Tag: ipertensione arteriosa

  • HOT TOPICS IN CURRENT CARDIOLOGY

    Il prossimo 16 Marzo, presso l’Hotel Parco dei Principi di Bari si terrà il congresso dal titolo “HOT TOPICS IN CURRENT CARDIOLOGY” e patrocinato da Anthea Hospital, struttura di GVM Care & Research, il Gruppo italiano presieduto da Ettore Sansavini.

    Questo congresso proposto ad internisti, cardiologi e medici di medicina generale, ha lo scopo di approfondire, attraverso letture magistrali e discussioni interattive, le conoscenze necessarie alla gestione clinica del paziente con fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa ed in particolare all’ottimizzazione del percorso di cura, all’utilizzazione ottimale delle metodiche strumentali, alla stratificazione prognostica e ai percorsi riabilitativi.

    Scarica qui il programma dettagliato.

    GVM Care & Research

  • E’ on-line il corso FAD sui betabloccanti di nuova generazione e l’ipertensione arteriosa

    Il Corso, il cui Autore è il Prof. Guido Grassi del Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione dell’A.O. “San Gerardo” di Monza, si propone di fornire un moderno inquadramento del ruolo dei betabloccanti nella terapia dell’ipertensione arteriosa, alle luce delle Linee Guida Europee 2007 e dell’Update Document redatto nel 2010 dal Comitato della Società Europea dell’Ipertensione.

    Obiettivi del Corso sono: comprendere ed aumentare le conoscenze cliniche relative al trattamento antipertensivo; aggiornare gli interlocutori in tema di sicurezza e profilo di azione relativi alla classe dei betabloccanti; comprendere ed affrontare efficacemente le complessità della gestione clinica del paziente iperteso; aumentare la capacità dell’analisi farmacoeconomica relativa all’utilizzo dei betabloccanti nel trattamento antipertensivo ottimizzando l’impiego delle varie classi di farmaci; migliorare l’approccio terapeutico al paziente iperteso; ottenere un miglior controllo pressorio ed infine aumentare la conoscenza delle proprietà delle diverse classi di betabloccanti.

  • Il Cuore in Fumo: 25000 Ricoveri all’Anno Solo in Piemonte

    Per la prima volta dal gennaio 2005, anno in cui entrò in vigore la legge che vietava il fumo nei locali pubblici, possiamo fare un bilancio: sicuramente positivo con una riduzione di eventi cardiovascolari e infarti di circa il 10%.

    Proprio in questi giorni i dati sono stati resi ufficiali anche dall’Università di Torino e verranno presto estesi a tutto il territorio nazionale.

    I ricoveri causati dal fumo di sigaretta in Piemonte sono circa 25.000 all’anno con una mortalità del 5%, gli infarti e le sindromi coronariche acute sono circa 5.000. Da ciò si deduce un costo sociale e di vite umane inaccettabile.

    Ribadendo il concetto di prevenzione, dobbiamo ricordare come l’astensione dal fumo sia socialmente utile, ed estremamente economica, praticamente a costo zero, rispetto a terapie farmacologiche.

    Perché la prevenzione sia e continui ad essere efficace è necessaria la consapevolezza da parte dei fumatori e di coloro che devono conviverci, dei meccanismi che portano ai devastanti effetti sulla salute.

    Il fumo di sigaretta provoca una sorta di asfissia cellulare e produce notevole quantità di radicali liberi, ogni sigaretta forma circa 10 miliardi di radicali liberi. L’azione dei radicali liberi si manifesta sulle proteine che trasportano grassi e colesterolo, chiamate LDL, che vengono ossidate, provocando vasocostrizione (riduzione di diametro dei vasi), aumento dell’adesività dei globuli bianchi e dell’aggregazione piastrinica che dà inizio al processo di trombosi e di aterosclerosi. Ogni lipoproteina LDL contiene 2.000 molecole di grassi!

    Quando sono aggredite dai radicali liberi prodotti dal fumo si ossidano, formando le ox-LDL, estremamente tossiche perchè si infiltrano e accumulano nella parete dei vasi come cellule grasse, che cresceranno a dismisura.

    Il trasporto di ox-LDL a livello della parete arteriosa è ormai riconosciuto come evento specifico e fondamentale della formazione del mantenimento dell’aterosclerosi. Il danno sulla parete interna dei vasi, conseguente all’azione lesiva delle ox-LDL, gioca un ruolo decisivo nel successivo sviluppo dell’aterosclerosi, successiva ischemia, infarto e ictus.

    Ogni sigaretta può provocare uno spasmo vascolare nei vari distretti, sia cerebrale che coronarico, e questo è stato dimostrato nel corso di coronarografia dagli studi condotti da ricercatori italiani.

    Se lo spasmo si manifesta su un vaso sano non vi sono conseguenze serie, se invece avviene su un vaso già compromesso, per esempio in corrispondenza di una placca aterosclerotica, le conseguenze possono essere anche gravi fino alla completa ostruzione del vaso e interruzione del flusso sanguigno.

    Un ulteriore meccanismo lesivo del fumo è quello che si manifesta cronicamente sulla superficie interna dei vasi, una sorta di infiammazione chiamata disfunzione endoteliale, e contemporaneamente sui fattori della coagulazione: da un lato indebolisce lo strato protettivo interno a diretto contatto con il sangue, dall’altro aumenta la coagulabilità del sangue e riduce i fattori antitrombotici, facilitando così i meccanismi della trombosi.

    E’ stato calcolato che il danno provocato da una sigaretta richiede circa 2 ore per essere faticosamente neutralizzato dalle naturali difese dell’organismo, che è costretto a utilizzare tutti i suoi antiossidanti endogeni.

    Questo meccanismo non è infinito e andrà così ad esaurirsi lasciando i vasi sanguigni in balia dell’asfissia e dello stress ossidativo, con conseguenze anche gravi per l’apparato cardiovascolare e polmonare.

    Dott. Guidalberto Guidi
    Centro Specialistico Cardiologico Vascolare
    Corso Vittorio Emanuele II° n. 91
    10128 Torino – Italia
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