Tag: inquinamento

  • Attawaia presenta “Il mondo è anche tuo”, un cortometraggio di Marco Barone

    Un uomo è seduto nella propria auto, parcheggiata all’interno di uno spiazzo erboso circondato dagli alberi. Ha appena terminato un rapido spuntino e, con apparente indifferenza, si appresta a gettare un pezzo di stagnola nel prato circostante. Una scena piuttosto comune, purtroppo, ma questa volta la reazione della natura sarà sorprendente. E’ questo lo spunto del cortometraggio di Marco Barone “Il mondo è anche tuo”, prodotto in collaborazione con Attawaia.

    Attraverso un approccio ironico, l’autore intende sottolineare il rapporto diretto tra un’azione inquinante e le sue ripercussioni sul mondo reale. Abbandonando i rifiuti nell’ambiente, infatti, si danneggia in primo luogo sé stessi. “Abbiamo provato a rimuovere qualunque intermediario fra l’azione e la reazione della natura – sostiene Marco Barone – per enfatizzare il rapporto di causa/effetto tra una condotta incivile e le sue conseguenze negative. Queste ripercussioni, come si vede, colpiscono letteralmente proprio l’artefice del gesto, originando un loop che si può spezzare soltanto facendo la cosa giusta”.

    Il rispetto dell’ambiente è dunque un valore morale, direttamente collegato alle fondamenta di una sana vita sociale. Si tratta però anche di un atto di salvaguardia individuale, perché un gesto che danneggia la natura ha come effetto immediato un danno per chi lo compie. Il pregio del video è proprio quello di rappresentare una situazione comune, che possa richiamare alla mente degli spettatori dettagli familiari e, magari, esperienze vissute in prima persona. “Gli audiovisivi possono far sì che la gente si identifichi nella narrazione e ne resti coinvolta emotivamente – racconta Barone –. Un video ben congegnato non si limita a trasmettere un messaggio, ma intrattiene lo spettatore attraverso il coinvolgimento personale o la curiosità, strappandogli una lacrima o un sorriso”.

    La comunicazione visiva diventa, in questo modo, uno strumento incisivo e potente per veicolare idee e proposte come quelle legate alle istanze ambientaliste. Attraverso la condivisione sui social network, gli utenti possono essere invogliati a diffondere il messaggio e alimentare la discussione, divenendo soggetti attivi e partecipi, non più spettatori passivi. “Il mondo è anche tuo” è il primo di una serie di video che l’autore intende dedicare a diverse tematiche di interesse generale. “Abbiamo in cantiere alcuni lavori di promozione culturale a tutto tondo – racconta Barone –, che investono tanto le bellezze architettoniche italiane quanto gli aspetti paesaggistici. Penso infatti che un aspetto interessante della tutela ambientale sia proprio quello di riflettere sui risvolti economici positivi legati a uno sfruttamento del territorio sano, pulito, ecosostenibile”.

    https://www.youtube.com/watch?v=D5RgqVuUTHI

    “Il mondo è anche tuo”

    Ideazione, produzione esecutiva e regia: Marco Barone
    Fotografia, riprese ed editing: Roberto Barone e Salvino Russo
    Attore: Giuseppe Pipitone
    Assistente di produzione: Alessandro Frasca
    In coproduzione con: Attawaia Viral Mind Productions

    Attawaia è un’agenzia multidisciplinare innovativa di produzione di audiovisivi multimediali, comunicazione integrata e intrattenimento, specializzata nel marketing non convenzionale. Attawaia crea, produce e distribuisce contenuti creativi sulle più importanti piattaforme presenti sul mercato. Attawaia si occupa di piani di comunicazione, strategie ed eventi, oltre che di sviluppo locale, in una prospettiva non solo economica, ma anche ambientale, culturale, sociale.

