Tag: insegnanti

  • Prestiti per Insegnanti

    Una delle categorie lavorative con maggiori vantaggi in Italia, per quel che riguarda l’accesso ai prestiti e alla liquidità, è quella degli insegnanti. Infatti, i professionisti del ruolo didattico, come dipendenti statali possono ottenere alcuni finanziamenti, a loro riservati, in modo sicuro e comodo. Il fatto stesso infatti di essere dipendente di un ente statale, quindi immune dal fallimento, è la garanzia più forte che può ottenere un ente creditizio. Per questo molti istituti di credito hanno elaborato veri e propri finanziamenti ad hoc per i dipendenti del ministero della pubblica istruzione. Tra di essi spiccano indubbiamente, per velocità e vantaggi, il prestito delega e la cessione del quinto dello stipendio.

    Tutti i due prestiti prevedono un rimborso attraverso la trattenuta delle rate direttamente dalla busta paga dei dipendenti ed è il proprio datore di lavoro che si fa carico dei versamenti delle rate corrispondenti.

    L’unica condizione richiesta ai dipendenti della scuola per ottenere una cessione del quinto è avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato senza necessariamente aver maturato anni di servizio. Pertanto, anche i neoassunti possono ottenere il finanziamento.

    La cessione del quinto per insegnanti è un finanziamento non finalizzato. Questo fatto permette ai richiedenti di usare la liquidità ottenuta con qualsiasi scopo: acquistare una macchina, ristrutturare la casa, fare un viaggio, ecc….i richiedenti non dovranno presentare documenti per giustificare la finalità del denaro erogato.

    I documenti da presentare all’istituto presso il quale si presentala nostra domanda di prestito sono, oltre a quelli personali, l’ultima busta paga e la certificazione del servizio, rilasciata direttamente dalla direzione provinciale di riferimento. Una volta che i contratti di prestito sono stati firmati da entrambe le parti in causa e in attesa del solo via libera definitivo da parte dell’ente preposto. Il saldo richiesto avverrà direttamente sul conto corrente oppure con assegno circolare.

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    Lo Staff CessioneQuintoNetwork

  • CESSIONE DEL QUINTO PER INSEGNANTI E PERSONALE NON DOCENTE

    Gli appartenenti al settore docente italiano, ossia, insegnanti e personale amministrativo, appartengono ad una categoria agevolata per quel che riguarda l’accesso a determinate tipologie di prestiti personali riservate a dipendenti pubblici e statali: alcuni di questi prestiti sono la cessione del quinto e il prestito delega. Infatti, si tratta di finanziamenti legati all’attività lavorativa. Questo vuole dire che prevedono un rimborso attraverso la trattenuta delle rate di rimborso dalla busta paga dei richiedenti che, inoltre, effettuerà direttamente il datore di lavoro.

    La cessione del quinto dello stipendio per insegnanti è un prestito comodo, come abbiamo già visto, ma anche veloce e semplice da ottenere. È soltanto necessario chiedere uno o diversi preventivi per fare in modo di scegliere la tipologia di prestito cessione del quinto giusta ad ogni situazione personale. Dopodiché, presentando un minimo di documentazioni si procede alla firma del contratto e la notifica al datore di lavoro che sarà il responsabile addetto ad effettuare le trattenute tutti i mesi.

    Alcune particolarità vantaggiose della cessione del quinto per insegnanti sono, ad esempio, il fatto che si tratta di un prestito accessibile anche a insegnanti con segnalazioni, protesti o pignoramenti, oppure a dipendenti che abbiano altri prestiti in corso. Il motivo è proprio la modalità di restituzione del prestito che viene garantita con la sola presenza di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, l’unico requisito richiesto ai dipendenti insegnanti per ottenere una cessione del quinto.

    Altri vantaggi del finanziamento sono un tasso d’interesse fisso per tutta la durata del contratto, rate di rimborso invariabili e la possibilità di dilazionare il prestito fino a 120 mesi. La cessione del quinto è un prestito veloce, agevole e sicuro. L’unica cosa importante da non dimenticare nel momento in cui si valuta di fare richiesta del finanziamento è affidarsi a consulenti e società finanziarie serie e certificate.

