Tag: Leonardo Da Vinci

  • Case storiche in vendita sul web: da Pellico a Bellini passando per Goethe e Voltaire

    Dalla villa di Scandicci, alle porte di Firenze, che fu dimora di Napoleone e Paolina Bonaparte, all’appartamento di Rivoli, appena fuori Torino, che fu la casa di Giovanni Giolitti: sono decine le case storiche in vendita sulle pagine diImmobiliare.it (http://www.immobiliare.it) che da Positano a Lecco, passando per Roma, Milano, Alessandria, Lucca e molte altre zone del nostro Paese raccontano momenti e personaggi importanti della storia italiana e non solo.

    A Camerano Casasco, in provincia di Asti, è in vendita, con prezzo riservato, l’imponente Palazzo signorile appartenuto alle famiglie Del Carretto, Asinari di Bernezzo e ai Conti Balbo, che ospitò Silvio Pellico nel periodo in cui scrisse Le mie prigioni.

    Continuando nel filone filosofico e letterario e senza spostarsi dal Piemonte, a Rivalta Bormina (Alessandria) è in vendita la casa d’infanzia di Norberto Bobbio, che lui amò particolarmente e a cui erano legati i ricordi più belli della sua gioventù (490.000 euro la richiesta). Ad appena 7 chilometri da Lucca, invece, è in vendita la villa, un tempo di proprietà della famiglia Licchesini, che ospitò Voltaire e Goethe durante alcuni dei loro soggiorni italiani (prezzo su richiesta) mentre a Collazzone (Perugia) si possono acquistare gli appartamenti ricavati all’interno del convento che Jacopone da Todi scelse come sua ultima dimora. In Sicilia, e più precisamente a Caltagirone, in provincia di Catania, è in vendita per 500.000 euro la villa del filosofo Pasqualino Fortunato che amava trascorrervi le vacanze assieme all’amico Leonardo Sciascia. Ultima, ma non meno importante, la casa natale del futuro cardinale Angelo Mai, cui Giacomo Leopardi dedicò alcuni dei suoi versi più famosi: in questo caso l’immobile si trova a Schilipario (BG) e si può acquistare per appena 125.000 euro.

    Molte anche le opportunità per gli appassionati di storia e politica: su Immobiliare.it sono in vendita la casa di Rivoli (TO) dove abitò Giovanni Giolitti (249.000 euro), quella di Milano che Maria Teresa d’Austria scelse come sede dei suoi salotti culturali (prezzo su richiesta), la villa di Scandicci (Firenze) dove soggiornarono Napoleone ePaolina Bonaparte e in cui, ancora oggi, si conservano le vasche da bagno dell’epoca (2.800.000 euro la richiesta) e quella di Viareggio (Lucca) dove erano soliti passare le vacanze Galezzo Ciano, Edda Mussolini e la loro famiglia (prezzo su richiesta).

    Alquanto nutrito anche il gruppo delle dimore legate ad artisti che, in epoche diverse, hanno lasciato il segno nella storia. A Roma, per 6.500.000 euro, si può comprare un appartamento di 500 metri quadrati al piano nobile del palazzo del famoso Marchese del Grillo. Nello stesso stabile si trova, ma non in vendita, quello che fu lo studio diRenato Guttuso, oggi sede degli archivi dell’artista. Sulle sponde del lago di Como, più precisamente a Montarsio, è in vendita (prezzo su richiesta) la villa che fu alcova di Vincenzo Bellini e della sua amante Giuditta Pasta i quali, al riparo da occhi indiscreti, vissero in questa casa la relazione adulterina che li legò per anni. Sempre in Lombardia, più precisamente ad Imbersago (Lecco) è invece in vendita per 5.000.000 di euro una villa storicamente rilevante per diversi motivi, non solo perché conserva intatta, unica in regione, una torre di avvistamento risalente al periodo delle lotte fra Guelfi e Ghibellini, ma anche perché fu dimora di Leonardo da Vinci negli anni in cui il grande genio toscano progettò il traghetto che ancora oggi unisce le due sponde del fiume.