    Ufficio Stampa

    Attawaia Viral Mind Productions Media Company
    Sede operativa: Via Cairoli 14, 40121 Bologna
    Tel. +39 3480011230
    www.attawaia.com
    facebook.com/attawaia

  • Aumentano le istallazioni di impianti geotermici in Italia

    Grazie alla geotermia si rispetta l’ambiente riducendo le emissioni nocive. L’energia geotermica è tra le fonti rinnovabili più pure; senza contare che è anche tra le energie rinnovabili più affidabili ed è prodotta sul posto: nessuna necessità di trasporto e, dunque, nessun ulteriore inquinamento.

    Ma il prendersi maggior cura dell’ambiente scegliendo la geotermia non è l’unico vantaggio; per riscaldare e rinfrescare gli ambienti della casa, infatti, ricorrere ad un impianto geotermico consente di ridurre drasticamente i consumi e di conseguenza i costi.

    Nel Belpaese, d’accordo con la volontà dell’UE di rispettare gli obbiettivi di Kyoto del 2020, sono previsti incentivi per chi realizza interventi di efficientamento degli impianti o ricorre ad energie rinnovabili.

    Per accedere agli incentivi previsti, detti certificati bianchi o TEE (Titoli di Efficienza Energetica) è sufficiente rivolgersi a Tecno srl, una società di servizi energetici accreditata dall’AEEG. Gli specialisti di Tecno guidano i loro clienti lungo il percorso di richiesta degli incentivi in modo da recuperare rapidamente la spesa iniziale.

    Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Tecno.

  • PATRICK RAY PUGLIESE CANDIDATO CON IL PARTITO “GRANDE SUD UNITI PER IL LAZIO” DENUNCIA LA SITUAZIONE DELLA DISCARICA DI MALAGROTTA

    Roma, 11 Febbraio 2013 – “Ho realizzato un sopralluogo filmato nella discarica laziale di Malagrotta, per raccogliere testimonianze sul malcontento degli abitanti della zona in termini di cattivi odori ed inquinamento, provenienti da un’area di smaltimento che sono dieci anni si vocifera debba chiudere per saturazione“.

    Questa la denuncia di Patrick Ray Pugliese, candidato alle regionali con il partito Grande Sud Uniti per il Lazio, che prosegue: “Le soluzioni per il trattamento dei rifiuti in Italia, ed in questo caso nel Lazio, arrivano da nuove tecnologie ecologiche. Che cosa aspettiamo allora ad applicarle? Le discariche su terra devono chiudere e rimanere di supporto solo per rifiuti già trattati“.

    L’Italia”, continua Pugliese, “è un giardino ed è responsabilità di tutti noi proteggerlo ed evitare che si continui ad abusare così della natura. Le discariche vanno chiuse” conclude “ ed i rifiuti mandati in nuovi stabilimenti oppure a nord“.

    Agenzia Promoter

  • XIX Rapporto Aci – Censis 2011 – La crisi della mobilità a quattro ruote

    È uscito oggi il XIX Rapporto Aci – Censis 2011, presentato oggi in data 13 dicembre 2011 dal presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, e dal presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita.

    Il documento, dal titolo “IL TRIENNIO CHE STA CAMBIANDO IL MODO DI MUOVERSI. Auto sempre più cara: la usi meno, la paghi di più” risulta emblematico di una situazione legata ad una difficoltà di mobilità che tocca da vicino una quota sempre maggiore di italiani.

    C’è già chi afferma che l’auto non è più un mito, e neanche tanto lentamente, la cara automobile sta tornando ad essere un oggetto di lusso, che poche persone possono permettersi nonostante questaa costituisca un mezzo di trasporto indispensabile per gli spostamenti quotidiani, anche per via dei frequenti disservizi della mobilità pubblica.

    Un’inadeguatezza di fondo della rete di treni, autobus e mezzi urbani che attraversa la Penisola è rispecchiata anche dalla cronaca recente, che sempre più spesso riporta episodi come tagli di linee ferroviarie fondamentali per una efficiente connessione territoriale Nord-Sud, o parla del sovraffollamento nell’ora di punta sui mezzi pubblici nelle città, come Milano, interessate da blocchi del traffico nell’ambito di misure anti-inquinamento.

