Tag: leggende

  • Gli n’Kantu d’Aziz Presentano il nuovo singolo e il nuovo video “L’uomo pesce”

    Nkantu D’Aziz e JackAlone

    In collaborazione con la Jacklab Publishing, GPA Produzioni e Natiasud

    Presentano il nuovo singolo e il nuovo video

    L’uomo pesce

    Giovedì 10 Aprile , al PALAB di Palermo (Piazza del Fondaco), gli Nkantu d’aziz si esibiranno in concerto per presentare il loro nuovo singolo e l’omonimo video.

    A quasi tre anni dal loro album di esordio “Mi porteranno Via” (2011) e centinaia di concerti in giro per la Sicilia e qualche tappa nazionale, Totò Grilletto e compagni tornano così sulla scena discografica con un nuovo singolo: “L’uomo pesce”. Per questo brano, registrato nel novembre del 2013 dall’ormai inseparabile amico e produttore Toni Carbone (presente anche nelle prime linee del precedente album), gli nkantu d’aziz hanno voluto al proprio fianco ospiti di eccezione i quali hanno arricchito in maniera preponderante lo stile e il sound della band. Ad aiutarli sono infatti intervenuti da Agrigento lo storico batterista dei Tinturia, Angelo Spataro e, ad accompagnarlo alle percussioni , l’amico e collega Filippo “Fifuz” Alessi, musicista dei “Qbeta”. Alla voce, Totò Grilletto si fa accompagnare invece dalle potenti corde vocali di Aida Satta Flores, con la quale la band ha già collaborato. A chiudere il cerchio dei contributi, l’ospite nazionale Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers, il quale, messo da parte il suo violino e la sua chitarra, ha imbracciato il suo mandolino elettrico dando quel giusto appeal al brano. Le edizioni, come già per il primo disco, sono invece della Jacklab Publishing di Roberto Terranova

    ‹‹ Abbiamo lavorato benissimo con questi, prima di tutto, amici e poi colleghi – ha dichiarato Grilletto – ci hanno insegnato tanto e, chissà, non si escludono altre collaborazioni in futuro. Con Toni e Fifuz lavoriamo insieme dal 2011, sono due professionisti sul campo musicale e due ottimi amici ››.

    Il video de L’uomo Pesce, invece, è stato girato tra le strade della città di Palermo e in quattro dei maggiori punti di riferimento per la cittadinanza palermitana: Piazza Rivoluzione, alla fontana del Genio, Il Teatro Stabile Biondo, il Teatrino dell’ “Opera dei pupi” di Mimmo Cuticchio, il quale appare anche nel video, e Piazza Magione. Il soggetto e la sceneggiatura nascono da un’idea di Gjin Schirò, chitarrista della band, le riprese sono state invece affidate a due giovani e promettenti registi palermitani, Alice “Alyson the Witch” Castiglione e Daniele Antonini e a due amiche catanesi, Adriana Harej, che ne ha curato anche il montaggio, e Martina Villari, entrambe facenti parte di Natiasud di Catania, un format, un vetrina performativa che si pone come obiettivo principale quello di promuovere il talento del sud.

    La Sicilia, la sua storia e le sue leggende hanno da sempre affascinato il cantautore Totò Grilletto, il quale ritiene che la conoscenza di tali racconti non deve essere lusso per pochi. Questo è il pensiero che lo spinge costantemente a narrarli tramite i suoi testi e le musiche incalzanti, dal ritmo tarantolato e balcanico. Ha dato così voce a quei personaggi storici e ai miti leggendari che arricchiscono l’immaginario collettivo siciliano.

    Da venerdì 11 Aprile, il brano L’uomo pesce sarà disponibile in download su tutti i principali digital store.

    La band, rinnovata nella sua line-up, annuncia così il prossimo lavoro discografico al quale stanno lavorando e che vedrà la luce a fine anno 2014.

