consiglio di amministrazione con l’aggiunta dei nuovi componenti è così composto.

    Viticoltori:

    Franzoni Francesco, Contato Fabio, Bottacini Filippo, Olivini Graziella

    Vinificatori:

    Zenato Fabio, Bordignon Cristina, Sbruzzi Massimo, Mascini Francesco

    Imbottigliatori:

    Dal Cero Igino, Fabiani Paolo, Montresor Francesco, Pasini Paolo

    Gli associati del Consorzio Tutela Lugana Doc augurano buon lavoro al nuovo direttivo.
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  • LUGANA doc: la storia di un vino

    Pur essendo un vino giovane, la cui nascita effettiva è da datarsi a circa un secolo fa, il Lugana è il prestigioso epilogo di un lungo concatenarsi di eventi storico-agricoli grazie ai quali oggi è possibile trovare sulle nostre tavole questo vino dalla fama ormai indiscutibile. Un successo non improvvisato quindi, ma carico di storia e cultura.

    Nella lontana età del bronzo apparvero, nell’attuale zona gardesana, alcuni elementi che fecero pensare al consumo di una qualche rudimentale bevanda a base di uva (tesi avallata dal ritrovamento di alcuni utensili che potrebbero essere serviti per la produzione di un qualche fermento, avo dell’attuale vino). Gli studiosi erano comunque discordi sull’argomento visto che non si avevano prove certe di tale consumo.

    Certa è invece la fama del vino retico, un vino di epoca romana famoso nel II secolo a.C. nella zona del basso Garda denominata appunto Retia. E’ tale la fama di questo vino che già M. Portio Cato, come riporta Plinio il Vecchio, si accinse a descrivere il popolo dei Reti proprio attraverso la loro produzione enologica. Svetonio poi, ne tessé le lodi definendolo come il vino preferito dall’imperatore Augusto («Et maxime delectatus est Raetico, neque temere interdiu bibit»). Anche poeti dello spessore di Marziale, Virgilio e Catullo citano nelle proprie opere questa eccellente bevanda.

    Evidentemente c’erano già le premesse per un grande successo, ma si era ancora ben lontani dalla creazione del disciplinare emanato nel 1967 che definisce e regola le caratteristiche del vino Lugana.

    L’alto medioevo è un periodo importante per la coltura vitivinicola della regione del basso Garda: in quest’epoca ha inizio un’importante opera di catalogazione grazie al meticoloso lavoro di ordini religiosi e notarili. In questo modo si dà una tassonomia e un blasone ai vini e vigneti di maggiore importanza. In quest’epoca sono dunque gli ordini monastici ed ecclesiastici a essere i protagonisti del lavoro di viticoltura e produzione del vino nella zona del basso Garda. Furono apportate migliorie sotto il profilo tecnico e organizzativo per il lavoro nelle vigne, mentre la sempre più diffusa adesione alla religione cattolica rafforzava la presenza di chiese e abbazie nella zona. La presenza di vigneti diviene sempre più estesa e l’aumento delle funzioni religiose porta a una maggiore richiesta di vino per le celebrazioni eucaristiche. Assume quindi sempre più importanza il monastero di Santa Giulia, il quale, è accertato, disponeva di vasti possedimenti di vigneti e di produzione di vino. Un altro elemento a sostegno della diffusione di queste colture è rappresentato dalla notevole diffusione iconografica dell’elemento della vite nell’arte figurativa ecclesiastica.

    Oltre che per motivi religiosi, la coltivazione della vite fu incentivata negli anni successivi da scopi militari. Fu infatti il duca milanese Giangaleazzo Visconti che, sempre in lotta con la vicina Mantova, iniziò una grande opera di disboscamento dell’area Lugana. La grande quantità di legname sarebbe servita per costruire uno sbarramento in zona Valeggio per deviare il corso del Mincio e arrivare ad allagare Mantova. Il disboscamento agevolò quindi la diffusione della vite.

    Fu la Repubblica di Venezia, nel Quattrocento, ad apportare un decisivo passo avanti alla diffusione della viticoltura nella zona Lugana. Fino a questo periodo tutta la zona era per lo più paludosa, ostile, ricoperta da boschi dove, di rado, apparivano colture di vitigni il cui terreno era stato strappato alla vegetazione selvaggia. Nonostante il lavoro operato dai Visconti, infatti, durante la dominazione della Serenissima iniziano importanti opere di bonifica che resero fertili e particolarmente ambiti i territori. Il terreno della Lugana acquistò sempre più valore anche in letteratura dove si descrivevano molti prodotti tipici, vino compreso.