    Senza contare la recentissima accisa sui carburanti, che ha comportato un aumento medio di 10 centesimi sul prezzo della benzina e di ben 13,6 centesimi su quello del diesel, provvedimento che comporterà un incremento decisamente considerevole nelle spese di viaggio per tutti coloro che sono costretti ad utilizzare l’automobile per lavoro.

    Insomma, il quadro presenta una situazione quasi al collasso. Sempre secondo il Rapporto Censis, infatti, sono in costante crescita i costi relativi all’automobile, 3.278 euro nel 2011 contro i 3.191 del 2010 (+2,7%). Pur rimanendo il mezzo di trasporto preferito dagli italiani (83,9% degli spostamenti), ben 1 italiano su 5 ha ridotto l’uso del proprio veicolo.

    Il XIX Rapporto Aci – Censis 2011 enfatizza tre parole chiave rappresentative della nostra società dei trasporti:
    Insostenibilità del comportamento degli automobilisti correlato ai costi di esercizio;
    Innovazione dei comportamenti volti a raggiungere una piena mobilità al minor costo possibile;
    Condivisione, nuovo concetto in forte diffusione attraverso car pooling e car sharing;
    A questo proposito, riscontriamo delle incoraggianti iniziative a livello regionale e comunale, poiché molte amministrazioni stanno investendo risorse nella promozione di questi innovativi concetti di “spostamenti condivisi”, che riscuotono da anni un discreto successo in molti altri paesi europei, ma ancora faticano a diffondersi in Italia.

    Se il car sharing consiste nell’utilizzo collettivo di un veicolo messo a disposizione da una apposita società, e per questo implica anche dei costi gestionali ed amministrativi notevoli, il car pooling costituisce invece un sistema di mobilità lasciato all’iniziativa dei singoli cittadini, per questo attuabile in ogni momento e contesto, senza bisogno di interventi e finanziamenti istituzionali.

    Il car pooling consiste infatti nell’utilizzo di una auto privata da parte di più passeggeri che effettuano un tragitto comune, condividendo le spese di viaggio e contribuendo così a ridurre il numero dei veicoli in circolazione.

    Molte piattaforme su internet forniscono gratuitamente un servizio di mediazione tra chi offre un posto nella propria vettura e chi cerca un passaggio, come ad esempio www.carpooling.it, che offre ai propri utenti anche un servizio di autenticazione guidatori, per viaggiare in sicurezza, oppure la possibilità di fare car pooling solo al femminile. La comunità dell’automobile di gruppo cresce in particolare tra i giovani anche su facebook, organizzandosi tramite gruppi ed applicazioni che permettono di comunicare agli amici online i propri spostamenti, e cercare così compagni di viaggio. Per i più tecnologici, è possibile scaricare gratuitamente anche delle applicazioni mobili per cercare un passaggio tramite iPhone ed Android: si può certo dire che i mezzi non mancano.

    E sempre più spesso, le istituzioni collaborano a far conoscere e diffondere tra i cittadini queste iniziative per condividere le vetture, adatte sia per i viaggi più lunghi, sia per recarsi al lavoro o circolare comodamente all’interno delle grandi città.

    Un esempio molto significativo è l’attenzione riservata al car pooling da parte dell’amministrazione comunale di Milano – il sindaco Giuliano Pisapia, sostenuto dall’assessore alla Mobilità, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran, ha inserito il carpooling tra le deroghe dell’ordinanza comunale che regola il blocco del traffico, permettendo così la circolazione agli autoveicoli con almeno tre passeggeri a bordo (guidatore compreso).