    Esistono anche immobili che, indipendentemente dai loro occupanti, hanno un valore storico notevole per via degli eventi di cui furono scenario. Fra questi è da evidenziare il castello medievale di Tuoro sul Trasimeno (Perugia) che se oggi si trova al confine fra Umbria e Toscana e che, nei secoli scorsi, segnava il passaggio dalloStato Pontificio al Granducato di Toscana e, in virtù di ciò, ebbe un’enorme importanza strategica. È in vendita aFirenze, invece, un appartamento all’interno di Palazzo Bardi, tanto famoso da essere sui libri di storia: si tratta di un edificio quattrocentesco progettato da Brunelleschi e ristrutturato qualche anno fa. La sua fama è legata a quella della Camerata fiorentina, collettivo di intellettuali e musicisti che qui nacque per volere del conte Bardi e che qui mise in scena il primo melodramma, il canto dantesco del conte Ugolino, musicato da Vincenzo Galilei, padre del più noto Galileo.

    Dalla lirica al cinema per gli ultimi due immobili di questa carrellata: il primo (65.000 euro, da ristrutturare parzialmente) si trova ad Orte, in provincia di Viterbo, ed è la casa natale di uno dei personaggi più importanti della settima arte italiana, Filoteo Alberini. Questi non solo fu il produttore di Quo Vadis, ma addirittura inventò, un anno prima dei fratelli Lumière, il kinetografo, un apparecchio per la ripresa e la proiezione il cui brevetto, per un intoppo burocratico, arrivò appena dopo quello della macchina dei fratelli Lumière. Conserva tutt’oggi una targa commemorativa anche la villa di Positano (Salerno) del poeta Cesare Giulio Viola in cui sbocciò la passione fra la città campana e Vittorio de Sica, da allora assiduo frequentatore di questi luoghi. Attenzione però, se vorrete diventare i nuovi proprietari di questo immobile di oltre 1.000 metri quadri a picco su uno dei mari più belli d’Italia dovrete sborsare ben 11.000.000 di euro. Anche la storia, immobiliare, ha il suo prezzo.

  • La tigre e l’ermellino di Laura Malinverni

    “Quella mano sembrava non appartenere al dipinto. Isabella non riusciva a staccare gli occhi dalla perfezione di quelle dita candide in primo piano. Le belle mani. L’eredità che accomunava le donne di casa Sforza…

    Aneddoti, simboli, ritratti, segreti e magie. Questo e molto altro nel romanzo di Laura Malinverni “La tigre e l’ermellino” (Prospettivaeditrice)

    “Caterina Sforza era soprannominata Tigre per il suo coraggio e per la forza con cui reggeva il suo piccolo stato in Romagna” svela l’autrice, da sempre appassionata ai personaggi sforzeschi.

    Il romanzo, ambientato alla fine del Quattrocento, documenta il lato oscuro e magico di Caterina Sforza, dedita all’alchimia e alla magia, e la sua complicità con la giovane duchessa di Milano Isabella d’Aragona e altre donne della corte sforzesca.

    In un percorso tra Milano, Forlì e Firenze si delinea un mistero fatto di omicidi ed arte, facendo emergere una “storia” da sempre celata.

    Non manca un filo sottile ma tenace che intreccia Caterina Sforza al genio di Leonardo Da Vinci, con riferimenti storici precisi che rendono il romanzo di Laura Malinverni un vero e proprio pezzo di storia mai svelata.

    “La Tigre e l’ermellino” di Laura Malinverni
    pag.234 euro 12
    http://lauramalinverni.net/

    Il libro è in vendita in tutte le migliori libreria e su www.prospettivaeditrice.it

  • Il manager di Promoter Arte Salvo Nugnes sulla nostra dedicata a Leonardo Da Vinci: “La mostra è un’immersione virtuale nel mondo del sommo maestro ar

    Si è registrata un’affluenza record di pubblico di 90mila visitatori nei primi quattro mesi per la mostra “Leonardo3. Il mondo di Leonardo” allestita fino al 28 febbraio nel contesto delle ottocentesche sale del re, in galleria Vittorio Emanuele a Milano.