    Sono di quest’epoca i primi scritti che esaltano le bellezze della Lugana, con particolari accenti sul paesaggio, sui vigneti ormai diffusi che ornano il panorama e sulle prelibatezze enogastronomiche. Da Antonio Bendidio, a Torello Sarayna, ad Onofrio Panvinio a Francesco Tinto, tutti descrivono la Lugana come impreziosita dai suoi meravigliosi vigneti e come terra generosa di ottimo vino.

    Importante testimonianza della produzione di vino della Lugana è l’opera del Bacci, una colossale descrizione e analisi di tutti i vini noti all’epoca, completa di tecniche di viticoltura e lavorazione. Tra i corposi capitoli del Bacci troviamo una descrizione del vitigno “trebulano” presente nell’area del basso Garda e quasi sicuramente discendente dell’attuale Lugana.

    Si arriva al XVII secolo, quando anche nelle regioni meridionali del Garda impazza la peste. Il territorio e la popolazione ne sono martoriati e, seppur nelle enormi difficoltà economiche, il vino della zona trova addirittura un impiego come sollievo alla malattia. Alcuni medici, tra cui il veronese Francesco Poma, utilizza il vino della Lugana per scopi terapeutici. Ovviamente non è un rimedio al male nero come crede il Poma, ma si rivela comunque di conforto per i colpiti dalla malattia.

    Passato il turbolento Seicento, continuiamo a trovare lusinghiere testimonianze del Lugana tra le pagine di Scipione Maffei il quale, nel suo “Verona Illustrata”, decanta le lodi delle specialità veronesi, compresi i vini rossi e bianchi della zona.

    La domanda di vino fu sempre più crescente e il secolo successivo vide un incremento della produzione che coinvolse anche la zona gardesana. La produzione in quest’epoca però andò a discapito della qualità, un concetto quest’ultimo ancora molto acerbo nel modo di pensare dei produttori. Oltre alla crescita della domanda, altri due fattori importanti contribuirono pesantemente a dare scarso peso alla qualità rispetto alla produzione: da una parte le guerre risorgimentali, dall’altra il flagello dei parassiti che attaccarono le vigne.

    Lo scoppio delle guerre risorgimentali vide l’area della Lugana teatro di aspre battaglie e, molto spesso, i vigneti furono saccheggiati e depredati dagli eserciti di passaggio. Anche l’arrivo dell’oidio e della peronospora daranno un duro colpo alla produzione di uva. Ma è proprio l’avvento di questi parassiti, tremendi per le viti, a stimolare la ricerca enologica e a sviluppare le conoscenze nel settore che porteranno migliorie anche per la qualità dei vini locali.

    All’inizio del XX secolo il Lugana continua a riscontrare successo sia tra il pubblico sia tra gli esperti del settore, anche e soprattutto all’estero. Ogni illustre viaggiatore straniero che si trovava a passare dalle rive meridionali del Garda sarebbe stato immancabilmente affascinato da questo vino, oltre che dal dolce paesaggio carico di viti e grappoli. Così anche Hans Barth, noto enologo tedesco e viaggiatore nella sua opera “Osteria” riporta la sua «illuminante scoperta» del vino Lugana.

    Bisognerà comunque attendere la fine delle guerre mondiali per veder sorgere aziende agricole deputate alla produzione del Lugana in maniera sempre più organizzata e professionale, stimolate dalla crescente domanda e dall’affermazione del vino come prodotto preponderante nell’economia nazionale. Nascono le prime importanti manifestazioni fieristiche, primo tra tutti il Vinitaly, ancora oggi il massimo catalizzatore di professionisti del settore che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Nasce ufficialmente la denominazione Lugana, con disciplinare datato 21 luglio 1967 che ne regola i criteri di produzione. Negli anni seguenti (rispettivamente 1975 e 1998) sempre con modifiche al disciplinare si affiancano il Lugana Superiore e il Lugana Spumante mentre è del 1990 la nascita del Consorzio di Tutela.

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  • “CONSORZIO TUTELA DEL LUGANA DOC”: un anno di successi e un 2013 all’insegna dell’ottimismo.

    Grande interesse e grande affluenza di operatori del settore, giornalisti e professionisti alla presentazione dell’ottava edizione di Viniplus 2013: la guida alle eccellenze vinicole lombarde. L’evento, curato dall’Associazione Sommelier Lombardia, si è svolto lo scorso 26 novembre nell’esclusiva cornice dell’Hotel Westin Palace a Milano e ha visto le etichette del Consorzio Tutela del Lugana DOC svolgere un ruolo da protagoniste aggiudicandosi molte delle ambite “rose” (Rosa d’Oro, Rosa d’Argento e Quattro Rose) assegnate con degustazioni “alla cieca” dalle commissioni di Sommelier Degustatori qualificati per i prodotti di spiccata eccellenza.