    Il carsharing ed il carpooling riscuotono spesso successo tra i più giovani. Il primo ha conseguito un incremento del 66% in tre anni per un totale di 30 mila utilizzatori mensili nel 2011, mentre i siti per condividere l’auto privata registrano richieste di utilizzo di auto in condivisione in crescita del 600% rispetto all’ottobre dell’anno passato, per un risparmio fino al 67% sulle spese di viaggio.

    Come si può inoltre leggere all’interno del Rapporto Censis, sempre più giovani tra i 18 e i 29 anni abbandonano il mezzo a quattro ruote. “I lavoratori precari prediligono il car pooling ed il trasporto pubblico, gli studenti le due ruote o i mezzi pubblici”. Infatti “chi è nell’orbita del lavoro precario – più degli altri – ha attuato politiche di condivisione (car pooling) con amici e colleghi.” Tra gli over 45, restano molto popolari la bicicletta ed il trasporto pubblico locale, mentre una grande percentuale preferisce spostarsi a piedi.

  • Il Palagio produce pavimenti in cotto a km 0

    La tendenza attuale porta le aziende ad abbracciare sempre più frequentemente un sistema di gestione ambientale tale da riuscire ad entrare a pieno titolo nella green economy. Il Palagio si inserisce in quest’analisi, dal momento che ha investito ed investe risorse economiche, strumentali ed umane per ridurre l’impatto ambientale del suo sistema produttivo per pavimenti e rivestimenti in cotto di qualità.

    Oggi accade sempre più di frequente che le aziende reperiscano materie prime all’estero, magari da paesi in via di sviluppo perché a minor costo. Ma qual è il prezzo reale che il nostro pianeta paga per tutto questo?. “Un interrogativo che deve far riflettere. Noi di Il Palagio non rinunceremo mai all’argilla prodotta dalle cave situate nelle vicinanze dello stabilimento, sia per la qualità eccelsa del prodotto, sia per un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e del nostro territorio. Perché cercare altrove quello che abbiamo sotto i nostri occhi, anzi sotto i nostri piedi?”.

    Dal punto delle qualità chimico fisiche l’argilla galestro, con cui vengono prodotte le tavelle in cotto di Il Palagio, non ha eguali; è la migliore reperibile sul mercato ed è la base su cui trova fondamento l’eccellenza ed il pregio di tutta la produzione del noto marchio imprunetino. Inoltre non necessita di onerose movimentazioni, se non quelle concernenti la distribuzione al cliente del prodotto finale.

    Per tutti questi motivi il concetto km 0, che rappresenta la distanza ideale che la materia prima dovrebbe percorrere per giungere il comparto produttivo, si applica perfettamente al contesto di Il Palagio. L’azienda ha assunto la consapevolezza che accorciare le distanze di approvvigionamento significa aiutare l’ambiente e ridurre l’impatto provocato dall’emissione di gas serra dei mezzi di trasporto. Infatti questo aspetto consente a Il Palagio di contribuire in modo evidente ad una minore immissione in atmosfera di polveri sottili, ossidi di azoto e di carbonio, piombo, composti organici volatili e ossido di zolfo.

    Inoltre l’utilizzo di materie prime locali e il sostegno ad una produzione che ha luogo interamente in stabilimenti situati nel territorio sono volti a promuovere il patrimonio del territorio e a produrre lavoro e ricchezza che portino sviluppo e crescita al distretto imprunetino.

  • Casa Passiva e casa in legno: green per il futuro

    La tecnologia riguardante le case in legno invece hanno fatto grandi salti avanti sia dal punto di vista della sicurezza che da quello dell’efficienza energetica risultando essere le abitazioni consigliate in zone sismiche ma anche per la costruzione di edifici a più piani in maniera sicura e autonoma dal punto di vista energetico.

    Queste e molte altre caratteristiche sono quelle che fanno delle case pre fabbricate in legno delle strutture preferibili a quelle tradizionali in cemento armato. Non a caso queste tipologie di abitazioni sono tradizionalmente associate alla vita montana che è di certo più rigida di quella in pianura o in zona collinare ragione per cui la tendenza a costruire case in legno o comunque in case bioedilizia materiale completamente naturale dovrebbe essere venuta molti anni fa e non solo in questo momento di allarme ambientale.