    Per spiegare il clamoroso successo di questa iniziativa, il rinomato manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, afferma “La mostra è un percorso avvincente, un’immersione virtuale nel mondo del sommo maestro artista, ingegnere e scrittore. Sono visionabili speciali modelli ed esperienze interattive in 3d, con pezzi presentati in anteprima mondiale e geniali rarità leonardesche. Ci sono oltre 200 macchine interattive, modelli fisici spesso mai ricostruiti prima, come la clavi-viola, il leone meccanico, l’automobile-robot, il cavaliere- robot, la bombarda multipla e tante altre fantasiose meraviglie fantastiche“.

    E proseguendo sottolinea “Inoltre, ci sono molte vere ricostruzioni, in modelli fisici, di progetti leonardeschi inediti o noti, realizzati in anteprima mondiale in base ai disegni originali di Leonardo, che mostrano la sua modernità visionaria. Tra queste il “sottomarino meccanico” la “macchina volante di milano” il “cubo magico” la “libellula meccanica” e persino la “macchina del tempo”. A queste spettacolari creazioni sono affiancate delle esperienze multimediali interattive per conoscere tutti gli aspetti progettuali“.

    Nugnes ricorda, che è presente anche l’Ultima Cena in “restauro digitale” un eccelso capolavoro, del quale è possibile per la prima volta scoprire le cromie e i colori ormai andati perduti, attraverso l’innovativa versione digitalizzata e sono stati predisposti degli appositi laboratori per bambini e famiglie, in cui i piccoli visitatori possono divertirsi nello sperimentare l’assemblaggio delle ingegnose macchine leonardesche digitali e stampare il proprio simbolico certificato di inventore.

  • Ritrovato un ritratto di Isabella d’Este attribuito dal prof. Carlo Pedretti a Leonardo da Vinci. Veronica Artioli ne parla in un articolo su Sette

    In un articolo pubblicato su Sette, settimanale del Corriere della Sera, Veronica Artioli prova a far luce sul mistero che avvolge il presunto dipinto realizzato da Leonardo per Isabella d’Este.

    LEONARDO DA VINCI E ISABELLA D’ESTE: CENNI STORICI

    La vicenda sul dipinto di Isabella d’Este comincia nel 1499, quando Leonardo si rifugia a Mantova dopo essersi allontanato da Milano, invasa dai francesi. Presso la corte dei Gonzaga realizza un ritratto a carboncino della marchesa, che gli strappa anche la promessa di eseguirne in futuro uno a colori. È questa la genesi di un arcano che, come espresso da Veronica Artioli nel suo articolo, è diventato la chimera di molti studiosi, i quali si sono arresi a relegare l’opera nel limbo dei ritratti perduti. Una scoperta, avvenuta tre anni fa in una banca svizzera, avrebbe rinfocolato l’attenzione sul ritratto promesso. Leonardo realizzò veramente il dipinto “a colori” raffigurante Isabella d’Este?

    IL QUADRO DI ISABELLA D’ESTE: AUTENTICO LEONARDO DA VINCI?

    In una collezione privata ereditata da una famiglia italiana “tre generazioni fa” è stato ritrovato un dipinto che ritrae Isabella d’Este su cui si è acceso un dibattito sulla paternità dell’opera. Il professor Carlo Pedretti, direttore del Centro Studi Vinciani dell’Hammer Museum di Los Angeles e autore di diversi saggi e articoli su Leonardo, tradotti in ogni lingua, propenderebbe per l’autenticità della tela. Il ritratto sarebbe, a suo giudizio, la trasposizione fedele di un carbone preparatorio conservato al Louvre, inoltre l’esame al Carbonio 14 avrebbe confermato al 95,4% la sua collocazione storica tra il 1460 e il 1650 e pigmenti rilevati sull’opera ricondurrebbero alla tecnica descritta dal Maestro toscano nel suo Trattato sulla pittura. Il grande leonardista Martin Kemp tuttavia non è dello stesso parere. A suo dire il ritratto non sembra affatto da ascriversi a Leonardo: l’artista non realizzò mai opere su tela e se mai esistesse questo ritratto non potrebbe essere la trasposizione del Louvre bensì la copia custodita all’Ashmolean Museum di Oxford. Il mistero si infittisce.

