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  • EcoWorldHotel, LifeGate e BestWestern: tanta confusione nel mercato

    Milano – Sollecitati dalle tante segnalazioni pervenute da consumatori e albergatori, EcoWorldHotel fa’ chiarezza sulle dichiarazioni di LifeGate e BestWestern d’essere stati i primi ad aver ideato un nuovo modello di sviluppo sostenibile, dedicato al settore alberghiero, e un rating di sostenibilità ambientale che classifica le strutture in foglie verdi, da una a cinque.

    EcoWorldHotel è stato presentato ufficialmente il 21 novembre 2007, dopo 2 anni di studi su ricettività e impatto ambientale, mentre il progetto Stay for the planet è stato presentato il 21 marzo 2012 a Milano da LifeGate con assoluta analogia, se non identità, di idee, linguaggio e obiettivi rispetto al precedente progetto EcoWorldHotel.

    EcoWorldHotel è il primo Brand alberghiero ecosostenibile e il primo Marchio di Qualità Ambientale per strutture ricettive italiano, nato dagli albergatori, che raggruppa oltre 120 tra hotel, b&b, agriturismi, residence, alberghi diffusi, ecc..

    Nel Nel 2007, EcoWorldHotel ha redatto la “Guida per le Strutture ricettive ecosostenibili”, contenente i requisiti, nel rispetto della normativa italiana ed europea, per ottenere il Marchio: 15 requisiti obbligatori e 75 facoltativi suddivisi in diversi ambiti (Energia, Acqua, Gestione dei rifiuti, Acquisti sostenibili, Comunicazione green, Bioarchitettura, ecc.). A seconda degli interventi realizzati e, quindi, del punteggio complessivamente raggiunto, il diverso impegno ambientale che caratterizza ogni struttura viene indicato con un numero crescente di Eco-foglie da 1 a 5, proprio come nella classificazione alberghiera.

    Tra i diversi riconoscimenti ricevuti in questi anni, il 25 marzo 2011 EcoWorldHotel è stato premiato per l’innovativo sistema di classificazione in Eco-foglie con il “Premio Impresa Ambiente 2011”.

    La certificazione EcoWorldHotel ha validità biennale e all’adesione vengono forniti dei materiali di comunicazione da esporre nelle aree comuni della struttura e nelle camere, per coinvolgere e sensibilizzare clienti e fornitori: targa con il logo, espositori che spiegano la filosofia, cartellette con schede informative tradotte nelle 5 lingue principali da mettere nelle camere ed eco-adesivi che responsabilizzano gli ospiti sul cambio degli asciugamani, delle lenzuola e ad un corretto uso del set linea cortesia ecologico.

    Tra i maggiori punti di forza di EcoWorldHotel vi è inoltre il Gruppo d’Acquisto nato fin da subito per rispondere alle esigenze del mercato (privo di riferimenti di questo genere), rendere accessibile a tutti l’acquisto di prodotti ecologici con lo slogan “ECOLOGICO = ECONOMICO” e aiutare gli alberghi ad investire sui giusti prodotti per ottenere le varie certificazioni ambientali. È il primo specializzato in forniture alberghiere eco, bio e green, esteso successivamente anche ad aziende e consumatori finali. Il Gruppo d’Acquisto ricerca e seleziona quotidianamente i migliori fornitori green con prodotti e servizi a basso impatto ambientale e certificati, proponendo solo quelli già testati e approvati dagli albergatori affiliati, garantendo qualità e prezzi competitivi.

    EcoWorldHotel 5 anni fa è stato precursore con un’idea che tutt’oggi risulta originale ed innovativa. La diffusione di un progetto molto simile ad EcoWorldHotel è segno che sempre più il mercato punta ad offrire un’ospitalità più green, dettata anche da una maggior richiesta di sostenibilità da parte degli ospiti. Tuttavia LifeGate e BestWestern non possono pubblicizzare il loro progetto come una novità, definendolo “il primo dedicato al settore turistico nel nostro paese”.

    Dott.ssa Selena Pozzi

    Responsabile Ufficio Stampa EcoWorldHotel

    www.ecoworldhotel.com

  • Terna e Lifegate: 4.000 m2 di verde per compensare le emissioni di 42mila kg di CO2

    Con più di 200 alberi piantati per un totale di 4 mila m² di verde in più nella Riserva Naturale dell’Aniene di Roma e la creazione di oltre 14 mila m² di aree verdi in Madagascar parte la collaborazione tra il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad alta tensione e Impatto Zero® di LifeGate, primo progetto italiano per la ‘iduzione e compensazione delle emissioni di CO2. L’obiettivo è compensare le emissioni di anidride carbonica generate dagli strumenti delle attività di comunicazione interna dell’azienda stampate su carta: il periodico di informazione interna “Terna News”; il Bilancio Finanziario e il Rapporto di Sostenibilità.

    L’intervento di riforestazione, coadiuvato dal progetto Impatto Zero®, si articola su due aree. Il primo intervento consentirà di ripristinare una fascia di vegetazione all’interno del Parco della Valle dell’Aniene, riqualificando il quartiere romano adiacente all’area da dove si potrà accedere alla Riserva, prima irraggiungibile.

    Saranno circa 200 le specie di alberi piantati (essenze autoctone e funzionali all’ecosistema locale come pioppi, olmi, salici e biancospini) che contribuiranno all’assorbimento della CO2 in un’area urbana densamente popolata e trafficata, migliorandone il valore paesaggistico, estetico e ricreativo e rendendola utilizzabile anche per fini didattico-educativi.

    È la città di Roma la prima beneficiaria di questa iniziativa. L’area interessata da questo primo intervento di riforestazione, ha riguardato una superficie di 4.000 m², che si estende in una zona pianeggiante tra Via Nomentana e Via Tiburtina. Il secondo intervento, invece, ha riguardato una superficie di oltre 14.000 m² di nuove foreste in crescita in Madagascar, un’isola che, grazie alla posizione geografica e alle differenti caratteristiche ecologiche distribuite attraverso una vasta area, dispone di una delle diversità biologiche più elevate del pianeta con un altissimo grado di endemismo. La collaborazione di Terna con il progetto Impatto Zero® di LifeGate conferma uno dei pilastri ambientali della Società, quello della sostenibilità ambientale.

    Terna, pur essendo un’utility che non possiede impianti di generazione, una delle principali fonti di emissione di gas serra e non è quindi soggetta ai vincoli derivanti dal Protocollo di Kyoto né a schemi di emission trading, ha mostrato sempre sensibilità al tema della riduzione delle emissioni, indirizzando, attraverso il proprio piano di sviluppo, anche la riduzione delle perdite di rete a compensare questo tipo di impatto. L’obiettivo di monitorare e contenere le proprie emissioni ha il significato dunque di un contributo volontario alla soluzione del problema del cambiamento climatico.