    Una delle caratteristiche che più desta perplessità quando si parla di case in legno prefabbricate è sicuramente quella che riguarda la durata della stessa. Se si vanno a d analizzare le leggi ancora i vigore in territorio italiano, o se si ha acquistato da poco una casa, si saprà che la garanzia prevista dopo la fabbricazione di una casa è di dieci anni per una classica abitazione in mattoni e cemento, in qualsiasi zona territoriale. Per una casa prefabbricata in legno sono state invece adottate le normative in vigore nei maggiori paesi di fabbricazione e utilizzo della stessa ossia Germania e Paesi Nordici,che ammonta a ben 30 anni. Tre volte quella prevista per una casa in mattoni quindi elemento che dovrebbe già rendere preferibile questa tipologia abitativa o le coperture legno.

    Oltre alla garanzia però molte altre sono le caratteristiche che rendono preferibile questa modalità abitativa a quella tradizionale a partire dall’efficienza energetica della stessa in quanto il potere isolante del legno è bene noto e consente di ottimizzare se non in alcuni casi annullare i consumi relativi a riscaldamento e refrigerazione dell’interno della casa.

    Indipendente dalla sua collocazione geografica e della temperature a cui viene sottoposto il legno infatti mantiene inalterato il suo potere isolante permettendo la costruzione anche di ampie abitazioni prive di impianti di riscaldamento al loro interno. Nonostante questa tipologia di casa, nota come casa passiva, stia cominciando a trovare ora spazio all’interno del mondo dell’informazione e soprattutto all’interno del mondo dell’edilizia è questa una tecnologia nata ben 20 anni fa’ in Germania ( da sempre paese all’avanguardia nel settore) dalla genialità di due professori universitari. Il confronto tra i due, uno tedesco e l’altro svedese, portò all’elaborazione di un progetto di casa in grado di consumare poco e con emissioni il più basse possibile progetto che andò a diventare il fulcro della Passivhaus-Institut a Darmstadt, sede progettuale e in continua evoluzione per il raggiungimento dei più alti standard delle case passive.

    Sicuramente oltre che al materiale per la costruzione che viene impiegato ci sono anche altri fattori che incidono sull’efficienza dell’abitazione quali l’esposizione e l’orientamento a livello di punti cardinali.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Blog aziendale

  • La fase di Flash off migliora il ciclo produttivo di una cabina di verniciatura

    Il ciclo di verniciatura che si svolge all’interno di una cabina di verniciatura è composto da più fasi, ciascuna ha il suo specifico ruolo che contribuisce all’ottenimento di risultati impeccabili in termini di finitura. L’appassimento, o flash off, consente di migliorare le funzionalità degli impianti di verniciatura più moderni e tecnologicamente avanzati, come quelli prodotti da Nova Verta International.

    Con la parola flash off viene indicata una fase molto importante nel ciclo di verniciatura che viene messo in atto in una cabina professionale: il cosiddetto appassimento. Ottimizzare questo momento contribuisce al raggiungimento di una migliore finitura, di superfici uniformi e perfette senza bolle di solvente, colature, insaccamenti o macchiature nelle vernici metallizzate. Flash off è una fase che viene messa in atto tra due applicazioni di vernice consecutive, o tra l’ultima applicazione e il ciclo di cottura (bake cycle).

    Nelle cabine di verniciatura Nova Verta la sua gestione è ottimizzata dall’uso del Touch Screen, infatti sfiorando semplici ed intuitive icone poste sul quadro di comando sarà possibile reimpostare il passaggio automatico da una fase di verniciatura a quella di flash off, per poi tornare di nuovo alla verniciatura oppure procedere con la cottura. Inoltre l’operatore potrà variare singolarmente il susseguirsi delle fasi sulle basi delle necessità dei singoli interventi da realizzare.