    Visita il portale del Corriere della Sera per leggere l’articolo di Veronica Artioli, realizzato per il settimanale Sette.

  • Valeria Marini e Dario Argento: nelle loro case gli italiani non vivrebbero

    Le case dei vip riempiono le pagine dei giornali e rappresentano un sogno ad occhi aperti per tutti i comuni mortali. Ma vivremmo davvero in una casa “famosa”? È questa la domanda che Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader dell’immobiliare online, ha fatto agli italiani, indagando sui gusti della nazione in fatto di case vip.

    Dal sondaggio – condotto su un campione di 5.000 utenti del sito – emerge che il 52% degli italiani vivrebbe volentieri nella casa in cui ha vissuto un personaggio famoso. Vuoi per il valore aggiunto che un proprietario celebre offrirebbe all’immobile, vuoi per l’orgoglio di aver diviso il proprio tetto con un vip, vuoi ancora per la possibilità di ambire al lusso riservato a pochi, ma le case dei personaggi più famosi fanno davvero gola.

    Ma a casa di chi vorrebbero vivere gli italiani? Al primo posto troviamo uno dei geni della storia del nostro Paese, Leonardo da Vinci: vivere nella sua abitazione rappresenterebbe davvero una nota d’orgoglio, oltre che la certezza di abitare in un pezzo di storia della nostra cultura. Se la storia è al primo posto, al secondo posto vi è la fiction: è la casa di Salvo Montalbano – il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri e della fiction TV – a trovarsi sul podio delle case preferite. In effetti, offre un panorama mozzafiato e intrighi a portata di mano: quale cocktail migliore? Al terzo posto, la casa di Silvio Berlusconi: non è chiaro se si tratti di Palazzo Grazioli o Villa Certosa, ma evidentemente agli italiani interessano il lusso e il prestigio di certi immobili.

    Seguono, nella classifica delle case più ambite, la Casa Bianca – significherebbe essere il presidente degli Stati Uniti, cosa volere di più? – e quella in cui vivono Francesco Totti e Ilary Blasi (perché di certo è dotata di un’area relax e fitness degna di una Spa). Tra le case più ambite, quella di Carlo Cracco – forse per la sua cucina – Buckingham Palace, la residenza di Elisabetta d’Inghilterra, la casa di Roberto Bolle, quella di Madonna e quella della regina della TV italiana, Raffaella Carrà.

    Dove, invece, gli italiani non vivrebbero mai? Quel che emerge tra i nomi citati è che gli italiani non amano il kitsch: è la casa di Valeria Marini quella più “temuta”, forse per via dello stile troppo da bambola a cui la soubrette ci ha abituati. Secondo in classifica è il regista Dario Argento, temendo che la sua abitazione sia costruita come se fosse il set di uno dei suoi film dell’orrore. In terza posizione c’è Bruno Vespa, forse per paura di ritrovarsi davanti al portone dei politici alla ricerca della “Terza Camera”.

    Tra i nomi presenti in classifica troviamo Beppe Grillo – magari la Rete lo spia anche a casa – la coppia composta da Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci, Paolo Limiti e Barbara d’Urso. Teatro di troppi litigi, e quindi poco desiderabile, la casa di Al Bano e Loredana Lecciso. Tra i nomi più invisi anche quello di Teo Mammuccari e quello di Licia Colò: paura di trovare in casa qualche animale selvatico?

    Tuttavia, sono pochi quelli disposti a pagare di più pur di vivere in una casa che ha segnato la vita di un personaggio celebre: solo il 24% del campione, la maggioranza dei quali chiuderebbe un occhio (arrivando a pagare anche il 10% in più rispetto al valore di mercato dell’immobile) solo qualora il vip in questione fosse davvero meritevole di questo sacrificio. Per il 76% degli italiani, invece, non c’è vip che tenga. Nota di colore: le donne si rivelano più disinteressate degli uomini al mondo delle celebrità, tra loro infatti questa percentuale supera l’80%.

