Per quel che concerne il fin troppo vasto panorama che interessa il mercato degli integratori continua a persistere una vera e propria visione distorta, da parte di un preoccupante numero di consumatori e di non-consumatori. Una visione che non apporta a nulla di buono, poiché in alcuni casi eccede ed in altri rifiuta a priori, a riguardo del consumo di integratori alimentari o vitaminici; e tutto questo quando la risposta è ben chiara, disponibili, visibile a tutti. Bisogna innanzi tutto considerare che l’esplosione del mercato degli integratori ha avuto diverse conseguenze, alcune positive altre negative. Se l’incremento di vendite ha permesso a ditte serie di svolgere ulteriori sviluppi nello studio e nella produzione di integratori sempre più sicuri e funzionali, dall’altra l’enorme trend del settore ha attirato l’attenzione di marchi parecchio distratti nella produzione e prevalentemente interessati a sfruttare l’onda di denaro che volge verso questa fetta di mercato. Da questo punto di vista è quindi fondamentale per il consumatore non affidarsi al primo prodotto che incontra ma informarsi al meglio prima di decidere cosa consumare. E proprio a riguardo del consumo ecco che si affaccia l’altra grande problematica: mettendo da una parte tutta la pubblicità che interessa questo settore è importante tenere bene a mente il significato della loro definizione. Gli integratori, in quanto tali, non sostituiscono affatto gli alimenti nella loro forma naturale, anzi sono assolutamente più poveri; gli integratori svolgono unicamente il compito di integrare i nutrienti.
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Magri per sempre
Con l’avvento dei media si sono venuti a stabilire nuovi canoni di bellezza e di estetica. Per questo motivo sempre più persone hanno deciso di dimagrire, perché è questo che in televisione vedono, ossia modelle e showgirl sempre più magre. Hanno iniziato ad apparire regimi alimentari dei più disparati, la dieta dell’acqua, quella dissociata, e così via. Un tipo di regime alimentare nato negli anni novanta e che oggi va per la maggiore è la dieta a zona. Inventata da Barry Sears, si basa sulla necessità di tenere basso il livello di insulina, la quale se è in quantità maggiori al necessario trasforma i carboidrati in eccesso in adipe. Lo scopo principale de la dieta a zona sta nello strutturare un regime alimentare ideale, in modo tale da stimolare la produzione di eicosanoidi buoni(pseudo ormoni) ed eliminare, o tenere a livelli bassi, gli eicosanoidi cattivi, ottenendo come risultato il miglioramento di varie funzioni del nostro organismo. Questa dieta è conosciuta anche con il nome di 40 30 30, in quanto le proporzioni dei nutrienti sono composte da 40 % carboidrati, 30 % proteine e il restante 30 % e costituito dai grassi. Prima che questo tipo di dieta fosse inventata e diffusa l’alimentazione era intesa come l’introduzione calorie presenti negli alimenti nell’organismo. La zona ha introdotto il concetto di considerare gli effetti ormonali da parte dei cibi ingeriti e come controllare questi effetti per trarne beneficio. Inoltre al giorno d’oggi sono diventati di gran moda, da associare ad un regime dimagrante e ad attività fisica, gli integratori proteici, i quali han lo scopo di aiutare nel dimagrimento.
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Come combattere i ricettori del gusto “dolce”
Uno dei sette peccati capitali, la gola, accompagna l’umanità sin dai suoi albori. Il desiderio d’appagamento immediato del corpo, per mezzo di qualche cosa di materiale che provoca compiacimento, non è una cosa da sottovalutare dal punto di vista della salute. Il motivo di questo è che in alcune persone questo desiderio è talmente accentuato da portare a malattie come l’obesità. In questi soggetti il desiderio diventa irrefrenabilità, incapacità di moderarsi nell’assunzione di cibo.
Da sempre il rapporto uomo-cibo è stato considerato un argomento delicato, di cui occuparsi con estrema attenzione. Basta pensare alle due estreme conseguenze inerenti al cibo : l’elevata assunzione di alimenti che porta all’obesità e l’assenza di alimenti nel corpo umano che porta alle due più famose malattie del comportamento alimentare, anoressia e bulimia. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha scoperto un metodo per correre ai ripari per il problema dell’obesità, ha scoperto un modo di annullare la voglia di mangiare dolci.
Nella maggior parte dei casi la golosità è il fattore che spinge l’essere umano ad “abbuffarsi” di dolciumi in abbondanza e in modo non equilibrato. Il meccanismo di tale malattia è molto semplice : si inizia con un assaggio, ma poi non si riesce più a fermarsi in quanto nella mente umana scatta il pensiero relativo alla bontà del dolce “sono talmente buoni perché dovrei fermarmi?!”. Questo gruppo statunitense del Monell Chemical Senses Centre di Philadelphia ha scoperto la presenza di tre recettori del gusto dolce sulla lingua, presenti anche nel pancreas e nell’intestino. La loro funzione consiste nel migliorare le quantità di glucosio nel sangue e quindi il rilascio di insulina : quello presente nella lingua, ‘KATP’, regola la sensibilità del gusto “dolce”, in base alla necessità dell’organismo. L’importanza della scoperta americana sta nella possibilità futura di regolare e, in alcuni casi, di limitare l’assunzione di dolci.
Quello che per ora si consiglia di fare a chi soffre di obesità è dirigersi da un dietologo, farsi creare una dieta su misura e iniziare attività sportiva magari aiutandosi anche con degli integratori fitness, che altro non sono che i prodotti che usano gli sportivi, gli atleti, e gli appassionati body building e del culturismo, quelli meglio conosciuti come integratori proteici.