Sono sempre più le persone che mostrano interesse e preoccupazione verso lo stato in cui versa l’ambiente. Ma forse non tutti i sensibilizzati all’argomento sono capaci di adottare comportamenti virtuosi. Spesso, infatti, queste persone non vanno al di là di una infarinatura generale e molto sommaria di cosa voglia dire vivere nel rispetto dell’ambiente circostante. Certo, la vita a “impatto zero” richiede una preparazione molto solida e un’altrettanto granitica forza d’animo. Ma qualche piccola modifica alle proprie abitudini potrebbe rivelarsi comunque rivoluzionaria, anche se quantitativamente non equiparabile alla scelta di una compostiera a base di vermi come complemento d’arredo della cucina di casa.
Se poi le abitudini riguardano l’ambiente di lavoro, allora è il caso di comprendere che è il personale, ancor più dei macchinari a risparmio energetico, il vero motore di un ufficio che abbia tutti i crismi della ecologicità. La priorità di un ufficio dovrebbe consistere infatti nel trasformare in azioni virtuose tutte le operazioni tradizionali che normalmente comportano un danno all’ambiente. E lo spreco di carta è, ovviamente, la preoccupazione principale. L’atto di stampare una e-mail ricevuta, ad esempio, è costoso per l’economia di un ufficio ed è assolutamente nocivo all’ambiente: bisogna infatti capire che il computer e la digitalizzazione della documentazione intervengono proprio a evitare quella che è stata definita senza mezzi termini “inflazione cartacea”. E le soluzioni al problema non mancano, anche quando si parla delle operazioni più tradizionali: il web, interrogato, offre esempi come il suggerimento “invio raccomandate online”, che si aggiunge alla possibilità forse più nota di inviare fax via internet. Ma anche un’operazione più complessa come può essere il direct e-mail marketing risponde alla stessa esigenza. Ripulendo dai volantini, e non è cosa da poco, le cassette postali dei condomini.