    Chi non considera con piacere l’idea di vivere nella casa che ha dato i natali o in cui ha vissuto una celebrità è chiaro nelle motivazioni: per il 43% la casa deve avere il massimo della privacy ed un passato così ingombrante non la garantirebbe di certo; il 35%, invece, non vorrebbe associare la propria vita a quella di un personaggio famoso, mentre il 21% un passato così “ingombrante” non permetterebbe di modificare l’immobile a proprio piacimento.

    Di seguito le tabelle riassuntive:

    Nella casa di quale personaggio famoso vorresti vivere?

    Leonardo da Vinci

    26%

    Salvo Montalbano

    17%

    Silvio Berlusconi

    15%

    La Casa Bianca

    12%

    Francesco Totti-Ilary Blasi

    8%

    Carlo Cracco

    6%

    Elisabetta d’Inghilterra

    6%

    Roberto Bolle

    4%

    Madonna

    3%

    Raffaella Carrà

    1%

    Nella casa di quale personaggio famoso non vivresti mai?

    Valeria Marini

    24%

    Dario Argento

    19%

    Bruno Vespa

    13%

    Beppe Grillo

    10%

    Flavio Briatore-Elisabetta Gregoraci

    9%

    Paolo Limiti

    7%

    Barbara d’Urso

    7%

    Al Bano-Loredana Lecciso

    5%

    Teo Mammuccari

    3%

    Licia Colò

    2%

  • Dopo incidente aereo Fiumicino, De Pierro chiede azzeramento vertici Enac


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato al Senato con Centro Democratico: “Siamo nettamente contrari ad affidare la sorte dei viaggiatori a compagnie terze e ci auguriamo che ciò non avvenga più in futuro, in quanto è naturalmente prevedibile un abbassamento degli standard di sicurezza. Ci duole che chi ha valutato non la pensi evidentemente come noi”

    Roma – “Quanto accaduto l’altra sera a Fiumicino e i retroscena emersi in seguito ci hanno lasciati esterrefatti, imponendoci inevitabili quesiti e riflessioni, alcuni dei quali forse non otterranno mai una risposta.

    In ogni caso le nostre valutazioni in merito ci conducono a formulare le nostre convinzioni e ad elaborare i suggerimenti per le conseguenti azioni da porre in essere”.

    E’ così che interviene Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti e candidato al Senato della Repubblica con la lista Centro Democratico, parlando dell’incidente occorso ad un aereo della compagnia romena Carpatair, che viaggiava per conto di Alitalia, che sabato scorso nell’Aeroporto Intercontinentale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino, è uscito fuori pista provocando il ferimento di 16 persone, di cui alcune gravi.

    “La nota trattativa Cai – continua deciso De Pierro – ha regalato alla nuova proprietà di Alitalia la polpa pura della nostra compagnia di bandiera, facendo ricadere sui corpi collettivi il risanamento dell’esposizione debitoria. Da un punto di vista etico quindi non riusciamo a maggior ragione a concepire il subappalto di voli ad altre compagnie, per lo più sconosciute, per contenere la spesa. E’un insulto, prima ancora che una più conciliante scarsa informazione ai viaggiatori, che spesso, a quanto è dato sapere, sono ignari di affidare il loro destino a sigle sconosciute, convinti di volare con Alitalia. Eppure il preludio a quanto successo c’era stato in più occasioni, ma solo ora si è intervenuti per bloccare i ‘voli in affitto ’. Sabato sera si è sfiorata l’ecatombe, se solo l’aereo avesse impattato sulla struttura aeroportuale saremmo stati costretti a registrare numerose vittime. La scelta di Alitalia di far sparire il logo dall’aeromobile è stata di certo di cattivo gusto. Di fronte ad una disgrazia del genere si è pensato a salvare l’immagine aziendale, salvo poi esporsi all’effetto boomerang”.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti ha rivolge l’indice alle responsabilità: “Al di là delle implicazioni penalmente rilevanti, che non spetta certo a noi dover eccepire, ma fior fiore di inquirenti sono già all’opera per farle emergere qualora ci fossero, e in quel caso auspichiamo pene esemplari per i colpevoli, ci sono indubbiamente delle condotte riconducibili alla sfera professionale. Mai e poi mai avrei pensato che una compagnia aerea come Alitalia potesse subappaltare i servizi di volo, che, come dimostrato hanno messo a rischio la sicurezza, senza tralasciare il non certo irrilevante dettaglio della scarsa trasparenza e chiarezza informativa. Però all’azienda vorrei concedere qualche attenuante, non certo comunque da noi condivisa ma fortemente biasimata, in quanto questa è naturalmente orientata verso una logica del profitto, ancorché moralmente discutibile. Ma se una società avvia un’iniziativa del genere sa anche che sarà sottoposta al vaglio di un organo accertatore che dovrà ponderare e approvare, oppure respingere. Nella fattispecie questo ruolo è toccato all’Enac, che pare abbia sottoscritto i provvedimenti di Alitalia a beneficio di Carpatair. Ebbene noi siamo nettamente contrari ad affidare la sorte dei viaggiatori a compagnie terze e ci auguriamo che ciò non avvenga più in futuro, in quanto è naturalmente prevedibile un abbassamento degli standard di sicurezza. Ci duole che chi ha valutato non la pensi evidentemente come noi. In ogni caso ci piacerebbe vedere da parte di chi ha indirettamente e involontariamente provocato il disastro, concedendo l’autorizzazione menzionata, redigere l’atto delle dimissioni, riferito alle posizioni apicali dell’ente, cosa che sarebbe naturale in un paese normale, altrimenti intervenga chi di competenza ad azzerare i vertici dell’Enac, almeno per rispetto di chi ha subito sulla propria pelle tutti i disagi di un evento che forse poteva essere evitato, quei malcapitati, e forse paradossalmente fortunati, passeggeri, con cui solidarizziamo”.