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  • Legge Gelmini, per De Pierro inizia la fine della democrazia


    Roma – Ha provocato forti tensioni il via libera al decreto Gelmini firmato questa mattina a Palazzo Madama.
    A piazza Navona, oltre alle numerose manifestazioni organizzate in tutta Italia, si sono verificati scontri tra studenti di centro-destra e sinistra con il conseguente fermo di 14 militanti di Blocco Studentesco. Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha così commentato l’approvazione della legge del ministro dell’Istruzione: “Da oggi si apre uno dei capitoli più bui della Seconda Repubblica. Forse chi ha mandato al potere questo esecutivo, fortemente condizionato da un battage mediatico-pubblicitario attuato in maniera fortemente demagogica e propagandistica, a mò di promozione aziendale, dovrà per forza cominciare a ricredersi. Questo è l’inizio della fine della democrazia, la morte della scuola pubblica. Una politica simile – prosegue De Pierro – è stata attuata dai Borboni che hanno preferito mantenere la gente nell’ignoranza. Allo stesso modo questo Governo cerca di addormentare le coscienze riducendo ogni capacità di sussulto a puro sussurro. Perciò il vantaggio verrà tratto solo dalla scuola privata, a cui, invece, a nostro avviso, andrebbero tolti completamente i finanziamenti, a favore di quella pubblica. Tra l’altro questa viene chiamata una riforma ma si tratta solo di tagli e di un lungo salto all’indietro nel passato. Il risultato sarà che gli studenti appartenenti ai ceti medio-bassi non potranno più progredire culturalmente mentre l’accesso ai traguardi più importanti dello scibile sarà consentito solo ad alcuni privilegiati delle scuole private, fisiologicamente vicini al centro-destra. Così – conclude il presidente del movimento – si ritornerà alle dinastie professionali con inevitabile sbarramento agli studenti magari più meritevoli ma senza disponibilità di mezzi. Mi auguro solo che dopo i grembiuli non inizino corsi di addestramento per nuovi balilla. Ora non resta che il referendum, però nel frattempo sono fortemente preoccupato per i poveri studenti che, qualora decidessero di ritornare nelle aule, dovranno subire la forte umiliazione di questo provvedimento”.

  • Decreto Gelmini, De Pierro con gli studenti


    “Il movimento Italia dei Diritti appoggia in toto gli studenti nella loro battaglia contro la legge 133”.
    Con questa dichiarazione, il presidente del movimento nazionale Antonello De Pierro intende esprimere la massima solidarietà nei confronti di quanti potrebbero pagare per l’infausto provvedimento che taglia i fondi alle università, prevede il blocco del turnover e la possibilità per gli stessi atenei di trasformarsi in fondazioni, un mix che di fatto dà il colpo di grazia al già malmesso sistema universitario.

    Dopo l’ok di Montecitorio, mercoledì toccherà al Senato votare il decreto Gelmini, ma nel frattempo il tam-tam studentesco di protesta continua a rimbalzare da un ateneo all’altro, da nord a sud, diramandosi persino sul Web.

    “Contro il decreto Gelmini ci eravamo già schierati esprimendoci in maniera contraria in tempi ancora non sospetti – ha dichiarato De Pierro – e per fortuna gli studenti non si sono fatti anestetizzare le coscienze dalla mediaticità berlusconiana. Sono sicuro – conclude il presidente del movimento nazionale – che questa protesta sacrosanta costringerà il ministro Gelmini, che da tutto ciò ricaverà sicuramente una grossa visibilità mediatica ma nient’altro, a fare marcia indietro su questo provvedimento legislativo sconsiderato”.

  • De Pierro, test psicoattitudinali a chi opera nella scuola per tutelare gli studenti


    “Ogni volta che sento notizie di questo tipo si risveglia la voglia del nostro Movimento di potare avanti la proposta di sottoporre gli operatori scolastici, dai docenti, ai supplenti e ai bidelli, a test psicoattitudinali”.
    Questa la riflessione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, sulla vicenda dell’educatrice di 23 anni che avrebbe coinvolto in giochi sessuali cinque ragazzini stranieri, tra i 13 e i 16 anni, durante il doposcuola a Bassano del Grappa.
    “Chi ha contatti con i bambini – continua De Pierro – deve essere psicologicamente sano. Credo che se si procedesse ad una verifica di questo tipo, episodi del genere sarebbero ridotti all’osso. Per questo il Ministro Mariastella Gelmini, invece di condurre riforme reazionarie e conservatrici, dovrebbe occuparsi di situazioni del genere e proporre interventi concreti”.