    Gli nkantu d’aziz sono:

    Totò Grilletto: Voce e chitarra;

    Gjin Schirò: Chitarra e voci;

    Salvo Spera: Clarinetto;

    Melko Van Kaster: Violino;

    Andy Jack Forfait: Basso;

    Fabio Pellitteri: Batteria

    Felice di Caccamo: fonico

  • Lampedusa da amare e visitare con i suoi colori e le sue tradizioni

    Pronta a stregarti e a farti innamorare dei suoi paesaggi, del suo mare e dei suoi colori, questa è Lampedusa, sempre più emergente e ricercata dagli amanti di pesca e di sub. Facilmente raggiungibile, in aereo, in aliscafo o in nave, Lampedusa è sicuramente una valida alternativa ai mari caraibici. Lontana dal vivere caotico delle nostre città, Lampedusa, sembra essersi fermata in un tempo lontano, dove tutto si muove lentamente, dove tutto si ridimensiona a misura d’uomo, dove la natura è ancora il pilastro di una dimensione che si affianca all’uomo, coccolandolo attraverso i suoi colori naturalmente vivi, quasi ad accarezzare ed abbracciare tutta l’isola. Niente nell’isola di Lampedusa ci può stancare, il caldo sole, le spiagge dalla sabbia bianca e fine il mare incontaminato. Lampedusa, con il suo carattere forte e deciso è pronto ad accoglierti, con la sua ospitalità inconfondibilmente esuberante e ricca di quella dolce passione di chi ama la propria terra. Forse un po’ brulla e spettrale, nel suo inconfondibile paesaggio ma che esalta ancora di più i suoi colori. Terra unica per posizione e caratteristiche fisico chimica, terra di approdo da sempre, ma anche terra di alto mare, isola pelagica cioè di alto mare, meravigliosamente unica ed accogliente. Ricca nei suoi servizi e nelle sue strutture ricettive, i suoi svaghi e la sue leggende che rendono l’isola ancora più affascinante ed intricante, storie di pirati e di corsari che dell’isola si servivano nei loro passaggi nel mediterraneo, racconti antichi di poeti lontani che toccano e sfiorano silenziosamente l’isola di Lampedusa. Una storia, che si è trasformata nei secoli in tradizione che si rispecchia nella cucina e nelle ricette squisitamente apprezzate e ricercate in tutto il mondo. La natura, qui sembra esserci amica, dal nido delle tartarughe caretta caretta, al passaggio stagionale delle balenottere, che nella loro migrazione approfittano dei mari di Lampedusa, ricco di plancton per sfamarsi dei lunghi percorsi affrontati, per completare con la presenza dei delfini.

  • E se Lo Specchio di Laverna esistesse davvero?

    E se Lo Specchio di Laverna esistesse davvero?

    Da qualche giorno la casa editrice La Mela Avvelenata ha pubblicato “Lo Specchio di Laverna”. Un ebook fantasy nel senso classico del termine. Un’avventura, una cavalcata originale ambientata su Athom, un modo cupo e sanguinario, in cui regna la violenza e la falsità.

    Una lettura veloce, intensa e innovativa. Ruberie, falsità ed errori si susseguono in un crescendo che non annoia il lettore, ma lo immerge in un mondo magico e misterioso.

    Il condannato, con le mani legate dietro la schiena, si guardò attorno stupito. Cominciò a piagnucolare balbettando qualcosa, nei suoi occhi lo stesso sguardo del bovino che va al macello. Due guardie lo afferrarono per le spalle e lo costrinsero a inginocchiarsi davanti al ceppo. La vista di quel tronco, ricoperto di sangue rappreso, lo scosse.

    «Non ho fatto niente! Lo giuro! Non voglio morire! Non sono chi credete voi! Vi prego, aiutatemi!»

    Così inizia l’ebook, scritto da Claudio Foti, vincitore di vari premi letterari tra cui: Elsa Morante(sez. romanzo di genere), ex premio J.R.R. Tolkien, Giovane Holden, l’Autore e altri catapulta il lettore nel mondo fantasy senza mezzi termini, senza riguardi. Lo scrittore romano non è nuovo a queste mancanze di rispetto per i canoni classici e oltre alla narrativa ha pubblicato anche saggi come “Il Codice Voynich”, “Defixiones: le tavolette magiche nell’antica Roma” e un testo sul mito del Windigo.

    Foti ha al suo attivo numerosi romanzi tra cui “Ombre su Campo Marzio”, “Windigo”, “Flamen Furrinalis” e “Gli Occhi di Adanedhel”, le cui vicende si dipanano nello stesso mondo fantastico e sanguinario in cui si svolge “Lo Specchio di Laverna”.