  • Sigis Vinylism il “Signore dei Vinili” rappresenta “Le voci dell’arte” per la chiusura della 54 Biennale di Venezia a Torino

    54a Biennale di Venezia, padiglione Italia
    Per il 150° dell’Unità d’Italia- L’Arte non è Cosa Nostra
    A cura di Vittorio Sgarbi
    Palazzo delle Esposizioni-Sala Nervi
    Torino
    17 dicembre- 30 gennaio 2012

    L’ evento è promosso dal Padiglione Italia 54° esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia per il 150° dell’Unità d’Italia

    Da sabato 17 dicembre a lunedì 30 gennaio 2012, la prestigiosa Sala Nervi del Palazzo delle esposizioni di Torino, Corso Massimo D’Azeglio, 15 ospiterà il Padiglione Italia, 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, per il 150° dell’Unità d’Italia a cura di Vittorio Sgarbi.

    Il giorno dell’Inaugurazione, 17 dicembre alle ore 19,00 saranno presenti tutte le autorita’ che porteranno il saluto delle istituzioni dopo l’intervento del direttore del Padiglione Italia on. Vittorio Sgarbi che nella giornata di domenica terrà alle ore 11,30 una conferenza stampa alla Sala Nervi sede della Biennale.

    Un apposito comitato tecnico scientifico composto da scrittori, poeti, registi, scienziati e uomini di pensiero e una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare e scegliere quelli più rappresentativi e interessanti. Gli Artisti e le opere qui esposte sono stati selezionati dalla commissione presieduta dal prof. Vittorio Sgarbi che ha voluto quest’evento d’importanza internazionale con l’obiettivo di valorizzare il gran patrimonio culturale italiano.

