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  • Antonello De Pierro e Nadia Rinaldi al party a sorpresa per Maurizio Mattioli


    Tantissimi gli amici accorsi presso il ristorante Boh di Roma per festeggiare i 64 anni del celebre attore romano

    Roma – Si è rivelato un tributo di affetto senza precedenti il party a sorpresa organizzato l’altra sera al ristorante Boh di Roma, per celebrare le 64 primavere del celebre attore Maurizio Mattioli. Sono stati tantissimi gli amici accorsi all’impeccabile evento voluto fortemente dal suo manager Daniele Micelli, con la nodale collaborazione della nota giornalista Federica Rinaudo e della fotografa Marcella Petrolani. Sorpreso e commosso Mattioli, che era giunto presso il locale convinto di dover fare una spettacolo insieme al bravissimo cabarettista Marko Tana e che , invece, si è trovato circondato e festeggiato dai presenti, in un’interminabile sequela di baci e abbracci calorosi, naturalmente conditi dai canonici auguri che la circostanza esigeva. Una festa organizzata con gran riserbo il cui tam tam si è propagato silenziosamente e, segreto doveva essere e segreto fu. Maurizio l’ha saputo al suo ingresso al Boh, dove ha trovato silenzio e luci spente e dopo l’unanime coro: “Auguri Maurizio!”, la musica è partita e le luci sono tornate a illuminare le belle sale del locale. Ripresosi dalla sorpresa si è avviato verso la console, ha impugnato il microfono e ha duettato con la sua amica Nadia Rinaldi, apparsa più in forma che mai, sulle note di “Roma, nun fa la stupida stasera”. Poi tutti scatenati sul succulento e pantagruelico buffet allestito sul piano terrazza, tra pasta alla carbonara e all’arrabbiata, trippa alla romana, straccetti con rucola e frittelle di mele, fino al taglio della canonica torta e le tantissime foto di rito scattate dall’esercito di fotografi presenti, che già avevano immortalato fino ad allora i volti noti che man mano scorgevano fra i tavoli. E fra questi, oltre alla già citata Nadia Rinaldi, si sono notati l’attrice Adriana Russo, l’ex gieffina Floriana Secondi, il noto imitatore e attore Gabriele Marconi, l’ex prima ballerina del Bagaglino e ora affermata giornalista televisiva Alessandra Pesaturo, il bravissimo Mario Zamma, la splendida Maria Monsè, il giornalista Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore e voce storica di Radio Roma, accompagnato dall’affascinante ex top model e ora politica Mariella Toppi, Veronica Iemma, Antonella Salvucci, Fabrizio Bracconeri, la giovane regista Manuela Tempesta, l’attore Domenico Fortunato, l’incantevole Georgia Viero, Massimiliano Rodi, Nadia Bengala, Erika Kamese, Sylvie Lubamba, Jacopo Sipari di Pescasseroli. E ancora Mary Calvi, Piero Calvi, Antonio Lange, Rossella Lo Giudice, Emanuela Nicolò, Stefano Pantano, Fernando Orsi, i Flaminio Maphia,il grande cantautore Toni Santagata, l’avv. Daniele Bocciolini, Christian Marazziti,il press agent Francesco Caruso Litrico, Cristian Di Sante, Mara Keplero, Alexandra Filotei, Luciana Frazzetto, Roberta Sanzó, Massimo Milazzo, Emanuele Vezzoli, Enio Drovandi e Stefano Reali.

    (Foto di Fabrizio Bettinelli)

  • De Pierro contrario a legge Bacchelli per Califano


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Nonostante il suo indubbio spessore non mi sembra ci sia il requisito di artista indigente”

    Roma – Franco Califano, il noto artista 72enne, al momento convalescente per un grave infortunio domestico che gli impedisce di lavorare, invoca il sostegno finanziario da parte dello Stato. Con grande dignità, l’autore di ‘Tutto il resto è noia’, ha ammesso davanti alle telecamere che i 10 mila euro a semestre percepiti dai diritti Siae non gli sono sufficienti per il suo sostentamento, specie ora che, malato, è impossibilitato a esibirsi sul palco. Da qui l’appello alla legge Bacchelli, cioè l’assegno straordinario vitalizio che lo Stato italiano concede a quei cittadini illustri che si sono distinti nel mondo della cultura e dello spettacolo, ma poi vengono a trovarsi in condizioni di indigenza.

    Sulla vicenda umana del ‘Califfo’ prende la parola Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti: “Certamente Franco Califano è un persona che soddisfa i criteri artistici e culturali previsti dalla legge Bacchelli, essendo senza dubbio un personaggio di grande spessore che io apprezzo molto, anche in virtù degli articoli e delle interviste che a lui ho dedicato in passato, quando più volte l’ho incontrato. Però – spiega il leader del movimento –, a mio parere non soddisfa il secondo requisito della legge, quello dell’artista indigente. Il suo caso è diverso da quello di altri personaggi, come per esempio Franco Citti, celebre protagonista del film di Pasolini ‘Accattone’, e per il quale anni fa mi sono impegnato in prima persona affinché ricevesse il sussidio statale, considerato che versava in condizioni di vera povertà”.

    Invece, a proposito della richiesta avanzata dal cantante nato a Tripoli, De Pierro precisa: “Non va dimenticato che Califano, temporaneamente indisponibile per un infortunio, è un autore Siae e quindi percepisce i diritti per tutte quelle belle canzoni composte per sé e per gli altri. Inoltre – aggiunge –, per gli iscritti Siae è prevista un’assicurazione per gli incidenti che probabilmente gli verrà riconosciuta col tempo”. Il pensiero del numero uno dell’Italia dei Diritti è piuttosto chiaro, come egli stesso fa notare: “Non si può accordare la legge Bacchelli a tutti gli artisti che si ammalano o hanno un infortunio domestico, in quanto tale forma assistenziale dovrebbe prevedere casi di indigenza irreversibile, in particolare quando un professionista non è più in grado di mantenersi e avere alcun tipo di introito dalla sua attività artistica”.

    “Perciò – dichiara ancora De Pierro –, chi ha il compito di valutare l’assegnazione di tale istituto ausiliario deve ponderare attentamente l’idoneità del caso, altrimenti si tratterebbe di uno schiaffo in faccia a tutti quegli italiani che versano in situazioni di miseria più nera, costretti a vivere con mille euro al mese per mantenere la famiglia e, talvolta, così disperati da ricorrere finanche al suicidio”.