    Questo sistema di controllo consente di variare le impostazioni della fase di Flash Off come ad esempio tempi, temperature, velocità di mandata (solo con gli inverter) e attivare/disattivare i WIND se presenti. Il tasto Jump invece permette di saltare il processo di appassimento passando direttamente alla fase successiva.

    Anche il Sistema Wind velocizza il tempo di Flash Off, aiutando a diminuire l’inquinamento atmosferico dovuto alle emissioni degli effluì gassosi e facendo risparmiare tempo produttivo ed energia. Inoltre ne migliora i risultati in quanto la cabina, in questa fase, deve operare con aria fresca al 100% in modo da ovviare un accumulo di solventi che possono infiammarsi o causare esplosioni al suo interno.

  • Una vita…ad impatto zero!

    Sfogliando i giornali o i siti web specializzati in news ecologia, guardando la tv, ci sarà sicuramente capitato di vedere strazianti immagini di strade sepolte dalla spazzatura, petroliere che rappresentano dei veri e propri disastri ambientali, morie insolite di animali, sacchetti di plastica che non smettono di mietere vittime negli oceani e molto altro. Di certo non si può restare insensibili a tali disagi e bisogna, ognuno nel suo piccolo, tentare di essere il più “ecosostenibili” possibile.

    Certo non tutti possono attualmente permettersi di installare un impianto fotovoltaico sulla propria abitazione o cambiare totalmente regime energetico per la propria casa e ufficio. Però un piccolo sforzo lo possiamo fare tutti a partire dalla differenziazione dei rifiuti. In alcune zone è già attivo il servizio porta a porta però ovviamente nelle grandi città si richiede uno sforzo aggiuntivo alla cittadinanza con la differenziazione volontaria su base di informazioni eco dei vari tipi di rifiuto e la deposizione delle varie buste in cassonetti differenziati posti lungo le strade. E’ importante attuare la differenziazione per non trovarsi sommersi dai rifiuti come è successo in alcune zone italiane ma soprattutto per permettere il riciclaggio della maggior quantità possibile di materiale. Proprio nel riciclaggio e quindi nella lunga vita dei materiali si basa il principio della sostenibilità. E proprio perché la sostenibilità deve divenire una delle linee guida per il nostro futuro è importante che i nostri sforzi siano ponderati e vadano nella giusta direzione.

    Importante è stata in Italia la messa al bando dei sacchetti di plastica con la loro graduale sostituzione da parte di sacchetti in stoffa o materiali comunque riutilizzabili che quindi vanno a diminuire un grosso fattore di inquinamento. Non solo le buste in plastica però sono fattore di emergenza ambientale ma vi è bisogno di un’attenzione ai piccoli sprechi più eco sostenibile in tutti i sensi che vada a cambiare in meglio le nostre abitudini come il consumo delle bottiglie in plastica, e di tutti quei suppellettili che ci possono servire durante il giorno come piatti bicchieri etc.

    Una recente inchiesta del Research Agency di Stoccolma ha però evidenziato come le donne riescano ad assumere più facilmente uno stile di vita ecologico e ,come di fondo lo stile di vita degli uomini sia più “inquinante” di quello delle donne. La presente ricerca ha evidenziato come le donne siano tendenzialmente meno predisposte a inquinare tramite il mezzo di trasporto e quindi come siano portate a utilizzare un mezzo di trasporto pubblico, non inquinante o andare a piedi molto più degli uomini.