    Le Voci dell’arte – Sigis Vinylism 2011

    L’opera con la quale Sigis Vinylism è stato invitato a partecipare alla 54 Biennale di Venezia per la celebrazione del 150° anno dell’Unità d’Italia è intitolata: “Le voci dell’arte” e vuole rendere omaggio a tutti quegli artisti che con la volontà delle proprie idee e opere, ricerche, studio e sacrificio, hanno lottato per l’Italia e la sua unità, ne hanno ritratto i volti e i fatti storici, i paesaggi e i costumi, gli interessi intellettuali e le questioni politiche, documentando un’epoca a noi ormai lontana, ma in cui ogni giorno hanno creduto e confidato di poter contribuire anche con il proprio apporto artistico, a far evolvere e migliorare un mondo in cui, ancora, le distanze tra le geografie della penisola italiana non erano dettate solo dal numero dei chilometri da percorrere per raggiungere altri luoghi, bensì anche da marcatissime differenze regionali e non solo. Le voci dell’arte, manifesta di quante voci d’artista, molte delle quali forse anche silenti, siano in realtà presenti sul vessillo tricolore della nazione Italia, di quanto l’Arte italiana sia da sempre un modello per il mondo intero e quanto, in sede di rivolte, moti, battaglie e guerre, sia sempre stato importantissimo il compito dell’artista e dell’arte, degli intellettuali e della cultura, dei mecenati, poi collezionisti, e di ciascuna singola figura professionalmente coinvolta nell’ambito dei beni artistici e culturali. Voci. Di un popolo, quello italiano, che da sempre porta in se’ la greve e meravigliosa eredità di una tradizione artistica per cui si è sempre distinta, di un’eredità culturale di cui ciascun italiano ha il dovere di sentirsi fiero, sempre e comunque, di cui ogni italiano deve sentirsi ambasciatore per esportare la tradizione del buon gusto, delle tecniche e delle discipline artistiche e del sentire tutto italiano, poiché sono foriere di eccellenza e civiltà. Come non ricordare il senso di alcune righe scritte da Benedetto Croce sul suo Breviario di estetica in cui sosteneva che solo dalle più grandi differenze può nascere un’unità… ergo solo la sinergia delle tante differenze regionali italiane, unite, rendono possibile udir fonemi e poi parole… voci… proferite dalle tante bocche di Sigis Vinylism, apposte su di un supporto a formar la bandiera italiana: verde, bianca e rossa. Ecco che quelle innumerevoli e diverse “bocche dell’arte”, fluiscono in coro e la melodia è quella di un canto polifonico e armonico, ritmato dal suono della lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio, abbellito dal decoro delle tante cadenze dialettali. E la musica? Si, ora c’è! È silenziosa eppur squillante! È quella di Sigis Vinylism ed è scritta su di un unico, grande spartito: il suolo italiano.

    Renata Panizzieri

    www.sigis-vinylism.com
    [email protected]
    PR e Ufficio Stampa: RP Art Project
    Dott.ssa Renata Panizzieri
    Storica dell’Arte – Giornalista – International Project Manager
    Mail to: [email protected]
    mobile: 333 93 16 080

    54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia “l’Arte non è Cosa Nostra”
    a cura di Vittorio Sgarbi
    17 Dicembre 2011 – 30 Gennaio 2012
    Inaugurazione sabato 17 dicembre 2011 ore 19

    Palazzo delle Esposizioni – Sala Nervi

    Torino, Corso Massimo D’Azeglio 15

  • Aeroporti di Roma, sapori dall’Estremo Oriente al Leonardo da Vinci con la cucina thai

    Dal noodle, tagliatelle di riso saltato, al pollo in agrodolce: la cucina thailandese sbarca al Leonardo da Vinci. Per sei mesi nei ristoranti “Ciao” gestiti da Autogrill i passeggeri in transito, ma non solo, avranno l’opportunità di gustare le specialità thai

    In collaborazione con il Dipartimento per la Promozione dell’Export (Dep) presso il Ministero dell’Economia e del Commercio del governo thailandese, Autogrill ha aperto al Leonardo da Vinci, all’interno dei due ristoranti “Ciao”, un corner dedicato alla cucina thai.

    Presenti all’inaugurazione, l’ambasciatore della Thailandia a Roma Somsakdi Suriyawongse; il Direttore Commerciale ADR Marco Treggiari e il Direttore Autogrill canale aeroporti e stazioni, Massimo Mezzanotte.

    “Nel corso degli anni – ha detto l’ambasciatore Somsakdi Suriyawongse – abbiamo potuto riscontrare che la cucina thai piace molto agli italiani. L’apertura qui al Leonardo da Vinci offrirà pertanto ai passeggeri in transito, ma non solo, l’opportunità per gustare le nostre specialità, tra cui i classici noodles, tagliatelle di riso saltato, ma anche riso fritto con pollo e pollo in agrodolce”.

    Balletti thai e una breve dimostrazione di boxe thailandese hanno quindi caratterizzato la cerimonia del taglio del nastro a cui hanno assistito molti passeggeri in transito.