    Disponibile in tutte le maggiori librerie online.

    http://www.lamelavvelenata.com/pubblicazioni/ebook-lo-specchio-di-laverna-claudio-foti/

    www.claudiofoti.com

    http://www.facebook.com/#!/melavvelenatabookpress

    http://www.facebook.com/#!/pages/Claudio-Foti/289705647812325

  • Pubblicazione del saggio Il triangolo stregato. Il mistero del Noce di Benevento di Carlo Napolitano

    Il lavoro che sta all’origine di questo splendido libro parte dal desiderio di identificare lo spazio geografico reale che ha dato origine e sviluppo alla leggenda del Noce di Benevento. Carlo Napolitano, dopo la trilogia ‘Oltre la soglia’, ‘Il volto dell’Angelo’, ‘La Notte dell’Arcano’, testi di ambientazione esoterica, si è impegnato in una lunga ricerca tra le contrade beneventane, nei luoghi del mito dell’Albero delle streghe, prestando una particolare attenzione alla toponomastica ed alle storie popolari che hanno caratterizzato da secoli questi luoghi. Il suo viaggio ha assunto lentamente i caratteri inquietanti di un’incursione nell’Altrove Mitico, dove il confine tra realtà e fantasia è andato progressivamente assottigliandosi, sino all’inaspettato epilogo…

    Note sull’autore:
    http://www.autoriitaliani.it/autoriaffiliati/carlonapolitano

  • L’Atlantide italiana è a Gabicce Mare

    Tra le molte mete turistiche che fanno di Gabicce, il comune più settentrionale della costa della regione Marche, una delle destinazioni turistiche preferite al confine con l’Emilia Romagna, una è specialmente misteriosa ed affascinante: la città sommersa di Valbruna.

    Infatti, molti visitatori che scelgono di passare le loro vacanze a gabicce ci si recano attirati da questo enigma, sperando di scoprire alcun indizio sulla veracità della leggenda, nel contempo godendo delle attrezzate e sabbiose spiagge ed il mare limpido, delle passeggiate tra i vicoli stretti del Borgo Gabicce di origine medievale e dai preziosi reliquiari e candelieri rimasti dopo i numerosi saccheggi all’interno della Chiesa Parrochiale di S. Ermete del 909. Non solo questo, la costa di Gabicce è inoltre caratterizzate di alte scogliere che conformano un panorama spettacolare che si può contemplare al meglio dall’alto di Colle San Bartolo, all’interno del Parco Naturale di San Bartolo.

    Sono proprio queste acque paradisiache che oggi apportano ai vari alberghi gabicce i turisti, il luogo dove si sono trovate le prime testimonianze dell’esistenza di questa città sotto l’acqua battezzata come l’Atlantide italiana o l’Atlantide adriatica. I pescatori locali hanno più volte recuperato dei reperti archeologici come il braccio di una statua, dei capitelli, uno stemma gentilizio ed altre rocce di forme insolite erose dalle correnti marine. A supportare queste scoperte, anche documenti storici e leggende popolari.

    La zona, attraversata da cinque corsi d’acqua, potrebbe aver sofferto inondazioni e scosse tali da allagare la città e di averla sommersa per secoli prima che gli abitanti di Gabicce scoprissero i suoi resti e nascesse la leggenda.

    Sembra che questo centro abitato di origine greca si trovi sommerso nel litorale davanti al promontorio di Gabicce, nella zona oggi conosciuta come Baia della Vallugola, e che fosse, se non una città vera e propria come sostengono la maggioranza di guide dei vari hotel tre stelle gabicce, un centro marinaro o porto commerciale a grande attività (particolarmente nella commercializzazione di vino) in corrispondenza con il cippo dedicato a Giove Sereno, protettore della navigazione, trovato sul promontorio di Gabicce.

    Abitanti e pescatori affermano che tuffandosi nelle acque delle spiaggia gabicce mare sia possibile intuire i percorsi di strade e discernere la localizzazione di torri ed abitazioni. Alcuni affermano addirittura di contemplare nei giorni di acque più limpide la punta del campanile della vecchia chiesa di Valbruna.

    C’è ovviamente chi rifiuta l’esistenza della città sommersa, argomentando che le roccie di forme particolari trovate da pescatori ma anche di archeologi e geologi sono in realtà testate di strato verticali del promontorio di Gabicce che il mare avrebbe colpito e che nelle posizioni verticali in cui sono cadute possono essere scambiate per muri. Lo stesso vale per i presunti capitelli e sassi collocati in disposizioni non casuali.

    Al margine delle polemiche sulla sua esistenza, Valbruna rimane un nome presente nella vita quotidiana di questa località turistica delle Marche dove, Atlantide italiana o meno, vale la pena soggiornare nei giorni estivi per la qualità delle acque e il ricco patrimonio culturale.

    Articolo a cura di Alba Lorente

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