    Da tale indagine emerge come uno dei fattori fondanti di tale differenza sia la passione maschile per le moto e i motori in genere che li spinge ad espandere questo atteggiamento a tutti gli ambiti inclusa l’ecologia informatica. Un differenza che si stima attorno al 14% e che porta le donne ad avere un’attenzione particolare anche per quanto riguarda il monitoraggio degli sprechi domestici e la loro mitigazione.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Comunicazione pubblicitaria

  • TECNICHE PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE (VIA) – 24 e 25 Febbraio 2011 – SEED – Università di Salerno

    Il gruppo di ricerca di Ingegneria Sanitaria Ambientale (SEED) dell’Università degli Studi di Salerno, coordinato dal prof. ing. Vincenzo Belgiorno, organizza nei giorni 24 e 25 Febbraio il corso di formazione “Tecniche per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)”. [ 1. Locandina ; 2. Scheda di registrazione ]

    Il corso di formazione, patrocinato dall’ordine degli ingegneri della Provincia di Salerno e dall’Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria Ambientale, ha come obiettivo quello di illustrare le basi teoriche, procedurali ed applicative delle problematiche di valutazione di impatto ambientale allo scopo di fornire risposte concrete alla richiesta di conoscenza che perviene dal mondo tecnico-scientifico e di offrire uno strumento oggettivo ai professionisti coinvolti sempre più di frequente in tale tipo di problematiche.

    L’organizzazione del corso prevede una prima giornata dedicata all’acquisizione degli strumenti teorici e normativi necessari per la piena comprensione delle problematiche in argomento ed una seconda giornata di lavoro mirata all’applicazione concreta di quanto presentato.

    L’iniziativa sarà presenziata dal Rettore dell’Università degli Studi di Salerno Raimondo Pasquino, dall’Assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, dal presidente dell’Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria Ambientale (ANDIS) Rodolfo M. A. Napoli e dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Salerno Armando Zambrano.

    Nella prima giornata oltre all’aggiornamento tecnico-normativo apportato in materia di VIA, saranno presentate le attuali procedure amministrative dalla Regione Campania. Il secondo giorno, saranno discusse le tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale (SIA), i dati e le cartografie disponibili sul territorio Regionale, i modelli di previsione degli impatti, casi studio concreti e le procedure di VIA integrate con la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e la Valutazione di Incidenza (VI).

    Le iscrizioni saranno accettate sino al 15 febbraio 2011, salvo esaurimento dei posti disponibili, previa trasmissione della scheda d’iscrizione via mail ([email protected]) o fax (089-96.9620) alla segreteria organizzativa. Dettagli sui costi e sulle modalità di iscrizione sono disponibili sul sito www.seed.unisa.it.

  • Salute e tutela dell’ambiente per vivere in un mondo migliore

    Anche noi nel nostro piccolo possiamo ogni giorno compiere dei gesti importanti per la tutela dell’ambiente. Salute e Ambiente sono argomenti importanti e molto attuali.

    Il risparmio energetico è senza dubbio una delle cose a cui dobbiamo prestare maggiore attenzione.

    Nelle nostre abitazioni dobbiamo utilizzare solo lampadine a basso consumo, tenere spenti gli elettrodomestici quando non vengono utilizzati e sfruttare le fasce notturne per gli elettrodomestici più potenti. Se dobbiamo cambiare l’automobile o un elettrodomestico dovremmo sempre scegliere le ultime versioni che offrono elettrodomestici a basso consumo ma con grandi prestazioni e veicoli ibridi o completamente elettrici che aiutano ad eliminare l’anidride carbonica presente nell’aria.

    Anche l’acqua non dovrebbe mai essere sprecata e sarebbe importante iniziare ad installare degli impianti di riutilizzo dell’acqua piovana per i servizi igienici oppure per l’irrigazione del giardino.

    Creare zone verdi da inserire in città non è certo un compito che spetta a noi cittadini privati ma magari un bell’orto da mettere in giardino o sul terrazzo è un modo per creare delle piccole zone verdi e per insegnare ai nostri figli ad amare l’ambiente.

    La tutela ambientale è un gesto importante anche per noi e per il nostro benessere.

    Approfondisci l’argomento: hhttp://www.viveremeglio.it/section/Salute-e-Ambiente/4.htm