    La cucina thai è considerata la terza tra le migliori tradizioni dell’Estremo Oriente dopo la giapponese e cinese.

    La frase rituale con la quale thailandese invitano i loro ospiti a tavola (“vieni a mangiare il riso”) sottolinea l’importanza di questo cereale nella composizione del menu.

    Le fragranze del riso (kao) profumato thai, tra i migliori al mondo, accompagnano infatti ogni pietanza e ben si sposano con i sapori di una cucina che alterna il gusto dolce del latte di cocco con il vigore del peperoncino locale (prik) nei suoi curry rossi e verdi di carni e verdure.

    FONTE:

    ADR News

  • Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona: Raddoppiare il Leonardo da Vinci entro il 2044

    Aeroporti di Roma, concessionaria esclusiva per la gestione e lo sviluppo del Sistema aeroportuale della Capitale guidata da Fabrizio Palenzona, è pronta ad assumere il ruolo di azienda al servizio del Sistema Paese. Il proprio piano di sviluppo presentato al Governo e ai principale investitori privati prevede il raddoppio dell’aeroporto Leonardo da Vinci entro il 2044.

    ADR, che nel coordinamento del progetto è affiancata dagli esperti di Changi Airport International (Singapore), considerato punto di riferimento del settore per eccellenza di servizio e qualità, prevede che la crescita del traffico passeggeri annuo su Roma raggiunga – entro il 2020 – i 55 milioni e oltre 90 milioni entro il 2044.
    Il progetto prevede una espansione a nord dei confini del Leonardo da Vinci di ulteriori 1.300 ettari in aggiunta ai 1.600 attuali, e la realizzazione di un adeguato sistema intermodale di collegamenti stradali e ferroviari.

    Il piano di sviluppo avrà ricadute estremamente positive non solo sulla Regione ma sull’intero Paese. Solo per quanto riguarda l’occupazione, si prevede la creazione di circa 30.000 posti aggiuntivi nella prima fase ed oltre 200.000 nel lungo termine. Si genererà anche PIL addizionale per almeno 500 milioni di euro nel primo decennio.

    FONTE: Sala stampa ADR

    Ufficio stampa ADR S.p.A.

  • Aeroporti di Roma ospita la mostra dedicata al Genio di Leonardo

    Aeroporti di Roma, per 6 mesi il Terminal 1 del Leonardo da Vinci trasformato in un museo

    Da giugno a dicembre del 2011 sarà possibile visitare la mostra dedicata al Genio di Leonardo presso l’aeroporto Leonardo da Vinci. La mostra è parte degli eventi organizzati da Aeroporti di Roma – concessionaria esclusiva per la gestione e lo sviluppo del Sistema aeroportuale della Capitale guidata dal Presidente Fabrizio Palenzona – per celebrare il cinquantenario del primo volo commerciale atterrato allo scalo romano nel 1961. I visitatori della mostra potranno ammirare in un’area dedicata del Terminal 1 le riproduzioni dei modelli e degli strumenti dedicati al volo realizzati sulla base dei disegni originali di Leonardo.

    La mostra “Il Genio di Leonardo da Vinci”, ideata dalla Fondazione Anthropos, fa seguito al grande successo riscosso dallo stand Aeroporti di Roma – allestito nella sede del Vittoriano in occasione dell’inaugurazione della mostra Regioni e Testimonianze d’Italia a cui l’azienda ha preso parte – all’interno del quale dal 31 marzo al 3 aprile è stato esposto il dipinto conosciuto come il “ritratto di Acerenza”, opera di immenso valore artistico.

    Il ritratto, scoperto a Vaglio di Basilicata, Acerenza, che è anche il volto della mostra “Il Genio di Leonardo da Vinci”, si presenta come un nuovo elemento estremamente significativo per ricostruire le sembianze del volto di Leonardo. Passato nel tempo dalle mani di nobili famiglie lucane a quelle di un collezionista salernitano, il dipinto trova spazio in un contesto di ricerca molto particolare che da sempre suscita interesse e curiosità.

    Fonte (News ADR)

    Ufficio Stampa ADR S.p.A.
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