    Si chiude così la lista delle numerose attività promozionali svolte durante l’anno dal Consorzio Tutela del Lugana DOC, un anno che, per questo splendido prodotto del Basso Garda, è stata la conferma del successo e dell’interesse da parte dei consumatori e degli addetti del settore. “Siamo in una fase positiva di mercato” dice il Presidente del Consorzio Francesco Montresor, “che ha visto crescere il Lugana da qualcosa di piccolo e poco conosciuto nei primi anni, fino a diventare un vino ricercato, che è cresciuto insieme con i produttori della zona. Il messaggio a cui il Lugana è legato riguarda il proprio legame con la storia, il terreno, il vitigno autoctono: questi sono i valori forti su cui puntare e il mercato ci sta dando ragione.”

    Ma se il 2012 ha riservato molte soddisfazioni, ancor più ricco si prospetta il 2013: l’agenda della DOC infatti è già fitta di impegni a eventi di caratura internazionale a testimonianza della personalità e maturità ormai raggiunta dal Lugana per proporsi sui mercati di tutto il mondo. Balkan Wine Expo a febbraio, Prowein Dusseldorf a marzo, l’immancabile Vinitaly ad aprile, il London Wine Fair e Vinexpo di Bordeaux tra maggio e giugno sono solo alcuni degli impegni che vedranno il Consorzio farsi promotore e portavoce di uno dei prodotti enogastronomici più caratteristici, genuini e originali del “Made in Italy”: un vino, il Lugana, frutto di tradizione, cultura e territorio, il cui successo è da sempre espressione del legame inscindibile con la propria terra e la propria gente.

    Il Consorzio Tutela del Lugana DOC saluta quindi il 2012 con un bilancio altamente positivo, guardando all’anno nuovo con grande ottimismo in virtù delle ottima vendemmia e dell’aumento delle commesse, e coglie l’occasione per augurare a tutti buone feste e un 2013 di successi.

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  • Il Consorzio Tutela Lugana Doc ha ottenuto il prestigioso “Erga Omnes”

    Il ruolo del Consorzio Tutela Lugana Doc è da oggi ancora più rilevante e rafforzato. Grazie infatti al riconoscimento delle funzioni “Erga Omnes” ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole (con D.M. 15128 del 4 luglio 2012), la Doc del Basso Garda diviene ancor più il punto di riferimento per i produttori del Lugana e gli operatori della filiera. Tale riconoscimento è tanto prestigioso quanto importante, e fa si che le attività del Consorzio si avvalgano del contributo non più solo delle aziende socie ma anche di tutti coloro che producono vino Lugana. Il Consorzio, avendo così come interlocutori tutti i produttori a prescindere dalla partecipazione associativa, acquista ancor più forza nel proseguire la propria infaticabile azione, garantendo promozione, tutela e vigilanza del marchio con ancor più incisività e efficacia. E’ un passo epocale, frutto della serietà, passione e dedizione con cui la Doc gardesana, fin dall’inizio della propria attività, ha lavorato contribuendo a valorizzare e tutelare un prodotto unico e straordinario come il vino Lugana: un vino dalle enormi potenzialità che incontra il favore di fette di mercato sempre più ampie. E, grazie alle funzioni “Erga Omnes”, ancora più ampio sarà lo sforzo promozionale che contribuirà ad arricchire di impegni un’agenda già fitta.

    Interessanti gli eventi in programma da qui alla fine dell’anno: come l’immancabile partecipazione al Salone del Gusto di Torino, dal 25 al 29 ottobre, dove la Doc presenterà in degustazione i propri vini e il nuovo Presidio in collaborazione con l’Associazione Slow Food dedicato al Carpione: un salmonide d’acqua dolce tipico delle acque del Garda la cui esistenza è seriamente minacciata dal pericolo di estinzione e necessita quindi di un intervento deciso e urgente di salvaguardia. A seguire, la splendida cornice dell’Hotel Westin Palace di Milano, ospiterà il 26 novembre prossimo la degustazione di Lugana: ben 31 aziende produttrici interverranno presentando le proprie etichette e offrendo ai convenuti un’esperienza sensoriale imperdibile. L’evento è ideato in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Lombardia.

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